FOGGIA."Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e l’assessore al Welfare Elena Gentile sono a conoscenza dello stallo relativo alle risorse destinate dal Bilancio di previsione 2013 dell’ente alle Caritas diocesane e agli oratori presenti sul territorio pugliese? E soprattutto, considerano una priorità dell’azione di governo la lotta alla povertà, al disagio, alla precarietà sostenuta anche attraverso un aiuto concreto a strutture fortemente legate al territorio, e in grado di supplire a carenze sempre più estese e diffuse”?
Lo ha chiesto ancora Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, che ha presentato stamane un’interrogazione urgente, dopo essersi in precedenza attivato - insieme ai colleghi Giuseppe Longo, Salvatore Negro ed Euprepio Curto - per l’approvazione di due emendamenti, poi integrati negli articoli 20 e 21 del Bilancio di Previsione 2013, per lo stanziamento di un contributo di 250mila euro alle Caritas diocesane per l’adeguamento delle strutture di accoglienza alle norme di sicurezza e per l’acquisto di attrezzature, e la possibilità di un contributo fino a 50mila euro per l’adeguamento delle norme di sicurezza, l’eliminazione delle barriere architettoniche e gli ampliamenti degli oratori parrocchiali presenti in comuni con meno di quindicimila abitanti (nella misura massima dell’ottanta per cento della spesa prevista).
Cifre rimaste sulla carta, ancora bloccate e dimenticate nonostante i ripetuti allarmi lanciati da autorevoli rappresentanti del mondo ecclesiastico e del volontariato e da testate nazionali.
Da qui l’interrogazione per cercare di sbloccare uno stallo non più tollerabile (“Pur in tempi di tagli gravosi e di ristrettezze economiche, si tratta di cifre tutto sommato modeste, soprattutto se rapportate al valore simbolico elevato e alla possibilità concreta di agevolare e garantire la continuità di attività meritorie in favore di minori a rischio, senza una famiglia o con famiglie segnate dalla criminalità, dal disagio, dalla povertà”) e per avviare l’iter necessario a ‘liberare’ queste risorse".