Notte della Taranta: "Così Vendola trasforma un evento internazionale in una festa politica"

BARI. Coro di no da parte del centrodestra pugliese al canto di Bella Ciao durante il Concertone della Notte della Taranta. "Il matrimonio tra il suono della pizzica salentina e gli stornelli delle fanfare balcaniche ha funzionato fino ad un certo punto. Ovvero fin quando Goran Bregovic ha interpretato, peraltro in modo straordinario, “Bella ciao”, dando – con il compiacimento del presente Vendola - una connotazione da festa provinciale della sinistra alla Notte della Taranta che invece è e deve restare un evento internazionale che rappresenta nel mondo - gusti a parte - tutta la Puglia e tutti i pugliesi.

+ "Bella Ciao? Inopportuna"

Beninteso, nulla contro “Bella ciao”, e nulla conto le lotte partigiane che hanno liberato il nostro Paese dall'oppressione nazifascista: è questa la parte di “Bella ciao” che appartiene a noi tutti. Semplicemente quella canzone non c'entrava con la Notte della Taranta, se non per un goffo tentativo di indirizzare e marchiare politicamente un festival che di politico non può avere niente. Non sappiamo se l'idea sia stata di Bregovic o una espressa richiesta del pubblico “vip”. “Bella ciao”, è fuor di dubbio, è diventata ormai un inno di certa parte politica, cantata sempre nel corso di comizi e convegni del Pd e di Sel. Certo l'occasione per il nostro presidente e il suo impegno perenne in campagna elettorale, era troppo ghiotta. Peccato che Vendola abbia dimenticato l'origine, pubblica, dei fondi alla base della Notte della Taranta e peccato che lo stesso sia sfuggito al forse inconsapevole Goran Bregovic (che pure sta preparando un disco sulla Resistenza in cui è inserita “Bella ciao”). Insomma i pugliesi hanno contribuito ampiamente a pagare una serata elettorale a Nichi Vendola e un'abile operazione di marketing a Bregovic".
A riferirlo il capogruppo PdL, Massimo Cassano.