Taranto Finanza Forum: la ricetta degli economisti per il futuro europeo dell'Italia

Un momento del convegno del TFF '12
TARANTO. “Quale Italia nell’Europa di domani?”. A quest’interrogativo hanno risposto i relatori che hanno animato la terza giornata, conclusiva, del Taranto Finanza Forum, l’evento promosso dalla BCC San Marzano di San Giuseppe e giunto alla Sesta Edizione. Nell’antica Basilica dell’Histò San Pietro sul Mar Piccolo, moderati da Francesco Guidara (caporedattore di Class CNBC), sono intervenuti l’economista Donato Masciandaro; l’inviato de Il Sole 24Ore, Gianni Dragoni; il vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno e all’Economia, Giuseppe Montalbano; il direttore della comunicazione Boeing, Marcello Bruni; il presidente di Vodafone e Alumni Bocconi (partner del TFF), Pietro Guindani. L’Italia che dovrà presentarsi al varco delle prossime scadenze europee non può prescindere dal rispetto delle regole e dalla coesione internazionale. E’ questa la chiave di lettura emersa dal giro di tavolo dei relatori. Nello specifico, Donato Masciandaro non ha usato mezze misure: “Per superare questa fase acuta è opportuna una maggiore integrazione fra le varie nazioni superando gli egoismi e gli individualismi anche politici, altrimenti non si va da nessuna parte. L’unica nostra speranza è il rispetto delle regole, che però oggi manca”. Per Pietro Guindani “Oltre al rispetto delle regole, occorre impegno individuale e responsabilità collegiale. L’Italia deve somigliare ad una grande azienda con capacità manageriali non lasciando spazio all’improvvisazione”. Secondo Giuseppe Montalbano però, “Proprio le imprese che sono il motore del Paese, sul territorio non trovano punti di riferimento istituzionale, anzi si sentono abbandonate, subendo da sole il peso della recessione”. La visione internazionale è stata offerta da Marcello Bruni, il quale ha sottolineato come l’Italia “Sia è un partner imprescindibile e affidabile per lo sviluppo tecnologico delle multinazionali”. Per Gianni Dragoni, l’analisi di quanto avviene è impietosa: “Nei momenti dei crisi anche gli aiuti previsti, compresi quelli normativi non sempre assolvono al loro compito soccorrendo le imprese in difficoltà, questo genera disagio e un vortice che non aiuta la ripresa”.

I NUMERI - La sesta edizione del Taranto Finanza Forum va in archivio con un saldo positivo sui singoli eventi: 400 presenti al Convegno sulla Green Road (in apertura) e altrettanti alla conferenza di Oscar Giannino, mentre nella giornata odierna hanno preso parte all’ultimo appuntamento circa 300 partecipanti. Mentre il dato più particolare giunge dalla seconda edizione della Notte Bianca del Trading che ha visto protagonisti oltre 50 presenti che per tutta la notte hanno operato sui mercati intercontinentali. La giornata centrale (ieri, venerdì 28) è stata caratterizzata da un’ottima presenza alle tavole rotonde e conferenze programmate, ma una partecipazione che ha dovuto subire una contrazione causata dai disagi alla circolazione. In totale, nelle tre giornate, hanno preso parte oltre 1500 persone (contro i 2100 partecipanti dello scorso anno) a fronte di un incremento delle registrazioni online: 870 (+60%).

“Questa sesta edizione del Taranto Finanza Forum – dichiara il Direttore Generale della BCC San Marzano di San Giuseppe, Emanuele di Palma – è stata caratterizzata da una crescente qualità sia sotto il profilo dei relatori e delle tavole rotonde, sia sotto quello del pubblico partecipante. Tutto ciò conferma l’impegno della nostra Banca per la corretta formazione e informazione sulle opportunità d’investimento. Il TFF ha avuto la capacità di leggere con grande anticipo la crisi e di coglierne l’evoluzione degli scenari”. Per il Presidente Francesco Cavallo, invece: “Lo spessore dei contributi forniti può essere sicuramente utile per accurate analisi. Abbiamo colto ottimi spunti sui quali lavorare per comprendere al meglio quello che ci attende nei prossimi mesi. La cosa positiva di tutto ciò è che la chiave di lettura è arrivata da un osservatorio molto ampio e trasversale. E’ questa la strada sulla quale continuare a lavorare per il prossimo futuro, al fine di continuare a fornire al territorio il nostro modo di fare Banca locale, oltre la classica definizione”.