Violentata in caserma, nei guai tre carabinieri e un vigile urabo

ROMA. Rischiano il processo con l'accusa di violenza sessuale tre carabinieri e un vigile urbano per lo stupro avvenuto nella notte tra il 23 e 24 febbraio dell'anno scorso in una stazione dei carabinieri di Roma. La vittima era una romana di 33 anni costretta a trascorrere una notte in una cella della caserma, in stato di fermo, perche' sorpresa a rubare in un supermercato.

Secondo quanto accertato dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal pubblico ministero Eugenio Albamonte, che ora hanno concluso l'inchiesta, quattro unità delle forze dell'ordine avrebbero partecipato allo stupro con ruoli differenti dopo aver costretto la vittima a bere alcolici.

Depositati gli atti, i magistrati solleciteranno la richiesta di rinvio a giudizio per il reato di violenza sessuale commessa "su persona sottoposta a limitazione della liberta' personale e con l'aggravante dell'abuso dei poteri e doveri inerenti a una funzione pubblica e dell'uso di sostanze alcoliche".