"Depuratore Gallipoli, la Giunta proponga modifica a Piano tutela acque"
BARI - Depuratore di Gallipoli e recapito finale delle acque: dopo l'audizione di ieri nella commissione Ambiente della vicepresidente Angela Barbanente e le successive prese di posizione di alcuni esponenti regionali, interviene il consigliere vendoliano Antonio Galati."Fidiamoci della competenza tecnica e dell'equilibrio politico già dimostrati durante l'audizione da Angela Barbanente: tra trenta giorni torneremo allo stesso tavolo per indicare la soluzione più utile a Gallipoli e al Salento".
Nell'audizione di ieri, infatti, il governo regionale ha preso un impegno importante: redigere entro un mese un nuovo report sul caso depuratore di Gallipoli, indicando costi e benefici delle quattro soluzioni possibili, ovvero fitodepurazione, scarico in falda, riutilizzo in agricoltura e condotta sottomarina.
"Ognuno di noi ha una sua tesi - sottolinea Galati - e gli interessi (ambientali, economici e sociali) da contemperare sono tanti. Ma la saggezza e la puntualità di Angela Barbanente ci rassicura: tutte le opzioni verranno vagliate in maniera approfondita, senza preconcetti e soluzioni predefinite. Stessa prudenza e fiducia ci permettiamo di consigliare a tutti i colleghi consiglieri, specie a quelli di
maggioranza: una fuga in avanti, in questo momento di approfondimento tecnico, significherebbe tirare per la giacchetta in maniera impropria il governo regionale in vista di una malintesa vittoria politica.
L'unica vittoria da ricercare, viceversa, è quella del territorio: trovare la migliore soluzione del problema del depuratore e del suo scarico finale, con l'obiettivo di non sprecare acqua e tutelare il mare e la costa".
Dichiarazione del consigliere regionale Fabiano Amati. “Apprendo da un comunicato stampa odierno che il Governo regionale ha trovato la soluzione per l’impianto di depurazione di Gallipoli. Essa consisterebbe nell’aumentare al massimo della portata la quantità dell’acqua affinata, in un impianto che già oggi è in grado di adempiere a queste funzione, da distribuire in una pluralità di usi, attraverso la predisposizione di una complessa rete di utilizzo che alla fine avrebbe come recapito finale il canale “Samari”, sia pure per disperdere le acque affinate eccedenti il fabbisogno irriguo.
Questa soluzione era una delle tante proposte avanzate negli anni scorsi e che purtroppo non fu possibile perseguire a causa delle ostilità a scaricare nel canale “Samari”, già utilizzato come recapito finale dai depuratori di Casarano e Traviano. La ragione che era addotta a giustificazione di tale ostilità , consisteva nel fatto che il canale “Samari” sbocca a Baia Verde e che l’ulteriore tributo di reflui, sia pur affinati e nella proporzione in eccesso, avrebbe potuto compromettere un’altra parte del litorale. Fu per questo che tale soluzione non fu adottata dai pianificatori del Piano di Tutela delle acque.
Ora, invece, prendo atto con apprezzamento del superamento sia delle ostilità sull’utilizzo del canale “Samari” come recapito finale e sia delle preoccupazioni per il litorale di Baia Verde.
Mi aspetto pertanto che il Governo regionale si accinga a proporre in questo senso la modifica al Piano di Tutela delle acque, senza la quale ogni proposta è priva di effetto, su cui assicuro sin d’ora il mio voto favorevole”.
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