Milan, un lampo nel deserto: Balo spegne il Bologna, ma è ansia-Champions
di Luca Losito - Nel deserto tecnico-tattico del rivedibile Milan di Seedorf, un lampo di SuperMario tende la mano al tecnico olandese e consegna vittoria quasi inattesa. Un tremendo missile di Balotelli spegne le velleità del Bologna nel finale, ma il collettivo non convince affatto. E mercoledì c'è l'Atlético di Simeone.
Le buone intenzioni dell'avvio rossonero si affievoliscono col passare dei minuti. Al solito. La squadra, gradualmente, si appanna. Le occasioni, però, arrivano: Balotelli manca un tap-in clamoroso, mentre sull'altro fronte un miracolo di Abbiati evita la beffa. Come sempre nelle gare di questo Milan, la sensazione è che tutto possa succedere, tuttavia, sino al duplice fischio non succede molto altro. Lo 0-0, i fischi di San Siro. La solita triste atmosfera al rientro negli spogliatoi.
Nella ripresa la banda di Seedorf prova a sferrare gli attacchi decisivi, ma la palla più clamorosa capita a Castaldo, che spedisce di poco alto un'ottima chance. Dopo lo spavento, entra Pazzini. Di fatti, qualcosa cambia: la profondità data dall'11 rossonero crea i presupposti per l'1-0, ma ancora una volta i rossoneri non sfondano. La gara sembra avviarsi, mestamente, verso l'ennesimo passo falso stagionale. E' qui che entra in scena SuperMario: il 45 rossonero estrae dal cilindro un bolide perfetto, da posizione impensabile, incastonando uno dei gioielli più pregiati di questo 2014 nel sette. E' l'unica nota spettacolare di una gara a dir poco mediocre. Il triplice fischio è quasi una liberazione.
Finisce così, 1-0, vittoria salutare ma non troppo incoraggiante. La squadra sembra in preda ad un marasma tattico sconcertante, senza contare una fase difensiva che rasenta l'inesistenza. Lo sfilacciato 4-2-3-1 andrebbe rimpiazzato con un più robusto 4-3-3. Ogni azione avversaria è una potenziale occasione da gol, ad oggi, e siamo certi che gente come Diego Costa e David Villa sarà più lesta di Castaldo e Rolando Bianchi in zona gol. Al Diavolo tremano le caviglie, auspicando un improbabile quanto necessario cambio tattico con vista Champions.
Le buone intenzioni dell'avvio rossonero si affievoliscono col passare dei minuti. Al solito. La squadra, gradualmente, si appanna. Le occasioni, però, arrivano: Balotelli manca un tap-in clamoroso, mentre sull'altro fronte un miracolo di Abbiati evita la beffa. Come sempre nelle gare di questo Milan, la sensazione è che tutto possa succedere, tuttavia, sino al duplice fischio non succede molto altro. Lo 0-0, i fischi di San Siro. La solita triste atmosfera al rientro negli spogliatoi.
Nella ripresa la banda di Seedorf prova a sferrare gli attacchi decisivi, ma la palla più clamorosa capita a Castaldo, che spedisce di poco alto un'ottima chance. Dopo lo spavento, entra Pazzini. Di fatti, qualcosa cambia: la profondità data dall'11 rossonero crea i presupposti per l'1-0, ma ancora una volta i rossoneri non sfondano. La gara sembra avviarsi, mestamente, verso l'ennesimo passo falso stagionale. E' qui che entra in scena SuperMario: il 45 rossonero estrae dal cilindro un bolide perfetto, da posizione impensabile, incastonando uno dei gioielli più pregiati di questo 2014 nel sette. E' l'unica nota spettacolare di una gara a dir poco mediocre. Il triplice fischio è quasi una liberazione.
Finisce così, 1-0, vittoria salutare ma non troppo incoraggiante. La squadra sembra in preda ad un marasma tattico sconcertante, senza contare una fase difensiva che rasenta l'inesistenza. Lo sfilacciato 4-2-3-1 andrebbe rimpiazzato con un più robusto 4-3-3. Ogni azione avversaria è una potenziale occasione da gol, ad oggi, e siamo certi che gente come Diego Costa e David Villa sarà più lesta di Castaldo e Rolando Bianchi in zona gol. Al Diavolo tremano le caviglie, auspicando un improbabile quanto necessario cambio tattico con vista Champions.
Tags:
Sport
