Riordino sanitario: “Bat penalizzata, un policlinico per risarcire il territorio”

BARI. “Se fossi stato un componente della Commissione Sanità non avrei mai votato il regolamento del Piano di riordino sanitario. Penalizza gli ospedali della Bat e, in particolare, il Dimiccoli di Barletta e io non voto a testa bassa per ordine di scuderia, ma solo se ritengo giusto i provvedimenti su cui sono chiamato ad esprimermi e quel piano non lo è nei confronti del mio territorio”. È il giudizio del Consigliere regionale del Partito Democratico, Ruggiero Mennea sul provvedimento licenziato ieri pomeriggio, per un solo voto, dalla terza commissione consiliare della Regione Puglia.
“Aver strappato qualche posto letto non può essere considerato un risultato positivo - aggiunge il consigliere regionale. L’assessore doveva discutere il piano con i sindaci del territorio e con gli operatori della sanità e invece non l’ha fatto e queste sono le conseguenze”. Mennea è particolarmente critico sulla mancata definizione di tempi e modi della riconversione degli ospedali di Minervino e Spinazzola (“su cui stiamo attendendo ancora risposte”) e in particolare sulla chiusura e sul rafforzamento dell’Utic di Barletta.
“Il regolamento approvato ieri non introduce alcuna novità rispetto a quanto già previsto da tempo - prosegue Mennea - a questo punto l’unica via d’uscita per rendere giustizia ai cittadini del nostro territorio sarebbe creare nella Bat un policlinico e quindi un’azienda ospedaliera autonoma e non importa in quale città. Sarebbe l’unico modo per risarcire i cittadini della Bat, che pagano più di ogni altro pugliese la manovra da lacrime e sangue fatta nella sanità regionale. Sarebbe l’unico modo per offrire ai cittadini di questo territorio un livello di sicurezza della salute pari a quello degli altri pugliesi”.
“Si lasci perdere la rincorsa a salvare questo o quell’altro amico primario e la rincorsa a qualche posto letto che tutti sappiamo dovrà essere eliminato l’anno prossimo - prosegue l’esponente del Pd - sanno tutti che dal 2013 gli ospedali sotto i 120 posti letto dovranno essere chiusi, non illudiamo quindi i cittadini di Trani e di Canosa dicendogli che abbiamo conquistato qualche posto letto in più, ma chiediamo l’immediata riconversione per offrire servizi alternativi e sostitutivi efficienti e funzionali. Un grande policlinico della Bat darebbe sicurezza a tutti i cittadini nel momento in cui si dovessero trovare in situazioni di pericolo e di emergenza e soprattutto limiterebbe situazioni incresciose come quella capitata ad un paziente che per fare una coronarografia si è dovuto spostare dall’ospedale di Barletta a quello di Andria e lì, non riuscendo a sfilare un tubo di catetere impigliatosi, lo hanno dovuto rimbalzare in una clinica convenzionata barese. Ma di quali poli d’eccellenza parliamo se non siamo in grado di rispondere alle emergenze elementari dei cittadini di questa provincia? E non vengano a dirci che la soluzione è rappresentante da non uno, ma addirittura due nuovi ospedali, che chissà quando verranno costruiti”.
Mennea fa appello ai sindaci e agli altri rappresentanti istituzionali del territorio: “Ritroviamoci tutti attorno ad una proposta seria e immediatamente realizzabile, che deve essere quella di pretendere il rispetto di una comunità che non può essere penalizzata a favore della proporzionata o degenerata sanità foggiana o barese. Non è una lotta di campanile, ma una lotta di civiltà, che mira a dare lo stesso identico livello di sicurezza della salute e lo stesso identico diritto alla salute a tutti i pugliesi, nessuno escluso. Un policlinico tra quello di Foggia e quello di Bari sarebbe non solo un atto di giustizia sociale, ma un modo per evitare sprechi e realizzare una rete di servizi sanitaria adeguata, all’avanguardia ed efficiente. Per quanto mi riguarda formalizzerò tale proposta all’assessore Attolini e sulla base della risposta ne trarrò le conseguenze, così come le trarranno i cittadini del mio territorio”.