Il monito di Federacciai: "L'Ilva rischia di fallire"
di Mauro Guitto - Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, intervenuto all’assemblea nazionale di Federacciai di due giorni fa, non usa mezzi termini giudicando non felice la gestione di Bondi in qualità di commissario dell’ILVA durata fin qui un anno. "Da Commissario conosce poco la siderurgia", afferma Gozzi.
In particolare, Federacciai avverte che l’ILVA rischia seriamente di fallire perché la produzione starebbe continuando a precipitare. Gozzi rincara la dose sulla gestione dell'azienda e su Bondi criticando i piani industriali adottati giudicati improbabili.
Infine, ha ricordato ancora una volta che in 30 anni di gestione statale dell’ILVA sono stati utilizzati soldi pubblici (24mila miliardi di lire) mentre in 15 anni di gestione privata da parte dei Riva non sono stati spesi soldi pubblici ma invece sono stati investiti 4,5 miliardi di euro.
Gozzi conclude dicendo di essere convinto che fare siderurgia nel rispetto dell’ambiente sia possibile con l’aiuto dello Stato e degli stessi Riva.
Il tutto mentre a Taranto si continua a morire (si registrano 2 nuovi decessi in questi ultimi giorni) e movimenti e associazioni di “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti” continuano a spendersi (peraltro riuscendoci) nel raccogliere fondi per acquistare strumenti sanitari importantissimi per curare i malati affetti da malattie causate dall’inquinamento nell’indifferenza delle Istituzioni locali e nazionali.
In particolare, Federacciai avverte che l’ILVA rischia seriamente di fallire perché la produzione starebbe continuando a precipitare. Gozzi rincara la dose sulla gestione dell'azienda e su Bondi criticando i piani industriali adottati giudicati improbabili.
Infine, ha ricordato ancora una volta che in 30 anni di gestione statale dell’ILVA sono stati utilizzati soldi pubblici (24mila miliardi di lire) mentre in 15 anni di gestione privata da parte dei Riva non sono stati spesi soldi pubblici ma invece sono stati investiti 4,5 miliardi di euro.
Gozzi conclude dicendo di essere convinto che fare siderurgia nel rispetto dell’ambiente sia possibile con l’aiuto dello Stato e degli stessi Riva.
Il tutto mentre a Taranto si continua a morire (si registrano 2 nuovi decessi in questi ultimi giorni) e movimenti e associazioni di “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti” continuano a spendersi (peraltro riuscendoci) nel raccogliere fondi per acquistare strumenti sanitari importantissimi per curare i malati affetti da malattie causate dall’inquinamento nell’indifferenza delle Istituzioni locali e nazionali.
