La storia di Sergio Pininfarina

BARI. Sergio Farina diventa il presidente dell'omonima azienda di carrozzerie alla morte del padre Battista "Pinin" Farina che ne fu il fondatore. Il diminutivo "Pinin" è stato aggiunto all'originario cognome "Farina" nel 1961, con decreto del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi.
Consegue la laurea in Ingegneria Meccanica nel 1950 al Politecnico di Torino, approfondendo le sue conoscenze in Inghilterra e negli Stati Uniti.

L'azienda Pininfarina diviene famosa negli anni cinquanta per l'eleganza delle carrozzerie realizzate e, soprattutto, per il disegno sempre all'avanguardia, garantendo così un successo ininterrotto della marca Pininfarina riconosciuto tutt'oggi in tutto il mondo.
A partire dagli anni ottanta Pininfarina riconosce l'importanza dell'aerodinamica dei suoi modelli e concentra tutti i suoi sforzi nel migliorare i modelli non solo da un punto di vista estetico ma soprattutto aerodinamico, raggiungendo così il risultato di stabilirsi anche come punto di riferimento per le carrozzerie di macchine sportive e veloci eseguendo dei modelli persino per la Ferrari.

Dal 1988 al 1992 è stato presidente della Confindustria.
Nel 1991 a Detroit gli viene assegnato il "Designer Lifetime Achievement Award" come migliore designer automobilistico del mondo.

È stato presidente del Comitato Scientifico-Didattico dell'ISIA di Roma.
L'industriale italiano è stato nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 23 settembre 2005.

Pur avendo votato per il candidato ufficiale del centrodestra Giulio Andreotti come presidente del Senato il 19 maggio 2006 ha votato la fiducia al governo Prodi II; successivamente non ha partecipato ad alcuna votazione del Senato fino al 21 febbraio 2007, giorno in cui si è astenuto sulla mozione della maggioranza sulla politica estera.
Il 28 febbraio seguente, quando l'esecutivo fu rinviato al Senato dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano per ottenere nuovamente la fiducia, Pininfarina ed Andreotti non parteciparono al voto, confermando di fatto la sfiducia e il ritorno alle urne.
È morto il 3 luglio 2012, nella sua casa di Torino, all'età di 85 anni.

(Fonte: Wikipedia.it)

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