Legge di stabilita', “Un provvedimento che mortifica i piu' deboli”
BARI - “Una legge di stabilità, quella varata dal Governo Letta per il Triennio 2013-2105, che mortifica le fasce più deboli: i pensionati e i lavoratori dipendenti”. E’ questa la dura critica del presidente del Gruppo regionale I Pugliesi (Movimento Politico Schittulli), Davide Bellomo, dopo aver analizzato meglio i punti chiave della manovra finanziaria appena varata.
“Questo Governo sembra aver deciso di prendere di mira una delle classi sociali più colpite da questa nefasta crisi economica: gli anziani. Non solo non saranno adeguate le pensioni minime al reale costo della vita, è vergognoso – continua Bellomo – che ci siano pensioni ben oltre al di sotto dei mille euro, ma ora gli sgravi Irpef introdotti non riguarderanno proprio loro. Senza contare che sono previste meno detrazioni fiscali sulle spese sanitarie. Quindi gli anziani saranno doppiamente penalizzati proprio perché meno tutelati anche sul piano economico-sanitario. Di fronte a una Sanità che non funziona e che richiede sempre più spese a carico del cittadino, spese che poi non potranno essere detratte, è chiaro che la prima vittima di questo sistema è proprio l’anziano, del quale non solo non ci si prende cura, ma lo si mortifica nella sua dignità”.
“I lavoratori dipendenti, quella dalla busta paga facilmente aggredibile – aggiunge Bellomo – sono, poi, le seconde vittime sacrificali di questa Legge di stabilità. Gli sconti Irpef sono talmente modesti, ma applicabili solo a meno del 40% della categoria. Stiamo parlando di una detrazione mensile pari otto euro: una cifra irrisoria per poter parlare di rilancio di economia. Ma con una tale mortificazione, che riguarda anche la carriera professionale, come si può pensare di motivare i dipendenti che sono il cuore pulsante di uno Stato che funziona”.
“Dalla mortificazione ai flop. Se l’intento del Governo era quello di rimettere in moto i consumi, abbassando anche il costo del lavoro, bene – aggiunge ancora Bellomo – questo obiettivo difficilmente potrà essere raggiunto con quasi 12 miliardi di taglio del cuneo fiscale in tre anni. Concretamente i benefici sulla busta paga saranno di 20 euro lordi al mese. Un aumento così risicato che viene completamente annullato se si conta che dopo l’aumento dell’Iva e l’introduzione della nuova tassa Trise, che come ha sostenuto il ministro Del Rio, è di fatto una nuova imposta patrimoniale che vanifica quella che è stata per il centrodestra la battaglia per l’abolizione dell’Imu”.
“Scarsissima è, infine, l’attenzione di questo Governo alle Politiche del Sud – conclude Bellomo – a parole il rilancio doveva partire proprio dal Mezzogiorno, di fatto è difficile che possa accadere visto lo stato in cui versano le nostre Infrastrutture”.
“Questo Governo sembra aver deciso di prendere di mira una delle classi sociali più colpite da questa nefasta crisi economica: gli anziani. Non solo non saranno adeguate le pensioni minime al reale costo della vita, è vergognoso – continua Bellomo – che ci siano pensioni ben oltre al di sotto dei mille euro, ma ora gli sgravi Irpef introdotti non riguarderanno proprio loro. Senza contare che sono previste meno detrazioni fiscali sulle spese sanitarie. Quindi gli anziani saranno doppiamente penalizzati proprio perché meno tutelati anche sul piano economico-sanitario. Di fronte a una Sanità che non funziona e che richiede sempre più spese a carico del cittadino, spese che poi non potranno essere detratte, è chiaro che la prima vittima di questo sistema è proprio l’anziano, del quale non solo non ci si prende cura, ma lo si mortifica nella sua dignità”.
“I lavoratori dipendenti, quella dalla busta paga facilmente aggredibile – aggiunge Bellomo – sono, poi, le seconde vittime sacrificali di questa Legge di stabilità. Gli sconti Irpef sono talmente modesti, ma applicabili solo a meno del 40% della categoria. Stiamo parlando di una detrazione mensile pari otto euro: una cifra irrisoria per poter parlare di rilancio di economia. Ma con una tale mortificazione, che riguarda anche la carriera professionale, come si può pensare di motivare i dipendenti che sono il cuore pulsante di uno Stato che funziona”.
“Dalla mortificazione ai flop. Se l’intento del Governo era quello di rimettere in moto i consumi, abbassando anche il costo del lavoro, bene – aggiunge ancora Bellomo – questo obiettivo difficilmente potrà essere raggiunto con quasi 12 miliardi di taglio del cuneo fiscale in tre anni. Concretamente i benefici sulla busta paga saranno di 20 euro lordi al mese. Un aumento così risicato che viene completamente annullato se si conta che dopo l’aumento dell’Iva e l’introduzione della nuova tassa Trise, che come ha sostenuto il ministro Del Rio, è di fatto una nuova imposta patrimoniale che vanifica quella che è stata per il centrodestra la battaglia per l’abolizione dell’Imu”.
“Scarsissima è, infine, l’attenzione di questo Governo alle Politiche del Sud – conclude Bellomo – a parole il rilancio doveva partire proprio dal Mezzogiorno, di fatto è difficile che possa accadere visto lo stato in cui versano le nostre Infrastrutture”.
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