Storia di un popolo di api e formiche
Per questi motivi e per la sua lunga storia riesce difficile scoprire tutte le bellezze ed i luoghi ed allora Mariella Girone e Franco Ghinatti hanno provato a darci una mano attraverso il corposo volume «Puglia di ieri Puglia di oggi» (pagine 730 - € 45,45), edito da Levante Editori di Bari, in una edizione molto ben curata. L’opera, che raccoglie studi che vanno dall’antichità greca e romana al mondo di oggi, coniuga storia, epigrafia, arte, architettura e urbanistica, ed è inserita nella collana intitolata a Diomede, l’eroe omerico, guerriero intraprendente ed anche viaggiatore, che approdò in Puglia di ritorno da Troia.
Gli autori si sono avvalsi di numerosi altri collaboratori che hanno scritto i vari capitoli relativi ad opere e progetti di architettura contemporanea in Puglia, del Meridione ai tempi di Rocco Scotellaro, di Castel del Monte, patrimonio dell’umanità, labirinto dell’uomo, le rotte dei marinai e le grotte degli dei, Altamura leonessa d’Italia, gruppi etnici, lingue e cultura letteraria della Puglia dell’età normanna e molti altri ancora, tutti interessanti specie per gli studiosi.
Non manca la cultura dialettale che si snocciola attraverso il capitolo di Nicola Pice, molto gradevole, dal momento che tratta di autentici dialettismi riscontrabili nelle carte del «Libro Rosso di Bitonto», un testo che raccoglie i documenti prodotti dal 1265 al 1559 dalla “universitas”, la cui funzione era prettamente amministrativa dei beni e dei servizi pubblici, dell’ordine pubblico, della polizia rurale, urbana e sanitaria e del commercio. Dette scritture sono redatte parte in latino formalizzato e parte in un volgare che a tratti conserva una forte tinta dialettale, riflettendo un preciso orizzonte storico e linguistico.
Il volume è arricchito dal dossier “Lettere di ieri”, a cura di Francesco De Martino, professore ordinario di Letteratura greca nell’Università di Foggia, che presenta in anteprima alcuni epistolari disponibili in Puglia (da Foggia a Bari, a Monopoli, a San Vito dei Normanni), che raccontano la storia di un popolo di formiche e di api insieme, e di una regione in perenni emergenze, vecchie e nuove, ma anche solare, un “paradiso” come la definiva il filologo tedesco Eduard Fraenkel. Una storia che si vorrebbe rendere fruibile, conservando queste ed altre lettere, in originale o almeno in copia, in un Archivio dei Carteggi e delle Carte, presso la Biblioteca della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Foggia.