Insediamenti eolici a Manduria, le audizioni in quinta Commissione

BARI. Sul tema dei nuovi possibili insediamenti eolici nel territorio di Manduria, la quinta Commissione del presidente Donato Pentassuglia, ribadisce massima attenzione alla questione, dimostrata peraltro nei fatti, dalla sollecitudine con la quale lo stesso presidente ha accolto il grido d’allarme dei Comitati che si sono costituiti sul territorio, degli agricoltori ed operatori turistici che operano sul territorio, del WWF, della Lipu, convocando l’organismo istituzionale in regime di straordinarietà (visto che i lavori consiliari riprenderanno ufficialmente la prossima settimana).
Pentassuglia ha sottolineato quanto sia importante in questa fase “non fare scelte che possano rivelarsi un boomerang per il territorio”.

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Il rischio cioè che oltre al danno di natura paesaggistica, biologica, turistica, sia aggiunga anche la certezza che non vi siano assolutamente ritorni positivi di alcun genere, nemmeno quelli di natura ambientale, perché all’installazione di nuovi parchi eolici non corrisponde di fatto una riduzione dell’utilizzo del carbon fossile.
Queste preoccupazioni sono condivise anche dalla provincia di Taranto e dal Comune di Manduria, presenti alle audizioni in Commissione.
La Puglia è attualmente nella top ten per turismo enogastronomico e in tal senso “la terra del primitivo più famoso” potrebbe subire dei serissimi danni dai possibili insediamenti eolici. Questo sostengono le imprese agricole che lavorano nel settore. Ma non solo il vino rischia di subire un danno dai possibili neonascenti parchi eolici, ma anche le tantissime masserie cinquecentesche di pregio paesaggistico.
Per farla breve gli unici che potrebbero trarne beneficio sarebbero solo i grandi gruppi industriali interessati al business, questo è il coro unanime.
L’assessore allo sviluppo economico, Loredana Capone ha ribadito l’attenzione della Regione alla tutela dell’ambiente che deve essere il faro principale anche nelle scelte delle energie rinnovabili: rinnovabile sì ma controllato, d’altro canto tutte le azioni che la Giunta regionale ha posto in essere vanno in questa direzione.
Le società che attualmente hanno presentato progetti sono: Enertec srl ora Monte srl, istanza del 6/2/2007, procedura assoggetta a Via nell’aprile del 2011, attualmente in conferenza di servizi, nessuna procedura telematica, potenza dell’impianto 567MV; Puglia Energy srl istanza del 27/3/2007 assoggettata a Via e con richiesta di passaggio al telematico il 28/12/2012, potenza dell’impianto 99 MV; Sai ora Manduria Green istanza del 20/12/2007, assoggetta a Via, in conferenza di servizi, potenza impianto 48 MV; Saim ora Messapia energia, istanza del 20/12/2007, assoggetta a Via, in conferenza di servizi, 84MV;  Marco polo Enviromental istanza del 13/3/2008 assoggetta a Via, da richiedere passaggio telematico, potenza impianti 45 MV; Manduria New Energy, istanza del 9/5/2008, assoggettata a Via da richiedere passaggio telematico, potenza impianti 30MV; Co.rep ora Energie rinnovabili Manduria istanza del 19/9/2008 Via favorevole del servizio ecologia del 19/5/2009 in conferenza di servizi attivata procedura telematica imminente conclusione positiva, potenza dell’impianto 10 MV.
Questo lo stato dell’arte illustrato dall’assessore allo sviluppo economico Capone, quindi nessun provvedimento è stato ancora assunto e c’è l’impegno della Regione e dell’Arpa per le questioni di competenza, di massima attenzione all’ambiente, al territorio e alle norme, che per quanto riguarda il governo regionale sono assolutamente restrittive rispetto a qualunque possibile speculazione.
In perfetta sintonia l’assessore all’ecologia Lorenzo Nicastro che ritiene “fantascientifico” immaginare che si possano sviluppare su quel territorio ma anche su altri,  impianti di quella portata.
Gli uffici dell’Arpa dal canto loro hanno ribadito che per quanto riguarda gli impianti eolici le analisi visive debbono tenere in opportuna considerazione gli effetti cumulativi derivanti dalla compresenza di più impianti e inoltre la ricognizione dei centri abitati e dei beni culturali e paesaggistici riconosciuti come tali distanti in linea d’aria non meno di 50 volte l’altezza massima del più vicino aerogeneratore, documentando fotograficamente l’interferenza con le nuove strutture. “Si dovrà esaminare l’effetto visivo provocato da un’alta densità di aerogeneratori relativi ad un singolo parco eolico o a parchi eolici adiacenti – sottolinea ancora l’Arpa – tale effetto deve essere in particolare esaminato e attenuato rispetto ai punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, distanti in linea d’aria non meno di 50 volte l’altezza massima del più vicino aerogeneratore”.
Inoltre l’Arpa si impegna a redigere le linee guida per la valutazione della compatibilità ambientale paesaggistica di impianti di produzione a energia eolica, le quali allo stato attuale sono in fase di revisione finale.
L’Arpa ha sottolineato altresì che attualmente non esiste nessun riferimento giuridico in grado di esercitare  efficacemente la tutela del paesaggio agricolo, dove si continua a registrare una notevole sottrazione di suolo per l’installazione di impianti eolici.