Il rapper Gemitaiz si racconta al Gdp: "Mai compromessi nella mia carriera"

di Daniele Martini - Intervista esclusiva del Gdp al rapper romano Davide De Luca, in arte Gemitaiz.

D. E' uscito da poco il tuo primo ep dal titolo "L'unico compromesso". Volevo chiederti: qual è l'unico compromesso per te?

R. Per quanto mi riguarda l'unico compromesso è  quello di non avere rancori e quindi fare sempre tutto quello trovo sia più giusto per me senza vantarmi in assoluto perché  non mi piacerebbe sentire qualcosa che poi avrebbe perso di autenticità.

D. Nel tuo ep ci sono diverse voci che ti accompagnano. Che esperienza è stata per te? Conoscevi già coloro con i quali hai duettato?

R. Si, diciamo che c'è un rapporto di amicizia con tutti. C'è chi vedo più spesso, chi meno perché  diciamo che ho tantissimi giri, però diciamo che è un dato molto scontato perché quando sentivo un pezzo che secondo me andava bene per determinati artisti, dicevo "qua ci voglio lui", e glielo facevo sentire.

D. Hai pubblicato il tuo ep con l'etichetta "Tanta Roba" associata a Gue Pequeno dei Club Dogo. Cosa ne pensi di questo gruppo e di questo rapporto di lavoro?

R. Io trovo che loro siano da sempre gli astri, le colonne portanti del rap in Italia, in quanto non hanno mai smesso di farlo, hanno sempre pensato all'evoluzione nei loro dischi. Hanno anche lavorato molto bene. Poi ci sono gusti che, c'è chi dice, "è  meglio un disco se va a trovarli". Sono tutti dischi rispettabilissimi, loro sono delle persone tranquillissime, molto piacevoli. Secondo me sono stati importanti in Italia, per il resto, soprattutto per me anche perché io compravo i primi dischi loro, quando avevo 16 anni, che poi ho imparato (tra virgolette) a rappare.

D. Fra i brani vi è uno dal titolo Celebrity. Quanto conta per te la celebrità e cosa ne pensi dei talent show?

R. I talent show sono un po’ un modo per avvicinare determinate persone ad un certo tipo di musica, diciamo. Però, insomma, non credo che siano essenzialmente molto importanti a livello di prodotti musicali, diciamo. Non so se verranno ricordati a lungo.

D. Che consiglio dai ai giovani che vogliono intraprendere la carriera di rapper?


R. Quello che bisogna fare è sicuramente avere umiltà, scrivere tanto, stare molto tempo in studio. Io vi ho dedicato tutto il tempo che avevo, poi dipende da quanto piace, quanto essenzialmente si vuole farlo. Io non posso sapere. Quello che posso dire è che non è facile come sembra.

D. Che rapporto hai con i tuoi fans?


R. Sono sempre stato molto diretto. Ho avuto un rapporto diretto con i fans, perché mi piace che sia così. C'è chi è un po’ titubante perché firmi la musichetta, vai giusto di grosso, dicono che cambi. Il mercato del disco non è  cambiato, parlo sempre delle stesse cose. Sono io che racconto me, quello che vivo, come vedo le cose, quello che percepisco da quello che succede, appunto, tutti i giorni, i brani musicali sono uno più bello dell'altro, ho curato molto anche quella parte. Sono pezzi particolari che possono rappresentarmi a pieno.

D. Fai un saluto ai lettori ed agli ascoltatori del Giornale di Puglia


R. Saluto tutti i lettori del giornale, spero che sia di vostro gradimento l'intervista e, se non avete sentito il disco, trovatelo, compratelo, fatelo sentire da qualche amico così perché, secondo me, ne vale la pena.