Italia-Argentina 1-2: Higuain e Banega condannano gli Azzurri, Insigne non basta

di Stella Dibenedetto - Brutta sconfitta per la Nazionale di Cesare Prandelli che nell’amichevole contro l’Argentina, importante soprattutto per l’udienza concessa da Papa Francesco, esce sconfitta non solo per il risultato ma anche sul piano del gioco. Tanta differenza tra gli azzurri e la Selección e l’alibi della preparazione non basta poiché nell’Argentina hanno giocato giocatori che militano in serie A e nella Liga. Il ritorno alla difesa a 4 è stato un fallimento e le uniche note liete della serata giungono da Insigne, Diamanti e Candreva. Nota di merito anche per Marchetti che con le sue parate riesce ad evitare un passivo più pesante. Alla fine finisce 2-1 con rete di Higuain, autore di una splendida prova e Banega. Per gli Azzurri, invece, il gol della bandiera porta la firma di Insigne, autore di uno splendido gesto tecnico. Nella serata del forfait di Mario Balotelli, il centravanti della Nazionale è il romanista Osvaldo, fischiatissimo all’inizio del match. In difesa, invece, Prandelli prova la coppia Chiellini-De Rossi. Sabella replica con Lamela, Higuain e Palacio in avanti. L’avvio azzurro è difficilissimo con l’Argentina che blocca la Nazionale e con Higuain e Palacio che seminano il panico. La furia argentina si placa al 20’ quando arriva il vantaggio: De Rossi calcia in orizzontale dove ci sono solo sudamericani; Lamela raccoglie e apre per Higuain, "el Pipita" trafigge Buffon. La Nazionale tenta la rimonta contando sui cross e l’iniziativa di Candreva ma senza successo. All’intervallo, Prandelli lascia negli spogliatoi Marchisio, Montolivo e Candreva: gli ingressi di Florenzi, Aquilani e Insigne non spostano l’equilibrio del match e alla Seleccìon basta un cambio per il raddoppio. Fuori Lamela, dentro Banega che mette la firma sul raddoppio argentino. Nuova palla inattiva degli Azzurrri, gestione illuminata del pallone da parte di Higuain e raddoppio di Banega. I cambi giusti, per Prandelli, arrivano in corsa con gli ingressi di Marchetti, Diamanti e Insigne. Proprio dai piedi dell’attaccante del Napoli parte un tiro vellutato che trafigge la porta argentina e rende meno pesante il passivo. Vince meritatamente l’Argentina. L’Italia, invece, è ancora in fase di costruzione e Prandelli dovrà lavorare molto in vista dei Mondiali.