L'Ilva rischia il sequestro: operai sul piede di guerra. Documento del Consiglio

TARANTO. E' terminato, dopo due ore di sciopero programmate da Fim, Fiom e Uilm, il blocco delle statali 106 e 7 Appia da parte di cinquemila lavoratori dell'Ilva che avevano aderito alla manifestazione. Resta il presidio permanente di una rappresentanza di sindacalisti e operai sul cavalcavia davanti alla direzione dello stabilimento.

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In citta' c'e' grande attesa per le decisioni della magistratura che potrebbe far sequestrare gli impianti dell'area a caldo per violazione delle norme ambientali.
Nel capoluogo ionico da giorni circolano voci di un imminente sequestro degli impianti che potrebbe essere disposto dalla magistratura a seguito dei risultati delle perizie sull'inquinamento ambientale.

+ "Lavoratori esasperati. Ora serve buon senso"

DOCUMENTO DEL CONSIGLIO - “Il Presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, l’Ufficio di Presidenza, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari e i Presidenti delle Commissioni permanenti, a nome dell’intera Assemblea auspicano che il Governo nazionale e la Giunta regionale pugliese possano trovare con immediatezza soluzioni e risorse, per chiudere la vertenza ambientale di Taranto coniugando il diritto alla salute ed al lavoro, entrambi fondamentali e costituzionalmente riconosciuti.

Il Consiglio regionale, nella sua interezza, dichiara la disponibilità ad adottare con procedure di assoluta urgenza qualsiasi iniziativa legislativa si dovesse rendere necessaria.
A tal fine si è deciso, in deroga al regolamento, che la pausa estiva potrà essere interrotta in ogni momento

“Così come preannunciato, stamani sono stato vicino ai lavoratori dell’Ilva che dimostravano a difesa del proprio posto di lavoro “.
Lo ha detto in una nota il consigliere regionale di Futuro e Libertà, Euprepio Curto.
“Nell’apprezzare la compostezza con cui i lavoratori hanno manifestato – ha dichiarato Curto – non posso non osservare e rilevare il distacco con cui la Politica del territorio continua a guardare alla devastante ipotesi di sequestro dello stabilimento Ilva. Per carità, nessuna censura, ma forse a molti sfugge il quadro assolutamente drammatico sotto il profilo economico-sociale che potrebbe venirsi a determinare ove la magistratura ionica dovesse assumere tale provvedimento“.

“Voglio sperare – ha concluso Curto – che le nubi si diradino nel più breve tempo possibile, ma fino a quel momento continuerò ad esprimere concretamente la mia solidarietà ai lavoratori Ilva“.