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Riparte la 'Bari Automotive Summer School', dedicata al mondo dell’auto e dei motori: le ricerche e le novità


BARI – Ha avuto inizio questa mattina, 17 settembre, presso Palazzo Sagges, sede del Politecnico di Bari nel centro storico della città, la terza edizione della “Bari Automotive Summer School”. L’iniziativa, che raccoglie i favorevoli consensi delle precedenti edizioni, è curata dal Politecnico di Bari e da Bosch e vede la partecipazione di 45 tra ingegneri, dottorandi, laureandi del settore industriale dell’ingegneria (meccanici, gestionali, informatici, elettronici) provenienti anche da varie sedi internazionali.

Saranno loro i protagonisti, per l’intera settimana, di una full-immersion dedicata al mondo dell’auto e della mobilità, ai motori, alle ricerche e alle novità del settore dell’automotive. I partecipanti si interfacceranno con docenti universitari ed esperti del mondo industriale di settore per conoscere gli orientamenti e gli scenari prossimi del settore automobilistico. Fra le tematiche in programma: la modellazione numerica del funzionamento dei motori a combustione interna e delle loro emissioni; i motori elettrici e ibridi; l’interazione con le reti di alimentazione nazionali, ma anche lo scenario digitale applicato al mercato dell’automotive, l’internet of think per il controllo e mobilità autonoma dei veicoli.

Questa mattina, alla presentazione e avvio della terza edizione della Bari Automotive Summer School erano presenti: il prorettore vicario del Politecnico di Bari, Vito Albino; il Direttore della Scuola e delegato del Poliba alla Comunicazione istituzionale e immagine, Riccardo Amirante, docente di Sistemi Energetici; l’Amministartore Delegato del centro Veicoli Italia di Bosch, Antonio Arvizzigno; Sergio Camporeale, anch’egli Direttore della Scuola e docente del Politecnico pugliese.
I lavori della prima giornata si concluderanno oggi nel tardo pomeriggio e riprenderanno domattina alle ore 8.30.

La Summer School 2018 troverà il suo momento conclusivo sabato, 22 settembre, presso l’Autodromo del Levante di Binetto, con un evento assolutamente particolare, aperto a tutti, con la partecipazione del Ferrari Club, del Porsche Club, dell'Old Cars Club, intervento di piloti e collaudatori di Rally e Formula 1, con prove su pista dei prototipi della Formula SAE, le monoposto da corsa progettare e realizzate dalle diverse Università di Ingegneria di tutt’Italia. Partecipa l’AC-BaBat, il SAE-NA, presenta Antonio Stornaiolo.

Università, Medicina Bari: al via la 'Summer School BIOTRAIN'

BARI – Oggi è partita la Summer School BIOTRAIN (BIOmarkers, technology TRansfer and product INnovation) organizzata dalla Scuola di Medicina e Chirurgia  dell’università di Bari in collaborazione con FLUIDIA srl, startup biomedicale specializzata nella progettazione di test diagnostici innovativi, e MASMEC spa, azienda pugliese leader nel settore della tecnologia di precisione, robotica e meccatronica applicata al biotech.

Venticinque i partecipanti laureati in àmbito scientifico a fronte delle circa 50 candidature pervenute, i quali avranno l’opportunità (fino al 18 settembre) di fare un’esperienza di formazione dinamica e interdisciplinare con il contributo di diverse professionalità, sia italiane sia straniere, che unirà la ricerca di base all'applicazione tecnologica e all'imprenditorialità. Le lezioni si svolgeranno nell’aula multimediale della Scuola di Medicina che ha sede nel Policlinico di Bari al secondo piano del Centro direzionale.

‘Con la Summer School  BIOTRAIN – spiega il prof. Loreto Gesualdo,  preside della Scuola di Medicina dell’università di Bari - ci interessa sviluppare un approccio innovativo e multidisciplinare attraverso cui i giovani laureati in diverse discipline scientifiche potranno acquisire competenze in diverse tematiche. Si va dalla basic research finalizzata all'individuazione nei fluidi biologici di marcatori molecolari associati alle patologie (Biomarker Discovery) al trasferimento tecnologico per sfruttare le conoscenze scientifiche acquisite durante la formazione universitaria e creare nuovi prodotti o servizi (sviluppo e valorizzazione di un test diagnostico), alla tutela delle proprietà intellettuali e business administration che prevede il deposito dei brevetti e lo sviluppo di startup innovative in grado di insediarsi in incubatori aziendali’, conclude il preside Gesualdo.

Test medicina, Manca: domande assurde e pochi posti a disposizione

LECCE - Dichiarazione del vice presidente della Commissione Sanità e consigliere regionale di Direzione Italia/Noi con l’Italia, Luigi Manca. "Assurde, proprio così: molte domande del test di Medicina che oltre 67mila aspiranti medici italiani hanno sostenuto erano di una difficoltà inaudita, la preparazione richiesta era decisamente superiore a quella offerta dal sistema scolastico italiano, per cui molte famiglie ricorrono a spese straordinarie per dare più chance ai propri figli attraverso costosissimi corsi", sostiene Manca.

"Ma alle difficoltà soggettive del test - prosegue Manca - se ne aggiunge una oggettiva: a fronte di un esercito di candidati (67.009) i posti a disposizione in tutte le Facoltà di Medicina delle Università statali italiane sono 9.779. Vale a dire che solo 15 su 100 aspiranti medici potranno realizzare il sogno di indossare il camice. E gli altri 85??? A loro il sistema universitario italiano riserva un piano di studi non scelto, una professione di seconda scelta.

Ora - spiega il consigliere regionale - fermo restando la mia battaglia contro il numero chiuso, e la preferenza del metodo francese di selezione della classe medica, nei prossimi giorni chiederò un incontro ai Ministri della Salute e dell’Università quando meno per ampliare i posti a disposizione. Perché invece che poco meno di 10mila posti, non se ne garantiscono anche il doppio trovando soluzioni logistiche in tempi utili, del resto le lezioni dei primi anni richiedono più spazi che laboratori.

Per questo motivo e per contribuire a qualche soluzione sto dialogando con il presidente delle Scuole di Medicina, Gesualdo, con i rettori di Bari e Lecce, Uricchio e Zara, perché il primo triennio di Medicina della facoltà di Bari possano essere ospitato anche  a Lecce, nell’attesa della realizzazione di un corso autonomo in lingua inglese di Medicina", conclude Manca.

Politecnico Bari, progetto sul Castello di Otranto premiato a Camerino

BARI – Hydruntum, Reame di Napoli. E’ l’alba. E’ l’anno domini 1480 del mese di luglio del giorno 28. Quei mai sopiti timori che vengono da est diventano verità. Le navi, con i vessilli della mezza luna, di Maometto II, apparse come fantasmi, cingono dal mare la città. L’obiettivo del Sultano Ottomano è chiaro: dopo Costantinopoli, conquistare Roma e la cristianità.

A nulla servirà la resistenza dei cittadini idruntini che tenteranno una eroica difesa nel castello in attesa delle truppe del re Ferdinando II. La resistenza verrà piegata in due settimane e gli irriducibili, che diverranno martiri, saliranno sul colle della Minerva in 800.

Quei fatti, tra storia e legenda, segneranno per sempre la storia di Otranto. Nella battaglia d’assedio l’uso delle armi da fuoco (bombarde) degli assalitori distrussero l’antico castello di provenienza normanno-sveva, a base quadrangolare, inadeguato ai nuovi mezzi d’attacco. L’attuale configurazione infatti, è l’esito di continue modiche avviate dopo l’assedio nel 1480. Il drammatico evento aveva messo in evidenza l’assoluta inadeguatezza delle preesistenti opere fortificate a fronte dell’evoluzione dei metodi di offesa mediante l’uso delle polvere da sparo. Riconquistata la città, gli aragonesi avviarono un’opera di potenziamento del sistema difensivo della regione rafforzando la rete dei castelli, in particolare lungo la costa ionica e adriatica. Otranto, Gallipoli, Brindisi e Taranto diventarono i caposaldi. I castelli, tra questi anche quello di Otranto, vennero adeguati a nuove architetture militari che tennnero conto dei nuovi mezzi d’offesa.

Intorno al 1492, l’intera città venne chiusa da un circuito continuo, sopraelevando le murature con un percorso di ronda, irrobustendo le basi con muri scarpati, rafforzando una delle due porte di accesso alla città: porta Alfonsina.

I lavori di adeguamento proseguirono nei decenni successivi con gli spagnoli del viceregno di Napoli. La fortificazione venne ulteriormente potenziata sul finire del Cinquecento con l’aggiunta di due Bastioni pentagonali, la cosiddetta Punta di Diamante protesa verso il porto a protezione del castello.
L’impianto cinquecentesco rimase pressoché inalterato sino agli inizi del XX secolo quando, per esigenze pratiche, si realizzarono piazze e nuovi collegamenti viari. Tali interventi incisero profondamente sul destino del castello e della attigua città, pregiudicando le antiche relazioni reciproche urbanistiche.

L’attuale sottoutilizzo del castello, nonostante il buono stato di conservazione generale, la parziale relazione, fra il castello, il fossato, il circuito fortificato e il centro antico hanno messo in evidenza alcuni nodi problematici. A ciò si è interessato un Laboratorio di Laurea di Architettura del Politecnico di Bari. Il lavoro di ricerca, oggetto di tesi, “Sistemi Fortificati in Terra d’Otranto. Studi analitici e percorsi interpretativi: il Castello di Otranto”, ha individuato una soluzione progettuale di conservazione e valorizzazione d’insieme. La qualità progettuale, non è passata inosservata alla commissione della 18° edizione del premio d’Architettura, SACU 2018, tenutasi a Camerino (MC) lo scorso agosto che ne ha riconosciuto il valore con apposita menzione.

La proposta, è un attento studio, condotto dai neo architetti: Baldassarre Viviana (Bitonto), Borrelli Alessia (Sammichele di Bari), Carbonara Domenico (Giovinazzo), Galanto Carla (Monopoli), Giaquinto Alessia (Palo del Colle), Mastandrea Erica (Modugno) con la super visione della relatrice, prof. Rossella de Cadilhac, docente di restauro al Poliba. Essa conduce ad una parziale riconversione d’uso del castello mirando a recuperare il rapporto con la città adiacente attraverso supporti e cuciture di integrazione ed interscambio, castello-città. In particolare, l’ipotesi progettuale, intende riscattare il fossato dalle condizioni di isolamento, puntando su un itinerario di visita che dalla Porta Alfonsina scende alla quota più bassa lungo il circuito fortificato dell’antemurale, raggiunge il castello e prosegue verso il Porto.

La conservazione passa anche attraverso la valorizzazione. In sintonia con le risorse, i bisogni e le aspettative della collettività locale, il progetto propone la trasformazione del castello in un museo emozionale, capace di attrarre abitanti del luogo e turisti che vengono guidati lungo un itinerario di visita alla scoperta delle fasi costruttive del castello condizionate dall’evoluzione dell’arte poliorcetica e delle tecniche ossidionali; della storia evolutiva della città di Otranto e del suo territorio; della cultura del luogo, attraverso racconti letterari interattivi che, non escludendo l’aspetto ludico, coinvolgono le varie forme dell’espressione artistica.

Bari, cerimonia di consegna della targa di riconoscimento a Maurizio Scalise

BARI - Nella sala consiliare, questa mattina, è stata consegnata una targa di riconoscimento a Maurizio Scalise, segretario dell’associazione UniBa A.S.D., per la meritoria attività di volontariato svolta sul territorio cittadino e metropolitano.

A consegnare l’attestato il sindaco Antonio Decaro alla presenza del presidente della commissione Culture Giuseppe Cascella, del prorettore dell’Università degli Studi di Bari Angelo Vacca e del vicepresidente del Consiglio comunale Pasquale Finocchio.

Giuseppe Cascella ha esordito ricordando che l’amministrazione dedica molta attenzione alla solidarietà: ci sono oltre trecento famiglie, ospiti della casa dei Bambini e delle Bambine, che vengono sostenute e assistite quotidianamente con interventi non solo di tipo economico. Cascella ha ricordato, quindi, che l’aula consiliare è intitolata al sindaco Enrico Dalfino, che può essere considerato come il precursore della solidarietà europea “perché nel 1991 accolse ventimila albanesi, assistendoli in maniera straordinaria nonostante tutte le difficoltà”.

“Normalmente l’amministrazione - ha spiegato il sindaco Decaro - consegna riconoscimenti a persone che hanno dato lustro alla nostra città nel mondo, per meriti scientifici o artistici, o per premiare chi si dedica agli altri impegnandosi per assicurare il benessere a persone che vivono in condizioni sociali difficili o che sono in difficoltà. Da quando sono sindaco di Bari mi sono reso conto che un amministratore svolge meglio il proprio lavoro se aiutato e sostenuto da una rete di associazioni, parrocchie e scuole che creano una specie di struttura portante della città, all’interno della quale è possibile lavorare insieme per cercare di recuperare il senso di comunità, realizzando spazi di inclusione sociale. Il nostro obiettivo è quello di creare una comunità sempre più coesa e solidale: costruire una comunità del benessere è ciò che stiamo cercando di fare, per questo, per il quartiere Libertà in particolare, tra qualche giorno partiranno degli avvisi pubblici ed entro fine anno inizieranno i lavori per creare gli spazi di socializzazione che attualmente mancano. Lo stesso faremo per il San Paolo con nuovi spazi di aggregazione. Pochi giorni fa abbiamo presentato il progetto Reti civiche urbane, con oltre un milione di euro destinati alla creazione della “rete” delle realtà cittadine per la programmazione dal basso di attività sociali e culturali, come quelle portate avanti dall’associazione Tempo Libero Bari, premiata anche oggi e della UniBA ASD, che da sempre si distinguono per il loro costante e meritorio impegno”.

Maurizio Scalise ha dichiarato di essere “felicissimo per il riconoscimento ricevuto che condivido con tutto il mio gruppo di UniBA ASD”. Ha ricordato, poi, che “oggi si premia in realtà l’obiettivo primario della nostra associazione: far sorridere chi il sorriso un po’ l’ha perso. In tutti questi anni abbiamo dimostrato, anche grazie alla sinergia tra la nostra Università e il Comune di Bari, di essere in grado di aiutare chi purtroppo vive in condizioni difficili”.

International Summer School 2018 in Puglia


di DONATO FORENZA - La IX edizione della International Summer School (ISS) anche quest’anno si è svolta in Puglia e Basilicata, con positivi esiti. Gli eventi hanno interessato alcuni territori tra i quali si annoverano Alberobello, Bari, Grottaglie, Lecce, Lucera e Matera.

I temi riguardano “Survey for Planning: New Technologies and Land Protection” e afferiscono a paesaggi, strade, percorsi, monumenti e tracce nell'antichità. L’ISS, organizzato da esperti di Fotogrammetria del COIFA, ha previsto la partecipazione di studiosi e docenti di valenza internazionale. Il programma è strutturato da attività scientifiche e apertura dei lavori presso l’Ateneo di in Bari, e poi in Puglia e Matera. A Bari, notevole importanza ha registrato il Congresso Internazionale, nell'Aula Magna dell'Università di Bari "Aldo Moro" in Piazza Umberto, che ha trattato i temi della "Survey of Architecture - Survey for Planning". Agli eventi hanno partecipato vari studiosi tra i quali: Grimaldi (Presidente COIFA), Antonio Felice Uricchio (Rettore Uniba), Michele Maria Longo (Sindaco di Alberobello), Michele Lamacchia (Presidente Parco della Murgia Materana), Mario Daniele Piccioni (Poliba), Luigi Ratano (Presidente del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati, Lecce), Angelo Addante (Presidente del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati, Bari), Giovanni Cotrufo (Presidente del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati, Matera), Alessandra Turi (Assessore Rapporti UNESCO, Cultura e Beni Culturali, Comune di Alberobello), Nicola Di Bitonto (Presidente del Collegio Circondariale dei Geometri e Geometri Laureati, Lucera), Giorgio Vassena (Università di Brescia), Mimma Pasculli Ferrara e Isabella De Liddo (Uniba), Donato Forenza (Poliba, IALE), Cornel Paunescu (Università di Bucarest, Romania), Hassan Osanloo (Architecture Asihe of Garmsar, Iran), Francesco Ruggiero (Poliba). Sono stati pianificati interventi interdisciplinari, attività culturali a Matera ed ipogei; sono stati effettuati studi e interventi con apparecchiature d’avanguardia su monumenti della città antica di Bari e complessi di Puglia e Matera, con applicazioni di preziosi strumenti, tra cui il sistema Laser Scanner e Georadar. La 9a edizione costituisce un evento di notevole rilevanza per il rilievo ambientale.

Territorio, sostenibilità ed estimo al Politecnico di Bari

di DONATO FORENZA - Nell’aula Magna del Dipartimento Icar del Politecnico di Bari si è tenuto un importante incontro sul tema: “Estimo: Temi e questioni contemporanee 4.0”. Hanno formulato adesione al convegno nazionale: E. Di Sciascio (Rettore Poliba), G. Rocco (Direttore DICAR), L. De Santis (ANCE Puglia), L. Netti (Ordine Architetti di Bari), R. Masciopinto (Ordine Ingegneri di Bari), C. Tedesco (IUAV). In apertura, P. Morano (Docente Poliba), ha coordinato e presentato i lavori, enucleando, l’importanza delle discipline correlate a Estimo, sistemi di valutazione e ricerca scientifica.

Hanno relazionato: S. Stanghellini (Presidente SIEV, Docente IUAV): Identità e trasversalità della disciplina estimativa; - G. Guerrieri (Direttore centrale Servizi Estimativi e Osservatorio del Mercato Immobiliare, Agenzia delle Entrate):  Analisi del ciclo del mercato immobiliare residenziale 1996-2013 e ripresa; - N. Garofalo (Agenzia del Demanio di Puglia e Basilicata): Strumenti per l’immobiliare pubblico: tra conservazione e innovazione; - R. Caci (CDP Investimenti SGR): Il ruolo di Cassa Depositi e Prestiti nella valorizzazione del patrimonio pubblico; - G. De Mare (Docente, Unisa): Stime ed espropriazioni: profili di coerenza. Ha concluso R. Curto (Docente  Polito). Nel corso dei lavori è stata evidenziata la creazione di un innovativo Master al Polimi.

Le quattro Sessioni successive parallele hanno riguardato vari aspetti di Estimo e Valutazioni. La prima concerne “Estimo / Territorio e Urbanistica” a cura di C.M. Torre e F. Calace, (Docenti Poliba). Nella seconda sessione il tema è “Estimo / Patrimonio immobiliare e Edilizia”; hanno coordinato A. Nesticò (Docente  Unisa) e A. Guadalupi (Dirigente PRAXI S.p.a.). La terza sessione su  “Estimo / Profili Legali e Tributari” ha avuto referenti: F. Prizzon (Docente Polito), e B. Manganelli (Docente Unibas). La quarta sessione ha analizzato “Estimo / Finanza immobiliare” con moderatori: L. Gabrielli (Docente Unife), e M. Locurcio (Analyst AxiA.RE).

In conclusione sono stati sintetizzati i risultati generali, da: E. Fattinnanzi (Direttore rivista Valori e Valutazioni) e M. Guarini, (Docente Sapienza, Roma). S. Stanghellini (Docente IUAV; Presidente Società Italiana di Estimo e Valutazione) ha illustrato in sintesi, alcuni iter dagli albori delle stime al futuro delle valutazioni e alle strategie della variabilità. Il Convegno ha registrato vivi interessamenti postivi ed una notevole partecipazione di professionisti e illustri studiosi.

UniSalento, 'La chimica incontra la biologia e le biotecnologie': 4 seminari il 20 luglio in Rettorato

LECCE - “Chemistry meets Biology and Biotechnology”, la chimica incontra la biologia e le biotecnologie in quattro seminari con scienziati le cui attività di ricerca sono riconosciute a livello internazionale.

L’appuntamento è per venerdì 20 luglio 2018, dalle ore 9 nella sala conferenze del Rettorato dell’Università del Salento (piazza Tancredi 7, Lecce), per illustrare lo stato dell’arte delle ricerche più avanzate su temi come le nuove forme di energia verde, la biomedicina, le nuove tecniche di indagine chimico-clinica, le nuove forme di “trasporto” di medicinali e sostanze attive e altro. Il tutto con l’obiettivo di dimostrare l’intima relazione tra chimica e nanobiotecnologie.

I seminari sono organizzati dal professor Ludovico Valli, ordinario di Chimica fisica presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali UniSalento, e dal suo gruppo di ricerca che ha collaborazioni consolidate con i relatori invitati e i loro gruppi di ricerca. Hanno contribuito all’organizzazione il Dottorato in Ingegneria dei Materiali delle Strutture e Nanotecnologie, coordinato dal professor Alfonso Maffezzoli, la fondazione “Banca Popolare Pugliese Giorgio Primiceri Onlus” e il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali.

Alla fine dei seminari, in programma un’esibizione del “Coretto UniSalento”, diretto e coordinato dalla professoressa Francesca Zacheo.

La rete delle università per lo sviluppo sostenibile: convegno a Bari

di DONATO FORENZA - Importanti aspetti della complessità delle tematiche della sostenibilità sono stati analizzati presso il Politecnico di Bari, dove si è tenuto, con riscontri positivi, il secondo convegno della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS). Infatti, si è parlato di alcuni elementi afferenti "Il ruolo delle Università italiane per la città sostenibile". La RUS, supportata dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), è un nuovo sistema di coordinamento tra gli Atenei Italiani che si occupano di valenze della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale; registra attualmente cinquantatré Atenei aderenti. Il primo Convegno Nazionale (2017) della (RUS) fu organizzato dall’Università Ca’ Foscari in Venezia.

La RUS a Bari,  tra l’altro, considera l’impegno e gli studi effettuati in Atenei italiani concernenti temi sullo sviluppo sostenibile e sulla città nell’ambito dei Sustainable Development Goals (SDGs) dell’Agenda 2030. Riteniamo che sia necessario interconnettersi con le istituzioni italiane che si occupano di ricerca urbano-territoriale, poiché è utile condividere metodologie in relazione agli scopi della Carta di Bologna per l’Ambiente dei Paesi del G7 (giugno 2017), sottoscritta dagli inviati delle Città Metropolitane e da Sindaci. Nel secondo Convegno RUS, a Bari, hanno aderito all’evento Eugenio Di Sciascio (Rettore Poliba), Antonio Uricchio (Rettore Uniba), Aurelia Sole (Rettrice Unibas), Lorenzo Fieramonti (Sottosegretario Istruzione, Uiversità e Ricerca), Antonio Decaro (Presidente ANCI), Gaetano Manfredi (Presidente CRUI), Enrico Giovannini (Alleanza It. Svil. Sost.).

 Nel corso dei lavori  (referente N. Martinelli con A. Palmieri) si sono svolti tre workshop tematici: - Formare cittadini per comunita’ sostenibili e resilienti; - Immaginare e ridisegnare citta’ e territori sostenibili: il ruolo della ricerca; - A servizio della citta’ e dei territori: il public engagement delle univesita’ sugli SDGs. Sono stati articolati vari interventi: A. Bonoli, G. Calvano, E. Giovannini,  F. Pranovi,  E. Morello, P. Lombardi, M. Rossetti, M. Dassisti e B.Scozzi. Al termine si è svolta l’Assemblea generale della RUS.

I Castelli di Gallipoli e Ginosa tra i venti finalisti del concorso Eco-Tourism Prize 18

BARI – I progetti di restauro architettonico dedicati ai castelli di Gallipoli e Ginosa figurano tra i venti finalisti di Acaya (Lecce) del concorso Eco-Tourism PRIZE 18.

L’iniziativa riservata a giovani professionisti architetti, ingegneri e designer con non più di 40 anni di età è stata promossa da Eco-Tourism s.l.r.s. nell’ambito del progetto ECO-Tourism, vincitore del bando “PIN – Pugliesi Innovativi” PO Puglia 2014-2020 Asse VIII Azione 8.4. della Regione Puglia con lo scopo di sviluppare una cultura dell’uso sostenibile del territorio attraverso una pratica del progetto capace di gestire le risorse disponibili, in maniera equilibrata con l’ambiente naturale.

I due progetti, dedicati al restauro e utilizzo dei Castelli di Gallipoli e Ginosa, selezionati dall’apposita giuria del concorso, sono stati oggetto di apposite tesi di laurea di dodici studenti di Architettura del Politecnico di Bari.

In totale sono stati venti (secondo regolamento) i progetti ammessi alla finale del concorso, suddivisi nelle due tematiche progettuali previste: Scala Edilizia (valorizzazione patrimonio edilizio) e Scala Territoriale (sviluppo economico locale delle aree di particolare valore ambientale e paesaggistico in stato di progressivo degrado e/o abbandono).

Nella finale, prevista nel Castello di Acaya (Lecce), venerdì, 6 luglio, ore 16.00, in occasione del workshop, “Il Salento dimenticato: il patrimonio rurale tra memoria e sviluppo sostenibile” (ore 10.30), i venti candidati finalisti presenteranno la loro proposta progettuale e, a conclusione, la commissione eleggerà il progetto vincitore per ogni singola sezione. Inoltre, sarà assegnata la Menzione d’Onore a otto progetti che si saranno distinti per la loro congruenza con le rispettive tematiche.

I castelli e la Puglia. La Puglia, ma più in particolare la penisola Salentina, vive storicamente una sorta di continuità dal 270 a.c., quando l’intero Salento viene assoggettato a Roma e ne diventa principale base commerciale e militare per l’Oriente. Esso transita, quasi in continuità, dall’Impero Romano d’Occidente (395 d.c.) a quello Romano d’Oriente, e ne fa parte fino al 1071 d.c., quando l’intero territorio diventa dominio normanno. L’arrivo dal nord dei Longobardi infatti, ma più efficacemente dei Normanni, crea inevitabili attriti, conflitti, guerre con i Bizantini (Romani d’Oriente) fino alla fine dell’XI secolo. L’ultimo sussulto è del 1131 con l’assedio di Tancredi di Altavilla agli irriducibili bizantini di Gallipoli. L’ultima luce del Romano impero d’oriente in Puglia è del 1156. La spegne, per sempre, il normanno, re di Sicilia, Guglielmo I, detto il Malo. Sono i Normanni che propongono e costruiscono nuovi sistemi di difesa a presidio di luoghi strategici o di abitati. Sono essenzialmente possenti torri a base quadrata. Torri che vengono ampliate, modificate dagli svevi. Altre possenti architetture difensive vengono erette per scelte strategiche militari e per segno di potere. L’opera di fortificazione interna e sulla costa prosegue con gli angioini ma soprattutto con gli aragonesi che, a seguito dell’uso della polvere da sparo e delle nuove tecniche d’attacco rimaneggia tali fortificazioni. Il canale d’Otranto intanto diventa una linea di confine evidente tra occidente e oriente. La minaccia saracena e mussulmana (Otranto: 1480; Castro 1537) suggellano il pericolo per le genti della puglia tardo-medioevale e rinascimentale. Prosegue con la corona di Spagna dei vicerè che costruisce nuovi sistemi difensivi, soprattutto sulla costa: le torri di avvistamento. Si conteranno in Puglia circa 120 castelli e numerosissime torri costiere. In tale contesto storico si collocano i castelli di Gallipoli e Ginosa. Origini comuni: i Normanni, per luoghi e storie diverse, sul mare il primo, nell’entroterra il secondo, entrambi nell’arco Jonico ma con anime distinte.

“Il Castello di Gallipoli. Dallo studio analitico ad un progetto di restauro e allestimento museale” è stato il lavoro di ricerca svolto dalle neolaureate del Politecnico di Bari, Valentina Bello (Modugno), Mariangela Calabrese (Bari), Simona Ferrante (Bari), Camilla Romanazzi (Sammichele di Bari), Simona Cavallo (Noicattaro), Daniela Cotugno (Monte Sant’Angelo). Relatrice, prof. Rossella de Cadilhac. Simona Cavallo e Daniela Cotugno hanno inteso proporre al concorso il lavoro di tesi, secondo i canoni richiesti.

Il progetto è incentrato sull’analisi, la salvaguardia e la valorizzazione del monumento, un possente quadrilatero posto a protezione del Borgo Antico e parte integrante del sistema di difesa urbana costituito da cinta fortificata e bastioni, del quale ne rappresenta la testa di ponte. La fortezza costituisce un unicum nell’ambito delle strutture fortificate in quanto a dimensioni, articolazione delle fasi storico-evolutive e scenografia naturale, per essere circondato su tre lati dal mare, tutti aspetti che gli conferiscono sia un valore storico-architettonico che ambientale-paesaggistico.

Lo studio si è basato sul rilievo utile all’identificazione delle stratificazioni storiche. Il progetto di restauro prevede, da un lato, il recupero e la valorizzazione del Rivellino (struttura architettonica militare posta a difesa del Castello) mutilato nel XVII sec., e, dall’altro, la restituzione in chiave contemporanea dell’antico collegamento tra Rivellino e Castello e dei camminamenti di ronda secondo un itinerario di visita che si snoda dal Mercato, al Castello, al Rivellino, collegando le Torri e gli ambienti ai vari livelli, con l’obiettivo di offrire al visitatore un racconto della storia evolutiva del castello attraverso la lettura dei segni materiali delle stratificazioni storiche, ponendo attenzione alla conservazione della materia antica di cui è costituito il complesso architettonico, per rendere leggibili i segni delle vicende costruttive. Il progetto sul Castello di Gallipoli propone, inoltre, la valorizzazione del complesso fortificato attraverso la scelta di funzioni integrate che prevedono: la conversione del Rivellino in spazio dedicato alle espressioni artistiche (musica, danza, teatro, cinema); l’introduzione, negli ambienti posti al secondo livello del Castello di un’Accademia di Musica Barocca; l’inserimento di attività artigianali (le “Officine della Cartapesta”) nei magazzini dismessi posti al seminterrato, in sintonia con la tradizione locale della lavorazione della cartapesta; il potenziamento degli esercizi commerciali al piano terra, la valorizzazione del Mercato grazie all’aggiunta di un’area di ristorazione.

Il progetto prevede infine, una integrazione fisica e visiva del complesso Castello-Rivellino con il sistema difensivo del Borgo Antico. L’itinerario è prefigurato con un percorso in cui si rimette in luce il preesistente basolato, ora nascosto da uno strato di asfalto, che dal Castello giunge al centro antico per mezzo del percorso matrice e del circuito ad anello lungo le mura bastionate.

“Il Castello normanno di Ginosa. Progetto di salvaguardia e valorizzazione di una memoria” è invece il progetto proposto dai sei laureati: Antonio Albanese (Locorotondo), Federica Allegretti (Monopoli), Carla Castellana (Putignano), Angela Colamonico (Santeramo), Federica Fiorio (Bitonto), Martino Marasciulo (Fasano). Relatrice, prof.ssa Rossella de Cadilhac.

La conoscenza storico-strutturale del Castello di Ginosa è il presupposto fondamentale, sia ai fini della stabilità del complesso fortificato, che per la scelta di un efficace e al tempo stesso rispettoso intervento di restauro che tenga conto della successione delle stratificazioni storiche. Il progetto si suddivide essenzialmente in due parti: la prima, mira ad assicurare la stabilità del Castello con interventi di riabilitazione strutturale e messa in sicurezza; la seconda, contempla la nuova destinazione funzionale, compatibile, rispettosa e utile alla collettività locale.

Nella convinzione che il Castello di Ginosa possa diventare un catalizzatore socio-culturale e uno strumento di promozione e valorizzazione del territorio, dopo attente analisi, il progetto propone di trasformare il Castello in un luogo esperienziale con finalità ludico-didattiche, interattivo, in cui si relazionano il gioco con le discipline dell’arte, della scienza e dell’archeologia. 

Adisu, Casili (M5S): "Il bene degli studenti è la priorità. Dispiacciono le strumentalizzazioni del Pd"

BARI - “Sulle politiche universitarie e del diritto allo studio, bisogna pensare al bene dell’Adisu e degli studenti. Dispiace che gli esponenti del Pd strumentalizzino questioni così importanti per le beghe interne al Partito, come sta avvenendo in questi giorni”. Così il capogruppo del M5S Cristian Casili in merito alla  decisione di esternalizzare con un progetto pilota i servizi residenziali di Adisu per coprire ulteriore fabbisogno.

“Siamo consapevoli - continua Casili -  che sono tanti gli studenti fuori sede che risultano idonei, ma non assegnatari di un alloggio e bisogna trovare soluzioni al più presto. Comprendiamo la preoccupazione di questi studenti che si ritrovano con un contributo alloggio esiguo e tardivo, di cui beneficiano in pochi, tanto che la maggior parte è costretta a rivolgersi ad un mercato immobiliare poco chiaro e che offre alloggi qualitativamente non idonei. Per questo vigileremo affinché venga rispettato un diritto degli studenti monitorando il metodo con il quale verranno individuati i nuovi erogatori di posti alloggio. Al tempo stesso non vogliamo sia definitivamente accantonata l’ipotesi di creare nuovi studentati che possano effettivamente rispondere al reale fabbisogno degli studenti. Regione e Adisu - conclude -  continuino a lavorare mettendo al primo posto le istanze che provengono dal mondo studentesco”.  

Razzismo, scandalo a Harvard: discriminati gli asiatico-americani

ROMA - Scandalo dietro le mura di pietra e i grandi cancelli di ferro battuto di una delle più prestigiose università non solo d'America ma del mondo: a Harvard si discrimina i candidati asiatico-americani. E' l'accusa contenuta in una denuncia presentata ad un tribunale di Boston da un gruppo no profit, Students for Fair Admissions (Sffa), secondo cui la blasonata università preferisce richiedenti bianchi, neri e ispanici, alcuni dei quali meno qualificati di quelli asiatico-americani.

In particolare l'ateneo valuterebbe ad un livello più basso le loro caratteristiche personali, come la simpatia. Harvard nega l'accusa, sostenendo che il tasso di ammissione degli asiatico-americani è cresciuto del 29% nell'ultimo decennio, portandoli al 22,2% del totale degli studenti ammessi, contro il 14,6% degli afro-americani, l'11,6% dei latinos e il 2,5% dei nativi americani o delle isole del Pacifico.

«Quello che Harvard non ammetterà è che la razza non è solo un fattore importante ma è la considerazione dominante nell'ammettere ispanici e afro-americani», insiste la Sffa. «Un richiedente asiatico-americano con il 25% di chance di ammissione, per esempio, ne avrebbe il 35% se fosse bianco, 75% se fosse ispanico e il 95% se fosse nero», aggiunge. 

Storytelling: Politecnico di Milano premia tre scuole pugliesi


MILANO – Tre scuole pugliesi sono state premiate ieri al Politecnico di Milano a Policultura, il concorso di storytelling digitale collaborativo a scuola più ampio al mondo.

Queste le 3 scuole premiate:

-Premio speciale Scuola di Ingegneria Industriale e dell’Informazione all’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII di Martina Franca (TA) per la narrazione Da grande voglio lavorare con le STEM
-Premio speciale per l’attenzione al ruolo delle donne nella società alla Scuola secondaria di 1° grado Tommaso Fiore di Bari per la narrazione Addio, casa di bambole
-Premio migliore narrazione per la qualità comunicativa al Liceo Scientifico e Linguistico Federico II di Svevia di Altamura (BA) per la narrazione Books and theatre curtains

Più di 250 studenti e docenti delle 22 scuole finaliste provenienti da tutta Italia hanno affollato ieri le aule del Politecnico di Milano per la premiazione del Progetto Policultura, il concorso attivo dal 2006 ha coinvolto fino ad oggi 37.000 studenti, 3.000 docenti e 18 paesi europei ed extra europei, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria superiore.

Grazie a Policultura studenti e docenti delle scuole di tutta Italia creano narrazioni interattive con audio, video, immagini e testo grazie a uno “strumento-autore” (1001storia) sviluppato dal laboratorio HOC-LAB del Politecnico di Milano e reso disponibile alle scuole.

Dal 2006 sono state prodotte più di 1788 storie multimediali, per un totale di 580 ore di narrazioni. All’edizione 2018 hanno partecipato 2600 studenti e 210 insegnanti che hanno realizzato un totale di 105 narrazioni.

Tanti i temi affrontati nelle narrazioni digitali, dall’ambiente alla cultura e alla filosofia, dalla lotta alla mafia alle STEM, dal cyber bullismo alla disabilità. Un bell’esempio di università che collabora con il mondo della scuola per trasmettere competenze tecnologiche e trasversali.

Per saperne di più: www.policultura.it

I Concerti del Politecnico: gran chiusura con il jazz della Big Band 'Niccolò Piccinni'

BARI – La Big Band del Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari sarà protagonista del concerto di musica Jazz di chiusura della stagione concertistica 2018 del Politecnico di Bari. Il concerto, gratuito e aperto a tutti, avrà luogo giovedì, 7 giugno, ore 20.00, nel campus universitario, presso la piazzetta coperta, “Cherubini”.

Nel corso della serata la “Big Band” interpreterà i grandi classici della letteratura per big band: da Count Basie a Quincy Jones, da Lalo Schifrin a Henry Mancini con arrangiamenti dal grande fascino alla scoperta dell’anima più autentica del Jazz. Il repertorio comprenderà anche brani originali e arrangiamenti scritti dal direttore Vito Andrea Morra.

Barese, il maestro Morra si è diplomato in Chitarra e in Jazz (massimo dei voti e lode) presso il Conservatorio "N. Piccinni" di Bari. Ha compiuto studi di Composizione e Trombone; ha studiato arrangiamento e composizione per jazz orchestra. Coordina e dirige la Big Band del Conservatorio "N. Piccinni" di Bari. È titolare della cattedra di Composizione Jazz presso il Conservatorio di Musica “N. Piccinni” di Bari.

La Big Band del Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari è un organico orchestrale che vanta molti anni di attività. È composta esclusivamente da studenti, quasi tutti frequentanti i corsi di Jazz del Conservatorio; il suo attuale ricco repertorio e l'alto livello delle sue performances sono il frutto di una intensa e costante attività di studio che ha portato la Big Band sui palcoscenici di importanti festival nazionali.

I componenti. Miriam Delvino | flauto; Aldo Davide Di Caterino | flauto; Nicola Cozzella | sax alto; Celeste Ludovico | sax alto; Sabina Dell’Aquila | sax tenore; Pasquale Calò | sax tenore; Francesco Ludovico | sax baritono; Antonio Santoruvo | tromba; Giuseppe Todisco | tromba; Maria Gourd | tromba; Antonio Molinini | tromba; Antonio Fallacara | trombone; Antonio Depalo | trombone; Alessandro Cecere | trombone; Francesco Cassano | chitarra; Nicola Triggiani | chitarra; Luca De Leonardis | pianoforte; Luca Macina Leone | basso elettrico; Savino Dipace | batteria; Corrado Ferrareis | batteria; Vincenzo Guerra | batteria e percussioni; Vito Andrea Morra | direttore.

Storia. Il jazz è una forma musicale che trae origine dai canti e ritmi degli schiavi afroamericani. Riconosciuto come fenomeno musicale solo a cavallo tra l’otto e il novecento, si sviluppa negli Stati Uniti, prima nelle piantagioni degli stati del sud e si diffonde negli altri stati con le jam session (improvvisazioni collettive di musicisti che componevano musica «ad orecchio») e con le jazz band. Arriva a Chicago con Louis Armstrong e poi anche in Europa dove avrà un successo grandissimo. Con gli anni andrà modificandosi e diventerà anche una musica commerciale con lo swing fino a riprendere le tradizioni della cultura afroamericana delle prime jazz band col bebop.

Il concerto Jazz concluderà un percorso musicale di quattro tappe che, partendo dalla musica contemporanea di autori pugliesi, ha contemplato quelli della scuola musicale barocca pugliese-lucana e della musica elettronica.

L’iniziativa 2018, alla sua prima edizione, è frutto di una convenzione di collaborazione sottoscritta dal Politecnico di Bari e dall’Associazione Regionale dei Cori Pugliesi.

Unisalento: neolaureata in ingegneria civile vince riconoscimento nazionale

LECCE - È una brillante neolaureata in Ingegneria civile all’Università del Salento la vincitrice dell’undicesima edizione del premio “Brunello Sarno”, prestigioso riconoscimento nazionale per le tesi di laurea nel settore dello studio del calcestruzzo: si chiama Angela Renni e ha concluso lo scorso aprile il suo percorso magistrale, sostenendo la tesi “Sviluppo di calcestruzzi fibrorinforzati autolivellanti ad alte prestazioni” sotto la guida scientifica del professor Francesco Micelli, associato di Tecnica delle Costruzioni (nell’ambito del gruppo di ricerca coordinato dalla professoressa Maria Antonietta Aiello, ordinaria di Tecnica delle Costruzioni). Parte delle attività sperimentali della tesi sono state svolte presso i laboratori di Treviso della BASF Construction Chemicals Italia, sotto la guida del dottor Sandro Moro (correlatore della tesi di laurea): una collaborazione, questa, nata precedentemente attraverso scambi scientifici internazionali con la Germania (TU Darmstadt).

Il premio verrà consegnato a Lecco il prossimo 15 giugno 2018, nel corso della conferenza “Italian Concrete Days”; in quell’occasione Angela Renni terrà una relazione scientifica tratta dalla tesi, premiata con la motivazione: “Lavoro di natura sperimentale inerente calcestruzzi rinforzati con fibre metalliche e sintetiche caratterizzato da aspetti innovativi nella modellazione del comportamento meccanico di un materiale di alte prestazioni il cui impiego e la correlata ricerca sono in grande espansione. L’argomento è ben impostato negli aspetti sperimentali e di modellazione”.

Il premio “Brunello Sarno” è una competizione scientifica promossa dalla famiglia dell’ingegner Brunello Sarno, prematuramente scomparso nel 1991. La selezione scientifica è affidata all’Associazione Italiana Calcestruzzo Armato e Precompresso (AICAP); la commissione giudicatrice è composta dal Presidente e da un consigliere dell’associazione, da tre professori ordinari dei raggruppamenti di Scienza e Tecnica delle Costruzioni, designati su scala nazionale dal Consiglio Direttivo AICAP, e da un rappresentante della famiglia dell’ingegner Sarno (senza diritto di voto).

«Questo successo è un’ulteriore dimostrazione delle potenzialità del nostro Ateneo e dei suoi brillanti allievi», commenta il Rettore Vincenzo Zara, «La collaborazione scientifica con la multinazionale BASF, per lo sviluppo di materiali e tecnologie innovative nell’ambito dei moderni calcestruzzi, testimonia l’attrattività scientifica del contesto universitario salentino e la vivacità delle idee che in esso si generano. Congratulazioni, quindi, al gruppo di ricerca dei colleghi e soprattutto alla dottoressa Renni, che ha colto con impegno e determinazione un’importante opportunità».

Taranto: presentazione delle Edizioni digitali del Dipartimento Jonico dell’Università di Bari

BARI - Martedì 29 maggio, alle ore 14,30, a Taranto, nella Sala Conferenze del Dipartimento Jonico dell' Università di Bari "Aldo Moro" (Via Duomo 259), saranno presentate alla stampa e al pubblico le EDIZIONI DIGITALI DEL DIPARTIMENTO JONICO, pubblicate sul sito http://edizionidjsge.uniba.it, dal quale sono liberamente consultabili: la Collana degli ANNALI, diretta dal prof. Nicola Triggiani, Ordinario di Diritto Processuale Penale, e la Collana dei QUADERNI, diretta dal prof. Francesco Mastroberti, Ordinario di Storia del Diritto Medievale e Moderno.

Gli Annali sono una pubblicazione collettanea annuale e raccolgono saggi, relazioni e recensioni, in lingua italiana o inglese.

I Quaderni raccolgono, invece, lavori monografici, opere collettanee monotematiche e atti di convegni. L’ultimo volume di questa collana, coordinato da Nicola Triggiani, è intitolato “Il linguaggio del processo. Una riflessione interdisciplinare”. Affronta da differenti angoli visuali il tema del rapporto tra lingua e diritto, con particolare riferimento al processo penale e civile. Autori dei saggi sono magistrati, avvocati, giornalisti e docenti universitari di varie discipline, ovvero linguisti, storici e filosofi del diritto, studiosi del processo civile e penale: Egidio Albanese, Maurizio Carbone, Maria Vittoria Dell'Anna, Vincenzo Di Maggio, Antonio Incampo, Antonella Maggi, Francesco Mastroberti, Mimmo Mazza, Lorenzo Pulito, Giovanna Reali, Vittorio Ricapito, Martino Rosati, Sergio Torsella, Stefano Vinci e lo stesso Nicola Triggiani. Emerge forte la necessità di una semplificazione del linguaggio e dello stile degli atti processuali delle parti e del giudice: una specifica attenzione è dedicata alla sentenza, la quale, benché pronunciata “in nome del popolo italiano”, è generalmente scritta con un linguaggio difficilmente comprensibile al cittadino medio.     

Alla manifestazione – introdotta e moderata dal Magnifico Rettore dell’Ateneo barese Antonio Felice Uricchio – parteciperanno le massime Autorità locali, con il Sindaco Rinaldo Melucci, il Presidente della Provincia Martino Tamburrano, il Prefetto Donato Giovanni Cafagna; l’Assessore alla Formazione e Lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo; il Direttore del Dipartimento Jonico Bruno Notarnicola; i Direttori degli Annali e dei Quaderni; il Coordinatore del Dottorato di Ricerca in “Diritti, Economie e Culture del Mediterraneo” Riccardo Pagano; i Delegati del Dipartimento alla ricerca e all’informatizzazione Paolo Pardolesi e Michele Scalera.

Nell’occasione sarà firmata la Convenzione tra il Comune di Taranto e l’Università di Bari per il cofinanziamento della proroga per due anni di sei giovani ricercatori del Dipartimento Jonico: un risultato straordinario, che dimostra la sensibilità delle istituzioni locali per il consolidamento del Dipartimento Jonico, nella consapevolezza del ruolo strategico dell’Università per lo sviluppo economico, sociale e culturale della Città.

A seguire, il Seminario interdisciplinare “La tesi di laurea nell’era di Internet: elaborazione e prospettive”, con interventi dei proff. Daniela Caterino, Laura Costantino, Ivan Ingravallo, Giuseppe Losappio, Paolo Stefanì e Stefano Vinci. 

Agli studenti partecipanti sarà attribuito 1 CFU.

'Terra del Sole Award' al prof. Vincenzo Spagnolo del Politecnico di Bari

BARI – I risultati della ricerca scientifica conseguiti nello sviluppo di sensori ottici ultra sensibili per la rivelazione di tracce gassose hanno portato all’attribuzione del Terra del Sole Award 2018 al prof. Vincenzo Spagnolo del Politecnico di Bari, afferente al Dipartimento Interateneo di Fisica.

I risultati conseguiti dal prof. Spagnolo, e dal suo gruppo di ricerca, nello sviluppo di sensori ottici con altissima sensibilità per la rivelazione di tracce gassose, hanno consentito la loro affermazione in campo internazionale e la realizzazione di accordi di collaborazione pluriennali con industrie leader al mondo e prestigiose università extra-europee.

Le applicazioni di tali studi riguardano soprattutto applicazioni in campo aperto come sensori su drone per monitoraggi ambientali e rivelazione di idrocarburi in giacimenti petroliferi e coinvolgono aziende come la THORLABS GmbH, ditta leader nel campo della fotonica e Aramco, la maggiore ditta petrolchimica al mondo ed università prestigiose come la Rice University di Houston, la Nynyang University di Singapore e la Shanxi University in Cina. Gli accordi di collaborazione in atto forniranno al laboratorio PolySenSe, afferente al Poliba e diretto dal Prof. Spagnolo, fondi di ricerca per alcuni milioni di euro.

Vincenzo Spagnolo, nato a Manfredonia (FG), ha conseguito la laurea in Fisica con lode nel 1991 ed il dottorato in Fisica nel 1994 presso l’Università degli studi di Bari. Dal 1997 al 1999 è stato ricercatore dell’Istituto nazionale per la Fisica della Materia e dal 2004 e ricercatore presso il Politecnico di Bari. Nel 2009 e 2010 ha svolto attività di visiting researcher presso la Rice University di Houston (TX). Nel 2017 è stato visiting professor sempre presso la Rice University. Negli ultimi anni, le sue attività di ricerca sono state focalizzate sullo sviluppo di sensori ottici per la rivelazione in tracce di sostanze tossiche gassose. La sua attività di ricerca è documentata da oltre 170 pubblicazioni su riviste e conferenze internazionali con oltre 2400 citazioni, e 2 brevetti depositati. Dal 17 Aprile 2017, è direttore del laboratorio pubblico-privato PolySenSe, creata dal Politecnico di Bari e dalla ditta THORLABS GmbH allo scopo di progettare e realizzare sensori innovativi per la rivelazione di tracce gassose.

Il “Terra del Sole Award”, evento costola del Premio Barocco, è dedicato a talenti e personalità di spicco pugliesi distintisi nel proprio campo, che, con sacrificio e passione, portano il nome della regione Puglia nel mondo, facendosi portavoce ed esempio vivo di creatività e spirito imprenditoriale.

La cerimonia di premiazione è prevista per domani, 19 maggio, ore 20.30, a Gallipoli (Le), presso lo storico Lido S. Giovanni. Per l’edizione 2018 saranno nove le personalità che riceveranno il riconoscimento Terra del Sole Award e il trofeo bronzeo realizzato dal maestro d’arte Egidio Ambrosetti.

Il 25 e 26 ottobre 2018 a Bari un convegno su Tullio De Mauro

di NICOLA ZUCCARO - Tutte le parole a tutti senza distinzione di lingua. E' il titolo del convegno nazionale organizzato a Bari dal Centro iniziativa democratica insegnanti (Cidi) e che si svolgerà il 25 e il 26 ottobre 2018 presso l'Aula Aldo Moro della Facoltà di Giurisprudenza.

L'iniziativa del Cidi nazionale intende da un lato delineare un profilo della figura del suo fondatore Tullio De Mauro quale studioso e uomo delle Istituzioni scomparso lo scorso anno, e dall'altro fare il punto sul lavoro di ricerca condotto negli ultimi trent'anni da insegnanti e esperti di didattica sulla scia della riflessione svolta da De Mauro in primis nelle 10 tesi per l'educazione linguistica democratica.

L'evento che rientra in una delle tre fasi del progetto "Puglia come metafora", e presentato quest'oggi a Palazzo di Città, costituirà anche l'occasione per valutare le condizioni di salute della lingua italiana negli ultimi anni violentata dall'invasione lessicale di termini inglesi. E' quanto confermato dal presidente nazionale del Cidi, Giuseppe Bagni.

Unisalento: si spegne prof.Semeraro

LECCE - Si è spento questa mattina 15 maggio 2018 il professor Angelo Semeraro, ordinario di Pedagogia Sociale nell’Università del Salento. Sua la cattedra di Pedagogia della Comunicazione sociale nel Corso di Laurea di Scienze della Comunicazione che ha tenuto fino al 2010, anno in cui è andato in pensione. Il prof. Semeraro ha insegnato negli Atenei di Siena, Bari e Napoli “Orientale”, a partire dal 1972.

I suoi interessi di ricerca si sono concentrati nel tempo sui temi della istituzionalità educativa e scolastica in contesti locali, regionali e internazionali. Negli ultimi dieci anni si è occupato di paideia della comunicazione. Direttore del “Quaderno di Comunicazione”, rivista di dialogo internazionale, edito da Mimesis (Milano), nell’ultimo periodo il suo lavoro si è focalizzato sulla storiografia del territorio jonico-salentino. Per la casa editrice locale Kurumuny dirigeva la collana, “Cultural tour. Ospiti illustri di Puglia”.

“Resteremo sempre grati al professor Semeraro per averci lasciato un’eredita che lo consegnerà ai posteri: il corso di laurea di Scienze della Comunicazione di cui è stato fondatore nel 2000 grazie alla sua tenacia e spirito di sacrificio – ha commentato il rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara. – Intellettuale raffinato e grande studioso della storia della pedagogia, al prof. Semeraro va il merito di essere riuscito a declinare la radice teoretica della pedagogia con la comunicazione. Burbero in apparenza, ma amatissimo dai suoi studenti, ci lascia da vero maestro e da insigne studioso. Di lui ricorderemo l’investimento costante sulla ricerca piuttosto che sulle relazioni, il suo amore per la verità e la scelta costante di anteporre il bene comune agli interessi personali”.

Poli-Library, al Politecnico di Bari la più grande e moderna biblioteca della Puglia dedicata all’Architettura e all’Ingegneria

BARI – Un cuore pulsante, grande, unico, batterà nel campus universitario di Bari. Sarà il caveau del sapere più importante di Puglia dedicato all’Architettura e all’Ingegneria. Sapere e servizio non relegato solo agli universitari del Politecnico, bensì, ed è questa la novità, aperto al territorio: dai giovani studenti delle scuole superiori, a quelli universitari, ai professionisti, alle imprese.

Sarà il fiore all’occhiello del Politecnico di Bari. Si chiamerà, Poli-Library e raccoglierà il vasto patrimonio bibliotecario del Poliba: 220.000 volumi, 26.000 tesi di laurea e di dottorato, 6000 periodici di settore, e altro ancora, raccolti in una sequenza di spazi intimamente connessi tra loro. In questa direzione il Politecnico andrà a completare e modernizzare la sua offerta di consolidamento culturale sul e per il territorio.

D’altro canto, la proposta progettuale del nuovo Sistema Bibliotecario d’Ateneo, ben si inserisce nell’ottica della cosiddetta, “Terza Missione” del Politecnico (le altre: Ricerca e Alta formazione), ovvero il trasferimento di conoscenze e tecnologie in ambienti esterni a quelli accademici, favorendo così lo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio. Per tali ragioni e scopi, il progetto Poli-Library non è passato inosservato alla Regione Puglia che ne ha apprezzato la qualità e gli obiettivi d’interesse pubblico in esso contenuti e che lo ha finanziato per un importo pari a 1.830.000 euro, nell’ambito dell’Avviso Pubblico Community Library POR Puglia 2014-2020 – Azione 6.7 – Interventi per la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale.
 
Non solo, l’immediata esecutività della proposta progettuale presentata consentirà nel breve lo stanziamento, da parte dell’Ente regionale al Politecnico, di un anticipo dell’intero finanziamento pari al 10%, circa 180.000 euro.

Il valore di questo finanziamento è stato ulteriormente capitalizzato dal Politecnico con l’attivazione di ulteriori investimenti: circa 1.500.000 euro (Fondi CIPE, privati, Poliba) sono stati previsti per il potenziamento di servizi complementari come quelli all’orientamento, all’accoglienza e all’attività ricreativa, alcuni dei quali già cantierizzati.

Due sono le date fondamentali previste per la realizzazione della biblioteca Poli-Library: entro 15 novembre 2018 (apertura del cantiere) ed entro il 30 novembre 2020 (consegna lavori).

Il Progetto, Poli-Library: caratteristiche e contenuti. Su incarico del Rettore, Eugenio Di Sciascio, un team di docenti e tecnici del Poliba, tra cui Calogero Montalbano, coordinatore, Francesco Iannone, Pierluigi Morano, Giuseppina Uva, hanno elaborato il progetto tecnico generale ed esecutivo, nonché la relazione illustrativa. Il progetto è stato approvato dagli organi compenti interni, Senato e Consiglio di Amministrazione.

L’idea progettuale è partita dal mantenimento delle sedi bibliotecarie già operanti nell’ambito dell’Ateneo e dall’individuazione di ulteriori spazi (di collegamento e per nuove attività bibliotecarie) atti a comporre, nella loro totalità, un unico edificio-biblioteca che attraversi l’intero Politecnico. Esso è quindi pensato come un “edificio negli edifici”: attraverso due punti di accesso principali (e quattro secondari) sarà possibile attraversare in orizzontale i suoi diversi spazi e muoversi sui suoi cinque livelli.

La soluzione progettuale prevede l’inserimento di una serie di servizi integrativi: archivio, aree workshop e co-working, spazi per studio individuale e di gruppo, al fine di migliorarne l’efficienza e la fruibilità. L’intervento consentirà di amplificare gli spazi e di rendere disponibile l’intero patrimonio bibliografico dell’Ateneo, oggi consultabile solo in parte (67%). Inoltre, come accennato, sarà consentito l’accesso a categorie sinora escluse: studenti degli istituti superiori, professionisti, imprenditori, cultori dell’architettura e dell’ingegneria. A differenza delle biblioteche di vecchia generazione, con collezioni poco accessibili, l’idea proposta individua una immagine di biblioteca trasparente e fortemente riconoscibile con punti di informazione ben evidenziati che assolvano alle funzioni di accoglienza, supporto alla ricerca e alla circolazione dei documenti.

I luoghi, gli spazi. 

Piano interrato, -1. Collocato in prossimità della zona grandi aule e dell’atrio coperto centrale sarà destinato ad archivio e disporrà di 976 mq. Quest’area consentirà di conservare, in luogo idoneo, materiale attualmente conservato nelle diverse biblioteche Poliba e poco utilizzato, dando la possibilità da un lato di salvaguardare alcuni beni storici, e dall’altro, di liberare spazio per dedicarlo allo studio di gruppo e/o individuale. Lo spazio di conservazione è stato dimensionato per una capienza di 2000 m lineari di scaffale, equivalente a circa 80.000 volumi.
Piano terra, 0. Sarà lo spazio (144 mq) dedicato al servizio Accoglienza e Orientamento. Qui verranno fornite dal personale e da totem informativi tutte le informazioni necessarie per fruire al meglio dei servizi bibliotecari. Tale area sarà direttamente connessa al grande atrio coperto del corpo di ingegneria e assumerà un ruolo strategico nel sistema di accesso e circolazione.

Piano uno, 1. Su questo piano, non contemplato nel progetto, sono attualmente ospitati gli spazi della Direzione del Sistema Bibliotecario.

Piano due, 2. Questo spazio continuerà ad ospitare gran parte del contenuto dell’attuale biblioteca di ingegneria, “Michele Brucoli”.

Piano terzo, 3. Direttamente raggiungibile da diversi punti e con una disponibilità prevista di ben 1.334 mq, conterrà circa 60.000 volumi, monografie, riviste, ecc. Tale sezione si caratterizzerà per la raccolta di un patrimonio bibliografico riferito prioritariamente all’arte, all’architettura e alla storia del territorio soprattutto pugliese. Esso, parallelamente, potrà ospitare aree flessibili adatte a divenire punto di incontro e di scambio culturale oltre che luogo di ricerca e studio applicato al materiale bibliografico. In esso figureranno: spazi dedicati a ricerche di gruppo; spazi dedicati al lavoro di singoli studenti o ricercatori; spazi adibiti alla consultazione; ambienti dedicati a meeting e tavoli tecnici. L’accesso agli spazi sarà gestito attraverso un sistema di controllo mediante card di identificazione degli utenti e tornelli di accesso, nonché sistemi con tecnologia Rfid per la fruibilità e il controllo del materiale librario. All’interno dei suddetti spazi sarà, pertanto, attivo un protocollo di consultazione “a scaffale aperto” e, allo stesso tempo, la gestione del prestito e della restituzione dei testi avverrà in modo automatizzato. Gli utenti potranno scegliere il volume, utilizzando il sistema automatizzato di prestito (selfserver) senza la mediazione dei bibliotecari. Un cambiamento importante che permetterà prestiti self-service facili e rapidi.
L’informatizzazione di tale sezione consentirà di massimizzare il ruolo del personale bibliotecario nel supporto tecnico alla ricerca. L’apertura della biblioteca sarà garantita, a regime, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle 20.00.

Intanto, in vista dell’apertura del cantiere, sono stati formalizzati importanti accordi con la Federazione Regionale e i corrispettivi Ordini Provinciali degli Architetti e l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Taranto. E’ in fase di formalizzazione l’accordo con la Federazione Regionale degli Ingegneri. Tali accordi riguardano soprattutto l’accesso e l’utilizzo dell’intero patrimonio bibliotecario del Poliba.