Giustizia: ddl anticorruzione in forse
di Redazione. Sale nuovamente la tensione tra i partiti di maggioranza sul tema giustizia, mentre Pdl, Pd e Udc provano a trovare un accordo sulla riforma elettorale.Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, avverte che se sul ddl anticorruzione il governo dovesse chiedere il voto di fiducia non avra' quella del Pdl. Gasparri aggiunge che la sorte del ddl gia' approvato alla Camera deve essere ''concordato con noi perche' anche noi vogliamo una legge contro la corruzione, ma vanno chiariti alcuni aspetti per evitare che invece di combattere la corruzione si combattano altre cose''.
Stessa opinione espressa dal guardasigilli Paola Severino nei giorni scorsi, ricordando come sul tema c'e' una costante pressione dell'Unione europea per aggiornare le norme italiane in materia.
Non e' la prima volta, in tempi recenti, che il capogruppo esprime il suo dissenso sul problema giustizia. Gasparri, prima della pausa estiva, si era dichiarato disponibile a votare una mozione di sfiducia messa a punto contro il ministro della Giustizia dalla Lega Nord dopo che il governo aveva deciso di chiudere 31 sedi distaccate di tribunali nel quadro della spending review.
''L'iniziativa della Lega riguardo il ministro Severino merita attenzione. Valutino bene in che ramo del Parlamento agire'', aveva detto in quella occasione Gasparri ricordando che Pdl e Lega Nord conservano la maggioranza al Senato.
Era stato successivamente Fabrizio Cicchitto a correggere la posizione di Gasparri. Questa volta il presidente dei deputati del Pdl non frena la polemica innestata dal suo collega di partito: ''Sul ddl anticorruzione siamo totalmente d'accordo con quello che ha detto il senatore Gasparri''.
Filippo Berselli, Pdl, presidente della commissione Giustizia del Senato, spiega che il provvedimento e' ''complesso'' e richiede un esame ''attento e responsabile'', non frettoloso come quello di Montecitorio.
In ogni caso, avverte Berselli, il governo deve ''rispettare le Camere e non puo' chiedere di farci approvare il testo cosi' com'e'''. La discussione avra', se serve, ''una corsia preferenziale ma con i tempi decisi dal Parlamento''.
Donatella Ferranti, capogruppo del Pd nella commissione Giustizia di Montecitorio, invita il governo ad andare avanti ''con fermezza''. ''Il Pdl venga allo scoperto e dica cosa non gli va nel merito'', aggiunge ricordando il lungo iter del ddl approvato dalla Camera con voto di fiducia (una prima versione del provvedimento era stata presentata da Angelino Alfano, allora guardasigilli, in un Consiglio dei ministri del 2010).
Il ministro Severino aveva sondato nei giorni precedenti a Ferragosto la possibilita' di un rush finale di fine legislatura al Senato sul disegno di legge anticorruzione e alla Camera su quello riguardante le intercettazioni (gia' approvato dal Senato).
Nel caso non ci fossero le condizioni per l'approvazione dei due provvedimenti, le indiscrezioni parlano di un ministro intenzionato a lasciare in eredita' i due provvedimenti alla prossima legislatura.
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