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'Persona e potere nell'età post-moderna': convegno internazionale a Bari

di DONATO FORENZA - Nell’ambito delle poliedriche attività dell’Università degli Studi di Bari si è svolto un importante evento interdisciplinare che ha analizzato temi complessi dell’attualità di vivo interesse. Il Master di 1° livello in "Etica della pace, diritti ed educazione alle competenze sociali e civiche" ha brillantemente promosso  il Convegno internazionale afferente alle tematiche "Persona e potere nell'età post-moderna: regole etiche, giuridiche e pedagogiche". La recente manifestazione, svoltasi presso il Centro Polifunzionale Studenti (ex-Palazzo delle Poste), in piazza C. Battisti, in Bari, è stata caratterizzata dalla presenza di illustri relatori di valenza internazionale.

La struttura del Seminario ha previsto i saluti inaugurali di: - prof. Antonio Felice Uricchio, Rettore dell'Università di Bari; - prof. Bruno Notarnicola - Direttore del Dipartimento Jonico; -  prof. Riccardo Pagano, Coordinatore del Cediclo. La presidenza è stata affidata al prof. Michele Indellicato, che è anche il coordinatore e responsabile scientifico del Master. Hanno aderito in veste di relatori: - il prof. Tomasz Braun, Rettore dell'Università di Lazarski (Polonia); - il prof.Ferdinando Parente, Ordinario dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro; - il prof. Florian Lempa, Docente dell’Università di Warmia e Mazury in Olsztyn (Polonia); - la prof.ssa Elsa Bruni, Docente dell’Università di Chieti; - il prof. Krzysztof Orzeszyna, Docente dell’Università di Lublino (Polonia).

Nel Convegno gli  oratori hanno enucleato notevoli riflessioni sistemiche, implementando interconnessioni tra le valenze dell’Etica della pace, dei Diritti ed educazione alle competenze sociali e civiche con le multidimensionalità epistemologiche della persona, in relazione con la fenomenologia del potere nell'età post-moderna.

Sono stati, evidenziati, inoltre, importanti aspetti sociali e dinamiche correlate a lineamenti di Etica, regole giuridiche e proposizioni pedagogiche.

Riteniamo che la meritoria manifestazione  che ha registrato un vivo successo di pubblico, di esperti e di numerosi studenti, possa fornire nuovi contributi di studi e ricerca allo sviluppo armonico della società, alla tutela di comportamenti innovativi, alla solidarietà tra le genti e alla sostenibilità ambientale.

Simona Carpignano, messaggi di cordoglio dal mondo della politica e dell'Università

BARI - Il messaggio di cordoglio del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano per la scomparsa della giovane tarantina Simona Carpignano, che ha perso la vita nel crollo di Marsiglia.

“Ho appreso con profonda tristezza e commozione del ritrovamento del corpo di Simona Carpignano, la ragazza di Taranto che ha perso la vita nel crollo di alcune palazzine a Marsiglia, lo scorso lunedì. In questo momento di dolore intendo far giungere ai genitori e alla famiglia di Simona, ai suoi amici, l’affetto e la vicinanza mia e dell’intera comunità pugliese”.

Un messaggio di cordoglio arriva anche dal Rettore dell’Università del Salento Vincenzo Zara: «Abbiamo atteso per ore sperando in una buona notizia, che purtroppo non è arrivata. La tragedia di Marsiglia ci lascia sgomenti. A nome mio e di tutta la comunità accademica dell’Università del Salento esprimo profondo cordoglio ai familiari e alle persone più vicine alla dottoressa Carpignano, che anni fa si era laureata in Lingue nel nostro Ateneo e che, come tanti giovani di talento, aveva continuato a seguire i suoi sogni. Sogni che mai dovrebbero essere infranti».

Bruxelles: Universita’ di Bari e Confcommercio insieme per un master in Politiche europee ed europrogettazione

BARI - Nell’ambito di una study visit presso il Parlamento europeo ospitata dall’eurodeputato Rosa D’Amato (M5S), si è tenuta presso gli uffici della delegazione di Bruxelles di Confcommercio-Imprese per l’Italia, una tavola rotonda/dibattito sul tema “Fondi UE: come fare di più – Panoramica sulla Programmazione”.

Nel corso dell’incontro, al quale hanno preso parte gli eurodeputati Andrea Cozzolino (PD), Elena Gentile (PD) e Laura Ferrara (M5S), oltre alla stessa On. D’Amato, e rappresentanti delle Istituzioni Ue e della Regione Puglia, il Rettore dell’Università “Aldo Moro” di Bari, prof. Antonio Uricchio, il Vicepresidente nazionale di Confcommercio, dott. Alessandro Ambrosi, ed il responsabile del Coordinamento Politiche Internazionali della Regione Puglia, dott. Bernardo Notarangelo, hanno discusso dei futuri sviluppi di un percorso formativo per l’attivazione di un Master di primo livello, di un Corso di Alta Formazione e di uno Short Master destinato ai dipendenti della Pubblica Amministrazione in Politiche europee ed Europrogettazione, che saranno i primi del loro genere nel Sud Italia. Nella delegazione barese di Confcommercio anche il Direttore Leo Carriera.

La Confcommercio Bari-Bat , la Confcommercio Bruxellese l’Università di Bari “Aldo Moro” , hanno poi firmato un’intesa su queste tematiche già avviata, tra l’altro nei mesi scorsi, che definisce programmi didattici internazionali e particolarmente attenti alle esigenze delle realtà imprenditoriali e delle istituzioni locali del territorio, per la formazione di figure professionali di alto livello nel settore delle politiche europee e dell’europrogettazione, che con le loro competenze potranno servire ad intercettare sempre più e meglio le opportunità di finanziamento dirette e indirette dell’Unione Europea.

In particolare, il Presidente di Confcommercio Bari BAT Alessandro Ambrosi e il Rettore dell’Università degli Studi di Bari “A. Moro” Prof. Uricchio Antonio Felice si sono impegnati ad avviare nell’anno accademico 2019/2020

il Master Universitario di primo livello in “Politiche e finanziamenti europei ed europrogettazione” finalizzato alla formazione di professionisti qualificati nel settore della europrogettazione e della gestione di fondi e progetti finanziati con finanziamenti europei in grado di supportare imprese e consorzi di imprese, soggetti istituzionali ed organizzazioni del terzo settore nella partecipazione ai bandi di finanziamento europei, insistenti su fondi europei sia diretti che indiretti, e nelle successive fasi di implementazione e gestione dei relativi progetti;
il corso di Alta Specializzazione in Europrogettazione;
lo Short Master in Europrogettazione per la Pubblica Amministrazione.

Matteo Notarnicola: "Io, dislessico, realizzo il mio sogno di laurearmi in Matematica"


LECCE - Legge più lentamente, presenta disortografia e lentezza esecutiva nella scrittura, ha difficoltà di calcolo. Ma ce l’ha fatta, da dislessico sta per realizzare il suo sogno di laurearsi in Matematica e vuole raccontare la sua esperienza per aiutare tutti coloro che pensano non ce la faranno mai. Si chiama Matteo Notarnicola, ha 25 anni, è originario di Veglie (Lecce), è iscritto all’Università del Salento e ha sostenuto la sua tesi giovedì 25 ottobre 2018.

“La dislessia non è una porta murata, ma una porta chiusa a doppia mandata. Per aprirla bisogna trovare la chiave giusta”: ricorda questa definizione di Filippo Barbera la Delegata del Rettore alla Disabilità, la professoressa Eliana Francot, che ha seguito Matteo assieme all’Ufficio Integrazione dell’Ateneo fino a trovare “la chiave giusta per aprire la porta che gli consentirà di realizzare il suo sogno”.

La strada percorsa non è stata semplice. Ricorda Matteo: «Nell’ottobre del 2014 mi immatricolo per la prima volta al corso di laurea in Matematica, sono pieno di entusiasmo e di grandi aspettative, del resto non ho mai avuto problemi particolari nella scuola secondaria e quindi sono sicuro che tutto andrà bene. Alla fine del secondo semestre purtroppo i miei sogni si infrangono, ogni prova parziale scritta sostenuta è andata male e quindi non sono mai arrivato a sedermi di fronte a un docente per essere interrogato. Non so darmi una spiegazione per tutto questo, ma mi tornano alla mente le parole della mia professoressa di Geometria (Eliana Francot, ndr): in aula aveva parlato dei disturbi specifici di apprendimento, di cosa sono, di come si manifestano e del fatto che dal 2010 esiste una legge, ancora poco conosciuta, che tutela i diritti degli studenti che presentano questi disturbi. Ho scoperto così che a UniSalento c’è anche un Ufficio Integrazione che si occupa di affiancare anche gli studenti dislessici. Per capire se tutte le mie difficoltà fossero conseguenza di un disturbo dell’apprendimento, decido allora di rivolgermi al “Servizio di Consulenza – Sportello BES/DSA” attivo presso il Dipartimento di Storia Società e Studi sull’Uomo e mi sottopongo all’iter diagnostico previsto per legge. Nel luglio 2015 il responso: Disturbi misti delle capacità scolastiche (F81.3)».

Secondo la diagnosi, Matteo possiede elevate abilità di ragionamento, ma “la decodifica degli stimoli verbali scritti non è automatizzata e la loro elaborazione risulta particolarmente laboriosa e lenta”: in pratica Matteo legge molto più lentamente dei suoi coetanei. Riguardo la capacità di scrittura, viene evidenziato che “in condizioni di compiti simultanei, come il prendere appunti o comporre un testo scritto, compare disortografia e lentezza esecutiva”. E ancora, sulle abilità di calcolo: “La prestazione di Matteo non è sufficiente riguardo il parametro rapidità del calcolo a mente” e “nelle prove che prevedono risposte a scelta multipla Matteo, potendo confrontare il risultato da lui ottenuto, riesce a individuare e correggere l’eventuale errore commesso. In assenza di scelta multipla Matteo mostra molta incertezza sui calcoli e malgrado imposti correttamente il procedimento, sbaglia 5 problemi su 10”.

«Finalmente ho capito perché, nonostante la mia grande passione (e comprensione) per la matematica», continua Matteo, «non riuscivo a superare le prove scritte. La chiave che avevo sempre usato a scuola non era adatta ad aprire anche questa porta. Se volevo laurearmi in Matematica dovevo “attrezzarmi” diversamente. Ho deciso allora di ripartire dall’inizio, dal primo anno, di ricominciare tutto da capo con maggiore consapevolezza. Grazie al supporto dell’Ufficio Integrazione ho scoperto di avere la possibilità di utilizzare strumenti compensativi appositamente concordati per svolgere le prove scritte, in modo da “alleggerire” la fatica dello scrivere e del fare i conti a mente, e di poter godere di altre opportunità, per esempio quella di poter non rispettare i tempi di consegna della prova. Cambiando la modalità di svolgimento degli esami e aumentando considerevolmente l’impegno nello studio, ecco che la chiave ha cominciato a entrare in quella serratura e a girare».

«Piano piano, giorno dopo giorno, i risultati sono arrivati e Matteo ha potuto finalmente vedere al di là di quella porta che inizialmente gli era sembrata murata», commenta Eliana Francot, «Grazie alla sua abilità di ragionamento e alla sua grande forza di volontà, ha messo a punto un metodo di studio personale che ben presto si è rivelato vincente».

«Riconosco di essere più lento degli altri, per me preparare un esame richiede tempo e spesso più tentativi per superare lo scritto, mentre per quanto riguarda l’orale riesco senza tentativi multipli. Se volete posso spiegarvi come studio, come mi appresto a un esame e cosa sto capendo di me di prova in prova». Matteo vuole essere d’aiuto ad altri studenti ed è sempre disponibile a raccontare la propria esperienza: «In questo momento sento di provare una felicità smisurata, una grandissima soddisfazione per questo traguardo che sto per raggiungere. Ho dovuto lavorare tanto e costantemente, e so che ancora dovrò perseverare per poter migliorare. Mi rendo conto di essere solo al punto di partenza, non posso dirmi arrivato, sono troppe le cose che mi sono ignote ed è davvero tanta la voglia di scoprire. Il mondo che mi circonda mi incuriosisce e mi spinge a pormi domande, e voglio poter apprendere gli strumenti per essere capace di dare a ciascuna la propria risposta e per me nulla è più stimolante e divertente. Molti potrebbero pensare che sia un folle a voler perseguire una via come questa nonostante le mie “discemità” - così come sono solito scherzare insieme alla mia ragazza - ma, alla fine, il mondo appartiene a chi sa sognare, a chi non vuole farsi sopraffare dalla superficialità e dalla mediocrità, a chi i “limiti” li risolve carta e penna. Io forse sono un minuscolo esempio di come la costanza e la passione possano spingerci fin dove non speriamo di arrivare. Diceva Bernardo di Chartres che siamo come nani sulle spalle dei giganti, ed è così che mi vedo: forse il mio è più “piccino” rispetto a quello degli altri, ma la sensazione di libertà e meraviglia difronte alla conoscenza è la medesima».

Nell’Università del Salento la presenza degli studenti dislessici dichiarati tali è in aumento: dall’iscrizione di 6 studenti dislessici nell’Anno Accademico 2015/16 ai 25 dell’Anno Accademico 2017/18. «Una realtà che non può essere trascurata», conclude la professoressa Francot, «e a cui l’esempio di Matteo ha tanto da insegnare».

Lecce, studente dislessico si laurea in Matematica: la storia accademica di Matteo Notarnicola

LECCE - Legge più lentamente, presenta disortografia e lentezza esecutiva nella scrittura, ha difficoltà di calcolo. Ma ce l’ha fatta, da dislessico sta per realizzare il suo sogno di laurearsi in Matematica e vuole raccontare la sua esperienza per aiutare tutti coloro che pensano non ce la faranno mai. Si chiama Matteo Notarnicola, ha 25 anni, è originario di Veglie (Lecce), è iscritto all’Università del Salento e sosterrà la sua tesi giovedì 25 ottobre 2018.

“La dislessia non è una porta murata, ma una porta chiusa a doppia mandata. Per aprirla bisogna trovare la chiave giusta”: ricorda questa definizione di Filippo Barbera la Delegata del Rettore alla Disabilità, la professoressa Eliana Francot, che ha seguito Matteo assieme all’Ufficio Integrazione dell’Ateneo fino a trovare “la chiave giusta per aprire la porta che gli consentirà di realizzare il suo sogno”.

La strada percorsa non è stata semplice. Ricorda Matteo: «Nell’ottobre del 2014 mi immatricolo per la prima volta al corso di laurea in Matematica, sono pieno di entusiasmo e di grandi aspettative, del resto non ho mai avuto problemi particolari nella scuola secondaria e quindi sono sicuro che tutto andrà bene. Alla fine del secondo semestre purtroppo i miei sogni si infrangono, ogni prova parziale scritta sostenuta è andata male e quindi non sono mai arrivato a sedermi di fronte a un docente per essere interrogato. Non so darmi una spiegazione per tutto questo, ma mi tornano alla mente le parole della mia professoressa di Geometria (Eliana Francot, ndr): in aula aveva parlato dei disturbi specifici di apprendimento, di cosa sono, di come si manifestano e del fatto che dal 2010 esiste una legge, ancora poco conosciuta, che tutela i diritti degli studenti che presentano questi disturbi. Ho scoperto così che a UniSalento c’è anche un Ufficio Integrazione che si occupa di affiancare anche gli studenti dislessici. Per capire se tutte le mie difficoltà fossero conseguenza di un disturbo dell’apprendimento, decido allora di rivolgermi al “Servizio di Consulenza – Sportello BES/DSA” attivo presso il Dipartimento di Storia Società e Studi sull’Uomo e mi sottopongo all’iter diagnostico previsto per legge. Nel luglio 2015 il responso: Disturbi misti delle capacità scolastiche (F81.3)».

Secondo la diagnosi, Matteo possiede elevate abilità di ragionamento, ma “la decodifica degli stimoli verbali scritti non è automatizzata e la loro elaborazione risulta particolarmente laboriosa e lenta”: in pratica Matteo legge molto più lentamente dei suoi coetanei. Riguardo la capacità di scrittura, viene evidenziato che “in condizioni di compiti simultanei, come il prendere appunti o comporre un testo scritto, compare disortografia e lentezza esecutiva”. E ancora, sulle abilità di calcolo: “La prestazione di Matteo non è sufficiente riguardo il parametro rapidità del calcolo a mente” e “nelle prove che prevedono risposte a scelta multipla Matteo, potendo confrontare il risultato da lui ottenuto, riesce a individuare e correggere l’eventuale errore commesso. In assenza di scelta multipla Matteo mostra molta incertezza sui calcoli e malgrado imposti correttamente il procedimento, sbaglia 5 problemi su 10”.

«Finalmente ho capito perché, nonostante la mia grande passione (e comprensione) per la matematica», continua Matteo, «non riuscivo a superare le prove scritte. La chiave che avevo sempre usato a scuola non era adatta ad aprire anche questa porta. Se volevo laurearmi in Matematica dovevo “attrezzarmi” diversamente. Ho deciso allora di ripartire dall’inizio, dal primo anno, di ricominciare tutto da capo con maggiore consapevolezza. Grazie al supporto dell’Ufficio Integrazione ho scoperto di avere la possibilità di utilizzare strumenti compensativi appositamente concordati per svolgere le prove scritte, in modo da “alleggerire” la fatica dello scrivere e del fare i conti a mente, e di poter godere di altre opportunità, per esempio quella di poter non rispettare i tempi di consegna della prova. Cambiando la modalità di svolgimento degli esami e aumentando considerevolmente l’impegno nello studio, ecco che la chiave ha cominciato a entrare in quella serratura e a girare».

«Piano piano, giorno dopo giorno, i risultati sono arrivati e Matteo ha potuto finalmente vedere al di là di quella porta che inizialmente gli era sembrata murata», commenta Eliana Francot, «Grazie alla sua abilità di ragionamento e alla sua grande forza di volontà, ha messo a punto un metodo di studio personale che ben presto si è rivelato vincente».

«Riconosco di essere più lento degli altri, per me preparare un esame richiede tempo e spesso più tentativi per superare lo scritto, mentre per quanto riguarda l’orale riesco senza tentativi multipli. Se volete posso spiegarvi come studio, come mi appresto a un esame e cosa sto capendo di me di prova in prova». Matteo vuole essere d’aiuto ad altri studenti ed è sempre disponibile a raccontare la propria esperienza: «In questo momento sento di provare una felicità smisurata, una grandissima soddisfazione per questo traguardo che sto per raggiungere. Ho dovuto lavorare tanto e costantemente, e so che ancora dovrò perseverare per poter migliorare. Mi rendo conto di essere solo al punto di partenza, non posso dirmi arrivato, sono troppe le cose che mi sono ignote ed è davvero tanta la voglia di scoprire. Il mondo che mi circonda mi incuriosisce e mi spinge a pormi domande, e voglio poter apprendere gli strumenti per essere capace di dare a ciascuna la propria risposta e per me nulla è più stimolante e divertente. Molti potrebbero pensare che sia un folle a voler perseguire una via come questa nonostante le mie “discemità” - così come sono solito scherzare insieme alla mia ragazza - ma, alla fine, il mondo appartiene a chi sa sognare, a chi non vuole farsi sopraffare dalla superficialità e dalla mediocrità, a chi i “limiti” li risolve carta e penna. Io forse sono un minuscolo esempio di come la costanza e la passione possano spingerci fin dove non speriamo di arrivare. Diceva Bernardo di Chartres che siamo come nani sulle spalle dei giganti, ed è così che mi vedo: forse il mio è più “piccino” rispetto a quello degli altri, ma la sensazione di libertà e meraviglia difronte alla conoscenza è la medesima».

Nell’Università del Salento la presenza degli studenti dislessici dichiarati tali è in aumento: dall’iscrizione di 6 studenti dislessici nell’Anno Accademico 2015/16 ai 25 dell’Anno Accademico 2017/18. «Una realtà che non può essere trascurata», conclude la professoressa Francot, «e a cui l’esempio di Matteo ha tanto da insegnare».

'DigiLab', la fabbrica dei progetti innovativi per lo sviluppo dell’economia e del territorio

BARI - Una apposita formazione, non convenzionale, di sei mesi, finalizzata alla generazione di nuove idee di business nei settori: green economy, agroalimentare, industria, commercio, sanità, pubblica amministrazione, turismo, entertainment, volontariato, beni culturali, ricerca è il percorso che propone “DigiLab - contamination lab”.

“DigiLab” è un progetto del Politecnico di Bari, al suo secondo anno di vita, finalizzato alla realizzazione di idee innovative per lo sviluppo dell’economia e del territorio. Esso intende favorire la cultura imprenditoriale attraverso la contaminazione di competenze di giovani e di esperti provenienti da vari contesti, arricchendo la tradizionale formazione universitaria con metodi originali ed applicati alle attuali esigenze del mondo contemporaneo. Un’attenzione particolare è rivolta alla digital economy applicata ai settori citati.

“DigiLab” si rivolge a 50 giovani, più 5 uditori, under 35, iscritti ad un corso di laurea triennale, magistrale o a ciclo unico; a studenti stranieri in mobilità internazionale; a laureati, dottori di ricerca, iscritti ad un corso di dottorato, ad una scuola di specializzazione o ad un master universitario di qualsiasi università.

Si accede mediante un bando di selezione per l’ammissione. Per partecipare occorre compilare il form on line su http://digilab.poliba.it/il-bando/ entro il prossimo 5 novembre.

Il corso si svolgerà a Bari presso la sede del Politecnico (Isolato 47, Strada Lamberti, 13) e in sedi itineranti (altre Università, Enti, Imprese, Associazioni) nell’arco di 6 mesi e consisterà di almeno 375 ore di lavoro. E’ previsto un calendario di seminari più fitto nei mesi invernali (2-3 a settimana), mentre nei mesi primaverili ci sarà più lavoro di gruppo finalizzato allo sviluppo di idee imprenditoriali innovative.

Il Programma didattico si compone di quattro tematiche:
•Contaminazione Creativa, nella quale i partecipanti sperimentano metodologie e tecniche disupporto alla creatività;
•Contaminazione Digitale, nella quale i partecipanti si focalizzano sulle opportunità delle nuove tecnologie digitali abilitanti nei vari settori socio-economici;
•Contaminazione Territoriale, nella quale i partecipanti interagiscono in modo dinamico con gli attori del territorio per far emergere opportunità di innovazione;
•Innovation proposal, ove ai partecipanti si forniscono gli strumenti per sviluppare le proprie idee per trasformarle in progetti di innovazione economica e sociale, in modo che possano confrontarsi con gli stakeholders e cogliere opportunità come stage, collaborazioni e finanziamenti.

Nella parte di “Innovation proposal”, i partecipanti, raggruppati in team e supportati da mentor e coach esperti, svilupperanno un’idea progettuale di attività innovativa che potranno presentare e discutere anche in eventi pubblici appositamente organizzati. In particolare, si prevede per alcuni team l’affiancamento ad imprese partner, con le quali i team potranno sviluppare idee di business coerenti con il business aziendale secondo una logica di open innovation, sotto con guida di un project manager dell’impresa e di un senior consultant del Digilab.

I partecipanti avranno a disposizione tavoli da lavoro e strutture “open space”, strumenti e attrezzature tecnologiche idonee allo sviluppo delle proprie idee, nonché accesso a tutte le risorse fisiche e virtuali disponibili presso il DigiLab.

I costi relativi alle trasferte dei partecipanti per visite al di fuori delle sedi istituzionali del DigiLab, così come le dotazioni tecnologiche a loro disposizione e gli interventi di formazione e coaching, sono sostenuti dal Politecnico di Bari.

Ai partecipanti che avranno superato con esito positivo l’intero percorso di apprendimento sarà riconosciuto un numero massimo di crediti formativi universitari (CFU) pari a quindici, e sarà altresì rilasciato un attestato finale.

Si prevede inoltre una competizione finale nella quale ai primi classificati potranno ricevere premi in denaro, visibilità e percorsi di affiancamento per lo sviluppo delle idee di business.

I candidati alla selezione devono presentare domanda di ammissione al DigiLab utilizzando l’apposito modulo online reperibile sul sito digilab.poliba.it e allegare iI proprio Curriculum vitae in formato Europeo e una Lettera motivazionale, con descrizione delle proprie inclinazioni, ragioni della scelta e aspettative della partecipazione al DigiLab.

Il Politecnico di Bari, nello svolgimento del corso, si avvarrà del contributo di diversi partner locali, nazionali ed internazionali, tra cui Università, Imprese, Distretti Tecnologici e Produttivi, Associazioni No Profit, Ospedali, Enti pubblici, Operatori del credito e della finanza, Incubatori.

DigiLab appartiene alla rete italiana dei CLab - Contamination Lab, supportati dal Ministero Istruzione, Università, Ricerca. Può contare su un solido partenariato costituito da imprese, multinazionali, distretti tecnologici, incubatori, come PoliHub del Politecnico di Milano, I3P-Politecnico di Torino, altri “contamination labs” italiani ed esteri.

Politecnico Bari: la nuova vita del Castello di Gallipoli è la proposta vincente di una tesi di laurea in Architettura

BARI - La tesi di laurea in architettura, “Il restauro del Castello di Gallipoli”, elaborata da sei neo laureati del Politecnico di Bari, è risultata vincitrice del XXI° concorso nazionale sull’architettura fortificata.

Il concorso è stato bandito dall’Istituto Italiano dei Castelli, organizzazione nata nel 1964, con sede legale in Castel Sant'Angelo, Roma. riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali, dal 1991.

I parametri di valutazione della Commissione hanno riguardato: lo studio storico, archeologico e artistico; la salvaguardia e conservazione, l’inserimento nel ciclo attivo della vita contemporanea; la sensibilizzazione scientifica e turistica dell’opinione pubblica. Su questi elementi si distinta la tesi vincitrice dei neo architetti del Poliba: Valentina Bello (Modugno), Mariangela Calabrese (Bari), Simona Ferrante (Bari), Camilla Romanazzi (Sammichele di Bari), Simona Cavallo (Noicattaro), Daniela Cotugno (Monte Sant’Angelo); relatrice, prof. Rossella de Cadilhac. Tra questi, Simona Cavallo e Daniela Cotugno hanno inteso proporre al concorso il lavoro di tesi.

Il castello di Gallipoli, le cui tracce risalgono al periodo bizantino, è un possente quadrilatero dotato di Rivellino (XV° secolo), eretto a protezione dell’ingresso al borgo antico e parte integrante di un più complesso sistema di difesa costituito da una cinta fortificata rafforzata da poderosi bastioni. Si tratta di un organismo architettonico complesso, esito d’innumerevoli stratificazioni, difficilmente identificabili nella loro sequenza temporale, se non dopo accurate indagini.

Le principali fasi costruttive, la cui identificazione è avvenuta attraverso un esercizio critico-interpretativo, ha posto le premesse per orientare le scelte progettuali.

Problema di non agevole soluzione è stato quello della presenza del Rivellino, mutilato nella seconda metà del XVII° secolo quando, per ragioni di difesa e sicurezza, venne diviso in due porzioni murarie. Persa l’originaria funzione in epoca successiva, il Castello fu sede della dogana e guardia di finanza, mentre il Rivellino si adattò a diventare in cinema all’aperto, quasi subito dismesso.

Il progetto, volendo rievocare l’unità figurativa, propone la ricongiunzione delle due porzioni murarie. Propone la rimozione all’interno del Rivellino del volume in muratura aggiunto negli anni quaranta del XX secolo, con funzione di foyer, quando l’opera difensiva venne trasformata in cinema all’aperto e ne propone la sostituzione con un nuovo volume in muratura per favorirne la continuità nonché la fruizione dei nuovi spazi per la cultura, il teatro, musica, la danza, ecc..

Il progetto indaga e propone una nuova rivisitazione del mercato coperto attiguo e più in generale l’integrazione del sistema murario della città, con il castello e lo stesso mercato. Nell’insieme, la proposta progettuale mira ad un riscatto del castello dalla sua condizione di parziale abbandono per trasformarlo in elemento di richiamo a scala urbana e territoriale, assumendo come dato di partenza l’attenzione all’identità del monumento.

La proclamazione e premiazione del primo premio sul restauro del Castello di Gallipoli (che ha trovato citazione anche a Bologna, al concorso Sira giovani 2018), avverrà in una apposita manifestazione, il prossimo 27 ottobre, ore 18:00, presso il Castello di Sannicandro di Bari.

UniBa: al via terza edizione del corso per amministratori di condominio


BARI - Il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bari, in collaborazione con le associazioni A.R.CO. e Abitare, conferma il suo impegno nel campo della formazione professionale per gli amministratori di condominio. Quest’anno il corso di formazione iniziale, giunto alla sua terza edizione, è di ben 184 ore e terrà impegnati i corsisti il venerdì pomeriggio e il sabato mattina per 23 settimane a partire da metà novembre, con tirocinio presso uno studio professionale e consegna di pergamena rilasciata dall’Università al superamento della prova finale. Possono iscriversi per via telematica fino al 31 ottobre, salvo esaurimento posti, tutti i diplomati, anche se studenti universitari o già esercenti la professione.

«Quella dell’amministratore di condominio – osserva il coordinatore, prof. Pierantonio Lisi - è una professione emergente, che richiede una profonda conoscenza di profili giuridici, contabili, fiscali, tecnici e relazionali. Per questo presentiamo un Corso che va ben oltre gli obblighi formativi imposti dalla legge e offre una formazione scientifica di tipo universitario, associata ad attività laboratoriali ed esercitazioni con professionisti qualificati che operano nel settore, oltre a un tirocinio finale presso studi professionali».



In effetti, a seguito della riforma del 2012 è divenuta obbligatoria la frequenza di un corso di formazione e il superamento di un esame finale per tutti coloro che intendono avviare l’attività di amministratore di condominio e in Parlamento si lavora all’istituzione di un albo professionale.

Insomma la professione dell’amministratore di condominio è a una svolta. L’articolato quadro normativo non consente di continuare ad amministrare condomìni facendo appello solo al buonsenso. Il dott. Francesco Schena, presidente nazionale dell’A.R.CO. e responsabile del modulo dedicato alla figura dell’amministratore, ricorda che «sono ormai moltissime le norme che individuano proprio nell’amministratore il soggetto responsabile del rispetto di normative di sicurezza, per esempio in materia di prevenzione degli incendi, controllo della qualità dell’acqua, manutenzione degli impianti di riscaldamento, rischio amianto. In materia di adempimenti fiscali e di rendiconto, poi, le regole sono divenute molto più stringenti».

In questo quadro, sono destinati a uscire di scena i molti amministratori che continuano a gestire condomìni come hanno sempre fatto, senza investire in formazione, e si profilano interessanti opportunità di lavoro per giovani preparati (per info, pierantonio.lisi@uniba.it; cell. 339.1923241).

Alloggi universitari: Sicet Cisl, solo a Bari per 9 mila studenti ‘fuori sede’ appena 1.877 posti pubblici

BARI - “Con l’inizio dell’anno accademico 2018 – 2019 anche stavolta si ripresenta per i circa 11 mila e 400 studenti fuori sede la caccia al posto letto pubblico. Solo a Bari l’Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario (Adisu), che gestisce la disponibilità degli alloggi, può contare solo su 1.877 posti letto a fronte di 9.000 ragazzi fuori sede: quindi impossibilitata a soddisfare la domanda”. Si tratta del risultato delle ricerche dell’Osservatorio del Sicet Cisl Puglia sulla situazione che ogni anno si propone a chi deve decidere se frequentare atenei lontani dalla propria residenza.

“Il sindacato inquilini della Cisl – osserva il Segretario generale regionale, Paolo Cicerone – da troppo tempo sostiene la necessità di un Piano di edilizia universitaria per gli atenei di Bari, Foggia, Lecce e Taranto. Ribadiamo la nostra richiesta al governo regionale di dar vita ad un programma di offerta di alloggi pubblici per gli universitari che sia degno di questo nome onde evitare la lampante penalizzazione al diritto allo studio per la gran parte degli studenti fuori sede”.

A parlare, secondo il Sicet Cisl, sono i numeri: ad oggi, infatti, a Foggia ci sono meno di 160 residenze pubbliche, a Lecce 368 e a Taranto 30, a fronte di una popolazione di fuori sede pari a 1.200 per il capoluogo dauno, 1.200 per il capoluogo salentino e 100 per la città ionica. Il Segretario del Sicet Puglia insiste sulla necessità di individuare una politica regionale in grado di offrire agli studenti un ventaglio più ampio di possibilità di scelta “che permetta anche di non ricorrere alla pratica dell’affitto in nero troppo spesso preferita per risparmiare sugli alti costi dei canoni abitativi ‘privati’ e sottolinea che utilizzare gli affitti in nero costituisce una violazione delle norme di legge sui contratti di locazione punibile con sanzioni amministrative”.

Scuola di Medicina: Emiliano e Albano all'inaugurazione


BARI - “Siate orgogliosi di voi stessi in questa giornata in cui iniziate a studiare Medicina a Bari. Ringrazio uno per uno gli studenti che oggi cominciano la loro vita professionale investendo gran parte del loro tempo nello studio. Oggi qui si esibisce una squadra fatta di tante personalità, tante aspirazioni, di tanti risultati già realizzati e io leggo nel cuore di ciascuno la rinascita della speranza, quella che si fonda sui piccoli passi che si stanno compiendo”.
Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo oggi all’inaugurazione dell’anno accademico 2018-19 della Scuola di Medicina dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro.

“Purtroppo il numero chiuso limita le iscrizioni dei pugliesi negli atenei della regione. Mi auguro - ha detto Emiliano - di poter al più presto aprire questa grande battaglia per la rimodulazione del numero chiuso sia delle iscrizioni che delle scuole di specializzazione.

L’accordo che si sta creando tra l'Università di Bari e l’Università di Foggia incoraggia a percorrere questa strada.

I giovani si devono iscrivere in Puglia, si devono specializzare in Puglia e in questo modo avremo meno penuria di medici: perché la cosa incredibile è che qui c'è tanto lavoro da dare ai nostri ragazzi e poca disponibilità di laureati”.

“Noi abbiamo dovuto fare uno sforzo organizzativo poderoso nella sanità pugliese - ha aggiunto - sia perché le leggi ci obbligavano a farlo, sia perché aspiriamo all’eccellenza. Questo è il Policlinico della Puglia, non solo di Bari. Abbiamo bisogno di recuperare lo spirito di lavorare in squadra, delle eccellenze che lavorano in squadra”.

Legge sulla Bellezza: Regione Puglia firma accordo con Università pugliesi

BARI - È stato firmato questa mattina a Bari tra Regione Puglia e Sistema delle Università Pugliesi l’accordo “Per lo svolgimento dell’attività di ricerca nell’ambito della tutela e valorizzazione paesaggistica”. A sottoscriverlo l’assessore alla Pianificazione Territoriale, Alfonso Pisicchio, e il rettore dell’Università di Bari, Antonio Uricchio. L’accordo, della durata di 24 mesi e della dotazione finanziaria di 20mila euro, è un ulteriore tassello per l’elaborazione in corso del disegno di legge sulla Bellezza.

La collaborazione tra le Università pugliesi e la Regione Puglia si concretizzerà nell’attività di ricerca finalizzata complessivamente a diversi aspetti: - porre al centro delle riflessioni la necessità di avere cura dei luoghi e dei paesaggi e non solo dei singoli oggetti edilizi, laddove la dimensione “culturale” delle operazioni si leghi al riconoscimento del valore artistico e/o del suo essere testimonianza preziosa e irrinunciabile, sia in termini di “civilizzazione” che in termini di “identità condivisa”; - raccogliere buone pratiche inerenti a interventi di riqualificazione/rigenerazione in cui lo spazio pubblico sia stato assunto come fattore ordinatore dell’organizzazione insediativa; - mettere in evidenza la dimensione sociale, etica e culturale degli spazi di relazione sperimentati nella progettazione urbana e territoriale; - prospettare soluzioni di recupero della città ad una fruibilità collettiva, senza barriere, in cui lo spazio pubblico sia nuovamente inclusivo ed ospitale, riconquistato per una mobilità sostenibile, luogo di incontri e di relazioni; - illustrare l’arte del “fare città” e del “fare paesaggio” attraverso progetti di qualità ancorati alla storia dei luoghi, gestiti in maniera concorsuale ampia e trasparente, capaci di rafforzare il senso di appartenenza ai luoghi delle comunità insediate; - prospettare soluzioni tese ad eliminare e/o riconvertire i “detrattori di bellezza (manufatti decontestualizzati, aree dismesse, luoghi di degrado e di abbandono, luoghi residuali e privi di senso, e la stessa colonizzazione degli spazi urbani da parte dei mezzi motorizzati)” in opportunità di qualificazione estetica della città e del territorio; - argomentare sulla fattibilità economica e sulle convenienze economiche e sociali delle operazioni tese a riconquistare la bellezza degli ambienti urbani e del paesaggio.

"Ringrazio vivamente il rettore Uricchio e le Università pugliesi – commenta l’assessore Pisicchio - per aver deciso di collaborare con noi in questo percorso di approfondimento sull’identità paesaggistica e culturale del nostro territorio. Con le esperienze qualificate messe a disposizione del mondo accademico riusciremo ad analizzare sotto il profilo antropologico e umanistico tutte le potenzialità di una legge sulla Bellezza in Puglia. Ma non solo. Nei prossimi giorni sigleremo analogo accordo di collaborazione con il Politecnico di Bari che ci darà una mano sugli aspetti più tecnici e normativi, raccordando il tema della bellezza alle norme vigenti come ad esempio il Piano Casa, il Piano Paesaggistico Territoriale e la Rigenerazione Urbana”. “Il Sistema Universitario Pugliese – commenta il rettore Uricchio - ha aderito con entusiasmo alla sollecitazione dell’assessore Pisicchio per definire gli strumenti di regolamentazione in materia di ambiente e paesaggio e in più generale di bellezza dei luoghi urbani e rurali. Il nostro impegno scientifico dei diversi ambiti del sapere sarà al servizio della Regione per definire gli strumenti normativi, per poterli anche adeguare a una visione più ampia del concetto di natura, ambiente e paesaggio, ma anche sotto l’aspetto della tutela e della valorizzazione. L’idea di bellezza consentirà anche di guardare in modo non solo oggettivo, ma anche soggettivo, al tema del benessere dell’individuo, dei soggetti animali e vegetali. Ci auguriamo che l’articolato normativo sia sottoposto a breve agli organi regionali preposti”.

Scuola di Medicina, Al Bano Carrisi inaugura l’anno accademico 2018/19

BARI  - E’ Al Bano il testimonial del nuovo anno accademico 2018/19 della Scuola di Medicina e Chirurgia che sarà inaugurato domani 1° ottobre alle 15.30 nell’Aula Magna ‘Giuseppe De Benedictis’ del Centro polifunzionale del Policlinico di Bari.

‘L’ospite d’onore di quest’anno è Al Bano Carrisi, il pugliese più noto nel mondo – spiega Loreto Gesualdo, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’università di Bari,  ‘il quale porta la sua testimonianza gratuita e ben augurante per il futuro dei giovani medici che la nostra Università continua a formare e che, come nella tradizione, rappresentano il pilastro nel mondo della medicina barese a livello nazionale e internazionale’, aggiunge.

‘La nostra prestigiosa storia in questi ultimi anni si è arricchita sempre più di figure di eccellenza: medici e specialisti che laureatisi in questa università ora tornano in Puglia favoriti dall'attenzione che la politica regionale sta dedicando, anche con importanti investimenti, alla salute dei suoi cittadini e alla formazione dei giovani medici. Siamo certi che il maestro Al Bano Carrisi possa rappresentare un esempio di uomo del Sud che ha saputo affermarsi nel mondo della canzone e dello spettacolo a livello internazionale senza mai abbandonare la terra di Puglia. Ecco, il messaggio che vogliamo dare ai nostri futuri medici è proprio quello di avere fiducia in se stessi e nelle potenzialità di questa Università. Noi stiamo facendo la nostra parte investendo moltissimo. Convinti che loro saranno i futuri testimonial delle nostre scelte’.

Alla cerimonia inaugurale parteciperanno: il Rettore, Antonio Felice Uricchio, il Presidente della Scuola di Medicina, Loreto Gesualdo, il corpo docente, gli studenti della Scuola, il Direttore Generale dell’A.O.U. Policlinico di Bari, Giovanni Migliore, le Autorità regionali.

Info:

Bari, 1 ottobre ore 15.30
Centro polifunzionale Policlinico

Università, classifica internazionale THE 2018/19: per Unisalento il miglior piazzamento di sempre

LECCE - È stato pubblicato il nuovo ranking Times Higher Education, relativo all’anno accademico 2018/19: l’Università del Salento conferma la sua posizione nel range 501-600 su un campione di Università censite (1258) nel mondo superiore rispetto a quelle dell’anno accademico precedente (1103). Unisalento, quindi, ora si colloca nel quarto decile e al di sopra della mediana del campione di Università valutate da THE. Questo costituisce il miglior piazzamento relativo di Unisalento nella classifica THE rispetto al passato.

Vi è stato, infatti, un netto miglioramento negli indicatori riguardanti la didattica e la ricerca, con ognuna di queste due aree che contribuisce per il 30% al risultato finale. Il punteggio della didattica è passato da 20,1 del 2017/18 al 28,0 attuale e la ricerca è passata da 11,8 a 18,6. Le citazioni, che contribuiscono per un ulteriore 30% al punteggio finale, sono sostanzialmente stabili passando da 62,4 dell’anno precedente al valore attuale di 61,6. Leggere flessioni nei valori delle entrate dell’industria e dell’internazionalizzazione che pesano, rispettivamente, il 2,5% e il 7,5% del punteggio finale. Complessivamente, quindi, didattica e ricerca guidano il miglioramento relativo di Unisalento nel campione dei 1258 Atenei valutati.

Il Rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara, così commenta il risultato: “Questo importante risultato è frutto del lavoro dell’intera comunità accademica e dell’impegno profuso costantemente da chi si occupa del coordinamento e indirizzo delle attività di didattica e di ricerca nell’Ateneo, a partire dai Direttori di Dipartimento e dai Presidenti dei Consigli didattici, con l’insostituibile supporto dei Colleghi del personale tecnico-amministrativo. Molto importante è anche il continuo monitoraggio effettuato sui risultati ottenuti nelle varie aree di attività che consente di intervenire con sollecitudine ove si verificano problemi e ritardi. Questo modello di monitoraggio, sviluppato in occasione della programmazione triennale di Ateneo, si è rivelato uno strumento potente di intervento presso i Dipartimenti e i Corsi di studio ed ha consentito un crescente contributo nella quota premiale del Fondo di Finanziamento Ordinario, in particolare per quanto concerne il capitolo relativo alla valorizzazione dell’autonomia responsabile delle Università. Un ringraziamento particolare va al Prof. Andrea Ventura, referente di Ateneo per il sistema informativo-statistico, al Prof. Giuseppe Maruccio, delegato alla ricerca, al Prof. Attilio Pisanò, delegato alla didattica, al Prof. Giuseppe Ricci, coordinatore del gruppo di monitoraggio e a tutti gli altri Colleghi, docenti e personale tecnico-amministrativo, che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato”.

Taranto: Notte Europea dei Ricercatori, un’occasione per immergersi nel mondo della ricerca

TARANTO - La Notte dei Ricercatori è l’evento che ogni anno – contemporaneamente in tutta l’UE – festeggia il mondo della ricerca e apre le sedi universitarie al pubblico. Nella città di Taranto, l’edizione 2018 è organizzata dall’Università degli Studi di Bari presso il Dipartimento Jonico, con il patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Taranto, Confindustria Taranto, Camera di Commercio, Autorità di Sistema Portuale del Mare Ionio, Ordini professionali e Comune di Taranto.

L’appuntamento è fissato per venerdì 28 settembre presso il Dipartimento Jonico, sede di Giurisprudenza, nella suggestiva cornice della città vecchia di Taranto a partire dalle ore 10.00. È previsto un focus sui brillanti risultati ottenuti dalla ricerca universitaria svolta nel territorio jonico nonché gli ambiziosi progetti che sta realizzando. Diverse saranno le modalità di divulgazione e partecipazione; sono stati previsti numerosi approfondimenti specifici, che presenteranno tra l’altro il contributo concreto della ricerca scientifica allo sviluppo del territorio, ed affronteranno anche il ruolo determinante che assume il tessuto produttivo per lo sviluppo della ricerca, in un contesto di sinergica collaborazione. Particolare attenzione sarà anche dedicata al ruolo strategico delle istituzioni nel sostenere e valorizzare le iniziative universitarie.

Quest'anno la Notte dei Ricercatori assume una rilevanza particolare, in quanto oltre a confrontarsi sulle attività di ricerca che si fanno a Taranto, sarà l'occasione per fare il punto sulle prospettive del Dipartimento Jonico o più in generale del Polo Universitario Jonico, sia dell'Università che del Politecnico, delle future collaborazioni tra le due istituzioni, anche alla luce delle recenti dichiarazioni di importanti esponenti del Governo, che hanno ipotizzato l'istituzione dell'Università di Taranto. L’intera comunità jonica è pertanto invitata ad interagire e conoscere la ricerca applicata delle sedi universitarie del territorio, partecipando ad una tavola rotonda nella quale le istituzioni e gli stakeholder si confronteranno sul futuro della ricerca scientifica svolta sul territorio jonico.

L’evento verrà presentato alla stampa nei dettagli dal Prof. Bruno Notarnicola, Direttore del Dipartimento Jonico, mercoledì 26 settembre ore 11,30 presso la sede di Economia dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro (Via Lago Maggiore angolo Via Ancona).

Info: contattare cecilia.colella@uniba.it.

Scuola di Medicina: Al Bano Carrisi inaugura l’anno accademico 2018/19

BARI  - Si terrà il prossimo 1° ottobre (alle ore 15,30), nella Aula Magna "G. De Benedictis" sita presso il Plesso Polifunzionale del Policlinico di Bari, la Cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Accademico 2018/2019 della Scuola di Medicina dell' Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

All’evento parteciperanno oltre al Rettore, Antonio Felice Uricchio ed al Presidente della Scuola di Medicina, Loreto Gesualdo, il corpo docente, gli studenti della Scuola, il Direttore Generale dell’A.O.U. Policlinico di Bari, Giovanni Migliore e le Autorità regionali.

“Quest’anno - dice il professore Gesualdo - avremo come ospite d’onore uno dei personaggi pugliesi più conosciuti al mondo: il Maestro Al Bano Carrisi. Una presenza - ha aggiunto il presidente della Scuola di Medicina - che vuol offrire un segnale ben augurante per il futuro dei giovani medici che questa Università continua a formare e che, come nella tradizione, rappresentano il pilastro nel mondo della medicina barese a livello nazionale e internazionale. La nostra prestigiosa storia in questi ultimi anni si è arricchita sempre più di figure di eccellenza: medici e specialisti che laureatesi in questa università ora tornano in Puglia favoriti dall'attenzione che la politica regionale sta dedicando, anche con importanti investimenti, alla salute dei suoi cittadini e alla formazione dei giovani medici. Noi siamo certi che Al Bano possa rappresentare un esempio di uomo del Sud che ha saputo affermarsi nel mondo della canzone e dello spettacolo a livello internazionale senza mai abbandonare questa terra. Ecco, il messaggio che vogliamo dare ai nostri futuri medici è proprio quello di avere fiducia in se stessi e nelle potenzialità di questa Università. Noi stiamo facendo la nostra parte investendo moltissimo. Convinti che loro saranno i futuri testimonial delle nostre scelte”.

Riparte la 'Bari Automotive Summer School', dedicata al mondo dell’auto e dei motori: le ricerche e le novità


BARI – Ha avuto inizio questa mattina, 17 settembre, presso Palazzo Sagges, sede del Politecnico di Bari nel centro storico della città, la terza edizione della “Bari Automotive Summer School”. L’iniziativa, che raccoglie i favorevoli consensi delle precedenti edizioni, è curata dal Politecnico di Bari e da Bosch e vede la partecipazione di 45 tra ingegneri, dottorandi, laureandi del settore industriale dell’ingegneria (meccanici, gestionali, informatici, elettronici) provenienti anche da varie sedi internazionali.

Saranno loro i protagonisti, per l’intera settimana, di una full-immersion dedicata al mondo dell’auto e della mobilità, ai motori, alle ricerche e alle novità del settore dell’automotive. I partecipanti si interfacceranno con docenti universitari ed esperti del mondo industriale di settore per conoscere gli orientamenti e gli scenari prossimi del settore automobilistico. Fra le tematiche in programma: la modellazione numerica del funzionamento dei motori a combustione interna e delle loro emissioni; i motori elettrici e ibridi; l’interazione con le reti di alimentazione nazionali, ma anche lo scenario digitale applicato al mercato dell’automotive, l’internet of think per il controllo e mobilità autonoma dei veicoli.

Questa mattina, alla presentazione e avvio della terza edizione della Bari Automotive Summer School erano presenti: il prorettore vicario del Politecnico di Bari, Vito Albino; il Direttore della Scuola e delegato del Poliba alla Comunicazione istituzionale e immagine, Riccardo Amirante, docente di Sistemi Energetici; l’Amministartore Delegato del centro Veicoli Italia di Bosch, Antonio Arvizzigno; Sergio Camporeale, anch’egli Direttore della Scuola e docente del Politecnico pugliese.
I lavori della prima giornata si concluderanno oggi nel tardo pomeriggio e riprenderanno domattina alle ore 8.30.

La Summer School 2018 troverà il suo momento conclusivo sabato, 22 settembre, presso l’Autodromo del Levante di Binetto, con un evento assolutamente particolare, aperto a tutti, con la partecipazione del Ferrari Club, del Porsche Club, dell'Old Cars Club, intervento di piloti e collaudatori di Rally e Formula 1, con prove su pista dei prototipi della Formula SAE, le monoposto da corsa progettare e realizzate dalle diverse Università di Ingegneria di tutt’Italia. Partecipa l’AC-BaBat, il SAE-NA, presenta Antonio Stornaiolo.

Università, Medicina Bari: al via la 'Summer School BIOTRAIN'

BARI – Oggi è partita la Summer School BIOTRAIN (BIOmarkers, technology TRansfer and product INnovation) organizzata dalla Scuola di Medicina e Chirurgia  dell’università di Bari in collaborazione con FLUIDIA srl, startup biomedicale specializzata nella progettazione di test diagnostici innovativi, e MASMEC spa, azienda pugliese leader nel settore della tecnologia di precisione, robotica e meccatronica applicata al biotech.

Venticinque i partecipanti laureati in àmbito scientifico a fronte delle circa 50 candidature pervenute, i quali avranno l’opportunità (fino al 18 settembre) di fare un’esperienza di formazione dinamica e interdisciplinare con il contributo di diverse professionalità, sia italiane sia straniere, che unirà la ricerca di base all'applicazione tecnologica e all'imprenditorialità. Le lezioni si svolgeranno nell’aula multimediale della Scuola di Medicina che ha sede nel Policlinico di Bari al secondo piano del Centro direzionale.

‘Con la Summer School  BIOTRAIN – spiega il prof. Loreto Gesualdo,  preside della Scuola di Medicina dell’università di Bari - ci interessa sviluppare un approccio innovativo e multidisciplinare attraverso cui i giovani laureati in diverse discipline scientifiche potranno acquisire competenze in diverse tematiche. Si va dalla basic research finalizzata all'individuazione nei fluidi biologici di marcatori molecolari associati alle patologie (Biomarker Discovery) al trasferimento tecnologico per sfruttare le conoscenze scientifiche acquisite durante la formazione universitaria e creare nuovi prodotti o servizi (sviluppo e valorizzazione di un test diagnostico), alla tutela delle proprietà intellettuali e business administration che prevede il deposito dei brevetti e lo sviluppo di startup innovative in grado di insediarsi in incubatori aziendali’, conclude il preside Gesualdo.

Test medicina, Manca: domande assurde e pochi posti a disposizione

LECCE - Dichiarazione del vice presidente della Commissione Sanità e consigliere regionale di Direzione Italia/Noi con l’Italia, Luigi Manca. "Assurde, proprio così: molte domande del test di Medicina che oltre 67mila aspiranti medici italiani hanno sostenuto erano di una difficoltà inaudita, la preparazione richiesta era decisamente superiore a quella offerta dal sistema scolastico italiano, per cui molte famiglie ricorrono a spese straordinarie per dare più chance ai propri figli attraverso costosissimi corsi", sostiene Manca.

"Ma alle difficoltà soggettive del test - prosegue Manca - se ne aggiunge una oggettiva: a fronte di un esercito di candidati (67.009) i posti a disposizione in tutte le Facoltà di Medicina delle Università statali italiane sono 9.779. Vale a dire che solo 15 su 100 aspiranti medici potranno realizzare il sogno di indossare il camice. E gli altri 85??? A loro il sistema universitario italiano riserva un piano di studi non scelto, una professione di seconda scelta.

Ora - spiega il consigliere regionale - fermo restando la mia battaglia contro il numero chiuso, e la preferenza del metodo francese di selezione della classe medica, nei prossimi giorni chiederò un incontro ai Ministri della Salute e dell’Università quando meno per ampliare i posti a disposizione. Perché invece che poco meno di 10mila posti, non se ne garantiscono anche il doppio trovando soluzioni logistiche in tempi utili, del resto le lezioni dei primi anni richiedono più spazi che laboratori.

Per questo motivo e per contribuire a qualche soluzione sto dialogando con il presidente delle Scuole di Medicina, Gesualdo, con i rettori di Bari e Lecce, Uricchio e Zara, perché il primo triennio di Medicina della facoltà di Bari possano essere ospitato anche  a Lecce, nell’attesa della realizzazione di un corso autonomo in lingua inglese di Medicina", conclude Manca.

Politecnico Bari, progetto sul Castello di Otranto premiato a Camerino

BARI – Hydruntum, Reame di Napoli. E’ l’alba. E’ l’anno domini 1480 del mese di luglio del giorno 28. Quei mai sopiti timori che vengono da est diventano verità. Le navi, con i vessilli della mezza luna, di Maometto II, apparse come fantasmi, cingono dal mare la città. L’obiettivo del Sultano Ottomano è chiaro: dopo Costantinopoli, conquistare Roma e la cristianità.

A nulla servirà la resistenza dei cittadini idruntini che tenteranno una eroica difesa nel castello in attesa delle truppe del re Ferdinando II. La resistenza verrà piegata in due settimane e gli irriducibili, che diverranno martiri, saliranno sul colle della Minerva in 800.

Quei fatti, tra storia e legenda, segneranno per sempre la storia di Otranto. Nella battaglia d’assedio l’uso delle armi da fuoco (bombarde) degli assalitori distrussero l’antico castello di provenienza normanno-sveva, a base quadrangolare, inadeguato ai nuovi mezzi d’attacco. L’attuale configurazione infatti, è l’esito di continue modiche avviate dopo l’assedio nel 1480. Il drammatico evento aveva messo in evidenza l’assoluta inadeguatezza delle preesistenti opere fortificate a fronte dell’evoluzione dei metodi di offesa mediante l’uso delle polvere da sparo. Riconquistata la città, gli aragonesi avviarono un’opera di potenziamento del sistema difensivo della regione rafforzando la rete dei castelli, in particolare lungo la costa ionica e adriatica. Otranto, Gallipoli, Brindisi e Taranto diventarono i caposaldi. I castelli, tra questi anche quello di Otranto, vennero adeguati a nuove architetture militari che tennnero conto dei nuovi mezzi d’offesa.

Intorno al 1492, l’intera città venne chiusa da un circuito continuo, sopraelevando le murature con un percorso di ronda, irrobustendo le basi con muri scarpati, rafforzando una delle due porte di accesso alla città: porta Alfonsina.

I lavori di adeguamento proseguirono nei decenni successivi con gli spagnoli del viceregno di Napoli. La fortificazione venne ulteriormente potenziata sul finire del Cinquecento con l’aggiunta di due Bastioni pentagonali, la cosiddetta Punta di Diamante protesa verso il porto a protezione del castello.
L’impianto cinquecentesco rimase pressoché inalterato sino agli inizi del XX secolo quando, per esigenze pratiche, si realizzarono piazze e nuovi collegamenti viari. Tali interventi incisero profondamente sul destino del castello e della attigua città, pregiudicando le antiche relazioni reciproche urbanistiche.

L’attuale sottoutilizzo del castello, nonostante il buono stato di conservazione generale, la parziale relazione, fra il castello, il fossato, il circuito fortificato e il centro antico hanno messo in evidenza alcuni nodi problematici. A ciò si è interessato un Laboratorio di Laurea di Architettura del Politecnico di Bari. Il lavoro di ricerca, oggetto di tesi, “Sistemi Fortificati in Terra d’Otranto. Studi analitici e percorsi interpretativi: il Castello di Otranto”, ha individuato una soluzione progettuale di conservazione e valorizzazione d’insieme. La qualità progettuale, non è passata inosservata alla commissione della 18° edizione del premio d’Architettura, SACU 2018, tenutasi a Camerino (MC) lo scorso agosto che ne ha riconosciuto il valore con apposita menzione.

La proposta, è un attento studio, condotto dai neo architetti: Baldassarre Viviana (Bitonto), Borrelli Alessia (Sammichele di Bari), Carbonara Domenico (Giovinazzo), Galanto Carla (Monopoli), Giaquinto Alessia (Palo del Colle), Mastandrea Erica (Modugno) con la super visione della relatrice, prof. Rossella de Cadilhac, docente di restauro al Poliba. Essa conduce ad una parziale riconversione d’uso del castello mirando a recuperare il rapporto con la città adiacente attraverso supporti e cuciture di integrazione ed interscambio, castello-città. In particolare, l’ipotesi progettuale, intende riscattare il fossato dalle condizioni di isolamento, puntando su un itinerario di visita che dalla Porta Alfonsina scende alla quota più bassa lungo il circuito fortificato dell’antemurale, raggiunge il castello e prosegue verso il Porto.

La conservazione passa anche attraverso la valorizzazione. In sintonia con le risorse, i bisogni e le aspettative della collettività locale, il progetto propone la trasformazione del castello in un museo emozionale, capace di attrarre abitanti del luogo e turisti che vengono guidati lungo un itinerario di visita alla scoperta delle fasi costruttive del castello condizionate dall’evoluzione dell’arte poliorcetica e delle tecniche ossidionali; della storia evolutiva della città di Otranto e del suo territorio; della cultura del luogo, attraverso racconti letterari interattivi che, non escludendo l’aspetto ludico, coinvolgono le varie forme dell’espressione artistica.

Bari, cerimonia di consegna della targa di riconoscimento a Maurizio Scalise

BARI - Nella sala consiliare, questa mattina, è stata consegnata una targa di riconoscimento a Maurizio Scalise, segretario dell’associazione UniBa A.S.D., per la meritoria attività di volontariato svolta sul territorio cittadino e metropolitano.

A consegnare l’attestato il sindaco Antonio Decaro alla presenza del presidente della commissione Culture Giuseppe Cascella, del prorettore dell’Università degli Studi di Bari Angelo Vacca e del vicepresidente del Consiglio comunale Pasquale Finocchio.

Giuseppe Cascella ha esordito ricordando che l’amministrazione dedica molta attenzione alla solidarietà: ci sono oltre trecento famiglie, ospiti della casa dei Bambini e delle Bambine, che vengono sostenute e assistite quotidianamente con interventi non solo di tipo economico. Cascella ha ricordato, quindi, che l’aula consiliare è intitolata al sindaco Enrico Dalfino, che può essere considerato come il precursore della solidarietà europea “perché nel 1991 accolse ventimila albanesi, assistendoli in maniera straordinaria nonostante tutte le difficoltà”.

“Normalmente l’amministrazione - ha spiegato il sindaco Decaro - consegna riconoscimenti a persone che hanno dato lustro alla nostra città nel mondo, per meriti scientifici o artistici, o per premiare chi si dedica agli altri impegnandosi per assicurare il benessere a persone che vivono in condizioni sociali difficili o che sono in difficoltà. Da quando sono sindaco di Bari mi sono reso conto che un amministratore svolge meglio il proprio lavoro se aiutato e sostenuto da una rete di associazioni, parrocchie e scuole che creano una specie di struttura portante della città, all’interno della quale è possibile lavorare insieme per cercare di recuperare il senso di comunità, realizzando spazi di inclusione sociale. Il nostro obiettivo è quello di creare una comunità sempre più coesa e solidale: costruire una comunità del benessere è ciò che stiamo cercando di fare, per questo, per il quartiere Libertà in particolare, tra qualche giorno partiranno degli avvisi pubblici ed entro fine anno inizieranno i lavori per creare gli spazi di socializzazione che attualmente mancano. Lo stesso faremo per il San Paolo con nuovi spazi di aggregazione. Pochi giorni fa abbiamo presentato il progetto Reti civiche urbane, con oltre un milione di euro destinati alla creazione della “rete” delle realtà cittadine per la programmazione dal basso di attività sociali e culturali, come quelle portate avanti dall’associazione Tempo Libero Bari, premiata anche oggi e della UniBA ASD, che da sempre si distinguono per il loro costante e meritorio impegno”.

Maurizio Scalise ha dichiarato di essere “felicissimo per il riconoscimento ricevuto che condivido con tutto il mio gruppo di UniBA ASD”. Ha ricordato, poi, che “oggi si premia in realtà l’obiettivo primario della nostra associazione: far sorridere chi il sorriso un po’ l’ha perso. In tutti questi anni abbiamo dimostrato, anche grazie alla sinergia tra la nostra Università e il Comune di Bari, di essere in grado di aiutare chi purtroppo vive in condizioni difficili”.

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