“Ma l'Ilva è una questione europea”
BARI. Del tutto condivisibile e degna del massimo apprezzamento l'iniziativa dell'onorevole Raffaele Fitto per coinvolgere il vicepresidente della Commissione Europea e commissario all'Industria, onorevole Tajani, nel tavolo istituzionale che sta affrontando la questione dell'Ilva di Taranto.
Una questione che non può in alcun modo definirsi “locale”. Si tratta infatti del più grande stabilimento siderurgico d'Europa, con ricadute ambientali, occupazionali e sociali la cui soluzione deve necessariamente rientrare tra le priorità sovranazionali. Certo l'obiettivo è ambizioso, con la trasformazione ecocompatibile dello stabilimento e con una politica che nell'ambito di una visione più ampia possa tutelare il sacrosanto diritto alla salute dei cittadini, con l'altrettanto sacrosanto diritto al lavoro di migliaia di dipendenti.
Di conseguenza è sempre più necessaria la più ampia collaborazione tra governo nazionale e regionale, esponenti parlamentari e consiglieri regionali, enti locali, con però il fondamentale coinvolgimento degli organi istituzionali europei per eventuali e possibili integrazioni al decreto legge e per raggiungere nel più breve tempo possibile un obiettivo equo e condiviso.
A riferirlo in una nota il vicecapogruppo del Pdl, Massimo Cassano
Una questione che non può in alcun modo definirsi “locale”. Si tratta infatti del più grande stabilimento siderurgico d'Europa, con ricadute ambientali, occupazionali e sociali la cui soluzione deve necessariamente rientrare tra le priorità sovranazionali. Certo l'obiettivo è ambizioso, con la trasformazione ecocompatibile dello stabilimento e con una politica che nell'ambito di una visione più ampia possa tutelare il sacrosanto diritto alla salute dei cittadini, con l'altrettanto sacrosanto diritto al lavoro di migliaia di dipendenti.
Di conseguenza è sempre più necessaria la più ampia collaborazione tra governo nazionale e regionale, esponenti parlamentari e consiglieri regionali, enti locali, con però il fondamentale coinvolgimento degli organi istituzionali europei per eventuali e possibili integrazioni al decreto legge e per raggiungere nel più breve tempo possibile un obiettivo equo e condiviso.
A riferirlo in una nota il vicecapogruppo del Pdl, Massimo Cassano
E perché dovrebbe importare all'europa dell'Ilva? L'ilva non è l'unica acciaieria dell'europa, (e nemmeno l'unica d'italia), per Bruxelles che si faccia l'acciaio da una parte o dall'altra è la stessa identica cosa. Se mai può essere d'importanza strategica per l'Italia o per Taranto. Cosa vuoi che ti dicano quei politici europei? "Dovete rispettare le norme ambientali". (che è la stessa roba che dicono i politici italiani) Ok ottimo, bravissimo, grazie per la genialata, non ci sarei mai arrivato da solo:) Ovvero, inutili, totalmente inutili. I politici sono degli incapaci, e il fatto stesso che credano di essere più in gamba di chi ci lavora nell'acciaieria è di un'arroganza inverosimile. Non hanno nemmeno lontanamente idea di come funzioni, non sanno nemmeno di cosa parlano quando dicono di ridurre l'inquinamento, eppure, credono veramente che i centinaia di ingegneri che sicuramente hanno già lavorato su questi temi, non contino niente. Loro, i giudici, nominano un ingegnere che da solo dovrebbe fare il lavoro che non sono riusciti a fare in centinaia di ingegneri... La verità è che c'è molta incompetentza, ignoranza e soprattutto arroganza a non finire. Se fosse così facile forse sarebbe già stato fatto, forse non è una questione di soldi, forse non esistono delle soluzioni tecniche. Ci lavorano in più di 10mila persone, ci saranno più di un centinaio di ingegneri e un giudice, chi si crede di essere?
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