Interpretare e guarire il dolore degli anziani: a Bari il Progetto ‘Come’
BARI. Gli anziani soffrono, ma non riescono a comunicarlo adeguatamente. Il Progetto ‘Come’ insegna ai medici a decifrare descrizioni confuse del sintomo doloroso, a capire la sofferenza nascosta dietro una disfunzione motoria apparentemente banale, a interpretare le parole di anziani affetti da alterazioni cognitive, ma anche a far comprendere al proprio paziente modi, tempi ed efficacia della terapia consigliata. I geriatri e gli altri specialisti che si occupano di pazienti della terza età saranno infatti in aula oggi, a Bari, per un corso che attraverso la “comunicazione efficace” insegna le tecniche più avanzate di diagnosi e terapia del dolore. Gli specialisti iscritti si riuniranno a partire dalle ore 9 presso l’Hotel Villa Romanazzi Carducci di via Giuseppe Capruzzi 326. L’iniziativa, dal carattere particolarmente innovativo e con un marcato sfondo etico-sociale, è denominata Progetto ‘Come’ e si svolge sotto l’egida della Sigg (Società Italiana di Gerontologia e Geriatria) con il sostegno incondizionato di Grünenthal Italia: ad oggi ha già toccato 9 città italiane, coinvolgendo quasi 400 specialisti. Affronta e risolve uno dei punti più critici nel rapporto con pazienti in età avanzata: la difficoltà che la maggior parte degli anziani incontra nel rappresentare al medico le proprie sofferenze e anche nel comprendere ed attenersi alla terapia.
Il problema è estremamente diffuso: l'80% degli ultrasessantacinquenni soffre di dolore e l'Italia è la seconda nazione più anziana d’Europa. ‘Come’ è un progetto itinerante basato sull’interattività delle sessioni di formazione, rivolte a tutti gli specialisti che si occupano di pazienti geriatrici: partito da Brescia lo scorso 26 maggio, attraverserà il Paese per un totale di 13 tappe e oltre 500 medici coinvolti. “La comunicazione efficace – spiega il professor Gianluigi Vendemiale, direttore della Cattedra di Medicina Interna e Geriatria dell’Università degli Studi di Foggia – è sicuramente l’arma in più nel trattamento del paziente complesso in genere, e quindi anche dell’anziano. Credo che l’approfondimento di queste tematiche possa davvero generare un salto di qualità nella gestione del dolore nei pazienti geriatrici. È un auspicio realista, direi, se pensiamo che la formazione del Progetto ‘Come’ affianca al focus sulla comunicazione l’approfondimento dei profili farmacologici per la cura del dolore: da qualche tempo disponiamo infatti di una nuova molecola, che ha un duplice meccanismo di azione, intervenendo al contempo sul dolore neuropatico e sul dolore nocicettivo. In termini più semplici, potremmo dire che questo nuovo prodotto è in grado di bloccare entrambe le possibili espressioni del dolore, in modo assai più efficace di quanto le molecole presenti sullo scenario farmacologico hanno consentito di fare sino ad oggi”.
I profili farmacologici del trattamento del dolore nel paziente geriatrico costituiscono infatti, insieme alla comunicazione efficace, uno dei temi centrali degli incontri del Progetto ‘Come’, e nella tappa barese saranno affrontati dal professor Filippo Caraci, docente di Psicofarmacologia dell’Università di Catania. Il Progetto ‘Come’ fa tappa oggi anche a Bologna, e proseguirà poi, a partire da sabato 13 ottobre, alla volta di Milano, Perugia, Roma e Treviso.
Il problema è estremamente diffuso: l'80% degli ultrasessantacinquenni soffre di dolore e l'Italia è la seconda nazione più anziana d’Europa. ‘Come’ è un progetto itinerante basato sull’interattività delle sessioni di formazione, rivolte a tutti gli specialisti che si occupano di pazienti geriatrici: partito da Brescia lo scorso 26 maggio, attraverserà il Paese per un totale di 13 tappe e oltre 500 medici coinvolti. “La comunicazione efficace – spiega il professor Gianluigi Vendemiale, direttore della Cattedra di Medicina Interna e Geriatria dell’Università degli Studi di Foggia – è sicuramente l’arma in più nel trattamento del paziente complesso in genere, e quindi anche dell’anziano. Credo che l’approfondimento di queste tematiche possa davvero generare un salto di qualità nella gestione del dolore nei pazienti geriatrici. È un auspicio realista, direi, se pensiamo che la formazione del Progetto ‘Come’ affianca al focus sulla comunicazione l’approfondimento dei profili farmacologici per la cura del dolore: da qualche tempo disponiamo infatti di una nuova molecola, che ha un duplice meccanismo di azione, intervenendo al contempo sul dolore neuropatico e sul dolore nocicettivo. In termini più semplici, potremmo dire che questo nuovo prodotto è in grado di bloccare entrambe le possibili espressioni del dolore, in modo assai più efficace di quanto le molecole presenti sullo scenario farmacologico hanno consentito di fare sino ad oggi”.
I profili farmacologici del trattamento del dolore nel paziente geriatrico costituiscono infatti, insieme alla comunicazione efficace, uno dei temi centrali degli incontri del Progetto ‘Come’, e nella tappa barese saranno affrontati dal professor Filippo Caraci, docente di Psicofarmacologia dell’Università di Catania. Il Progetto ‘Come’ fa tappa oggi anche a Bologna, e proseguirà poi, a partire da sabato 13 ottobre, alla volta di Milano, Perugia, Roma e Treviso.
