Agricoltura: “Definire gli indici di congruità per battere caporalato e schiavismo"

BARI - "Come l’esperienza e la cronaca giudiziaria dimostrano non è possibile battere il caporalato perfino nella sua accezione più odiosa, quello dello schiavismo ampiamente praticato dalla Capitanata al Salento, solo con i controlli dell’Ispettorato del Lavoro o della Guardia di Finanza.
Troppo pochi e troppo episodici, nonostante la buona volontà e la determinazione che ha spinto la Giunta Vendola a investire attenzione e risorse finanziarie in specifici protocolli di intesa, per essere il necessario argine a tali odiosi fenomeni.
Esiste, tuttavia, un altro procedimento a “monte” previsto e disciplinato da una delle più innovative leggi del Presidente Vendola, la LR 28/06 di contrasto al lavoro irregolare (premiata dalla Comunità Europea come best pratic) e resa operativa dallo specifico regolamento attuativo del 2009.
Questa legge individua negli “indici di congruità” il meccanismo atto a capire se le aziende agricole hanno necessità di mano d’opera esterna per la loro attività ed in che termini, facilitando così i controlli sulla regolarità dei contratti e tagliando le unghie ai caporali.
Un meccanismo che ristabilisce la legalità e consente la libera concorrenza fra le aziende impedendo ai soliti “furbi” di drogare il mercato con scorciatoie inaccettabili.
Un meccanismo che può essere decisivo per spiantare il fenomeno dello schiavismo e che per questo viene richiesto con determinazione dai sindacati confederali.
Auspichiamo, pertanto, che l’Assessore al Lavoro proceda con la necessaria urgenza e in concertazione con quello alle Risorse Agricole a varare gli “indici” e a fornire alla Puglia il più avanzato strumento di contrasto del lavoro nero in agricoltura". Così in una nota il Presidente Gruppo Sel, Michele Losappio.