“Ma l'Ilva è una questione europea”

BARI. Del tutto condivisibile e degna del massimo apprezzamento l'iniziativa dell'onorevole Raffaele Fitto per coinvolgere il vicepresidente della Commissione Europea e commissario all'Industria, onorevole Tajani, nel tavolo istituzionale che sta affrontando la questione dell'Ilva di Taranto.
Una questione che non può in alcun modo definirsi “locale”. Si tratta infatti del più grande stabilimento siderurgico d'Europa, con ricadute ambientali, occupazionali e sociali la cui soluzione deve necessariamente rientrare tra le priorità sovranazionali. Certo l'obiettivo è ambizioso, con la trasformazione ecocompatibile dello stabilimento e con una politica che nell'ambito di una visione più ampia possa tutelare il sacrosanto diritto alla salute dei cittadini, con l'altrettanto sacrosanto diritto al lavoro di migliaia di dipendenti.
Di conseguenza è sempre più necessaria la più ampia collaborazione tra governo nazionale e regionale, esponenti parlamentari e consiglieri regionali, enti locali, con però il fondamentale coinvolgimento degli organi istituzionali europei per eventuali e possibili integrazioni al decreto legge e per raggiungere nel più breve tempo possibile un obiettivo equo e condiviso.
A riferirlo in una nota il vicecapogruppo del Pdl, Massimo Cassano