Adele Pulice e il suo percorso errante tra culti e canti popolari religiosi tra terra di Bari e Capitanata

di Grazia Stella Elia - Edito da Levante editori di Bari, nella collana ‘La Puglia nei documenti’ diretta da Irene Cavalli, è stato pubblicato recentemente il volume “Erranti in preghiera” di Adele Pulice, la quale non è nuova a lavori di ricerca nel campo della demologia, avendo al suo attivo alcune pubblicazioni di tale genere. In questo lavor
o, condotto con meticolosa attenzione alle dovute fonti, l’autrice prende in esame il tema del pellegrinaggio con precisi riferimenti a due zone della Puglia: la Terra di Bari e la Capitanata di Foggia. Molto efficace appare l’immagine di copertina ripresa da un dipinto dell’artista Rosalba Fantastico di Kastron: un pellegrino con bordone e sandali per il lungo cammino. Guardandola, il lettore pensa alla durezza del viaggio di un “pellegrino errante”, animato però dall’affascinante idea di raggiungere il proprio amato Santo, a cui raccomandarsi per l’aldilà ed al quale chiedere grazie per le necessità terrene .

Si tratta di un lavoro impegnativo ed articolato, suddiviso in 14 capitoli, tutti molto interessanti sia per la gente comune che per gli addetti alla demologia, che vi possono cogliere nuove particolari informazioni. Tante le curiosità, legate soprattutto a racconti e leggende tramandati di generazione in generazione. L’autrice si sofferma sul culto mariano relativo alle zone prese in considerazione muovendo dall’antichità con le connotazioni della Madre Terra nelle religioni pre-cristiane, per giungere alla devozione tuttora molto viva per le Madonne venute dall’Oriente e le Madonne del mare. Un culto, quello dell’Immacolata, per il quale si registra sempre tanto attaccamento e devoto amore. Una particolare attenzione Adele Pulice riserva ai Santi che in Terra di Bari e di Foggia hanno i loro santuari, mete di continui, numerosi pellegrinaggi. Caldo e sempre osservato il culto nicolaiano per il santo vescovo di Mira divenuto protettore di Bari e noto nel mondo con il nome di ‘Santa Claus’. Un santo orientale, le cui ossa emanano la manna: un santo ecumenico, protettore dei poveri e dei diseredati, che ha dato a Bari ed ai baresi la fama tanto desiderata. Seguono le pagine dedicate al culto di San Michele, il Santo raggiunto sempre, fin dal Medioevo, da numerosi pellegrini nella sua grotta garganica, “una delle mete più importanti della cristianità”. San Michele è il Santo guerriero, il difensore della Chiesa, pronto a combattere ogni tipo di male. Egli è raffigurato infatti, nelle iconografie, come un giovane guerriero dalle azzurre ali, con i piedi che trafiggono il drago – demonio. A San Michele è attribuita anche la pesatura delle anime e la protezione di tutti i mestieri per i quali si usano le bilance.

Vanno sottolineate alcune analogie tra il culto di San Nicola e quello di San Michele: i festeggiamenti di entrambi nel mese di maggio; la loro protezione sulle ragazze da marito; la devozione ad entrambi sia in Oriente che in Occidente e la lotta di uno e dell’altro contro il demonio.

Il capitolo settimo è dedicato al culto dei S.S. Medici Cosma e Damiano, i due fratelli medici che curavano senza compenso, con guarigioni miracolose. Per il fatto che non aderivano al paganesimo, furono arrestati e condannati a morte. Il loro culto si diffuse nel mondo e a Roma; divennero protettori dei medici e dei farmacisti. Fra i santuari dedicati in Puglia ai Santi Medici è famoso quello di Bitonto, i cui abitanti li considerano componenti della loro famiglia. Molti pellegrini pugliesi si recano a Bitonto a piedi per raggiungere la basilica bitontina, dove si conservano gli ex voto raccolti nel corso di qualche secolo. Nell’ottavo capitolo si parla del culto di San Pio, il Santo di Pietrelcina passato per vari conventi prima di arrivare a San Giovanni Rotondo, dove fu segnato dalle stimmate e dove arrivano continuamente, in gran numero, pellegrini dall’Italia e dal mondo. Un capitolo contiene canti e preghiere, in lingua ed in vernacolo, che testimoniano la genuinità popolare, la semplicità di chi, afflitto da una grande pena, si rivolge al “suo” santo o alla “sua” Madonna per riceverne aiuto e protezione.

Colpisce, nelle ultime pagine, il racconto diaristico di Carlotta De Matteo, ‘Un virtuoso percorso dell’anima’, in cui la giovane pellegrina descrive, in modo accorato e coinvolgente, l’avventuroso viaggio compiuto con due compagne verso la Tomba di San Giacomo, in Spagna, a Santiago de Compostela.

Ad impreziosire il libro vi sono molte pagine con immagini in bianco e nero e a colori esplicative dei contenuti. Un libro importante, dunque, che costituisce un valido tassello nella storia relativa ai pellegrinaggi verso i santuari della Terra di Bari e di Foggia. Un libro valido, senza dubbio, ad incrementare le conoscenze della nostra Regione, ricca di religiosità e tradizioni.