Truffe a commercianti con assegni rubati, 1 arresto a Lecce
LECCE - Spacciavano assegni rubati poi posti all'incasso da ignari commercianti in varie province d'Italia. I carabinieri delle Compagnie di Casarano e Tricase, in provincia di Lecce, e della Stazione di Salve hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Ufficio gip del Tribunale di Lecce Vincenzo Brancato su richiesta del sostituto procuratore Francesca Miglietta, nei confronti di L.B., 41 anni, di, Casarano, con precedenti.
Le indagini hanno avuto inizio nel novembre 2012 a seguito del furto in un'abitazione di Salve dove ignoti avevano rubato tra l’altro anche un carnet di assegni intestato alla proprietaria dell’abitazione. Indagando alla ricerca della refurtiva, i militari si sono imbattuti in un’attivita' di ricettazione che aveva proprio come oggetto l’utilizzo degli assegni. Infatti questi ultimi erano stati posti all’incasso da commercianti che li avevano a loro volta ricevuti non solo da L.B. ma anche da altri complici in corso di identificazione.
I commercianti sarebbero stati tratti in inganno anche dall’uso di identita' false e dall’utilizzo di recapiti telefonici che mutavano di volta in volta; cio' che però maggiormente ingannava i malcapitati non era solo l’utilizzo di assegni apparentemente in regola, ma soprattutto il fatto che le transazioni venivano regolarmente fatturate ed intestate su indicazione dei malfattori da ditte che risultavano, in seguito alle indagini, essere 'fantasma' e tutte con sede legale in provincia di Lecce. I responsabili hanno emesso assegni per circa 18.000 mila euro acquistando beni ed utilita' di ogni genere, tra cui anche un cavallo. Ora L.B. dovra' rispondere di truffa e ricettazione aggravate in concorso e di falso in titoli di credito. (Adnkronos)
Le indagini hanno avuto inizio nel novembre 2012 a seguito del furto in un'abitazione di Salve dove ignoti avevano rubato tra l’altro anche un carnet di assegni intestato alla proprietaria dell’abitazione. Indagando alla ricerca della refurtiva, i militari si sono imbattuti in un’attivita' di ricettazione che aveva proprio come oggetto l’utilizzo degli assegni. Infatti questi ultimi erano stati posti all’incasso da commercianti che li avevano a loro volta ricevuti non solo da L.B. ma anche da altri complici in corso di identificazione.
I commercianti sarebbero stati tratti in inganno anche dall’uso di identita' false e dall’utilizzo di recapiti telefonici che mutavano di volta in volta; cio' che però maggiormente ingannava i malcapitati non era solo l’utilizzo di assegni apparentemente in regola, ma soprattutto il fatto che le transazioni venivano regolarmente fatturate ed intestate su indicazione dei malfattori da ditte che risultavano, in seguito alle indagini, essere 'fantasma' e tutte con sede legale in provincia di Lecce. I responsabili hanno emesso assegni per circa 18.000 mila euro acquistando beni ed utilita' di ogni genere, tra cui anche un cavallo. Ora L.B. dovra' rispondere di truffa e ricettazione aggravate in concorso e di falso in titoli di credito. (Adnkronos)
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