di Piero Fabris - Il romanzo “Il tredicesimo papiro” (Anno Domini 1002) di Vito Antonio Loprieno, Il Grillo Editore (pag. 278 - € 14), è una passeggiata nella storia di Bari con soste di riflessione. Questo viaggio nei fatti i del 1002, quando Bari assediata dai saraceni fu liberata dopo circa sei mesi dal Doge di Venezia Pietro II Orseolo, ci offre un prisma di personaggi storici come Melo da Bari, Louka da Pietrapertosa, o il Catapano Gregorio Tarcaniota accanto a mercanti e monaci. Lo scrittore ci offre uno spaccato sull’intraprendenza di uomini che sapevano fare commercio, i quali hanno reso grande la città di Bari, nonostante le tensioni dovute al governo bizantino. È un tributo quindi all’orgoglio barese che non si lascia abbattere dalle avversità . In questi sedici capitoli si coglie l’appassionata ricerca tra i vicoli le corti e l’essenza di un popolo e l’amore per la ricerca e la voglia di condividere, giocando con la fantasia, aspetti della nostra gente capace di convivere e dialogare nonostante provenga da paesi e religioni diverse.
Col suo lavoro ricco di atmosfere e richiami agli ‘Annales Barenses’ l’autore ci permette di compiere un viaggio nei rotoli del borgo antico della storia, velando e svelando non solo aspetti della vita quotidiana, dell’umanità più ampia, ma anche dei luoghi sacri della città vecchia. Offrendoci onde vivaci di inchiostro ci invita a scoprire, contemplare con gli occhi nuovi a torri, archi e corti, espressione di fede e di grandezza di uomini che sanno solcare il mare e ricercare con la forza della Solidarietà quel che unisce e rende figli di un mediterraneo che ha molto da dire e da dare.
Vito Antonio Loprieno è nato a Monterotondo di Roma da genitori pugliesi. Ha vissuto fino all’età di 16 anni a Matera, la città dei sassi . È autore dei successi editoriali: “Lorodipuglia”; “Il mare di Lato” attraverso i quali condivide la sua passione per le tradizioni e la storia del Mezzogiorno.