Ilva: Quaranta, dati Sentieri colpiscono

BARI. "Sono dati che colpiscono e che devono essere letti con la massima attenzione e con la massima sensibilita' perche', al di la' delle responsabilita' aziendali, prima di tutto siamo uomini e siamo padri". Cosi' a Bari, a margine del convegno organizzato dalla commissione parlamentare di inchiesta sugli illeciti nel ciclo dei rifiuti, il responsabile delle relazioni istituzionali e internazionali del gruppo Riva, Giancarlo Quaranta a proposito dei dati dello studio epidemiologico sull'area di Taranto e Statte presentati ieri nel capoluogo jonico.

"Leggendo attentamente quei dati e soprattutto i grafici allegati -ha aggiunto- ci si accorge come i trend siano andati via via a migliorare per fortuna. Allora -ha continuato Quaranta- parlare di un peggioramento o di un miglioramento e' sempre una questione relativa. Basta guardare quello che e' avvenuto prima del '95 (quando l'azienda siderurgica si chiamava Italsider ed era proprieta' dello Stato, ndr) e dopo il '95 (quando e' subentrato il gruppo Riva e l'azienda ha assunto il nome di Ilva, ndr)".

"Certo mi rendo conto di quello che indica il ministro e cioe' che oggi noi ci troveremmo, tra virgolette, in vantaggio competitivo rispetto agli altri. Sta di fatto che e' ovvio che l'azienda deve ragionare in termini di un quadro completo dove c'e' certamente l'aspetto ambientale, quello dell'innovazione tecnologica e quelle che sono le condizioni di mercato". Lo ha detto Quaranta, commentando l'invito rivolto all'Ilva dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini a riconsiderare le perplessita' sull'Aia alla luce dei vantaggi competitivi che verrebbero all'azienda dall'applicare con anticipo rispetto ad altri concorrenti determinate tecnologie anti inquinamento.

Quaranta ha ricordato che, "se fosse stata contraria alla riapertura del riesame dell'Aia, l'Ilva non avrebbe ritirato i ricorsi al Tar. Il fatto che li abbia ritirati vuol dire che e' stato recepito l'invito del ministro".