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Mediazione: convegno a Bari, "Punti a garantire alle parti già in fase pre-processuale una valutazione tecnica"

BARI - La nuova mediazione civile non è più concepita come un mero tentativo di pace, ma punta a garantire alle parti già in fase pre-processuale una valutazione tecnica e il più possibile giusta della propria posizione giuridica. Se n’è parlato oggi nella sala consiliare della Provincia di Bari in occasione del  convegno “Dove, come e quando Mediare: le novità introdotte dalla L. 98/2013”, promosso dal coordinamento per la Puglia dell’Anpar (Associazione Nazionale per l’Arbitrato e la Conciliazione). Il convegno ha esaminato le novità in tema di Mediazione civile attraverso un confronto tra gli operatori del settore, all’indomani dell’entrata in vigore della L. 98/2013 di conversione e modificazione del Decreto del Fare. Ha ospitato interventi sulle tematiche della reintroduzione della obbligatorietà, della competenza territoriale, dell’incontro di programmazione tra il mediatore e le parti, del nuovo ruolo del Giudice e dei costi e degli aspetti fiscali della procedura. “I cittadini con il ritorno dell’obbligatorietà della mediazione - ha spiegato il presidente dell'Anpar, Giovanni Pecoraro - devono capire l’importanza di questo strumento ed imparare ad utilizzarlo. L’accordo tra le parti non ha più e solo la funzione di trascrivere una soluzione partecipata, condivisa e autodeterminata, ma è garanzia di una valutazione tecnicamente giusta già in fase pre-processuale. Oggi inoltre siamo arrivati al giusto coordinamento tra l’attività svolta dinanzi al mediatore, bravo, serio e competente, e l’attività eventualmente svolta dinanzi al magistrato”. “Con la nuova mediazione – ha aggiunto la coordinatrice Anpar per la Puglia, Marisa Cataldo -  il legislatore ha voluto porre in pratica un nuovo concetto di giustizia, ampliando la direzione della mediazione con l’intento di garantire ai cittadini un concetto più esteso di tutela”. “L’approccio alla nuova disciplina  della mediazione civile e commerciale introdotta con il decreto “del fare”  non può prescindere – ha sostenuto il formatore Anpar, Maurizio Rossi - dalla presa d’atto che il legislatore,con una clamorosa inversione di tendenza, abbia introdotto un rigido criterio di territorialità per la scelta dell’Organismo di Mediazione, sovvertendo il precedente criterio di prevenzione che pure era stato analiticamente spiegato come originaria opzione nella Relazione Illustrativa al DLgs. 28/2010. Altra sostanziale novità è poi rappresentata dall’introduzione dell’incontro di programmazione che rappresenta il vero e proprio snodo dell’iter procedimentale (per il resto ispirato al principio della massima informalità)  messo a disposizione delle parti sia per l’eventuale assolvimento della condizione di procedibilità, sia per l’opzione di gratuità di tale adempimento”. “Chi giudica ha invece a disposizione i mezzi processuali che possono permettergli secondo il giudice onorario del Tribunale di Bari, Domenico Lenoci - di  evitare, se usati con buon senso e “sensibilità”, una sentenza divisiva e di condurre le parti ad una soluzione della controversia. In tale prospettiva il giudice assume così un nuovo ruolo in tema di mediazione endoprocessuale”.  Tra le varie novità introdotte dalla nuova disciplina ci sono anche quelle relative al ruolo dell’avvocato: “Le nuove norme – spiega il consigliere referente per la Mediazione e l’Arbitrato dell’Ordine degli Avvocati di Bari, Giovanni Stefanì  – prescrivono all’avvocato due modi diversi di accostarsi alla mediazione. Da un lato l’avvocato mediatore, ope juris di diritto appunto, dall’altro il dovere per lo steso avvocato di assistere il suo cliente nella mediazione in tutte le controversie per cui la mediazione è prescritta come condizione di procedibilità. Le due condizioni sono distinte, comportano un diverso atteggiarsi della prestazione professionale richiesta all’avvocato, destinate però a incontrarsi ovvero a confrontarsi nell’ambito delle regole deontologiche forensi. L’avvocato mediatore deve essere dotato di una adeguata e specifica competenza in materia di mediazione, con l’obbligo di aggiornarla costantemente”. “Al mediatore quindi – ha chiarito la mediatrice civile, Rosa Digiulio - il legislatore continua a richiedere professionalità, competenza e quindi formazione. Formazione  teorica  e  pratica, ma  soprattutto "tirocinio assistito" quale  momento  di  incontro delle pluralità di competenze”. La nuova formulazione della mediazione è infine “uno strumento utile e opportuno anche  per le imprese, con – ha concluso il presidente della Commissione Arbitrato, Conciliazione e Mediazione dell’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bari, Francesco Ricci -  le previste misure agevolative di carattere fiscale ed il sistema del credito d’imposta”.
Nel convegno sono stati diffusi alcuni dati di rilievo sulle mediazioni presentate all'Organismo dell'Anpar. Dati – è stato spiegato – che parlano di forte crescita e di un quadruplicarsi del numero di mediazioni. Sull'intero territorio nazionale a partire dal 20 Marzo 2011 sono state 5147. In particolare nel periodo di non obbligatorietà (21 Ottobre 2012 - 20 Settembre 2013) il totale delle mediazioni presentate è stato di 1205 (39 in Puglia), con una media mensile di 110. Nel primo periodo di obbligatorietà (20 marzo 2011 - 20 Ottobre 2012) il totale delle mediazioni presentate è stato di 3680 (175 in Puglia), con una media mensile di 193; nel secondo periodo (21 Settembre 2013 - 21 Ottobre 2013) il totale è stato di 262 (13 in Puglia).
L’incontro è stato aperto dall’ex magistrato ed assessore provinciale alla tutela dell’ambiente, Giovanni Barchetti, che ha portato i saluti del presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, secondo cui “la mediazione civile è un importante strumento di giustizia sociale che può concretamente contribuire a rendere più snello il sistema giudiziario italiano. Attraverso questo convegno la Provincia di Bari si è fatta promotrice di tale strumento nella consapevolezza che il ripristino della sua obbligatorietà ci mette in linea con l’Europa e consente al nostro Paese un’importante evoluzione civile e culturale”. Il convegno “Dove, come e quando Mediare: le novità introdotte dalla L. 98/2013” è stato promosso dal coordinamento per la Puglia dell’Anpar in collaborazione con il Circolo Ricreativo dell’Amministrazione Provinciale di Bari (Crap) e la Banca del Tempo - I Solidali nel Tempo. All’incontro sono intervenuti anche il presidente del Crap, Corrado Sellini, ed il presidente della Banca, Angelo Bovino. La partecipazione ha garantito crediti formativi agli iscritti all'Ordine degli Avvocati di Bari e all’ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bari.