“Bene l'odg No Triv del Senato, ora una legge dello Stato”
BARI - “Danni arrecati ai fondali e ambienti marini da attività invasive come la ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare… il Mediterraneo è un mare piccolo e semichiuso… gravissimi pericoli connessi alle esplorazioni offshore: nell’ordine del giorno approvato il 2 aprile dal Senato sembra di risentire tutte le considerazioni della Puglia”: il presidente del Consiglio regionale pugliese Onofrio Introna accoglie con soddisfazione il documento di Palazzo Madama, che chiede la sospensione di tutte le attività all'interno delle 12 miglia di marine dalla costa. “Ora, però, tocca al Governo nazionale trasformare i buoni propositi in legge del Paese”.Il pronunciamento a larga maggioranza del Senato manifesta il dissenso degli italiani e recepisce il NO alle trivelle espresso unitariamente dalla Conferenza nazionale dei Parlamenti regionali, ribadito nelle proposte dei legge alle Camere di alcune Regioni, per la moratoria di qualsiasi sfruttamento delle acque europee a fini petroliferi. “L’odg è un passo avanti, rafforza sicuramente il fronte della sostenibilità ambientale, dà una risposta confortante alla battaglia colorata di tanti che si battono per il primato dell’oro blu sullo spettro del disastro nero, ma è tempo che la sensibilità dei senatori venga raccolta da Palazzo Chigi in atti concreti”.
L’auspicio del presidente del Consiglio della Puglia è che “il Governo possa adottare quanto prima un provvedimento legislativo, per passare dalle intenzioni ai fatti. Una legge che stabilisca in maniera netta il veto ad attività offshore entro le 12 miglia dai litorali. Non sono ammesse, basta, questo è quello che va legiferato. Già le Regioni adriatiche, con la Puglia, hanno depositato una proposta di legge No Triv a Camera e Senato nella 16a legislatura parlamentare (e quella delle Marche, adottata nell’attuale, è tuttora valida). Ora resta da fare l’ultimo miglio: un’iniziativa del governo nazionale che riconosca dignità di norma dello Stato all’aspirazione degli italiani ad un mare pulito, ecologicamente sano, soggetto solo ad attività economiche tradizionali e senza rischi di macchie oleose o disastri ambientali”.
Sono i temi che saranno sostenuti nella Conferenza internazionale in programma il 7 maggio a Bari, sul progetto europeo Adriplan di gestione sostenibile dell’Adriatico e dello Ionio.