Bisceglie, storie di ordinaria (e avvilente) inciviltà

Francesco Brescia. Mette i brividi soltanto pensare che “un domani” la nostra città, il nostro territorrio possa essere amministrato da questa che in molti usano definire come la “futura classe dirigente”. C'è da inorridire quando si ascolta la ridondante e vacua espressione “largo ai giovani”. Si, perché se i giovani (generalizzare può provocare conati di ribellione: è ciò che intendo provocare, volesse il Cielo...) sono questi ritratti nella foto francamente non c'è molto da stare sereni. Altri cent'anni in mano alla “vecchia classe dirigente” sarebbero ben accetti. Il copione si ripete, con sfumature divergenti, tutti i giorni, tutte le sere. Si parcheggia (non apriamo capitoli quali “frecce”, “modo di guidare”, “velocità”, questi meriterebbero altri ammorbanti articoli dei miei), si gozzoviglia scartando succulenti (succulenti?) pasti da fast food, si consuma e... plaf... si getta dal finestrino. Non li hanno inventati per questo i marciapiedi? Poco importa se a distanza di cinque, voglio esagerare, dieci metri c'è in bella mostra un monile ornamentale chiamato “cestino per la spazzatura”. Tale copione, ribadisco, in zona BiMarmi (la neonata 'terza spiaggia'), non sviene recitato sporadicamente ma a più riprese anche in un sol giorno. La nostra, perdonate il campanilismo, la mia città in mano a questi avanzi di reality show non vorrei capitasse mai ma non so perché, sarà il mio possente e urgente pessimismo, la mia pressante e sfacciata cattiva fede, sono fermamente convinto che, si, purtroppo tra questi alberga la “futura classe dirigente”. Ora qualcuno commenterà... “diamo loro una seconda possibilità”. Si, diamogliela pure. Ma prima che la paghino. Cara magari. Qualcun altro si chiederà... “ma...invece di fotografare... farglielo notare no, eh?”. Chiedere è lecito, rispondere è cortesia: credete che non l'abbia fatto? Quasi dimenticavo: ci provi qualcuno a dirmi “tu rovini l'immagine della città” perché, di rimando, potrei rispondere “Io?”.