Ue, Juncker favorito. Renzi, serve flessibilità
Il premier Renzi e la Cancelliera Merkel hanno avuto un nuovo colloquio nella seconda giornata del Consiglio europeo di Ypres. Il clima del bilaterale, secondo alcune fonti, è stato "molto positivo", nonostante la discussione accesa di poche ore prima sulla flessibilità dei conti pubblici e di vincoli di bilancio meno stringenti per i Paesi che si impegnano sulle riforme. Richiesta su cui l'Italia ha ottenuto concessioni e non intende cedere.
"Abbiamo ottenuto quanto volevamo, ci sono ampi spazi di manovra" sul fronte della flessibilità con l'impegno a tenere conto delle riforme strutturali e la possibilità di sviluppare strumenti finanziari per progetti di investimenti nel lungo periodo, spiega Sandro Gozi, responsabile governativo per politiche Ue a margine del vertice.
Intanto il confronto tra capi di Stato e di governo prosegue sul documento programmatico presentato da Herman Van Rompuy, sulla politica economica comunitaria per i prossimi 5 anni e sulla nomina del presidente della Commissione europea.
"Abbiamo ottenuto quanto volevamo, ci sono ampi spazi di manovra" sul fronte della flessibilità con l'impegno a tenere conto delle riforme strutturali e la possibilità di sviluppare strumenti finanziari per progetti di investimenti nel lungo periodo, spiega Sandro Gozi, responsabile governativo per politiche Ue a margine del vertice.
Intanto il confronto tra capi di Stato e di governo prosegue sul documento programmatico presentato da Herman Van Rompuy, sulla politica economica comunitaria per i prossimi 5 anni e sulla nomina del presidente della Commissione europea.
Juncker "è la persona sbagliata" per dirigere Bruxelles, ha ribadito il premier britannico David Cameron, ma la sua posizione appare sempre più defilata.
