Ilva: sit-in in fabbrica. Operai salgono su nastro altoforno
TARANTO. Ancora proteste degli operai Ilva. Un gruppo di operai e' salito stasera a circa 60 metri di altezza sulle passerelle dei nastri di carica dell'Altoforno 5 dell'Ilva. Gli operai - 5 secondo l'azienda, una quindicina secondo altri - intendono manifestare cosi' preoccupazione per il posto di lavoro e sarebbero intenzionati a passare la notte sulle passerelle. In mattinata circa 200 lavoratori dell'azienda milanese, provenienti da vari reparti, si erano radunati nei pressi degli uffici della direzione dello stabilimento, all'interno della fabbrica.
+ L'azienda: attuati interventi tavolo tecnico
+ "A Taranto polveri sforano limiti"
I dipendenti dell'Ilva attendono con ansia la decisione del gip Patrizia Todisco sul piano di investimenti immediati per 400 milioni di euro presentato dall'azienda alla Procura per risanare sul piano ambientale gli impianti dell'area a caldo sequestrati. La decisione del gip è attesa tra oggi e domani.
Intanto il 'Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti' di Taranto, che ha organizzato nelle ultime settimane alcune manifestazioni contro l'inquinamento della citta', invita "i lavoratori a non farsi manovrare da azienda e sindacati, che in caso di blocco degli impianti potrebbero nuovamente fomentare la protesta e i blocchi stradali, ma ad unirsi, e a partecipare, alla costruzione di una piattaforma".
L'obiettivo e' quello di ottenere ad esempio "indagini epidemiologiche; screening e visite mediche, check up completo dei lavoratori in strutture esterne all'Ilva; istituzione di mappe di rischio in base a materiali e impianti; prevenzione e cura dei lavoratori e dei cittadini in strutture sanitarie pubbliche specializzate a Taranto; verifica degli impianti e bonifica da amianto e apirolio; un fondo a carico del gruppo Riva e dello Stato italiano a garanzia del reddito dei cittadini e lavoratori che dovessero risultare in esubero (licenziamenti / cassa integrazione) e dei cittadini; riconversione professionale degli operai per gli impieghi nelle bonifiche; coinvolgimento e controllo diretto da parte della cittadinanza delle operazioni relative a bonifica e risanamento ambientale".
Secondo il Comitato, simboleggiato dall'Apecar che fece irruzione durante una manifestazione de sindacati in piazza Vittoria il 2 agosto scorso, "le proposte presentate da Ferrante (presidente del cda del siderurgico ndr) nel piano Ilva dimostrano che il Gruppo Riva non intende spendere i miliardi di euro necessari per l'adeguamento di impianti obsoleti che non rispondono alle prescrizioni atte a tutelare sia il reddito che la salute dei lavoratori e di tutti i cittadini. Nonostante l'azienda continui ad avere profitti elevati".
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I dipendenti dell'Ilva attendono con ansia la decisione del gip Patrizia Todisco sul piano di investimenti immediati per 400 milioni di euro presentato dall'azienda alla Procura per risanare sul piano ambientale gli impianti dell'area a caldo sequestrati. La decisione del gip è attesa tra oggi e domani.
Intanto il 'Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti' di Taranto, che ha organizzato nelle ultime settimane alcune manifestazioni contro l'inquinamento della citta', invita "i lavoratori a non farsi manovrare da azienda e sindacati, che in caso di blocco degli impianti potrebbero nuovamente fomentare la protesta e i blocchi stradali, ma ad unirsi, e a partecipare, alla costruzione di una piattaforma".
L'obiettivo e' quello di ottenere ad esempio "indagini epidemiologiche; screening e visite mediche, check up completo dei lavoratori in strutture esterne all'Ilva; istituzione di mappe di rischio in base a materiali e impianti; prevenzione e cura dei lavoratori e dei cittadini in strutture sanitarie pubbliche specializzate a Taranto; verifica degli impianti e bonifica da amianto e apirolio; un fondo a carico del gruppo Riva e dello Stato italiano a garanzia del reddito dei cittadini e lavoratori che dovessero risultare in esubero (licenziamenti / cassa integrazione) e dei cittadini; riconversione professionale degli operai per gli impieghi nelle bonifiche; coinvolgimento e controllo diretto da parte della cittadinanza delle operazioni relative a bonifica e risanamento ambientale".
Secondo il Comitato, simboleggiato dall'Apecar che fece irruzione durante una manifestazione de sindacati in piazza Vittoria il 2 agosto scorso, "le proposte presentate da Ferrante (presidente del cda del siderurgico ndr) nel piano Ilva dimostrano che il Gruppo Riva non intende spendere i miliardi di euro necessari per l'adeguamento di impianti obsoleti che non rispondono alle prescrizioni atte a tutelare sia il reddito che la salute dei lavoratori e di tutti i cittadini. Nonostante l'azienda continui ad avere profitti elevati".
