Novaglie, mare impossibile per anziani e disabili

di Francesco Greco. LECCE - E' più facile che un cammello passi nella cruna di un ago che a Marina di Novaglie (Lecce) facciano una passerella di legno da posare sulle scogliere per consentire a anziani e disabili di godere del loro mare.
   Pur con i tempi biblici delle opere, grandi e piccole, sotto il cielo d'Italia, e della burocrazia dal passo di lumaca, sette anni sono tanti per una infrastruttura leggera, non invasiva e soprattutto utile alla popolazione meno agguerrita come peso sociale, e di cui a parole tutti si occupano, anche grazie a una sensibilità collettiva cresciuta in maniera esponenziale negli ultimni decenni.
   Ma Federico Bello (nella foto mentre scende al mare con le stampelle) non si arrende. Ormai è il "testimonial" riconosciuto di Novaglie (incantevole scogliera fra Tricase Porto e Leuca, in Salento). 86 anni, 6 figli, tutti sistemati (due di loro hanno aperto un frantoio molto famoso nella zona, scavato dalle mani del padre), una vita di lavoro in Italia e da emigrante all'estero, il pensionato fa pensare al contadino "Coppula Tisa", il personaggio inventato negli anni Ottanta dal grande scultore fiammingo Norman Mommens: orgoglio, identità, senso di appartenenza, lavoratore instancabile, forte cordone ombelicale con la terra, gli ulivi, le erbe selvatiche.  
   In questi giorni turisti e villeggianti lo vedono arrivare da Alessano (il paese che diede i natali a don Tonino Bello, di cui è parente) di buon mattino con la sua 500 rossa, e poi con le stampelle arrampicarsi sotto il sole feroce sulle sogliere per scendere a fare il bagno. La salute non è più quella di una volta: Federico ha subito due operazioni alla gamba destra (con innesto di protesi) e di recente è caduto in casa (ma ha anche problemi di vista).
   L'amore per il "suo" mare però è una medicina che può tutto: "Di tutte le terapie che i medici mi prescrivono – sorride – quella del mare è l'unica che seguo, e mi guarisce da tutte le malattie…". Non se ne allontana neanche d'inverno: fa il bagno pure a Natale con un gruppetto di appassionati. Da sette anni dunque chiede per sé e per i pensionati e handicappati che amano Novaglie di poter scendere tranquillo verso le onde amiche, trasparenti, color turchese, senza rischiare altre cadute. "Ma c'è bisogno anche di un bagno pubblico e di pulire le erbacce: se qualcuno dà fuoco qui brucia tutto…".
   Da giugno a settembre questa marina nascosta nella macchia mediterranea passa da tranquillo borgo di pescatori a mèta del turismo di qualità, che ama la natura incontaminata, il mare di cristallo: i turisti (anni fa anche la rockstar David Gilmore) arrivano da tutto il mondo. Il Comune di Alessano (che compete per territorio con quelli di Corsano e di Gagliano) ha fatto tanto dando un look adeguato: parcheggi, giardinetti, giochi per i bambini, ecc. Ma questo "scarto" non riesce proprio a compierlo.
   A sostegno della sua richiesta, Bello ha avuto un'idea: una petizione popolare. Ha raccolto fogli e fogli di firme fra turisti e villeggianti, le ha allegate alle varie lettere inviate in questi anni alle istituzioni: la Capitaneria di Porto (Tricase), la Regione Puglia, la Provincia di Lecce, i Comuni di Alessano e Corsano. Ha ricevuto sempre rassicurazioni: l'opera si farà. Ha bussato alle porte di alcuni politici: l'ex senatore Pdl Giorgio Costa, l'ex ministro agli affari regionali Raffaele Fitto, che gli ha detto: "Voi ad Alessano eleggete sempre sindaci di sinistra… Comunque ne parlerò col presidente della Provincia di Lecce Gabellone per il finanziamento. Vai tranquillo…".
   Altra sollecitazione, pochi giorni fa: Giuseppe Rizzo, Pdl, opposizione in Comune ad Alessano, con una lettera al sindaco Osvaldo Stendardo si è chiesto provocatoriamente: "Dove è finito Alessano eco day e I love Novaglie"? E anche il Gal Capo di Leuca, col suo presidente Rinaldo Rizzo ha promesso di occuparsi della faccenda. Ma tutto ha lasciato le cose come le ha trovate: Federico Bello e i pensionati e disabili continuano ad arrampicarsi come capre sulle ripide scogliere per scendere e poi risalire. Dal Comune comunque aprono in termini rassicuranti: c'è un progetto che prevede tutte le infrastrutture, servizi e la manutenzione della marina, importo 70mila €. Il finanziamento, che dovrebbe arrivare dall'Unione dei Comuni "Terra di Leuca" (di cui Alessano fa parte), è in stand-by. Ma potrebbe essere caduto sotto la mannaia della spending-review. "Se non vogliono fare la scala di legno lo dicano – conclude Bello – che ci arrangeremo a spese nostre col volontariato…".
   Intanto anche l'estate 2013 declina al crepuscolo e Federico continua a sudare sotto il sole per scendere appoggiandosi alle stampelle. Il suo sorriso fa tenerezza, ma anche tanta rabbia. Oltre che invidia per la sua determinazione nel rivendicare un diritto naturale: godere della bellezza che le "formiche" come lui hanno creato. Il muro di gomma dell'insensibilità, le parole al vento, le promesse dei politici, la burocrazia, amareggiano vecchi e giovani (i vecchi di domani). Ossificati in archetipo, sono l'allegoria dei tempi amari che attraversiamo, e che non riusciamo a formattare.