Igor Nogarotto e il romanzo ironico su Gianni Morandi: ''Sono un vulcano in continua eruzione''

di Marco Masciopinto - Coinvolgente, carismatico e ironico. Lo scrittore di Asti Igor Nogarotto, sta facendo parlare di se per il romanzo ‘’Volevo uccidere Gianni Morandi’’, dedicato al noto cantante e conduttore. Il suo romanzo ha spiazzato tutti ma nello stesso tempo ha conquistato i lettori, anche lo stesso protagonista (Morandi):

‘’Quando ho chiesto a Gianni di scrivere un libro su di lui si è fatto una gran risata - ha dichiarato - anche se i fan volevano linciarmi’’.

Non solo scrittore, ma anche musicista, comico, sceneggiatore, un artista creativo a 360 gradi, ricco di progetti e una lunga lista di impegni. La curiosità e il contenuto profondo di questo libro ironico e frizzante, è stato molto apprezzato ottenendo consensi positivi, tra cui il premio per il ‘’Miglior Esordio Letterario’’.

L’abbiamo incontrato e leggete cosa ci ha raccontato.



Spero che Gianni Morandi non se la sia presa per questo libro…

‘’Gianni è un Uomo di una levatura umana incredibile: quando gli ho chiesto l’autorizzazione ad utilizzare quello che in termini legali si chiama “nome notorio” (che senza esplicito permesso del proprietario non si può utilizzare) ovvero di mettere nel titolo e nel libro il suo nome e cognome, si è fatto una risata! Tanti altri suoi illustri colleghi sicuramente avrebbero fatto gli scongiuri di fronte ad un titolo come “Volevo uccidere…”, non so, ad esempio, “Volevo uccidere Tiziano Ferro”! Ecco sì, Tiziano secondo me avrebbe toccato ferro… e non mi avrebbe autorizzato! Gianni l’ha fatto, da persona autoironica qual è. E sottolineo, anche, generosa, perché non ha voluto 1 solo centesimo per lo ‘sfruttamento’ esercitato sulla sua immagine! Un illuminato, che riesce a vedere al di là del muro che spesso impedisce a noi comuni mortali di vedere cosa c’è oltre… e lui sai (ri)portare al di qua, quei concetti spesso inarrivabili, con semplicità ed in modo che sia comprensibili a tutti. Non per nulla l’ho scelto come icona metaforica del mio “tentato omicidio letterario di formazione”!

E’ un racconto ironico ma che fa riflettere... perché?

‘’Dalle prime recensioni emerge questo “connubio ossimorico di genere” (non so nemmeno io cosa significhi esattamente, ma suona bene…): il mio libro, pare riesca ad offrire dei contenuti, spesso anche di una certa profondità, ma in modo sdrammatizzante. La convivenza di questi 2 elementi è esattamente quello che mi ero prefissato: riuscire a dire delle cose, ma evitando che i concetti rimbalzino contro un muro di gomma, perché espressi in modo troppo serioso e pesante: invece, se si riesce a far sì che il linguaggio sia fruibile, ironico, morbido… allora le cose vengono lette e percepite meglio, coma da un tessuto spugnoso in cui certe idee restano incagliate, nonostante celino verità scomode e ti impongano di guardarti allo specchio, ponendoti delle domande.

In tal senso, la definizione del mio “genere” che meglio mi si addice secondo me è “Narrativa esistenziale d’avanguardia con venature umoristiche agrodolci”.

Oltre le polemiche, il libro è riuscito ad aggiudicarsi il premio per ‘’Miglior esordio letterario’’. Soddisfatto?

‘’Hai visto sul forum Morandimania? I fan di Morandi mi vogliono linciare! Be’, in parte li capisco: per loro Morandi è la ragione di vita, il Papa, il Papà, il Capitano, il motivo per cui alzarsi la mattina e io glielo voglio uccidere. Però un po’ di ironia dai!

Il premio è arrivato al Festival di Sanremo a pochi giorni dall’uscita del libro… Che dire… Fantastico! Di aspettative ne avevo e ne ho, perché crediamo molto in questo testo (sia io, sia i miei editori). Però, pronti via, un premio così importante… No, non l’avrei mai immaginato! La soddisfazione è immensa. Ma io sono uno sportivo come Morandi: sono ambizioso e non mi accontento. E so che, per arrivare in fondo alla maratona della vita e fare un buon tempo, la strada è ancora molto lunga…’’.

Da anni collabora con alcuni comici di Zelig. Com’è avvenuto questo incontro?

‘’Le parti del libro in cui racconto del mio rapporto con i comici di Zelig e Colorado (Giuseppe Giacobazzi, autore tra l’altro della Prefazione, Baz, Paolo Migone, Sergio Sgrilli, Fabrizio Fontana, Giovanni Cacioppo, Paolo Cevoli e tanti altri…), sono tra le più interessanti e divertenti! Ad un certo punto sono passato dall’organizzazione di eventi musicali al cabaret: i concerti dal vivo erano in forte crisi, mentre i comici, grazie al successo televisivo di Zelig, stavano prendendo sempre più piede: i costi di gestione di una persona parlante sul palco, con un solo microfono, sono decisamente più ridotti rispetto a quelli di una band (ahimè!). Ebbi l’intuizione di cambiare “mercato” ed iniziò questa avventura, grazie, in primis, al fatto che in un mio video musicale, i protagonisti furono Ficarra e Picone. Da quel momento, entrai in contatto con le agenzie di comici e la mia, la Samigo, oltre alla Musica, iniziò ad organizzare eventi di cabaret. Questa frequentazione dei comici (con alcuni c’è un’amicizia molto profonda) mi ha aiutato anche a “livello personale”, in quanto la qualità e la forza delle mie ‘battute’ sono decisamente aumentate! (“Infatti, quando gioco a tennis, faccio un sacco di ace…”). Ma sicuramente, ho imparato a prendermi meno sul serio e a ridere dei mie difetti (ride)’’.

Non solo scrittore ma anche musicista. Ha pubblicato dei dischi in precedenza? Qual è il suo genere preferito?

‘’Sono anche cantautore e suono la chitarra acustica e il pianoforte, ma non sono un virtuoso: giusto per “accompagnarmi”. Ho pubblicato 4 album “Babele”, “Ho bisogno di Superman”, “Pensieri Nevrotici” e “Alter Igor”, oltre ai singoli “Sarà Sara” (questo è il clip con Ficarra e Picone) e “Ninna Nonna”, riconosciuta ufficialmente come “Inno Italiano dei Nonni” (ricordiamoci di loro e della loro Festa il 2 di ottobre di ogni anno!).

C’è un intero capitolo del mio libro intitolato “Gli Artisti con la B”, dove rispondo a questa domanda, sul “mio genere preferito”. Eccone un estratto, in anteprima, soltanto per gli amici del ‘Giornale di Puglia’ (terra che adoro)’’.

“Quando davanti a una birra, gli amici o le amiche, dopo chiacchiere salottiere sparpagliate sul tavolo sui temi di attualità... troncano improvvisamente la conversazione e cambiano espressione aggrottando la fronte, abbassano il tono della voce e con un code switching intimo e imbarazzato mi domandano: «Ti posso fare una domanda?», avverto che stiamo per traslocare dalla dimensione “Igor amico-conoscente” a quella “Igor-artista”. Per prendere tempo e sdrammatizzare replico: «Un minuto che faccio stretching al cervello!». Come spesso accade però, mi faccio delle seghe mentali assurde, perché non capita quasi mai che la richiesta sia così complessa! Ma a volte, i quesiti più semplici, sono quelli più complicati... «Quali sono i tuoi gusti musicali e soprattutto quali artisti in particolare hanno influenzato la tua Musica?». Ok, come previsto, è partita l’intervista... Mi sono trovato sempre un po’ in difficoltà nel dare risposte categoriche. Secondo me comunque, non si dovrebbe/potrebbe mai fornire un responso in prima persona: sono gli altri a poter/dover dire Chi/Cosa ispiri loro il tuo stile... In prima istanza dichiaro che non ho riferimenti “assoluti” a cui mi rifaccio. La seconda risposta è quella (ambiziosa) di affermare che io ho un linguaggio MIO, che cerco di non imitare altri artisti, che non assomiglio a nessuno! O perlomeno che filtro i concetti appresi attraverso la mia sensibilità. Ma di solito, mi scontro con una certa insistenza nel voler approfondire... Tento di tener duro senza “espormi”. Anche perché, in realtà, non ho mai prediletto l’ascolto di un artista in particolare: ho sempre curiosato qua e là passando dal pop al rock, ma anche dalla classica al metal. Dalle copertine dei miei cd (e dalle mie vecchie amate cassette!), si affacciano Prokofiev e Metallica, Tiromancino e Dream Teather, ma anche Celentano e Grieg. Diciamo che apprezzo più le canzoni che gli artisti, nel senso che cerco di vivere la Musica senza pregiudizi, senza pensare a chi stia cantando, evitando di stereotiparne la provenienza. Il denominatore comune è quello che amo la “Buona Musica” a prescindere dal genere musicale. E sicuramente, mi piace la Musica che mi dà emozione: quella per me è Buona! Non importa se la sensazione è di gioia, inquietudine, solarità, agonia, passione, rimpianto, eccitazione, nostalgia... Basta che mi si smuova qualcosa dentro, che lo stomaco abbia un sibilo. Ecco, allora quella Musica mi interessa, mi colpisce, mi rapisce, mi lascia un graffio emotivo. Proseguendo poi con un ulteriore approfondimento della faccenda ed essendo praticamente costretto con la forza a dover fornire indicazioni più precise, con Nomi e Cognomi o Pseudonimi, ho spesso affermato che mi piacciano “Gli artisti con la B!”. Perché effettivamente, tra i miei ascolti, ce ne sono moltissimi: Beatles, Battisti, Battiato, Bowie, Brahms, Bluvertigo, Black Eyed Peas, Brahms, Bach, Beethoven, Bersani, Baglioni (degli inizi), Blur, Bjork, Blink 182, Bon Jovi, Beach Boys, Burt Bacharach...”. (Estratto da “Volevo uccidere Gianni Morandi”, Capitolo XII).

Invece nella letteratura ha un autore che preferisce?

‘’Tantissimi, ma il concetto è lo stesso espresso per la musica. Penso che sia fondamentale leggere di tutto, esplorare culture diverse, fagocitare il più possibile input emozionali di qualsivoglia provenienza e poi metabolizzarli, per poi esprimerli attraverso il filtro del proprio impulso creativo che, a quel punto, si è arricchito di sfumature e rende la tua opera più interessante. Credo che vada letto Fabio Volo in poche ore (ma non riletto, perché non vi è motivo di rileggerlo una seconda volta), ma vada anche letto Ouspensky con “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” (e per quello ci possono volere anni per comprenderlo a fondo, ammesso che ci si riesca). Dobbiamo tentare di conoscere tutto o almeno, il più possibile, perché ciò aumenta la nostra capacità di giudizio, ci rende più elastici e ci aiuta a comprendere meglio noi stessi e, in buona sostanza, a vivere meglio’’.

Igor, come si definisce?

“Un aratore di emozioni”.

In futuro leggeremo altri suoi racconti?

‘’Sono un vulcano in continua eruzione. Smettere di creare, di scrivere, per me, sarebbe come smettere di respirare, quindi fino a quando sarò in vita, contaci!

Non so se suoni come una promessa o una minaccia, sto scrivendo in contemporanea altri 2 libri, testi di canzoni e anche format per programmi televisivi e teatrali, sceneggiature per il cinema’’.



Intanto vi aspetto sul mio sito http://www.volevouccideregiannimorandi.it e attenzione: chi non viene sul mio sito e non compra il mio libro… potrebbe fare la fine di Gianni Morandi!