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Università: è scomparso il prof.Girone

BARI - Scompare a 78 anni il prof. Giovanni Girone, ex rettore dell'Ateneo barese e docente di Statistica all'Università degli studi di Bari. “Con la scomparsa del professor Giovanni Girone la città di Bari perde una figura di riferimento del mondo accademico e scientifico, in particolare per le discipline della matematica applicata e della statistica. Durante gli anni del suo rettorato, Girone ha avuto il merito di implementare la vocazione internazionale dell'Ateneo barese, intensificando gli accordi di collaborazione e cooperazione interuniversitaria con i Paesi dell'Europa Sud Orientale. Sua l'intuizione di realizzare la più estesa rete di cooperazione tra l'Università di Bari e quelle dello scacchiere balcanico. Il professor Girone ha sempre vissuto l’impegno professionale con spirito di ricerca e passione per la docenza. Oggi la città si stringe con affetto ai suoi familiari e a quanti lo hanno amato”, ha dichiarato il sindaco di Bari Antonio Decaro.

Regione Puglia sigla protocollo d'intesa con le Università degli studi di Bari e Foggia

BARI - “È la prima volta che le due Università di Bari e Foggia si mettono insieme per la crescita dell’intero sistema sanitario regionale che provvede alla formazione di tutti i medici pugliesi. è  una decisione politica che la Regione Puglia ha preso tre anni fa con i Rettori, che ci ha consentito di individuare  i punti di debolezza dai quali partire per ricostruire la nostra capacità di formare i giovani medici e di tenerli, dando vita ad un sistema di collaborazione permanente attraverso il quale potremo evitare alcune disavventure accadute in passato e tenere, con un rischio certamente attenuato di chiusura, tutte le scuole di specializzazione necessarie alla formazione dei medici”.
Così il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano è intervenuto questa mattina a Bari nel corso della conferenza stampa per la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra Regione Puglia e Università degli Studi di Bari e di Foggia per la “Disciplina dell’integrazione fra attività didattiche, assistenziali e di ricerca”.

20 articoli per disegnare, per la prima volta in Puglia, un sistema condiviso e unitario di gestione delle due Aziende universitarie ospedaliere  pugliesi, quelle di Bari e di Foggia, rappresentate questa mattina da entrambi i Rettori, Antonio Felice Uricchio e Maurizio Ricci. Un protocollo innovativo nelle forme e nei contenuti.

“Oggi – ha continuato Emiliano – sigliamo un protocollo che trasforma la competizione naturale tra due Aziende in competizione collaborativa. Abbiamo la consapevolezza che la sfida dei prossimi anni si gioca sulla quantità e la qualità dei medici. Abbiamo valutato che, se i nostri ragazzi fossero costretti ad andare a formarsi fuori dalla Puglia, il loro percorso potrebbe significare una permanenza effettiva fuori dai confini regionali con un danno gravissimo per la comunità. Questi giovani infatti sono la speranza delle loro famiglie, dell’accademia, della ricerca e di chi mira all’umanizzazione delle cure”.

Emiliano ha spiegato come “l’anno scorso a causa della dimensione delle due Università, quella di Bari e quella di Foggia, o delle due Scuole di Medicina, si sia corso il rischio di perdere definitivamente una serie di scuole di specializzazione che avrebbero in qualche modo reso difficile, per la Puglia, laureare e specializzare i medici che ci servono per non avere i reparti vuoti. Sommare al numero degli studenti di Bari, il numero degli studenti di  Foggia, ci rafforza nel parametro fondamentale per le scuole di specializzazione. Questa, a mio avviso, è un esempio di competizione collaborativa”.

“Ovviamente – ha concluso il Presidente Emiliano - questo significa anche un sostegno economico da parte della Regione che, per la prima volta nella storia della Puglia, ha messo d' accordo le due Scuole, facendole lavorare insieme come se fossero una sola ai fini della formazione dei medici pugliesi”.

Per il Rettore dell’Università di Foggia, Maurizio Ricci, “è una scelta molto importante quella di siglare per la prima volta in Puglia un protocollo unitario, ed è molto importante, non solo per la normativa che da oggi sarà identica per le due Scuole di Medicina di Bari e di Foggia, ma anche per i contenuti innovativi che esso contiene”.

Ricci specificatamente ha fatto riferimento all’art. 4 del protocollo che affronta la vera criticità di entrambe le Facoltà. Le scuole di specializzazione, senza le quali “è impossibile migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria”.

“Oggi il vero problema per la comunità – ha detto Ricci – è l’insufficiente numero dei medici, soprattutto dei medici specialisti. Ecco perché va apprezzato aver previsto, proprio all’art 4 del protocollo, un intervento anche da parte della Regione Puglia per poter sostenere le scuole di specializzazione. È evidente che le Scuole di medicina puntano ad un miglioramento della qualità attraverso il potenziamento dei corsi di laurea. Noi dobbiamo essere in grado di formare specialistici e di non perdere i corsi di specializzazione. Insieme ce la possiamo fare”.

Anche per il Rettore dell’Università degli Studi di Bari, Antonio Felice Uricchio, si tratta di un protocollo innovativo soprattutto per i contenuti.

“Si profila così – ha detto Uricchio - un modello di gestione integrato e partecipato tra la sanità pubblica regionale e le due Aziende universitarie ospedaliere, anche e soprattutto in tema di formazione e di rete territoriale. Particolarmente significativo dunque il sistema di governance che disegna una condivisione di tutto, dai beni alle perdite, dagli utili ai fabbisogni del sistema sanitario, fino ad arrivare al personale. Ci sarà una piena condivisione anche di scelte per la ricerca e l’innovazione. Molto importante anche la Carta dei principi contenuta nel protocollo, una Carta che si rifà essenzialmente, tra gli altri, ai principi di Legalità e di sostenibilità dal punto di vista economico finanziario. Non è stato un percorso semplice – ha concluso Uricchio – abbiamo discusso tre anni per arrivare a questo risultato, sempre però avendo accanto la Regione Puglia e il suo sostegno pieno e condiviso”.

Bari, scompare il prof.Masiello

BARI - Scompare Vitilio Masiello, tra i fondatori della Facoltà di Lingue e letterature straniere dell'Ateneo barese. “Con la scomparsa del professor Vitilio Masiello la città di Bari perde un punto di riferimento del mondo accademico nazionale. Intellettuale attento e sensibile alle dinamiche sociali seppe coniugare, negli anni difficili della violenta contestazione studentesca, impegno professionale e politico per amore della nostra comunità universitaria. Tra i fondatori della Facoltà di Lingue e letterature straniere, Masiello ha sempre vissuto l’impegno professionale con spirito di ricerca e rara curiosità intellettuale, regalandoci alcune delle analisi più innovative sui classici della letteratura italiana. Oggi la città di Bari si stringe con affetto ai suoi familiari e a quanti lo hanno amato”. Lo ha dichiarato il sindaco di Bari Antonio Decaro.

Unisalento ricorda Giuseppe Codacci Pisanelli

LECCE - Nel 30esimo anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 2 febbraio del 1988, l’Università del Salento, venerdì 16 marzo, alle 10 nella sala conferenze del Rettorato (piazza Tancredi, 7) a Lecce, ricorda Giuseppe Codacci Pisanelli, uno dei fondatori dell’Ateneo, con un convegno dedicato alla sua persona e al suo impegno umano, politico e sociale per il Salento tutto.

All’intervento del Rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara, seguiranno quelli del figlio Emanuele Codacci Pisanelli e di Wojtek Pankiewicz, già docente di Istituzioni di Diritto Pubblico dell’Università del Salento, assistente universitario dello stesso Giuseppe Codacci Pisanelli e suo amico per tanti anni.

Giuseppe Codacci-Pisanelli è stato uno dei padri della Costituzione italiana. Più volte deputato, tre volte ministro, fu uno dei fondatori dell’Università di Lecce, della quale fu il primo rettore per venti anni consecutivi. Insigne giurista, fu eletto a 33 anni, deputato all'Assemblea costituente per la Democrazia Cristiana nella circoscrizione di Lecce, e fu designato membro della Commissione dei 75, incaricata di redigere il progetto della Costituzione.

Unisalento: Miur assegna 15 posti di ricercatore

LECCE - L’Università del Salento potrà assumere 15 ricercatori di tipo B. I finanziamenti arrivano dal DM n.168 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano straordinario di reclutamento per ricercatrici e ricercatori previsto dalla legge di bilancio per il 2018.

Il decreto per le Università, prevede 12 milioni di stanziamento per il 2018 e altri 76,5 a partire dal 2019 per il reclutamento di ricercatori di tipo B e per il loro consolidamento alla fine del contratto triennale, una volta ottenuta l’abilitazione scientifica nazionale nella posizione di professore di seconda fascia. I posti finanziati consentiranno di riequilibrare la presenza di ricercatori e ricercatrici sul territorio e di innalzare i livelli della ricerca nelle diverse aree disciplinari.

In particolare l’Ateneo salentino potrà disporre di circa 138mila euro per il 2018 e di circa 880mila euro a decorrere dal 2019.

I 15 posti sono stati così ottenuti: 5 per le dimensioni dell’Ateneo, 4 sulla base della valutazione della qualità della ricerca (VQR 2011-2014), 6 posti distribuiti in modo da riequilibrare la presenza di ricercatori tra gli Atenei considerando sia la quantità di ricercatori già in servizio, sia la loro percentuale rispetto al resto della docenza.

“Siamo molto soddisfatti di questa assegnazione di posti di ricercatore di tipo B a totale carico del MIUR – ha commentato il rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara. - Saranno utilizzati in relazione alle necessità più impellenti dell’Ateneo nell’ambito della programmazione triennale del personale e sulla base dell’analisi dei fabbisogni che si sta completando in questi giorni. Non distribuzione a pioggia, quindi, ma soddisfacimento delle necessità al fine di consolidare i risultati che l’Ateneo sta ottenendo. Soddisfazione, inoltre, anche perché di fronte ai 12-13 posti attesi ne sono giunti 15 che rappresentano una quota percentuale (1,15%) che supera il peso che l’Ateneo ha nel contesto nazionale (circa 1%)”.

Università, D'Alema: per LeU è priorità politica

BARI - "L’università deve tornare ad essere una priorità della politica nazionale e non un settore residuo dove si investe meno dell’1% del Pil. Non è vero che non ci sono i soldi per le università, il problema è stato portare avanti una politica di mance e non di investimenti sulle strutture fondamentali del Paese". Lo ha dichiarato Massimo D'Alema, candidato al Senato nella lista di Liberi e Uguali incontrando alcuni ricercatori dell'Università del Salento.

"Le università del Mezzogiorno percepiscono oggi il 13% del fondo nazionale, meno di quello che è costato il buono libro per i 18enni. Quando fu deciso di portare a Lecce l’Isufi e a Catania un altro istituto di alta qualificazione fu fatto un investimento sul Mezzogiorno per fare un salto di qualità", ha continuato D'Alema. "Liberi e Uguali intende portare in Parlamento un programma che punti a cambiare il meccanismo di finanziamento delle università anche varando un piano di stabilizzazione dei ricercatori precari con l’obiettivo di creare le condizioni affinché possano vedere riconosciuto il loro diritto ad essere inquadrati nel ruolo che svolgono".

Unisalento, inaugurato l'anno accademico 2017-'18

LECCE - Si è tenuta questa mattina nella sala congressi del complesso Ecotekne (via per Monteroni) a Lecce la cerimonia d’inaugurazione dell’Anno Accademico 2017/2018 dell’Università del Salento, alla presenza del prof. Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale che per l’occasione ha tenuto una lectio magistralis sul tema della legalità.

Dopo gli interventi di Maria Eugenia Verdaguer, vicepresidente della Consulta del personale tecnico-amministrativo, Robert D’Alessandro presidente del Consiglio degli Studenti ed Emanuele Fidora direttore generale, il rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara, ha tenuto il suo discorso inaugurale partendo dalle nuove sfide che l’Università del Salento è chiamata ad affrontare quotidianamente in un contesto sempre più dinamico e complesso.

"In aula – ha detto Zara - oltre al docente adesso c’è anche il professor Google, inteso come qualunque dispositivo elettronico, connesso ad internet, che viene consultato in tempo reale e fornisce una marea di informazioni durante la lezione. Informazioni sicuramente molto ampie sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, ma che non possono né devono mutare la necessità del percorso educativo che comporta necessariamente una serie di tappe che qualificano e rendono produttivo, appunto, il percorso di apprendimento. Secondo la tassonomia di Bloom, il primo step è “ricordare”, poi si passa al “capire” e quindi all’”applicare” ciò che si è compreso, quindi all’”analizzare” e poi “valutare”per poi infine “creare”. In sostanza, al di là delle varie classificazioni possibili, l’Università deve fornire quei saperi disciplinari e trasversali per sviluppare competenze adeguate nei laureati, competenze di spessore, analitiche e critiche per comprendere adeguatamente la travolgente complessità che ci circonda".

Dopo questa introduzione il Rettore è passato ad analizzare i dati delle immatricolazioni che quest’anno si attestano su uno straordinario incremento dell’11% rispetto all’anno accademico precedente, frutto di un lavoro fatto sull’offerta formativa che si arricchirà presto del nuovo percorso professionalizzante in Ingegneria delle tecnologie industriali. "Un percorso - ha spiegato Zara - attivato solo in 15 atenei in tutta Italia che risponde all’esigenza di una formazione terziaria professionalizzante e che ci allinea con l’Europa".

Tra i punti importanti del discorso del Magnifico Rettore: la forte collaborazione attivata attraverso protocolli d’intesa con i Comuni di Lecce e Monteroni, il finanziamento di circa 9 milioni ottenuto dal Disteba, la realizzazione di una Community Library, le 19 borse di studio che saranno attivate per i dottorati innovativi con caratterizzazione industriale e quelle attribuite agli studenti titolari di protezione internazionale. La conclusione del discorso è stata dedicata alla nuova nomina del Direttore Generale dell’Università del Salento. "Nei prossimi giorni – ha annunciato Zara – il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione nomineranno il nuovo Direttore Generale che prenderà le redini dal punto di vista organizzativo-gestionale del nostro Ateneo. In merito ho delle priorità che corrispondono a quelle di Unisalento e che ci permetteranno di consolidare lo straordinario risultato raggiunto in questo ultimo anno. In particolare penso a: un’organizzazione interna più efficiente ed efficace che consenta di dare delle risposte adeguate in tempi congrui; servizi per gli studenti sempre più ampi; un’internazionalizzazione vera, anche nei servizi, che consenta di attrarre studenti da altri Paesi; un’edilizia di qualità, confortevole, vivibile e sicura per tutta la comunità accademica; il reperimento di risorse che consentano il reclutamento di docenti e personale tecnico-amministrativo".

Grande attenzione e interesse ha suscitato la lectio magistralis del prof. Cassese, accolto dagli studenti in maniera sorprendente. In tanti a fine lezione hanno voluto incontrarlo e fargli domande di approfondimento sulla sua lezione che è stata un excursus sulla Carta Costituzionale.

Dalla genesi alle linee portanti della sua attuazione, passando per i pilastri che la compongono, il prof. Cassese ha ripercorso tutta la storia dell’atto normativo che racchiude i diritti e i doveri dei cittadini. "Credevamo che le stelle fossero a portata di mano, scrisse un testimone di quei giorni in cui si stese la Costituzione nel ‘46 – ha concluso il giurista. – Ma quando fu disfatto lo Stato monarchico e fascista e, per la prima volta, il popolo fece sentire la sua voce, ecco molte di quelle persone afferrarono alcune di quelle stelle che sembravano a portata di mano, mentre altre stelle sfuggirono. Io penso che il nostro compito, il compito di tutti i giovani e vecchi, sia almeno di ridare quella speranza. La speranza cioè che le stelle siano nuovamente a portata di mano".

A Bari seminario 'Scienza, crimine, giustizia, etica'

di DONATO FORENZA - La rilevante complessità della società contemporanea, richiede nuove strategie per il miglioramento della qualità della vita e per la sicurezza dei cittadini. Nella sede dell’Universita’ eCampus di Bari, si è svolto un Seminario concernente il fenomeno del femminicidio dal tema: “Scienza, Crimine, Giustizia, Etica”.

Il programma della Conferenza interdisciplinare ha previsto interventi di: - Melania Anna Duca, docente di Logica e Filosofia della Mente (Università e-Campus), chairman; con relatori: - Antonio Maria Lascala, avvocato e presidente nazionale della Onlus Penelope; - Nicodemo Gentile, avvocato penalista del Foro di Perugia; - Francesca Santolla, dirigente dell’Istituto Don Milani di Acquaviva delle Fonti (Bari); - Armando Palmegiani, docente di Criminologia (Università eCampus).

L’evento è stato fortemente voluto dall’avv. Lorena Albani, responsabile eCampus di Bari. Le interconnessioni sistemiche tra le Scienze Psicologiche, Criminologiche e Giuridiche  possono analizzare aspetti rilevanti della società per cercare di rispondere a nuovi quesiti, che sono correlati a valenze di Etica e Società e con particolare attenzione al femminicidio. I relatori, caratterizzati da differenti settori scientifici e formazione professionale, hanno enucleato aspetti peculiari di una grave problematica che merita nuove linee innovative di programmazione scientifica.

La Criminologa Diana E. H. Russell è stata tra le prime studiose ad interessarsi del femminicidio; il termine è stato utilizzato dalla Russell nel 1990. Ella ritenne il femminicidio quale peculiare categoria della Criminologia: una forma di violenza estrema dell'uomo contro la donna «perché donna». L’argomentazione richiede indilazionabilmente oculate metodiche in grado di elaborare con dimensioni cognitive ontologiche iter di prevenzione e metodologie terapeutiche per le vittime.

La ricerca applicata svolge nuovi percorsi. A nostro avviso è opportuno orientare le metodologie nella preventiva educazione dei ragazzi ed inculcare le dimensioni fertili dell’amore consapevole ed equilibrato con armonia tra le persone e la società urbana e rurale con la sostenibilità del rispetto e dell’empatia ambientale.

L’evento afferente al quadrinomio “Scienza, crimine, giustizia, etica”, meritoriamente implementato dall’Università eCampus, ha riscosso postivi consensi ed ha registrato l’adesione di importanti partner scientifici, tra i quali ricercatori sulla Sindrome di Personalità Borderline, la partecipazione di numerosi studenti ed esperti. 

'Allenarsi per il futuro': presentato il progetto iLoby allo IULM di Milano

MILANO - Giovedì 15 febbraio presso l'Auditorium dell'Università IULM, Università di Lingue e Comunicazione di Milano in presenza del preside della Facoltà di Comunicazione relazioni pubbliche e pubblicità Luca Pellegrini si è tenuto il progetto "Allenarsi per il futuro".

Uno degli ospiti è stato il  fondatore di iLoby, Christian Gaston Illan (Social Network che punta sempre più sulla realtà)che davanti a più di 400 studenti ha illustrato l'idea, la nascita e lo sviluppo del Real Social Network.

Cosa faccio, come lo faccio e come lavoro. Partendo da un'idea, da una passione, da un sogno fino alla realtà perché: " se puoi sognarlo, puoi farlo".

Il progetto presentato con gran carisma dal vice presidente Sud Europa risorse umane di Bosch Roberto Zecchino che a coinvolto l’entusiasmo di tutta la sala "Allenarsi per il futuro" racconta storie di sportivi, di atleti, ma soprattutto di persone che hanno messo a nudo le proprie esperienze e le proprie vite per dimostrare agli studenti che quando si ha un talento e un sogno, nessuna difficoltà è mai troppo grande, nessun ostacolo troppo difficile da superare, perché con forza di volontà e determinazione qualsiasi complicazione può essere affrontata. Un messaggio di cui il progetto Allenarsi per il futuro, vuole farsi portavoce per aiutare i più giovani nel loro percorso di crescita personale e professionale.

Protagonisti dell'evento oltre al CEO di iLoby anche,la campionessa pallavolista Maurizia Cacciatori, Beatrice Venezi ( la più giovane Direttrice d’orchestra), Cristina Sottotetti (Responsabile ufficio stage e placement IULM), Stefania Lovati (Randstad Regional Manager del NE Lombardia), Mauro Ferraresi ( Co-Direttore Scientifico Master in Marketing e Comunicazione IULM) , Vittorio Zingales (Alta Formazione).

Bari, anche il Politecnico e l’Università 'Aldo Moro' dicono sì al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale

BARI - Il Politecnico di Bari e l’Università di Bari “Aldo Moro”, parteciperanno a “M’illumino di meno”, l’iniziativa della trasmissione di Rai, Radio2, “Caterpillar”, giunta alla 14° edizione, per promuovere il risparmio energetico e i comportamenti virtuosi per la sostenibilità ambientale.

Nell’ambito dell’iniziativa Rai, mercoledì, 21 febbraio, ore 18.00, il Politecnico di Bari e l’Università “Aldo Moro” promuoveranno la “Caccia al KWh (kiloWatthora)”, un flash mob nel corso del quale studenti e personale spegneranno le luci rimaste accese dopo l’orario di utilizzo all’interno dei locali del Campus “Ernesto Quagliariello” o più semplicemente chiuderanno porte o finestre aperte allo scopo di limitare gli sprechi di energia elettrica o di energia termica per riscaldamento.

Quest’anno le iniziative per “M’illumino di Meno” sono promosse nell’ambito della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), che raggruppa 55 atenei italiani. La “Caccia al kWh” si svolgerà in contemporanea in numerose università della rete, per coinvolgere un pubblico ancora più ampio in azioni dimostrative di ricerca degli sprechi di energia nelle sedi degli atenei. L’obiettivo principale è sensibilizzare gli utenti delle università verso il contributo individuale che ciascuno di noi può offrire su tema del risparmio energetico, a partire dalle piccole dimenticanze che, sommate tra loro, possono avere un impatto significativo sui consumi degli atenei.
L’appuntamento in programma rientra tra gli interventi di sostenibilità posti in essere da entrambi gli Atenei.

Dal 2005, ogni anno, Caterpillar, la trasmissione di Radio2 per l’iniziativa M’illumino di Meno chiede ai suoi ascoltatori di spegnere tutte le luci che non sono proprio indispensabili. Quella di spegnere le luci per testimoniare il proprio interesse al futuro dell'umanità è un'iniziativa simbolica e concreta. Per M’illumino di meno si spegneranno le piazze italiane, i monumenti: la Torre di Pisa, il Colosseo, l'Arena di Verona, i palazzi del Quirinale, Senato e Camera e inoltre la Torre Eiffel, il Foreign Office e la Ruota del Prater di Vienna.

IL PROGRAMMA di mercoledì, 21 febbraio

Ore 18.00 – Campus Universitario. Ritrovo presso Atrio centrale antistante l’Aula Magna “Attilio Alto” del Politecnico di Bari, accoglienza e suddivisione dei partecipanti in squadre
Ore 18.30 – Saluto dei Rettori del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio, dell’Università “Aldo Moro” di Bari, Antonio Felice Uricchio e dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Bari, Pietro Petruzzelli e presentazione dell’iniziativa
Ore 19.00 – Flash mob
Ore 20.30 – Ritrovo nell’Aula P con accesso dall’Atrio Cherubini e momento conclusivo.

Scompare a 73 anni il medievalista Licinio

BARI - Scompare all'età di 73 anni il prof.Raffaele Licinio, tra i massimi studiosi di Castel del Monte. Licinio solo qualche giorno fa era stato ricoverato in ospedale, secondo quanto riferito dalla figlia Laura sulla pagina Facebook del padre.

Professore ordinario di Storia medievale nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bari, sino al 1999 docente di Antichità e Istituzioni medievali nella stessa Facoltà e dal 2001 docente per supplenza di Storia medievale nella Facoltà di Lettere dell'Università di Foggia, direttore da novembre 2002 del Centro di Studi normanno-svevi dell'Università di Bari, già direttore dei Corsi di Perfezionamento in Storia del Mezzogiorno medievale e Cinema e Storia della stessa Università, fondatore e direttore tra 1995 e 1998 della «Scuola-Laboratorio di Medievistica» di Troia (Foggia), Raffaele Licinio è stato autore di numerose ricerche che, su un ampio arco di tematiche, indagano sui rapporti tra realtà istituzionali, assetto del territorio, strutture sociali e realtà produttive del Mezzogiorno bassomedievale, con particolare attenzione alle tematiche dell'incastellamento e ai problemi di storia agraria.

Molto importante la sua attività di divulgatore: ha ideato i Mercoledì con la Storia, ricorrente e fortunato appuntamento culturale per presentazioni di libri e approfondimenti.

Tra i suoi lavori, più importanti, oltre a una imponente produzione di recensioni, articoli e saggi pubblicati sulle più importanti riviste di studi storici, vanno ricordate le monografie “Uomini e terre nella Puglia medievale. Dagli Svevi agli Aragonesi”, 1983; “Castelli, foreste, masserie. Potere centrale e funzionari periferici nella Puglia del secolo XIII”, 1991; “Castelli medievali. Puglia e Basilicata: dai Normanni a Federico II e Carlo I d’Angiò”, 1994 e 2010 (nuova edizione); “Masserie medievali. Masserie, massari e carestie da Federico II alla Dogana delle pecore”, 1998; "Castel del Monte: un tempio «virtuale»", 2001; “Il naso del templare. Sei saggi storici su templari, corsari, viaggiatori, mastri massari e monstra medievali”, (insieme a Franco Cardini) 2012. Nel 2017 ha dato alle stampe il volume “Uomini, Terre e Lavoro nel Mezzogiorno Medievale (secoli XI-XV)”.

Università: innovazione, ricerca e lavoro al Politecnico di Bari

di DONATO FORENZA - Nel Politecnico di Bari è stato solennemente inaugurato l’anno accademico 2017-2018. La manifestazione ha riscosso notevole successo di partecipazione. Il rettore ha ribadito strategicamente “...investiamo in ricerca con notevoli esiti innovativi…”.

La ricerca scientifica di eccellenza costituisce un elemento cardinale  e rappresenta un notevole investimento possibile poiché offre rilevanti possibilità per consentire innovazione, sinergie interdisciplinari, nuovi sviluppi per la sostenibilità ed il lavoro per vaste fasce di giovani e di professionisti. Eugenio Di Sciascio, rettore del Politecnico di Bari, nella cerimonia di inaugurazione, ha, tra l’altro, anche evidenziato che per investire sul futuro, occorre una pianificazione strategica nelle università e interconnessioni di flessibilità tra le dimensioni sinergiche della conoscenza e delle nuove professionalità che stanno emergendo.

E ha aggiunto, tra le comunicazioni, “Si diano risposte adeguate, quindi: quelle umane innanzitutto e quelle strutturali”.

Di Sciascio evidenzia che il complesso sistema universitario italiano, nonostante il sottofinanziamento, è un sistema efficiente, più di molti altri. Il Politecnico di Bari risulta in  ottava posizione al mondo, per produzione scientifica e terzo per la qualificata produttività scientifica e tecnologica. In Italia, purtroppo, a causa delle normative ministeriali, talvolta inadeguate, si è costretti a pagare per scelte, in controtendenza con la maggior parte dei paesi sviluppati, con conseguenti tagli di risorse durante gli ultimi anni; sono stati registrati, tagli peraltro non uniformemente distribuiti a livello di Paese. Il Politecnico di Bari, dopo l’incremento del 17 per cento di iscrizioni dello scorso anno ha registrato, per questo anno accademico un ulteriore incremento del 10 per cento.

E’ opportuno far rilevare che il Politecnico di Bari presenta un poliedrico sistema di relazioni legate con il tessuto industriale, regionale e culturale della Puglia, in virtù della preziosa attività di nascita e crescita di laboratori pubblici e  privati interconnessi alle strutture universitarie del Politecnico, implementando oculate convenzioni con grandi e medie aziende e partners, italiani ed internazionali. Peretz Lavie, presidente del «Technion Insistute of Technology» di Haifa (Israele), a cui è stata affidata la prolusione d’inaugurazione, ha anche sottolineato la necessità di investire in ricerca e innovazione tecnologica; l’ospite d’onore della cerimonia ha ricevuto un importante riconoscimento ufficiale.  Nel corso dell’evento hanno formulato messaggi di viva adesione al Politecnico, illustri esponenti del mondo istituzionale e studiosi di varie università. Riteniamo che il Politecnico possa contribuire concretamente allo sviluppo integrato della crescita scientifica, tecnologica, sociale e sostenibile di numerosi settori della Conoscenza, della Scienza, della Tecnologia e della Qualità della vita.  

Contratto scuola, Università, Afam e ricerca: incontro CISL all'Università di Foggia con Lazzarini

FOGGIA - Le tematiche del nuovo CCNL del comparto Scuola, Università, AFAM e Ricerca saranno oggetto di un incontro che si terrà il prossimo 19 gennaio a Foggia alla presenza del Segretario Nazionale della CISL Università - AFAM, Stefano Lazzarini. Attualmente, sta prendendo parte al tavolo nazionale di contrattazione presso l'ARAN ed approfondirà le tematiche relative all'AFAM. L'incontro, che vedrà coinvolte l'Università di Foggia, L'Accademia delle Belle Arti ed il Conservatorio, si terrà alle ore 12.30, presso il Conservatorio di Musica, Umberto Giordano, in piazza Nigri, 13.

Parteciperanno all'incontro: Tommaso Gelao, Segretario generale della Federazione CISL Università di Puglia e Basilicata; Tommaso Vasco, Consigliere Nazionale CISL Università; Carla Costantino, Segretario Territoriale della CISL di Foggia; Costantino Dell’Osso, Segretario Provinciale della CISL Università – AFAM; Pasquale Monteleone, Segretario Aziendale della CISL Università; Pasquale Grimaldi, RSU CISL Conservatorio; Cristina Di Letizia, RSU CISL Università.

Il Politecnico di Bari presenta gli studi sul Consumo di suolo in Puglia


BARI – Il suolo è una risorsa naturale limitata. Su scala temporale umana non è rinnovabile. Tuttavia, nonostante il ruolo essenziale che il suolo svolge nei mezzi di sussistenza umani (95% del cibo proviene dal suolo), vi è un aumento mondiale del degrado delle risorse. Approvata dalla FAO nel 2013, dal 2014 le Nazioni Unite hanno designato il 5 dicembre la giornata mondiale del suolo per focalizzare l'attenzione sull'importanza del suolo sano e per promuovere la gestione sostenibile delle risorse ad esso legate.

In Italia domani, 5 dicembre, saranno numerose le istituzioni di diverse città che testimonieranno, con proprie iniziative legate al tema, la giornata mondiale sul suolo.

In Puglia, Il Politecnico di Bari, presenterà la giornata di studi su “Il Consumo di suolo in Puglia fra dinamiche e politiche territoriali”. L’evento, che vedrà il coinvolgimento degli Ordini di Ingegneri, Architetti, Agronomi e Geologi pugliesi, sarà l’occasione per la presentazione del primo “Rapporto sul Consumo di suolo in Puglia” (INU Edizioni, 2017), prodotto dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura, nell’ambito del Progetto MITO “Multimedia Information for Territorial Objects”, finanziato dal Piano di Azione per la Coesione del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca. Tale studio, presentato a Milano in anteprima nazionale, è unico in Italia per approfondimento e metodo adottato.

Ad oggi, si legge nello studio, la superficie totale consumata della Puglia per la realizzazione di infrastrutture, industrie, nuove abitazioni, siti di produzione, fotovoltaico si attesta sull’8,5% del totale. Dato, questo, al disopra della media nazionale che si aggira sul 7,5% (fonte ISPRA). Tale percentuale pone la Puglia a ridosso delle regioni italiane dove il fenomeno è più pronunciato: Lombardia, Veneto, Campania, Emilia-Romagna.

Le articolate ricerche hanno consentito di esaminare i vari contesti geografici della regione: lo studio ha suddiviso la Puglia in 11 contesti territoriali, da nord a sud: sub appenino Dauno, Gargano, Tavoliere, Valle dell’Ofanto, Terra di Bari, Alta Murgia, Area vasta Tarantina, Valle d’Itria e Costa degli ulivi monumentali, Area vasta di Brindisi, Piana salentina, Serre salentine. Ogni contesto, e a volte anche i singoli comuni, mostrano loro specifiche peculiarità. In generale un maggior consumo di suolo è stato registrato sulle aree costiere e nel contesto territoriale delle principali città. Contemporaneamente lo studio ha registrato il fenomeno dell'abbandono di edifici nei centri minori della daunia e del consumo di suolo dovuto alle innumerevoli case per vacanza disseminate lungo la costa pugliese, con particolare riferimento sulla costa Salentina.

Secondo l’Istat, ci sono in Puglia circa 2 milioni di abitazioni (una ogni due abitanti). Di queste, circa 520.000 non sono occupate (una abitazione vuota ogni tre occupate). Gran parte di questo mezzo milione di abitazioni vuote è destinato a casa per vacanza; una ulteriore porzione è rappresentativa dei luoghi del declino economico-sociale (ad esempio il Subappennino Dauno in decremento demografico) e delle nuove forme di abbandono urbano (ad es. nel quartiere Libertà a Bari alcuni isolati hanno circa il 25% di patrimonio abitativo inoccupato).

Questi dati evidenziano che il Land Efficiency Index (l’Indice di Efficienza dell’Uso del Suolo) non è dei migliori. Il rapporto, che studia la variazione di usi del suolo tra il 2006 e il 2011 (periodo corrispondente all’aggiornamento della carta regionale di uso del suolo) ha evidenziato inoltre che in tale periodo il fotovoltaico ha rappresentato una nuova forma di consumo di suolo. Se a questo si associa il patrimonio non utilizzato nelle aree produttive, a causa della contingenza economica, diventa evidente la necessità di affrontare il tema dell’uso efficiente del suolo già artificializzato e del patrimonio insediativo che su esso si poggia.

I contenuti dello studio sul primo Rapporto del Consumo di suolo in Puglia, saranno esposti in occasione della Giornata Mondiale del Suolo domani, martedì, 5 dicembre prossimo, ore 9.00, nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura (campus universitario), secondo il programma allegato.

“Il Consumo di suolo in Puglia fra dinamiche e politiche territoriali”
Politecnico di Bari, 5 dicembre, ore 9.00
Aula Magna del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura (campus universitario)

Il programma: 

Ore 9.00 Saluti ai partecipanti
Prof. ing. Eugenio Di Sciascio, Rettore del Politecnico
Prof. arch. Giorgio Rocco, Direttore del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura
09.30 - 11.15 I SESSIONE “Il consumo di suolo in Puglia e in Italia: dati, interpretazioni, effetti”
Coordinamento: Prof. ing. Carmelo M. Torre, Dott. Alessandro Bonifazi e Dott. Pasquale Balena (Politecnico di Bari)
11.30 - 13.30 II Sessione “Orientarsi al risparmio di suolo: leggi, strumenti e strategie”, Relazioni e Dibattito
Coordinamento: Prof. ing. Pierluigi Morano e Prof. ing. Carmelo M. Torre (Politecnico di Bari)
Seminari:
14.30 - 15.30 Nature-based solutions per la resilienza delle aree metropolitane
Prof. agr. Raffaele Lafortezza, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” & Center for Global Change and Earth Observations (CGCEO), Michigan State University, USA
15.30 - 16.30 Rigenerazione urbana e risparmio di suolo – strumenti economici e modelli previsionali
Prof. ing. Pierluigi Morano e Prof. ing. Carmelo M. Torre (Politecnico di Bari), Ing. Federico Amato (Università degli Studi della Basilicata)
16.30 - 17.30 Invarianza idraulica e salvaguardia della permeabilità dei suoli nella progettazione urbanistica ed edilizia
Ing. Valeria A. Intini e Dott. geol. Donato Sollitto, Autorità di Bacino della Puglia
Dott. geol. Ines Marinosci (ISPRA) e Dott. geol. Vito La Ghezza (ARPA Puglia)
Le attività del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente per la riduzione del consumo di suolo
Ing. Francesca Pace (Regione Puglia) – Trasformazioni del territorio e strutture di lunga durata nei paesaggi pugliesi
Dott.ssa Tina Caroppo (InnovaPuglia S.p.A.) – Monitoraggio del consumo di suolo ed evoluzione delle infrastrutture per l’informazione territoriale in Puglia
Prof. ing. Bernardino Romano (Università degli Studi dell’Aquila) – 50 anni di consumo di suolo in Italia: l’urbanizzazione progressiva della costa adriatica
Prof. geol. Luigi Pennetta (Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”) – Occupazione del suolo nelle zone costiere della Puglia
Prof. arch. Andrea Arcidiacono (Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo/Politecnico di Milano) – Iniziative legislative e politiche regionali per il contenimento del consumo di suolo
Arch. Anna Migliaccio (Regione Puglia, Dipartimento mobilità e qualità urbana, opere pubbliche, ecologia e paesaggio) – Il DDL Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato: principi e struttura, criticità e prospettive per il governo dei territori regionali
Prof. arch. Francesca Calace (Politecnico di Bari) – Dismissione, riuso, pianificazioni

Interventi confermati:

Anna Maria Curcuruto, Assessore ai Lavori Pubblici e alla Difesa del suolo della Regione Puglia; Vito Bruno, Direttore Generale ARPA Puglia; Carla Tedesco,
Assessore all’Urbanistica e alle Politiche del Territorio del Comune di Bari; Salvatore Valletta, Presidente dell’Ordine Regionale dei Geologi della Puglia;
Giacomo Carreras, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Bari; Roberto Masciopinto, Presidente dell’Ordine degli
Ingegneri di Bari; Antonio Frallonardo, Presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari, Domenico delle
Foglie, Responsabile per l’Urbanistica Regionale Legambiente; Vincenzo Iurilli, Società Italiana di Geologia Ambientale-SIGEA; Elda Perlino, Consulta
Comunale per l’Ambiente di Bari
Ai professionisti saranno rilasciati crediti formativi secondo le disposizioni dei rispettivi Ordini.

Oltre 40mila studenti al Salone dello Studente di Bari

BARI - Ultima giornata del Salone dello Studente di Bari, un appuntamento ormai fisso per gli oltre 40 mila studenti pugliesi che nella tre giorni (22,23 e 24 novembre) hanno affollato la Fiera del Levante per esplorare le offerte formative del territorio regionale, nazionale e internazionale.

Sulla proposta territoriale si è focalizzata la cerimonia inaugurale, svoltasi nella prima giornata alla presenza dell'Assessore Formazione e Lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo, il direttore dell'Usr Anna Cammalleri, i Rettori Felice Uricchio di Università degli Studi di Bari Aldo Moro ed Eugenio Di Sciascio del Politecnico di Bari, il prorettore vicario dell'Università del Salento Domenico Fazio e il delegato rettorale dell'Università degli Studi di Foggia, Lucia Maddalena.

Grande l’impegno della Regione Puglia a incoraggiare i giovani a non spostarsi fuori sede e a valorizzare il patrimonio formativo del territorio. Con questo obiettivo sono stati organizzati  una serie di incontri targati “#studioinpuglia” con "Le interrogazioni degli studenti": un faccia a faccia tra gli studenti delle scuole superiori e importanti esponenti delle Università sulla proposta accademica in Puglia.

"È necessario interpretare le azioni del territorio e proporre corsi di laurea che rispondano alle esigenze: musica, viticultura, management del turismo. L'università dovrebbe uscire dalla sua torre d'avorio e andare incontro agli studenti", ha dichiarato il Prorettore Domenico Fazio. "Tutte le università lavorano al placement ma i primi orientatori sono i docenti della scuola superiore. La dispersione scolastica continua a esserci, è necessario compiere una giusta scelta con un occhio anche alle professioni del futuro", ha concluso il delegato rettorale dell'Università degli Studi di Foggia.

Alla domanda "cosa offre in più l'Università della Puglia rispetto al nord?" risponde così il Politecnico di Bari: "Non esistono differenze, l'offerta formativa è ugualmente ampia e qualificata. L'importante è non scegliere per luoghi comuni: esistono centri di eccellenza qui in Puglia, il placement funziona, le aziende stesse tornano in questa regione per investire".

"Dalle nostre analisi risulta che i tre quarti dei pugliesi studiano in Puglia ed esiste anche una percentuale in entrata. Quella che si viene a creare è spesso una situazione a imbuto: chi va fuori è perché non riesce a entrare nelle Università pugliesi. Spesso ci troviamo di fronte a 12 mila domande di accesso e solo 3 mila posti disponibili ed è necessario considerare anche il problema dell'edilizia scolastica. Non bisogna poi sottovalutare il valore dell'esperienza di vita che uno studente può fare fuori sede" ha commentato Felice Uricchio, Rettore Università degli Studi di Bari Aldo Moro

Nella secinda giornata del Salone dello Studente, sul ring di #studioinpuglia "Le interrogazioni degli studenti" si sono invece presentati i Presidenti degli ITS pugliesi con l'obiettivo di illustrare la panoramica delle opportunità offerte dai percorsi di formazione a elevata competenza tecnica.

Da esperienze made in Puglia provengono anche le testimonianze di Teresa Aprile dell'Organizzazione Aprile, Nicole Saliani della Agri Saliani e Danila Chiapperini di ApuliaKundi.

All'incontro targato #STEAMiamoci, il progetto dei Giovani Imprenditori Confindustria, si è, invece, parlato di Stem, imprenditoria femminile ma anche di intraprendenza territoriale.

"Non è vero che l'Italia non ha futuro. Bisogna far crescere le proprie competenze con l'esperienza e seguire le proprie passioni. Uscite dagli stereotipi, soprattutto di genere", hanno commentato le tre giovani imprenditrici.

A testimoniare il coinvolgimento e desiderio dei giovani di mettersi in gioco, la presenza dei volontari del Servizio Nazionale Civile: "L'entusiasmo dei giovani volontari di servizio civile è contagioso. Per questo abbiamo scelto che siano proprio i ragazzi che stanno vivendo un'esperienza di servizio civile a incontrare qui, al Salone dello Studente di Bari, i propri coetanei. - dice Titti Postiglione, responsabile del Servizio Comunicazione del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale - Dobbiamo far sì che molti più giovani conoscano le straordinarie opportunità del Servizio Civile: crescita personale, sevizio per il bene comune, occasione di formazione e sviluppo di competenze trasversali. Le giornate di Bari testimoniano come la scelta dell'incontro del confronto sia vincente per raggiungere questo importante obiettivo"

Il Salone dello Studente si è concluso oggi con l’incontro "Industria 4.0" un approfondimento, in collaborazione con Confindustria Giovani Imprenditori, condotto con le esperienze, sempre del territorio pugliese, di Christian Mucci di Mucci Confetti e Annabella Cascione di Sanigen.

"Le tecnologie digitali stanno rivoluzionando profondamente tutto il ciclo di produzione manifatturiera: cambia il modo di progettare, realizzare, distribuire e commercializzare qualsiasi prodotto. Tutto è informatizzato e con il digitale è possibile prevedere per tempo inefficienze e guasti. Si chiama manutenzione predittiva ed è un esempio classico di Industria 4.0. La sensazione è di assistere a un cambiamento globale che non si limita all'interno delle aziende. La sfida che ci aspetta non sta tanto nel creare nuove "Internet Companies", quanto piuttosto nel digitalizzare tutti i settori produttivi e tutto il sistema del Paese. Questo è l'impegno di tutti, governo, PA, banche e imprese: non dobbiamo restare indietro rispetto al resto del mondo avanzato”, ha detto Mario Aprile, presidente Giovani Imprenditori Confindustria Giovani.

Il Salone dello Studente di Bari è un evento Class Editori e Campus Orienta, con la partecipazione di Regione Puglia, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Stato Maggiore della Difesa e MIUR, in collaborazione con Giovani Imprenditori Confindustria e Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, ASPIC ed ESN – Erasmus Students Network.

Partner dell’iniziativa Università Telematica Pegaso, Fondazione Consulenti per il Lavoro e Sapienza Università di Roma 

Politecnico, tutela borgo antico Locorotondo: premiata tesi di laurea di sei studenti di architettura


BARI – Anno Domini 1531. Piccoli appezzamenti coltivati dalle forme spesso irregolari irrompono qua e là tra fitto bosco, macchia mediterranea e pascolo sull’altopiano delle Murge del sud-est della Puglia, denominato Valle d’Itria. Alcuni poderi sono presidiati da piccole costruzioni rurali ad uso ricovero di forma conica: i trulli. Verso nord, su un evidente rilievo, è arroccato un castello. Distinte, alleate mura, frammentate da otto torri, percorrono e cingono, come una corona, la città di Locoretondi.

Questa fu la prospettiva che ebbe Joan Vaguer, segretario della commissione spagnola, incaricato a svolgere un’inchiesta fiscale sui feudi e sui beni dei ribelli (così fu reputata la città pugliese dalla Corona di Spagna) quando arrivò nei pressi della città. Al fine di una ridistribuzione di tali beni ad altri feudatari di provata fedeltà, Locoretondi – annota Vaguer - conta solo cento fuochi (famiglie) e non più trecento dopo i recenti fatti di guerra legati alla 1°conflitto tra Carlo V di Spagna e Francesco I di Francia per il dominio dell’Italia.

Anno Domini 2017. Di quella documentata visione cinquecentesca della città non resta più traccia: il castello aragonese, di forma quadrangolare, le mura, le torri di presidio nell’intorno. Lo ricorda solo lo stemma comunale: una Torre.

Ciò che resta invece della contemporanea Locorotondo (oggi, circa 14 mila abitanti, quasi 500 nel centro storico) è il contenuto che quel castello, mura e torri hanno difeso per oltre trecento anni: il centro antico, cuore della sua memoria, della sua architettura unica, famosa in Italia e all’estero.

Tuttora esso conserva un forte carattere identitario, per la particolarità del luogo, l’inscindibile legame con il contesto ambientale, l’unicità del rapporto con il paesaggio agrario ridisegnato dai terrazzamenti delimitati da muretti a secco in pietra calcarea, la singolarità dell’assetto urbano, dei materiali impiegati, delle tecniche costruttive tradizionali adottate.

L’immagine del centro antico sedimentata nella memoria collettiva è affidata alla coralità dell’edilizia minuta e le “Cummerse”, costruzioni con il tetto spiovente, distinguono e rappresentano la città antica. Le Cummerse, in particolare, costituiscono per il lavoro di tesi il punto cruciale, essendo considerate come il patrimonio fondamentale di Locorotondo, e avendo il lavoro messo in evidenza l’urgenza di sottoporle a tutela.

Le scale a mignano, gli sporti di gronda, gli apparati decorativi a corredo delle aperture, gli infissi tradizionali, le ringhiere, le ferrate, sono altrettanti elementi che concorrono a caratterizzare l’aspetto di Locorotondo che, per la sua singolarità, impone misure di salvaguardia.

Locorotondo è un insediamento solo apparentemente ben conservato, in realtà a rischio di progressivo degrado, soprattutto antropico, per l’inadeguatezza dell’edilizia di base a rispondere ai moderni standard abitativi e soggetto a interventi e riusi spesso impropri che rischiano di compromettere irreversibilmente l’elevata qualità architettonica e ambientale dell’organismo urbano.
Si pongono dunque delicati problemi di tutela e utilizzo che impongono una riflessione sulla necessità di un mirato recupero finalizzato ad una corretta fruizione attenta a preservare quei caratteri che fanno di Locorotondo un unicum irripetibile.

Nella convinzione che il centro antico della cittadina murgiana costituisce una preziosa eredità di cultura materiale e di valori testimoniali, nell’interesse della sua difesa culturale ed architettonica nel Politecnico di Bari, si è sviluppata una tesi di laurea che ha impegnato per un anno sei studenti di architettura: Roberta Quaranta (Bari Palese), Antonio De Liddo (Bari), Annalisa Cascione (Bitetto), Caterina Anelli (Rutigliano), Giorgio Maria Bevilacqua (Foggia), Serena Cellie (Brindisi). Coordinatore e Relatore: prof. Rossella de Cadilhac, docente Poliba di restauro architettonico.

La qualità del lavoro di ricerca svolto, unico sinora, ha meritato una Menzione speciale e diritto di pubblicazione su “Architettura e Città” in occasione del XXVII Seminario internazionale Premio di Architettura e Cultura Urbana, SACU 2017, su “Ricostruzione e innovazione”, presso l’Università di Camerino.

Lo studio, “Locorotondo, il centro antico”, composto da due volumi e relative tavole, ricerca e analizza le fasi storiche del Comune. La fase della conoscenza infatti, diventa fondamentale per attivare un processo consapevole di salvaguardia del patrimonio edilizio esistente. Suddivide il centro storico in 20 isolati. Documenta, classifica, censisce tutti gli elementi costruttivi-architettonici esterni-interni di ogni isolato e ne analizza i contenuti. 

Tale inedito lavoro approda alla formulazione di linee-guida per un’appropriata conservazione e valorizzazione del nucleo antico, attraverso interventi di manutenzione (ordinaria e straordinaria), di restauro e risanamento conservativo, di recupero del centro antico, ponendo come condizione di base l’indispensabilità di un’approfondita conoscenza dei singoli manufatti, che rappresenta il momento preliminare ad ogni azione conservativa. Rivolge una particolare attenzione alla problematica del riuso e dell’attribuzione di funzioni compatibili, che si pone soprattutto per manufatti caduti in disuso, o sottoposti a cambi incongrui di destinazione funzionale proponendo - attraverso casi esemplificativi - soluzioni rispettose delle caratteristiche architettoniche e costruttive dei manufatti nel loro ineliminabile rapporto con l’aggregato di appartenenza.

I neo laureati del Poliba inoltre, hanno focalizzato l’attenzione su un isolato (il n.3, adiacente a Porta Nuova) selezionato come caso-studio proprio in applicazione di quelle linee-guida, giungendo ad un progetto di restauro vero e proprio. La scelta dell’isolato campione ha offerto l’occasione per riflettere anche su un’area contigua, Piazza Mitrano, a cui l’isolato è strettamente legato, ma irrisolta dal punto di vista urbanistico e architettonico, ed alla quale la proposta progettuale ha tentato di dare una risposta sia alla scala architettonica che a quella urbana.

Cratena peregrina, risonanza mondiale grazie anche ad Unisalento


di PIERO CHIMENTI - Il New York Times ha pubblicato una scoperta sull'interazione interspecifica della Cratena Peregrina, a cui hanno collaborato varie università europee, tra cui quella del Salento rappresentata dal prof. Piraino.

Nello specifico, il variopinto mollusco, che vive nelle coste del Mediterraneo, seleziona i polipi coloniali, parenti dei coralli, che abbiano mangiato i micro organismi planctonici.

Per quanto possa essere straordinaria questa scoperta resta però incompleta, in quanto non sarebbe ancora spiegato per la scienza come il mollusco 'predatore' riesca a riconoscere il polipo coloniale che abbia 'consumato il pasto'.

Politecnico di Bari pronto a varo Neo 400+, la barca a vela da competizione votata alla grandi traversate


BARI – Per la prima volta nella storia del campus universitario di Bari una imbarcazione a vela di grandi dimensioni, votata alle regate da competizione e alle grandi traversate ha varcato i suoi confini per raggiungere il porto.

Lo ha fatto al buio dell’alba di lunedì, 23 ottobre, mentre la città ancora sonnecchiava nel silenzio: ha varcato l’ingresso principale del campus di via Orabona; ha superato i due ponti a sud della città; ha percorso il lungomare, i bordi della città antica e infine ha raggiunto il bacino dei cantieri nautici “Ranieri”, nei pressi del CUS Bari.

La barca si chiama “Neo 400+”. E’ stata costruita totalmente nei laboratori del Politecnico di Bari ed è il risultato di un progetto dedicato alla nautica, pubblico-privato, denominato, “Polimare”. Il progetto, istituito dal Politecnico di Bari, è condiviso con “Neo Yachts & Composites”, azienda pugliese specializzata nelle costruzioni di settore e CUS Bari.

“Neo 400 +” è stata costruita completamente in carbonio con tecnologia sottovuoto con stampi femmina. E’ lunga 12,15 m e larga 3,99 m; con un pescaggio, 3,10 m, peserà armata pronta per navigare circa 5500 kg. Conta una superficie velica complessiva di 115 mq nelle andature di bolina e 230 mq nelle andature portanti. Velocità di punta: 25 nodi. La barca è stata ottimizzata per un equipaggio in regata di 700 kg (9-10 membri), ma utilizzabile in crociera anche da solo 2 persone. La barca presenta una disposizione innovativa degli interni pensati per le grandi navigazioni d’altura in regata e crociera con un grande openspace dedicato alle funzioni di navigazione e 2 grandi cabine con 6 cuccette marine e un unico bagno per ottimizzare pesi e spazi. Le scelte di performance non hanno però compromesso le qualità e finiture estetiche. Il team di progettazione e sviluppo è stato coordinato dalla mano esperta dell’Ingegnere Giovanni Ceccarelli dello studio CYD.

“Neo 400 +” è anche il risultato di qualità di 12 mesi di duro lavoro all’interno dei laboratori del Poliba e che ha visto la partecipazione, in team, in fasi diverse, di specialisti di settore, docenti e studenti del Politecnico. Il responsabile scientifico per parte Politecnico, prof. Mario Foglia e il responsabile dell’azienda ing. Paolo Semeraro hanno convogliato e coordinato le energie delle rispettiva compagini per far in modo che all’interno del Politecnico fosse possibile produrre un oggetto, orgoglio della nostra Puglia.

Ed ecco il risultato. La solidità del progetto e la sua concreta realizzazione hanno convinto un armatore tedesco che ha acquistato la barca e ben presto, secondo il volere dell’acquirente, si trasferirà ad Hong Kong via Genova.

Intanto, tra lunedì, 23 e oggi 30 ottobre, saranno completati gli ultimi montaggi: chiglia, albero (25 m), timone.

L’evento straordinario sarà presentato in occasione del varo di “Neo 400 +”, previsto per domani, martedì, 31 ottobre, ore 14.00, presso i cantieri nautici “Ranieri” di Bari, adiacenti alla sede del CUS Bari. Per l’occasione saranno presenti assieme al Rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio i partecipanti al progetto, autorità, appassionati di nautica.

Dopo il varo e per tutto il mese di novembre sarà completato a Bari il setup finale in acqua della barca per poi essere trasferita mediante navigazione a vela a Genova, da dove sarà trasportata via nave nella sua sede futura definitiva: Hong Kong.

Università di Lecce: dottorato di ricerca intitolato a Giulio Regeni

LECCE - Domani, 28 ottobre alle 12 nell’edificio n. 6 del complesso Studium 2000 (angolo V.le San Nicola, Via di Valesio) a Lecce, docenti e allievi dei Dottorati di Ricerca dell’Università del Salento incontreranno Paola Deffendi e Claudio Regeni, i genitori di Giulio Regeni, il ricercatore scomparso al Cairo nel 2016.

L’incontro aperto a tutti, è organizzato dal Dipartimento di Storia Società e Studi sull'Uomo dell’Università del Salento con la collaborazione del festival "Conversazioni sul futuro" a cura di Gabriella Morelli (associazione “Diffondere idee di valore”). Nasce dal desiderio della famiglia Regeni di incontrare gli allievi del Dottorato in Human and Social Sciences dedicato alla memoria del giovane ricercatore e attivato in UniSalento nel 2016. Sarà un momento per ricordare Giulio Regeni, onorare il suo lavoro di ricercatore, ed esprimere solidarietà ai genitori.

Intervengono: Vincenzo Zara (Rettore dell’Università del Salento), Terri Mannarini (Coordinatrice del dottorato "Human and Social Sciences, in memoria di Giulio Regeni, ricercatore"), Fabio Pollice (Direttore del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo), Stefano Cristante (delegato del Rettore alla Comunicazione istituzionale dell’Università del Salento), Antonio Leaci (Direttore della Scuola di Dottorato), Enrico Consoli (Coordinatore locale ADI - Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani che ha dedicato la sua ultima campagna di tesseramento proprio a Giulio Regeni), i dottorandi di ricerca dell’Università del Salento.

IL DOTTORATO - A breve distanza dalla morte di Giulio Regeni, nel 2016, il Dipartimento di Storia Società e Studi sull'Uomo ha deciso di intitolare il dottorato di Human and Social Sciences alla memoria del giovane ricercatore. Il dottorato HSS è multidisciplinare e copre tutte le aree di ricerca in cui era impegnato Giulio: da quella economica, a quella sociale, a quella storica. É nato con uno sguardo particolarmente attento ai paesi dell'area euromediterranea, lì dove Giulio svolgeva la sua ricerca sul campo. “Giulio Regeni avrebbe potuto essere uno dei nostri dottorandi, che come tanti suoi colleghi svolgeva un periodo di ricerca all'estero – spiega Terri Mannarini, coordinatrice del dottorato HSS. - È stato quindi naturale, per il Dipartimento, prendere questa decisione, unanime e sentita, per onorare la sua memoria, tenere viva la ricerca della verità sulla sua vicenda e dare continuità simbolica, attraverso le generazioni dei dottorandi, al suo lavoro di ricerca. Nell'atrio di Studium 5, dove ha sede il Dipartimento/Dottorato, c'è anche una targa su piedistallo che testimonia e rende visibile questa decisione”. 

A Bari con i ‘Pensieri’ vanno in onda le donne

di VITTORIO POLITO - ‘Se sai di non sapere, sai già molto’: con questa frase si presenta non solo Socrate, ma un interessante convegno che avrà luogo martedì  24 ottobre 2017 alle ore 16,00 nella Sala Conferenze del Centro Polifunzionale Studenti dell’Università “Aldo Moro” di Bari.  In verità il tema del convegno è ‘A scuola con Socrate tra ricerca e didattica’, ma la sostanza è che imparare è il primo passo per vivere una normale esistenza in cui sapere equivale a potere, chiaramente nel senso più nobile del termine.

Il professore Francesco Bellino dirige da tempo immemorabile molte collane della Levante editori  e, cosa strana,  l’editrice ha varato quest’anno una nuova collana denominata ‘Pratica filosofica’, confutando quello che aveva sempre dichiarato - anche al sottoscritto che aveva proposto una nuova iniziativa sulla ‘Baresità’ e si è visto rispondere che eventuali nuovi  libri potevano confluire nelle testate già esistenti, nonostante io abbia pubblicato quattro libri con Levante - negli ultimi tempi, ossia nessun varo di nuove collane. Io ho recensito molti libri del professore di Filosofia morale, che mi fu presentato dal fondatore di casa Levante - quel Mario Cavalli che mi aiutò a superare un momento ‘difficile’ e che secondo ‘livalca’ mi ha sulla coscienza - in editrice quando mi sono occupato del monumentale ‘Trattato di Bioetica’ (il professore per don Mario aveva il pregio di essere nato a Ortanova, ma non chiedetemi il perché).

Mi sono già occupato del volume ‘Pensieri in onda’, curato dalle docenti  Mariagrazia Raffaeli e Marisa Valente, il testo con cui è partita la nuova collana del professore Bellino e mi piace riportare integralmente un periodo estrapolato dalla prefazione dell’ordinario : ‘Questo prezioso volume non è solo un serio contributo scientifico al rinnovamento della didattica e della scuola, additandoci concretamente esempi di progettazione pedagogica, ma incarna molto bene la svolta in atto, che sta riportando la filosofia nella vita quotidiana. La filosofia, ha ribadito Irina Bokova, Direttrice generale dell’ONU per la cultura, “non è solo una materia accademica, ma un’esperienza giornaliera che coinvolge e aiuta a vivere in modo migliore, più umano”.

Martedì 24 ottobre al convegno vi sarà il saluto del Magnifico Rettore Felice Uricchio e sono lieto di leggere fra i partecipanti il nome di una mia conoscenza la dott.ssa Dorella Cianci: una volitiva ragazza di Cerignola (è vero che il luogo di nascita è una garanzia!) che con determinazione e studio sta scalando e bruciando le tappe della vita ed oggi è ricercatrice presso la LUMSA di Roma. Scusami Socrate, ma in questo momento ci vuole una frase di Victor Hugo: “Credere è difficile, non credere è impossibile”. Con piacere noto che vi è la professoressa Della Penna fra i relatori e il mio ricordo va ad un volume che ho recensito dal titolo “Con Pinocchio un viaggio fantastico”, in cui vi era un intervento del professor Bellino che così concludeva “E’ l’esempio di una scuola che si rinnova nella continuità della tradizione e che trova il linguaggio giusto per parlare ai bambini del terzo millennio”. Il volume in questione, a cura di Anna Maria Della Penna - sempre Levante, collana Femio diretta da Francesco De Martino (2003) - a me sembra una staffetta con ‘Pensieri in onda’ e la mia impressione viene confermata da quanto scriveva la prof.ssa Carla Della Penna (sorelle?) in una brillante e sagace prefazione: “… Il motore di questo cambiamento? L’amore, naturalmente! Pinocchio ama la vita, ne gusta intensamente tutti i momenti, prova sentimenti forti e riceve continuamente lezioni d’affetto da Geppetto”.  Quanta saggezza in queste parole: un invito per i giovani ad amare e godere la vita ed un monito ai genitori a regalare meno ‘tablet’ e più… carezze

La professoressa  Silvana Calaprice, famosa per i suoi interventi in ambito Unicef, è stata chiamata a moderare il dibattito del convegno ed io mi limito a prendere atto che i partecipanti sono cinque donne e due uomini; recentemente all’elezione dell’Ordine dei giornalisti-pubblicisti, per i sei posti disponibili sono state elette sei donne; Socrate sulle donne ci ha donato questa perla in cui la saggezza va colta, dopo alcuni tentativi a vuoto: “La donna è un sicuro rifugio o un tormentoso castigo”. Il vostro cronista, con una moglie e due figlie, può concludere in un solo modo, ossia citando le parole con cui la piccola Francesca (nove anni) apre il volume ‘Pensieri in onda’: “Dell’isola mi porterei tutto, in particolare il rumore del mare perché mi ha fatto sentire viva. Provo tristezza perché devo separarmi da essa e felicità perché l’isola è stata per me come un libro aperto e so che, quando vorrò, potrò sempre riaprire”. Altre due donne sono state fondamentali per la realizzazione di questo libro: la dottoressa Irene Cavalli che ha fatto pressione sui fratelli per il varo della nuova collana e della conseguente uscita del primo libro (determinante sarà stato il fatto che la docente ha fondato e dirige con Francesco Bellino la prestigiosa collana ‘Ethos’) e la poliedrica artista - grafica, progettista d’interni, pittrice e scultrice - Nicoletta de Candia che ha illustrato con rara maestria il volume delle Raffaeli e Valente. Le fiabe si concludono sempre con una morale: la nostra potrebbe essere che è inutile cercare l’isola dei sogni, ma è utile tramutare i sogni quotidiani in realtà, non dimenticando che siamo nati in una…(pen)isola baciata e benedetta dal sole.