Papa Francesco, vorrei essere ricordato come bravo ragazzo
Il Papa vorrebbe essere ricordato cosi': "Era un bravo ragazzo, ha fatto cio' che poteva, non era cosi' male". Lo confida lui stesso in un'intervista a 'La Vanguardia', quotidiano di Barcellona. "Il pastore - afferma - e' la dimensione della mia vocazione. Mi sento anche Papa. Non voglio giocare a fare il Papa-parroco, sarebbe immaturo. E 'vero che con il protocollo io ho i miei problemi, ma lo rispetto. Quando si tratta di ricevere un Capo di Stato, ad esempio, devo accoglierlo con la dignita' e il protocollo che merita. Mi sento al servizio di tutte le persone che incontro".
In tema di sicurezza, Papa Francesco ammette pero' che questo e' rischioso: "So che qualcosa potrebbe accadere, ma e' nelle mani di Dio. In Brasile mi avevano preparato una papamobile chiusa, con i vetri blindati, ma cosi' non potevo salutare le persone e dire loro che le amo. Mi sarei sentito chiuso in una scatola di sardine. Per me questo e' un muro. E' vero che qualcosa puo' succedere, ma lasciatemi stare. Realisticamente, alla mia eta' non ho molto da perdere". Nell'intervista Bergoglio ammette di essere molto attento al tema dei risparmi economici per consentire alla Chiesa di dare tutto il possibile ai poveri. "Spengo la luce - dice - per non spendere un sacco di soldi, per esempio". "La poverta' e l'umilta' - spiega Francesco - sono al centro del Vangelo, in senso teologico, non sociologico. Non riesco a capire il Vangelo senza poverta', ma deve essere distinta dal pauperismo. Io credo che Gesu' vuole che noi vescovi non siamo principi, ma servitori. Quanto alla Riforma della Curia, Papa Francesco rivela: "non ho nessun progetto personale. Sono arrivato con una piccola valigia, per tornare rapidamente a Buenos Aires. Quello che sto facendo e' conforme con quanto si era detto alle Congregazioni Generali, vale a dire alle riunioni che durante il Conclave, abbiamo tenuto ogni giorno per discutere i problemi della Chiesa, riflette cioe' cio' che i cardinali hanno chiesto. Un punto fermo era che il prossimo Papa avrebbe dovuto avere un rapporto stretto e continuo con l'esterno, cioe' con un team di consulenti che non vivono in Vaticano. E si e' creato il Consiglio degli Otto: otto cardinali di tutti continenti e un coordinatore che si riunisce qui ogni due o tre mesi. Ora, il primo di luglio abbiamo quattro giorni di lavoro per apportare le modifiche (alla Curia) che ci chiedono gli stessi cardinali.
Non e' obbligatorio che lo facciamo ma non sarebbe saggio non ascoltare coloro che sanno le cose". (FONTE: AGI)
In tema di sicurezza, Papa Francesco ammette pero' che questo e' rischioso: "So che qualcosa potrebbe accadere, ma e' nelle mani di Dio. In Brasile mi avevano preparato una papamobile chiusa, con i vetri blindati, ma cosi' non potevo salutare le persone e dire loro che le amo. Mi sarei sentito chiuso in una scatola di sardine. Per me questo e' un muro. E' vero che qualcosa puo' succedere, ma lasciatemi stare. Realisticamente, alla mia eta' non ho molto da perdere". Nell'intervista Bergoglio ammette di essere molto attento al tema dei risparmi economici per consentire alla Chiesa di dare tutto il possibile ai poveri. "Spengo la luce - dice - per non spendere un sacco di soldi, per esempio". "La poverta' e l'umilta' - spiega Francesco - sono al centro del Vangelo, in senso teologico, non sociologico. Non riesco a capire il Vangelo senza poverta', ma deve essere distinta dal pauperismo. Io credo che Gesu' vuole che noi vescovi non siamo principi, ma servitori. Quanto alla Riforma della Curia, Papa Francesco rivela: "non ho nessun progetto personale. Sono arrivato con una piccola valigia, per tornare rapidamente a Buenos Aires. Quello che sto facendo e' conforme con quanto si era detto alle Congregazioni Generali, vale a dire alle riunioni che durante il Conclave, abbiamo tenuto ogni giorno per discutere i problemi della Chiesa, riflette cioe' cio' che i cardinali hanno chiesto. Un punto fermo era che il prossimo Papa avrebbe dovuto avere un rapporto stretto e continuo con l'esterno, cioe' con un team di consulenti che non vivono in Vaticano. E si e' creato il Consiglio degli Otto: otto cardinali di tutti continenti e un coordinatore che si riunisce qui ogni due o tre mesi. Ora, il primo di luglio abbiamo quattro giorni di lavoro per apportare le modifiche (alla Curia) che ci chiedono gli stessi cardinali.
Non e' obbligatorio che lo facciamo ma non sarebbe saggio non ascoltare coloro che sanno le cose". (FONTE: AGI)
