Festa e colori in piazza con Berlusconi


Andrea Stano. Ore 14. Corso Vittorio Emanuele, una delle strade più rinomate e belle di Bari, è curiosamente deserto e, naturalmente, transennato. Il solo attraversarlo rievoca in mente lontani film sul vecchio West, e i raggi solari che lambiscono i propri corpi facilitano l’analogia. A due ore dall’evento della settimana, l’arrivo di Silvio Berlusconi nel capoluogo pugliese, la piazza è ancora brulla di gente, solo un centinaio di persone in festa che brandiscono le prime bandiere pidielline, come sempre fieri ed orgogliosi. E’ difficile immaginare che di li a poco tempo sarebbero stati oltre 50mila gli astanti ad inondare Piazza delle Libertà, numeri da capogiro, cifre da concerto dei Rolling Stones.

Lo spiegamento delle forze dell’ordine è considerevole. Tra finanza, polizia e carabinieri, il numero dei servitori dell’Arma è incalcolabile.

Ore 15. Mancano 60 minuti all’attesissimo Silvio Berlusconi Show. Ai piedi del palco sono già numerosi i supporters più affezionati i quali cori da stadio si alternano con la musica dell’orchestra che suona gioiosa. Giovani, anziani e bambini. E’ una grande festa qui a Bari per la venuta dell’ex Presidente del Consiglio in quella che è, climaticamente parlando, la giornata più gradevole di questo 2013.

Si respira aria di felicità. La gente si diverte, balla, parte persino un trenino sulle note latinoamericane di Brasil. Persino le troup televisive si lasciano andare, facendosi scappare, a intermittenza, qualche inedito ed improbabile balletto nel corso dei fuorionda. La maggior parte della musica suonata è napoletana, forse un omaggio di Silvio alla propria compagna (Francesca Pascale), anche lei logicamente presente, con l’immancabile cagnolino bianco tra le sue braccia.

E’ un tripudio di colori bioancoazzurri, le bandiere sventolano e i cartelloni vengono alzati in cielo, qualcuno anche spiritoso.

Il gadget più spassoso è una manona artificiale con sopra scritto “giù le mani da Berlusoni”. Poi berretti, t-shirts e manifesti, smistati da ragazzi e ragazze dell’organizzazione.

Il cantante si diverte a storpiare i testi delle melodie cantate, inserendo appositamente il nome di Berlusconi. E così  “O surdat innamurat” viene intonata con le parole “O Silvio, o Silvio nostro” e via discorrendo.

L’eccitazione sale, il pubblico, intrattenuto piacevolmente, freme per il proprio beniamino che farà il suo ingresso dalla parte posteriore del palco dal quale Berlusconi avrà un posto in prima fila per godersi il benvenuto di Michele Emilano. Sulla facciata principale del Teatro Piccinni, infatti, campeggia il cartellone “Caro Silvio, ben tornato a Bari. Il sindaco”. Non è dato sapersi il grado di ironia o meno del saluto nei confronti del re della comunicazione.

Pochi i dimostranti e dissidenti, si contano sulle dita di una mano, mentre in lontananza si sente persino una banda suonare. Sono manifestanti pacifici che invocano aiuto al presidente sull’annosa questione degli operai della Bridgestone.

Alla spicciolata giungono gli uomini e le donne di partito. C’è Brunetta, poi l’incantevole Carfagna e Renato Schifani. L’ex Presidente del Senato è preceduto da Angelino Alfano. Il delfino di Berlusconi sfoggia un sorriso a 32 denti. E poi, insolitamente con un’ora di ritardo, ormai sono le 17, arriva lui, l’eroe della giornata. Fa il suo ingresso in automobile, il pubblico non può goderselo camminare per la strada come fatto con alcuni suoi colleghi (tra gli altri i più importanti esponenti regionali del partito). Sono tantissimi gli addetti alla sicurezza che piantonano l’ingresso. Stazionano lì da ore per evitare che i fun più sfegatati possano avvicinarsi troppo al loro idolo.

Silvio Berlusconi sale sul palco. Lo accoglie un fragoroso boato.

Il consueto inno d’Italia apre il comizio che durerà per più di un’ora. Il resto è solo politica.