Il monito di Papa Francesco ai politici, "Riforma finanziaria sia etica"

CDV - E' stata pubblicata oggi la "Evangelii gaudium", esortazione apostolica firmata da Papa Francesco a conclusione dell'Anno della fede, e centrata sulla nuova evangelizzazione. Il testo, potente e pragmatico e insieme intriso di spiritualità è umanità, appare come una sorta di manifesto programmatico del pontificato di Bergoglio.

Papa Francesco chiede "una riforma finanziaria che non ignori l'etica" e "un vigoroso cambio di atteggiamento da parte dei dirigenti politici, che esorto ad affrontare questa sfida con determinazione e con lungimiranza, senza ignorare, naturalmente, la specificità di ogni contesto. Il denaro deve servire e non governare".

La Chiesa, ricorda il Papa, annovera tra i deboli da difendere anche i "nascituri", e "questa difesa della vita nascente è intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano", non è "qualcosa di ideologico, oscurantista e conservatore". I nascituri, afferma il Papa, "sono i più indifesi e innocenti di tutti, ai quali oggi si vuole negare la dignità umana al fine di poterne fare quello che si vuole, togliendo loro la vita e promuovendo legislazioni in modo che nessuno possa impedirlo". "Frequentemente, per ridicolizzare allegramente la difesa che la Chiesa fa delle vite dei nascituri, - rimarca papa Bergoglio - si fa in modo di presentare la sua posizione come qualcosa di ideologico, oscurantista e conservatore. Eppure questa difesa della vita nascente è intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano. Suppone la convinzione che un essere umano è sempre sacro e inviolabile, in qualunque situazione e in ogni fase del suo sviluppo. E' un fine in sé stesso - sottolinea il Pontefice - e mai un mezzo per risolvere altre difficoltà. Se cade questa convinzione, non rimangono solide e permanenti fondamenta per la difesa dei diritti umani, che sarebbero sempre soggetti alle convenienze contingenti dei potenti di turno. La sola ragione è sufficiente per riconoscere il valore inviolabile di ogni vita umana, ma se la guardiamo anche a partire dalla fede, 'ogni violazione della dignità personale dell'essere umano grida vendetta al cospetto di Dio e si configura come offesa al Creatore dell'uomo'".