De)generazione Erasmus
di Maurizio Parodi, dirigente scolastico - “Tutti conoscono questo programma di borse di studio che ha prodotto 3 milioni di cittadini europei e un'infinità di retorica politica e giornalistica, più qualche film di successo”, scrive Curzio Maltese.
Si tratta, ma dovremmo ormai parlare al passato, di un'eccellente iniziativa europea rivendicata orgogliosamente dai nostri giovani governanti che amano definirsi: “generazione Erasmus” ma nulla fanno, nonostante la “presidenza del semestre europeo”, per evitarne la demolizione.
Il nuovo Erasmus Plus (2014-2019) prevede tagli sanguinosi (anche se al programma può accedere solo il 2% degli studenti europei, i rimborsi sono parziali e tardivi) e sostituisce le borse di studio con prestiti gestiti da banche private: “una mesta imitazione del modello anglosassone che ha prodotto generazioni di indebitati a vita ed escluso i ragazzi di famiglie più povere”, chiarisce Maltese, ricordando la recente nomina a Commissario per la cultura, l'istruzione e la gioventù dell'ungherese Tibor Navracsics che vanta il merito di essere stato ministro del governo Orban, più volte denunciato e richiamato dalla precedente commissione per leggi liberticide e censure all'informazione.
C'è speranza che a questa degenerazione culturale e politica, l'italica generazione Erasmus voglia e sappia opporsi con tutto il giovanile vigore che la contraddistingue?
Si tratta, ma dovremmo ormai parlare al passato, di un'eccellente iniziativa europea rivendicata orgogliosamente dai nostri giovani governanti che amano definirsi: “generazione Erasmus” ma nulla fanno, nonostante la “presidenza del semestre europeo”, per evitarne la demolizione.
Il nuovo Erasmus Plus (2014-2019) prevede tagli sanguinosi (anche se al programma può accedere solo il 2% degli studenti europei, i rimborsi sono parziali e tardivi) e sostituisce le borse di studio con prestiti gestiti da banche private: “una mesta imitazione del modello anglosassone che ha prodotto generazioni di indebitati a vita ed escluso i ragazzi di famiglie più povere”, chiarisce Maltese, ricordando la recente nomina a Commissario per la cultura, l'istruzione e la gioventù dell'ungherese Tibor Navracsics che vanta il merito di essere stato ministro del governo Orban, più volte denunciato e richiamato dalla precedente commissione per leggi liberticide e censure all'informazione.
C'è speranza che a questa degenerazione culturale e politica, l'italica generazione Erasmus voglia e sappia opporsi con tutto il giovanile vigore che la contraddistingue?
