Notte della Taranta: "Così Vendola trasforma un evento internazionale in una festa politica"
+ "Bella Ciao? Inopportuna"
Beninteso, nulla contro “Bella ciao”, e nulla conto le lotte partigiane che hanno liberato il nostro Paese dall'oppressione nazifascista: è questa la parte di “Bella ciao” che appartiene a noi tutti. Semplicemente quella canzone non c'entrava con la Notte della Taranta, se non per un goffo tentativo di indirizzare e marchiare politicamente un festival che di politico non può avere niente. Non sappiamo se l'idea sia stata di Bregovic o una espressa richiesta del pubblico “vip”. “Bella ciao”, è fuor di dubbio, è diventata ormai un inno di certa parte politica, cantata sempre nel corso di comizi e convegni del Pd e di Sel. Certo l'occasione per il nostro presidente e il suo impegno perenne in campagna elettorale, era troppo ghiotta. Peccato che Vendola abbia dimenticato l'origine, pubblica, dei fondi alla base della Notte della Taranta e peccato che lo stesso sia sfuggito al forse inconsapevole Goran Bregovic (che pure sta preparando un disco sulla Resistenza in cui è inserita “Bella ciao”). Insomma i pugliesi hanno contribuito ampiamente a pagare una serata elettorale a Nichi Vendola e un'abile operazione di marketing a Bregovic".
A riferirlo il capogruppo PdL, Massimo Cassano.