Agricoltura: approvata a Montecitorio la risoluzione sulla politica agricola comunicaria

BARI - Alla presenza del Ministro Martina, accolte le proposte del M5S su definizione di agricoltore attivo ed aiuti accoppiati. Stop ai campanilismi, l’agricoltura sia settore strategico per il Paese

Obiettivi: qualità, occupazione e territorio, dicendo stop agli interessi strettamente campanilistici e puntando ad una agricoltura in grado di divenire, sempre più, un comparto strategico per l’intero Paese. Con questi presupposti è stata approvata stamane, in Commissione Agricoltura alla Camera e con la presenza del Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, la risoluzione congiunta sulla Politica Agricola Comunitaria.

“Nonostante le numerose difficoltà incontrate, siamo soddisfatti di aver finalmente approvato la risoluzione congiunta sulle modalità di erogazione dei fondi del primo pilastro della PAC – dichiara a margine della votazione il parlamentare pugliese Giuseppe L’Abbate, componente M5S della Commissione Agricoltura – Una soddisfazione che deriva soprattutto dal veder riconosciuto lo sforzo che abbiamo profuso in questi mesi affinché la visione strategica del settore agricolo prevalesse sul campanilismo, dettato per lo più dagli interessi delle Regioni”.

Ma veniamo agli elementi essenziali della risoluzione. “Non sarà più possibile – prosegue L’Abbate (M5S) – erogare sostegni a soggetti che solo occasionalmente, o marginalmente, hanno svolto attività agricola, le aziende cosi dette ‘senza terra’ o i ‘sofa farmers’. Gli aiuti dovranno andare a chi l’agricoltura la fa davvero, con obiettivi commerciali e con un impatto rilevante in termini di occupazione e creazione di valore aggiunto. Saranno premiate, inoltre – aggiunge il deputato pugliese 5 Stelle – produzioni e comparti che più di altri creano beneficio alle nostre imprese agricole e dovrà essere riconosciuta la qualità dei nostri prodotti. In questa direzione vanno le nostre scelte sull’allevamento estensivo e di capi italiani, sulle colture proteiche e sul settore dell’olio. Insomma abbiamo lavorato ad una PAC che per l’Italia raggiunga tre obiettivi: qualità, occupazione e territorio”.

“Considerato il grande lavoro di questi mesi – conclude Giuseppe L’Abbate (M5S) – crediamo che questo atto rappresenti, al momento, la migliore sintesi della proposte fatte e che vada nella direzione giusta. Ma il nostro impegno non si esaurirà qui e, come abbiamo fatto in materia di etichettatura, continueremo a seguire l’evoluzione dei lavori e delle future manovre correttive, sia a livello nazionale che comunitario”.