Comitato di Lotta: ''A nessuno deve essere negata l'acqua''

Sono ormai due anni che a seguito della crisi economica che ha prodotto migliaia di disoccupati e sottoccupati, specialmente nella provincia di Lecce, gli assegnatari di alloggi residenziali pubblici non potendo più pagare canoni e servizi si vedono privare dei servizi essenziali per un vivere decoroso e igienico: ACQUA ed ENERGIA ELETTRICA, il paradosso sta nel fatto che sono ENTI REGIONALI che dovrebbero dialogare e concordare con L’ENTE REGIONE INTERVENTI CHE NON DANNEGGINO I CITTADINI PIU’ DEBOLI, sia economicamente che socialmente, ed invece si fanno la guerra l’un l’altro scaricandosi vicendevolmente le responsabilità, adducendo il fatto che vi sono utenti morosi che non pagano. Totò direbbe : ALLA FACCIA DEL CACIO CAVALLO ! ma se sono cittadini che non possono pagare perché devono pensare a sopravvivere, è NATURALE che diventino morosi. Come COMITATO DI LOTTA, crediamo che sia necessario un chiarimento di fondo ponendosi alcuni interrogativi. • Lo IACP, essendo Ente gestore di alloggi di edilizia residenziale pubblica è assoggettato alle norme previste dalla legge regionale 54/84, qualora non sia in condizioni di adempiere agli obblighi previsti dalla legge, non resta che il commissariamento, qualora il commissariamento non riuscisse ad ottemperare a tali obblighi, non resta che lo SCIOGLIMENTO. • Prima di arrivare a questo atto estremo, si tratta di capire le priorità che la gestione attuale dà alla spesa. Per noi dovrebbero essere le priorità che sotto elenchiamo: 1. Pagamento degli stipendi dei lavoratori; 2. Pagamento alle imprese che forniscono servizi o eseguono lavori ; 3. Pagamento dei servizi ai meno abbienti così come previsto dalla legge regionale 54/84 con successivo recupero; 4. Eventuali premi o incentivi previsti dal CCNL o accordi decentrati • L’acquedotto pugliese, prima di procedere al distacco della fornitura dell’acqua, devono procedere ad una verifica con i sindaci interessati per vedere se si tratta di cittadini indigenti e concordare con loro le modalità di recupero delle somme. • Lo stesso discorso va fatto per i fornitori di energia Crediamo che su questa impostazione tutti si affretteranno a dire che sono d’accordo, crediamo però che sia necessario fare alcune precisazioni per evitare che “I FURBETTI” di turno tornino a far soffrire i cittadini: 1. LO IACP LA DEVE SMETTERE DI PRETENDERE, PER ASTRUSE INTERPETRAZIONI O ERRORI FATTI NEL PASSATO, DI AVERE 18 (DICIOTTO) MESI DI TEMPO PER SODDISFARE I CREDITORI O PEGGIO ANCORA, COME STA ACCADENDO OGGI, DI NON VOLER EFFETTUARE ALCUN RIMBORSO. 2. L’AQP E LE IMPRESE FORNITRICI DI ENERGIA NON PROCEDANO ALL’INTERRUZIONE DEL SERVIZIO SE PRIMA NON SI CONCLUDE IL CONFRONTO CON I SINDACI INTERESSATI RIVOLGIAMO UN PRESSANTE APPELLO ALLA REGIONE ED A SUA ECCELLENZA IL PREFETTO PERCHE’ IACP, AQP, ENTI GESTORI DELL’ENERGIA, CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE TROVINO UNA MODUS VIVENDI PER EVITARE I DISAGI CHE STANNO CAUSANDO ALLA POPOLAZIONE PIU’ DISAGIATA