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Giorno della Memoria: le iniziative di Unisalento

LECCE - In occasione del “Giorno della memoria”, istituito per il giorno 27 gennaio con la Legge 211 del 20 luglio 2000 per “ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”, l’Università del Salento e i suoi docenti hanno organizzato e promosso diverse iniziative. Eccone alcune.

Due le iniziative del Dipartimento di Beni Culturali in programma presso il MUSA - Museo Storico-Archeologico (via di Valesio angolo viale San Nicola, Lecce), organizzate nell’ambito delle attività del Corso di Laurea DAMS -Progetto DAMS-AID, finanziato dalla Regione Puglia:
martedì 22 gennaio, alle ore 17.30, in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce, un momento di riflessione sulla Shoah attraverso l’ascolto della musica e la lettura di testi letterari sul tema. Dopo un’introduzione a cura del professor Corrado De Bernart, i Maestri Luigi Bisanti, Stefano Sergio Schiattone e Giuseppe Spedicati eseguiranno due brani del compositore ebreo Mario Castelnuovo Tedesco (1895-1968). Seguiranno letture sul tema a cura degli studenti del DAMS. Programma dettagliato in allegato.
giovedì 24 gennaio, alle ore 17, presentazione del volume “Guida al Salento Ebraico” a cura di Fabrizio Ghio e Fabrizio Lelli. A seguire, intervento musicale del gruppo Ensemble Concentus. L’evento rientra tra le attività del progetto “Minoranze etniche e religiose nel Regno di Napoli tra Medioevo ed Età Moderna. Valorizzazione di un passato multiculturale”, che ha ricevuto il ‘marchio’ del MiBAC – Anno del Patrimonio Culturale 2018. Programma dettagliato in allegato.

Per l’undicesimo anno consecutivo, UniSalento parteciperà all’iniziativa “Il Treno della Memoria”: dal 27 gennaio al 3 febbraio diversi studenti dei corsi di laurea in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, Servizio Sociale, Psicologia, Sociologia e Giurisprudenza, accompagnati dai professori Daniele De Luca e Attilio Pisanò, faranno visita al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau dopo una tappa di studio nella città di Berlino.
Il professor De Luca parteciperà inoltre agli incontri:
il 23 gennaio, alle ore 9 presso l’Istituto Comprensivo “Alessandro Manzoni - Dante Alighieri” di Cellino San Marco, su “La storia della Shoah. Testimonianze e Memoria”;
il 24 gennaio, alle ore 10 nel Salone degli Specchi del Comune di Taranto, su “Shoah e senso della memoria. Lo sterminio degli ebrei in Europa, 1933-1945”.

Il 27 gennaio alle ore 18, nella Biblioteca “Paiano” di Vignacastrisi, in programma l’incontro “1938 – Le leggi razziali”, organizzato dal Laboratorio di Public History del Consiglio Didattico di Area Pedagogica UniSalento in collaborazione con il Comune di Ortelle. Sono previste relazioni dei professori Giuseppe Piccioli Resta su “Gli ebrei a Nardò” e Salvatore Colazzo su “La difesa della razza. Una rivista per educare all’odio”; introduzione e coordinamento a cura della professoressa Giuliana Iurlano.

Inaugurato il primo prototipo di telescopio 'Schwarzschild-Couder' per l’astronomia a raggi gamma


BARI – C’è anche il contributo scientifico dei docenti del Dipartimento Interateneo di Fisica Poliba-Uniba alla inaugurazione del primo prototipo di Telescopio “Schwarzschild-Couder” per l’astronomia a raggi gamma avvenuta ieri, in Arizona (USA), presso l’Osservatorio Whipple, di Amado a sud di Tucson.

Gli obiettivi principali del prototipo saranno quelli di dimostrare la qualità delle prestazione del sistema ottico di nuova generazione e contribuirà alla costituenda realizzazione della nuova potente rete di telescopi interconnessa “Cherenkov Telescope Array” (CTA).

L’obiettivo del progetto CTA sarà lo studio dell’universo alle alte energie, per mezzo della rivelazione dei fotoni gamma. Queste indagini consentiranno di indagare i fenomeni astrofisici più violenti che avvengono nel nostro universo, ma potrebbero anche portare a informazioni preziose su aspetti ancora poco noti o addirittura sconosciuti, come la natura della materia oscura, che costituisce la maggior parte della materia esistente nel cosmo.

L’Italia ha partecipato al progetto con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). “L’INFN ha giocato un ruolo fondamentale nella realizzazione di questo prototipo del telescopio medio di CTA – ha detto Nicola Giglietto, responsabile nazionale di CTA per l’INFN e professore del Politecnico di Bari presso il Dipartimento Interateneo di Fisica di Bari. “La progettazione della camera di questi telecopi – ha sottolineato - è stata coordinata da Francesco Giordano e Riccardo Paoletti, ricercatori INFN e professori rispettivamente presso le Università di Bari e Siena. Anche i sensori ottici e l’elettronica di lettura di sono stati realizzati in Italia. L’inaugurazione del nuovo telescopio – ha concluso Giglietto - è il risultato di una intensa collaborazione italo-americana che vede coinvolte diverse università americane, italiane e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare”.

Il prototipo costituirà uno dei mattoncini della rete CTA, che sarà il principale osservatorio globale per l’astronomia nel prossimo decennio ed oltre.

Le caratteristiche innovative di questi telescopi permetteranno a CTA di migliorare drasticamente la qualità di immagini di grandi regioni di cielo e di migliorare la rivelazione di sorgenti astronomiche deboli.

CTA è un'iniziativa globale, che vede impegnati oltre 1.400 scienziati e ingegneri di 31 paesi nello sviluppo scientifico e tecnico dell'osservatorio di raggi gamma ad alta energia più grande e sensibile al mondo, con circa 120 telescopi, di tre dimensioni diverse, divisi tra due siti: uno nell’emisfero nord all’Osservatorio di Roque de los Muchachos, e l'altro nell'emisfero australe vicino al sito esistente dell'Osservatorio meridionale di Paranal, in Cile.

I telescopi, “Schwarzschild-Couder Telescope”, pSCT, sono telescopi di media grandezza e, a differenza dei classici telescopi per raggi gamma tradizionalmente costituiti da una singola superficie di specchi, sono costituiti da due superfici di specchi. La prima superficie è costituita da 48 specchietti asferici, mentre la seconda da 24.

“Il primo del suo genere nella storia dei telescopi a raggi gamma, il design pSCT dovrebbe migliorare le prestazioni di CTA verso il limite teorico della tecnologia adoperata, grazie anche all’impiego di fotosensori innovativi made in italy”, aggiunge il prof. Francesco Giordano del Dipartimento Interateneo di Fisica, coordinatore nazionale della iniziativa pSCT.

L’osservatorio CTA studierà sorgenti di raggi gamma astrofisiche nell'intervallo di energia da 20 Giga-elettronVolt a 300 Tera-elettronVolt, con una sensibilità circa dieci volte maggiore rispetto a qualsiasi osservatorio mai costruito prima”.

Il risultato della costruzione di questo prototipo è solo l’ultimo in ordine di tempo dei successi che il gruppo di fisica astroparticellare della sezione dell’INFN di Bari e del Dipartimento Interateneo di Fisica può annoverare. Dipartimento che vanta una pluridecennale esperienza, con partecipazioni in collaborazioni internazionali coinvolte in esperimenti su missioni spaziali, voli su palloni sonda e in laboratori sotterranei.

Unisalento: 'La Cina si avvicina: quali opportunità per lo Sviluppo Locale?'

(Pixabay)
LECCE - Venerdì 18 gennaio 2019, alle ore 9.30 nell’aula “Fermi” dell’edificio “Aldo Romano” (complesso Ecotekne, via per Monteroni, Lecce) è in programma l’incontro “La Cina si avvicina: quali opportunità per lo Sviluppo Locale?”, organizzato nell’ambito progetto KITFEM (Knowledge and Innovation in, To and From Emerging Markets), cui partecipa anche il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento.

L’acronimo del progetto ne rappresenta i temi e gli ambiti: le dinamiche della conoscenza e dell’innovazione e i mercati emergenti. Finanziato dall’Unione Europea (Horizon 2020 research and innovation programme), il progetto mette assieme una rete di 14 partner accademici, imprenditoriali e istituzionali provenienti da nove paesi in quattro continenti. Sito web: https://www.cunef.edu/web/kitfem

L’incontro di venerdì è uno dei “KITFEM Caffè”, che hanno l’obiettivo di informare i principali attori accademici, imprenditoriali e istituzionali locali, ma anche il pubblico in generale, sulle tematiche affrontate nelle attività di progetto che possono essere di interesse per il territorio. Vengono favoriti, in particolare, l’incontro e la discussione tra attori che sul territorio svolgono o hanno interesse a svolgere attività e iniziative di cooperazione accademica, imprenditoriale e istituzionale (collettive o singole) con le realtà internazionali coinvolte nel progetto.

In questo caso si parlerà della Cina, contesto privilegiato delle attività di progetto svolte dal Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione (responsabile il professor Claudio Petti), analizzando opportunità e sfide della rinnovata apertura internazionale del Paese per il tessuto locale.

L’incontro si articolerà in due parti: la prima dedicata a una panoramica sull’iniziativa della Nuova Via della Seta, gli investimenti che la caratterizzano, le opportunità e le modalità, gli approcci e le esperienze utili a trarne benefici da parte di territori ed imprese; la seconda sarà più orientata alle piccole e medie aziende, con l’obiettivo di offrire prospettive ed esperienze su come concretamente approcciarsi al mercato e agli operatori imprenditoriali cinesi.

Politecnico Bari: il prof. Spagnolo insignito della fellowship dalla 'Società Internazionale di Ottica e Fotonica'

BARI - I risultati scientifici ottenuti nello sviluppo e nelle applicazioni tecnologiche di sensori ottici per la rivelazione di gas tossici; gli accordi di collaborazione raggiunti con industrie leader al mondo e prestigiose università extra-europee, hanno portato all’attribuzione dell’onorificenza di “Fellow membership SPIE” al prof. Vincenzo Spagnolo del Politecnico di Bari, docente di Fisica Sperimentale della materia, afferente al Dipartimento Interateneo di Fisica.

Il riconoscimento è stato attribuito e comunicato al docente nei giorni scorsi dalla prestigiosa SPIE, “The International Society for Optics and Photonics” (18.000 membri, 166 nazioni, fondata nel 1955) e verrà conferito il prossimo 4 febbraio 2019 a San Francisco, in California (USA), durante il congresso Photonics West 2019, il più importante congresso di ottica e fotonica del mondo (oltre 23000 i partecipanti nella scorsa edizione 2018).   

Dal 1975 ad oggi sono stati eletti Fellow SPIE solo dieci italiani che lavorano presso università ed istituti di ricerca in Italia e di questi oltre al prof. Spagnolo solo altri due lavorano al Sud.

I risultati chiave che hanno portato alla attribuzione della Fellowship SPIE sono stati la realizzazione nel 2017 del Laboratorio pubblico-privato tra Politecnico di Bari e THORLABS Inc., l’essere stato Visiting professor alla “Rice University” di Houston (tra le prime 10 università americane) nel periodo 2017-2018 e l’essere attualmente Visiting professor presso la “Shanxi University” di Taiyuan, attività che si protrarrà fino al 2023 tramite il programma “hundred talents” della Accademia delle Scienze Cinese. 

Tutte queste attività di ricerca sono e saranno rivolte allo sviluppo di sensori compatti, portatili e ultrasensibili di tracce gassose per applicazioni quali monitoraggio di processi industriali, sensoristica su drone od analisi del respiro (come un sensore un ossido nitrico, sostanza correlata alla rivelazione di patologie quali asma, o malattie quali tumore al polmone e fibrosi cistica).

Un prototipo delle dimensioni di pochi decimetri cubi sarà mostrato ad una prossima fiera internazionale di fotonica che si terrà a San Francisco i primi giorni di febbraio.

Il sensore compatto realizzato sarà in grado di rivelare la concentrazione di metano, etano e propano in gas naturale, misure di grande interesse per l’industria petrolchimica. Lo stesso sensore sarà testato direttamente in giacimenti di gas naturale dalla Aramco Saudi Arabia, la più importante ditta petrolchimica al mondo con cui sono in corso accordi per la realizzazione di un programma di ricerca pluriennale tramite il laboratorio PolySense.

Università: al via 'Back to school'

BARI - Si chiama Back to school l’iniziativa della Commissione europea, grazie alla quale il Dott. Marco Di Molfetta, Team Manager alla Commissione ed ex allievo del Liceo, martedì 18 dicembre incontrerà gli studenti del Liceo Giuseppe Moscati di Grottaglie (TA).

L’iniziativa prevede che, per un giorno, i funzionari delle Istituzioni europee tornino nelle scuole superiori che hanno frequentato per illustrare il lavoro che svolgono e per consentire agli studenti di immedesimarsi con il funzionario europeo e calarsi nei ruoli ricoperti all’interno delle Istituzioni dell’UE.

Analoghi incontri si svolgeranno nel Liceo Tarantino di Gravina In Puglia, nel Liceo Gramsci Amaldi di Carbonia, nel Liceo Laurana di Urbino, a Roma e a Varese.

"Sui touchscreen del futuro si potrà percepire la superficie degli oggetti", al via studio a Lecce

(pixabay)
LECCE - Sui touchscreen del futuro si potranno non solo vedere gli oggetti, ma anche percepirli. E mentre diverse aziende lavorano ai prototipi, a studiare come migliorare le performance del “feedback tattile” dei dispositivi ci pensano i ricercatori. Tra questi anche Michele Scaraggi, ricercatore di Meccanica Applicata alle Macchine presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, che - assieme a colleghi fisici e ingegneri di università e centri di ricerca tedeschi e turchi - ha studiato un metodo accurato ed efficace per descrivere teoricamente l’“interazione multiscala” con il touchscreen.

«Fino al nostro studio, non era stato possibile calcolare le forze scambiate tra il dito e il display, neanche mediante l’utilizzo dei supercomputer più potenti», spiega Scaraggi, «Noi abbiamo invece sviluppato un modello a campo medio, poco oneroso dal punto di vista computazionale, con il quale abbiamo tracciato una design map per il miglioramento delle performance tattili. In dettaglio, abbiamo investigato sia teoricamente che sperimentalmente l’attrito del dito che scorre su un display. È l’attrito, infatti, il fenomeno fisico cruciale che determina, da parte dell’utente, la percezione tattile di un oggetto o di un’immagine ‘rugosa’ sulla superficie liscia del display. L’impressione tattile si realizza mediante il fenomeno dell’elettroadesione: se si applica una tensione elettrica variabile allo strato conduttivo del display si inducono, sulla superficie di visualizzazione e sul dito, cariche elettriche di segno opposto. È così che il display liscio attrae elettrostaticamente il dito rugoso, ne aumenta la superficie di contatto e, quindi, anche l’aderenza e l’attrito. Modulando elettrostaticamente l’attrito sulla superficie del touchscreen, le terminazioni nervose del senso del tatto catturano questo cambiamento e lo riportano al cervello, in termini di sensazione tattile».

Risultato: con i nuovi display tattili, gli utenti potranno trovare la posizione dei campi di input o delle app senza guardare, con vantaggi anche per gli ipovedenti. Applicazioni possibili pure nel commercio online, per “comunicare” la percezione della superficie di un prodotto.

Lo studio, pubblicato sulla rivista della “National Academy of Sciences” (USA), è stato condotto in collaborazione con il Peter Grunberg Institute del Forschungzentrum Juelich (Germania), con la Faculty of Engineering and Natural Sciences, Istanbul Bilgi University (Turchia), e il College of Engineering, Koc University (Turchia). Pubblicazione: M. Ayyildiz, M. Scaraggi, O. Sirind, C. Basdogan, e B.N.J. Persson, PNAS, Novembre 2018 DOI: 10.1073/pnas.1811750115

'Ricercatori Determinati': mobilitazione generale delle università baresi

BARI - Giovedì 6 dicembre alle ore 12.00, a Bari, presso l’atrio coperto del Politecnico “Campus Ernesto Quagliariello” si svolgeranno i “funerali” dell’Istruzione e della Ricerca pubblica.

Siamo dottorande/i, assegniste/i di ricerca, borsiste/i, collaboratrici/collaboratori a progetto, ricercatrici/ricercatori a tempo determinato che si sono riuniti sui contenuti del documento “Ricercatori determinati: Perché noi no? Stesso lavoro, stessi diritti” e stanno dando vita al movimento “Ricercatori determinati”.

Chiediamo in particolare, un piano straordinario di assunzioni e una riforma del pre-ruolo che consentano almeno di recuperare nei prossimi quattro anni i circa 20.000 posti di ricercatori e docenti strutturati persi dal sistema nazionale universitario negli ultimi 10 anni.

I ricercatori precari rappresentano oggi la maggioranza del personale che permette il “normale” funzionamento delle università. Investire sul nostro futuro significa Investire sul futuro del Paese.

Dopo diverse iniziative negli atenei, nell’assemblea nazionale tenutasi a Roma il 17 novembre u.s., abbiamo lanciato un appello alle studentesse e agli studenti, ai docenti associati e ordinari, al personale tecnico amministrativo e bibliotecario strutturato e precario ad una mobilitazione generale in tutti gli atenei nella prima settimana di dicembre ed in particolare nella giornata di giovedì 6 dicembre, attraverso forme simboliche di protesta, flash mob, lezioni in piazza, assemblee permanenti, per sfociare venerdì 14 dicembre, nelle ore decisive della discussione della Legge di Stabilità 2019, in una manifestazione nazionale a Roma per:

-       rivendicare il diritto universale allo studio;
-       il riconoscimento e la valorizzazione delle professionalità che operano negli atenei;
-       lo stanziamento di risorse adeguate per il rinnovo del CCNL “Istruzione e Ricerca”;
-       per la stabilizzazione dei precari ed un reclutamento ordinato e ciclico che porti fuori dal perenne stato di emergenza il sistema universitario pubblico italiano;
-       il superamento dello scellerato sistema dei punti organico che penalizza le categorie più deboli, i ricercatori precari e il personale tecnico amministrativo e bibliotecario;
-       fermare l’esternalizzazione e la privatizzazione dei servizi.

Scuola di Medicina Bari: question time tra Emiliano e gli studenti e specializzandi

BARI - Question time tra gli studenti e specializzandi in medicina ed il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Saluti istituzionali del rettore Felice Uricchio, il presidente dell'Ordine dei medici, Filippo Anelli, il presidente dell'Ordine professioni infermieristiche Saverio Andreula. I lavori saranno introdotti da Loreto Gesualdo, presidente Scuola di medicina e Giovanni Migliore, direttore generale Azienda Policlinico.

Giovani, Fondazione Foresta: al Sud fumano, bevono e si drogano di più

LECCE - Il disagio giovanile si concretizza con l’abuso di pornografia on line, con l’utilizzo di droghe, soprattutto marjiuana o con avventure sessuali non protette. Ma i trend sono diversi a seconda che si analizzi il Nord o il Sud Italia. È questo l’esito di una doppia ricerca effettuata dagli studiosi dell’Università di Padova, che prima hanno valutato i profili di 1.426 studenti veneti e poi quelli di 891 pugliesi nell’ambito del progetto di prevenzione andrologica DiGit-Pro promosso dalla Fondazione Foresta.

“Gli stili di vita sono per il sistema endocrino-riproduttivo dell’uomo fattori di rischio per l’infertilità e per il funzionamento endocrino del testicolo e per la sessualità”, spiega il professor Carlo Foresta. Nel dettaglio, queste sono alcune delle analisi prodotte dallo studio. I risultati della ricerca saranno presentati tra venerdì 30 e sabato 1 dicembre nel corso di un convegno al Castello Carlo V di Lecce.

AL SUD NON SI PARLA DI SESSO IN FAMIGLIA (MA SI FA PRIMA) - La composizione familiare dei giovani della provincia di Lecce è più numerosa poiché solo il 12% dei ragazzi è figlio unico, mentre il 18% a Padova. In ogni caso il riferimento familiare per le informazioni sulla sessualità e sulle malattie del sistema endocrino-riproduttivo e sessuale a Lecce è ritenuto di poco rilievo (68,7% degli intervistati a Lecce contro 62,9% a Padova). In genere, i giovani leccesi, rispetto ai coetanei padovani, considerano le istituzioni come la famiglia, gli insegnanti e i medici, di scarso riferimento per l’approccio a queste tematiche.

GIOVANI PIU’ ALTI AL NORD: CONSEGUENZA DELL’INQUINAMENTO? - Continua a crescere il trend dell’altezza nei giovani del terzo millennio, tuttavia il confronto tra le popolazioni studiate mette in evidenza che i giovani maschi del nord rimangono due centimetri più alti rispetto a quelli di Lecce (179,4 contro 177,4 centimetri), mentre le ragazze sono di poco più alte rispetto a quelle di Lecce (165 vs 164 cm). Questa osservazione è importante poiché potrebbe essere conseguenza di un più alto tasso di inquinamento ambientale nel nord, che interferendo soprattutto con l’attività degli ormoni maschili, può determinare proprio nel maschio un aumento della lunghezza degli arti e quindi dell’altezza generale. A tal proposito, il gruppo di ricerca ha dimostrato che nei giovani padovani si determina uno squilibrio tra la lunghezza del tronco e quella delle gambe, esprimendo in questi casi un ritardo nel blocco della crescita per la presenza di sostanze inquinanti che interferiscono con gli ormoni maschili.

I GIOVANI AL SUD FUMANO, BEVONO E SI DROGANO DI PIU’ - Nei giovani leccesi vi è una maggior abitudine al fumo di sigarette (43% contro 37%), che si riscontra in ugual misura tra maschi e femmine. Vi è un incremento del consumo di alcolici nel fine settimana, e un incremento di uso di sostanze stupefacenti, soprattutto marjiuana. Dato interessante, le ragazze di Lecce dichiarano di assumere sostanze stupefacenti di gran lunga più frequentemente rispetto alle giovani ragazze padovane, ma addirittura più frequentemente degli stessi maschi leccesi.  Nella sfera sessuale i giovani di Lecce hanno una maggior propensione ad avere atteggiamenti a rischio, infatti quasi il 50% dichiara di avere rapporti non protetti, rispetto al 35% dei coetanei di Padova. Questi atteggiamenti si riflettono anche nella scarsa attenzione alla contraccezione, e nel già frequente uso, sia a Lecce che a Padova, della pillola del giorno dopo.

TROPPO PORNO ON LINE E RAGAZZE DISINIBITE - Tra gli intervistati, sia padovani che leccesi, è fortemente incrementata la frequenza di coloro che giudicano non soddisfacente la propria sessualità. Le motivazioni delle più frequenti difficoltà erettive e l’assenza di desiderio sessuale possono avere diverse interpretazioni. L’elevata emancipazione del sesso femminile, gli atteggiamenti ormai disinvolti delle ragazze che non si distinguono da quelle dei ragazzi, possono creare un senso di inibizione, che poi può diventare patologia quando la sessualità multimediale prende il sopravvento.  Infatti il collegamento ai siti pornografici è dichiarato nella grande maggioranza dei maschi, sino al 90%, e sia i maschi che le femmine utilizzano questa modalità per un autoerotismo che può diventare anche molto frequente (90% nei maschi, 43% nelle ragazze). Per quanto riguarda le abitudini sessuali emerge un dato che merita approfondimenti: una percentuale tra il 10 e il 19% dichiara una sessualità fluida, e questo atteggiamento è molto più evidente tra le ragazze, sia di Padova che di Lecce.

Università: il regista Nunziante direttore artistico de 'I Concerti del Politecnico'

BARI - Dopo un confortante e sperimentale esordio, il Politecnico di Bari e ARCoPu, Associazione Regionale dei Cori Pugliesi, hanno voluto irrobustire e anche diversificare l’edizione numero due per il corrente anno accademico 2018-19, “I Concerti del Politecnico i tempi, le forme e gli spazi nella musica”.

Il ricco programma composto da ben 11 appuntamenti si svilupperà da dicembre a giugno 2019 e sarà suddiviso tra concerti (sei) di diversa natura e seminari (cinque) dedicati alla musica a cui si aggiungeranno altre iniziative fuoriprogramma.

La musica dunque, non sarà soltanto proposta durante gli eventi concertistici ma ne rappresenterà anche il tema essenziale delle discussioni all’interno degli appuntamenti seminariali.

Ogni incontro, come nella scorsa edizione, sarà aperto al pubblico (non solo studenti e docenti) sino al numero massimo consentito e gratuito.

L’iniziativa non è passata inosservata al regista, sceneggiatore e attore pugliese, Gennaro Nunziante, autore, tra l’altro, dei film di successo con il protagonista, Checco Zalone (Luca Medici) che ha accettato con entusiasmo la nomina di direttore artistico e che condividerà con il Presidente di ARCoPu, Pierfranco Semeraro.

“Ringrazio anzitutto il Rettore, Di Sciascio e gli organizzatori per l’invito fattomi. Il progetto del Politecnico è stimolante e fonte di ispirazione - ha detto il regista pugliese. Esso lancia un messaggio di apertura, di voci nuove anche ad altri ambiti apparentemente distanti. La musica è architettura. E’ ingegneria. Auguro alla iniziativa il successo che merita”.

L’iniziativa, alla sua seconda stagione, è organizzata dal Politecnico di Bari e da ARCoPu Associazione Regionale dei Cori Pugliesi in partnership con la Regione Puglia, il Comune di Bari, l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari e l'A.Di.S.U. Puglia.

La stagione concertistica “I Concerti del Politecnico” anno accademico 2018-2019 sarà presentata lunedì, 3 dicembre 2018, alle ore 17,30 nella sede del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari (Campus universitario).

Interverranno: Il Rettore del Politecnico, Eugenio Di Sciascio; Il regista e direttore artistico della manifestazione, Gennaro Nunziante; il Presidente dell’Associazione Regionale dei Cori Pugliesi ARCoPu e co-direttore artistico, Pierfranco Semeraro.

Seguirà, nella stessa sede, alle ore 18,30 il primo concerto della stagione del Lucania & Apulia Chorus diretto dal maestro Sergio Lella che presenterà il programma “Dal Classicismo al Romanticismo e Oltre”, un percorso repertoriale dedicato alle sonorità che solo una compagine corale sa ricreare attraverso alcuni tra i più famosi compositori della storia dell'umanità: Mozart, Listz, Brahams.

Nato nel 2014 il Lucania & Apulia Chorus si è esibito in oltre cinquanta concerti in un percorso di grande effervescenza artistica che ha dato la possibilità a giovani artisti del coro di poter vivere esperienze musicali di grande profilo.

La formazione collabora con istituzioni concertistiche orchestrali o gruppi dal profilo internazionale come il Canzoniere Grecanico Salentino. Dalla realizzazione di pagine monteverdiane al Gloria di Vivaldi realizzato nel 2015 con orchestra barocca affidata alla direzione di Filippo Maria Bressan, alla realizzazione di produzioni di musica contemporanea che hanno contribuito allo sviluppo della composizione corale contemporanea per coro diventando stimolo di produzione per tutta una nuova schiera di compositori.

Politecnico di Bari: Riccardo Amirante nuovo direttore generale

BARI – Dal prossimo 1° dicembre il prof. Riccardo Amirante sarà il nuovo Direttore Generale del Politecnico di Bari. Sostituirà, nelle funzioni, il dott. Crescenzo Antonio Marino che lascia l’incarico dopo due anni di attività. Lo ha comunicato questa mattina, 21 novembre, il Rettore, Eugenio Di Sciascio alla comunità del Politecnico. Il Rettore ha ringraziato il dott. Marino per il lavoro svolto e il prof. Amirante per aver accettato il nuovo incarico. Amirante avrà infatti il compito di traghettare il vertice amministrativo-gestionale dell’Ateneo nelle more della procedura di individuazione di un nuovo Direttore Generale. 

Chi è il nuovo Direttore Generale. Il prof. Riccardo Amirante, 49 anni, nato a Bari, coniugato con due figli, ordinario di “Macchine e Sistemi per l'Energia e l'Ambiente”, afferisce al Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management del Poliba. Il suo curriculum vanta una lunga e qualificata attività di ricerca e di responsabilità pubblica: delegato del Rettore alla comunicazione ed immagine istituzionale del Politecnico di Bari; delegato del Rettore all’ascolto delle parti interessate; vicepresidente distretto regionale delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica; direttore dell’Automotive Summer School Bosch-Politecnico; consigliere di amministrazione nel distretto agroalimentare; componente per il Politecnico di Bari nella consulta comunale per l’ambiente del Comune di Bari.

Egli è, inoltre, responsabile scientifico e coordinatore di diversi progetti di ricerca internazionali, nazionali e regionali e laboratori. Numerosi sono i temi di ricerca di suo interesse e relative pubblicazioni nell'ambito dei settori: sistemi per la produzione di energia; oleodinamica; motori alternativi a combustione interna con particolare interesse alla combustione alle emissioni; macchine a fluido e processi per l’industria agroalimentare. Altrettanto numerosi sono i premi e riconoscimenti legati alle sue attività di ricerca.

'Persona e potere nell'età post-moderna': convegno internazionale a Bari

di DONATO FORENZA - Nell’ambito delle poliedriche attività dell’Università degli Studi di Bari si è svolto un importante evento interdisciplinare che ha analizzato temi complessi dell’attualità di vivo interesse. Il Master di 1° livello in "Etica della pace, diritti ed educazione alle competenze sociali e civiche" ha brillantemente promosso  il Convegno internazionale afferente alle tematiche "Persona e potere nell'età post-moderna: regole etiche, giuridiche e pedagogiche". La recente manifestazione, svoltasi presso il Centro Polifunzionale Studenti (ex-Palazzo delle Poste), in piazza C. Battisti, in Bari, è stata caratterizzata dalla presenza di illustri relatori di valenza internazionale.

La struttura del Seminario ha previsto i saluti inaugurali di: - prof. Antonio Felice Uricchio, Rettore dell'Università di Bari; - prof. Bruno Notarnicola - Direttore del Dipartimento Jonico; -  prof. Riccardo Pagano, Coordinatore del Cediclo. La presidenza è stata affidata al prof. Michele Indellicato, che è anche il coordinatore e responsabile scientifico del Master. Hanno aderito in veste di relatori: - il prof. Tomasz Braun, Rettore dell'Università di Lazarski (Polonia); - il prof.Ferdinando Parente, Ordinario dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro; - il prof. Florian Lempa, Docente dell’Università di Warmia e Mazury in Olsztyn (Polonia); - la prof.ssa Elsa Bruni, Docente dell’Università di Chieti; - il prof. Krzysztof Orzeszyna, Docente dell’Università di Lublino (Polonia).

Nel Convegno gli  oratori hanno enucleato notevoli riflessioni sistemiche, implementando interconnessioni tra le valenze dell’Etica della pace, dei Diritti ed educazione alle competenze sociali e civiche con le multidimensionalità epistemologiche della persona, in relazione con la fenomenologia del potere nell'età post-moderna.

Sono stati, evidenziati, inoltre, importanti aspetti sociali e dinamiche correlate a lineamenti di Etica, regole giuridiche e proposizioni pedagogiche.

Riteniamo che la meritoria manifestazione  che ha registrato un vivo successo di pubblico, di esperti e di numerosi studenti, possa fornire nuovi contributi di studi e ricerca allo sviluppo armonico della società, alla tutela di comportamenti innovativi, alla solidarietà tra le genti e alla sostenibilità ambientale.

Simona Carpignano, messaggi di cordoglio dal mondo della politica e dell'Università

BARI - Il messaggio di cordoglio del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano per la scomparsa della giovane tarantina Simona Carpignano, che ha perso la vita nel crollo di Marsiglia.

“Ho appreso con profonda tristezza e commozione del ritrovamento del corpo di Simona Carpignano, la ragazza di Taranto che ha perso la vita nel crollo di alcune palazzine a Marsiglia, lo scorso lunedì. In questo momento di dolore intendo far giungere ai genitori e alla famiglia di Simona, ai suoi amici, l’affetto e la vicinanza mia e dell’intera comunità pugliese”.

Un messaggio di cordoglio arriva anche dal Rettore dell’Università del Salento Vincenzo Zara: «Abbiamo atteso per ore sperando in una buona notizia, che purtroppo non è arrivata. La tragedia di Marsiglia ci lascia sgomenti. A nome mio e di tutta la comunità accademica dell’Università del Salento esprimo profondo cordoglio ai familiari e alle persone più vicine alla dottoressa Carpignano, che anni fa si era laureata in Lingue nel nostro Ateneo e che, come tanti giovani di talento, aveva continuato a seguire i suoi sogni. Sogni che mai dovrebbero essere infranti».

Bruxelles: Universita’ di Bari e Confcommercio insieme per un master in Politiche europee ed europrogettazione

BARI - Nell’ambito di una study visit presso il Parlamento europeo ospitata dall’eurodeputato Rosa D’Amato (M5S), si è tenuta presso gli uffici della delegazione di Bruxelles di Confcommercio-Imprese per l’Italia, una tavola rotonda/dibattito sul tema “Fondi UE: come fare di più – Panoramica sulla Programmazione”.

Nel corso dell’incontro, al quale hanno preso parte gli eurodeputati Andrea Cozzolino (PD), Elena Gentile (PD) e Laura Ferrara (M5S), oltre alla stessa On. D’Amato, e rappresentanti delle Istituzioni Ue e della Regione Puglia, il Rettore dell’Università “Aldo Moro” di Bari, prof. Antonio Uricchio, il Vicepresidente nazionale di Confcommercio, dott. Alessandro Ambrosi, ed il responsabile del Coordinamento Politiche Internazionali della Regione Puglia, dott. Bernardo Notarangelo, hanno discusso dei futuri sviluppi di un percorso formativo per l’attivazione di un Master di primo livello, di un Corso di Alta Formazione e di uno Short Master destinato ai dipendenti della Pubblica Amministrazione in Politiche europee ed Europrogettazione, che saranno i primi del loro genere nel Sud Italia. Nella delegazione barese di Confcommercio anche il Direttore Leo Carriera.

La Confcommercio Bari-Bat , la Confcommercio Bruxellese l’Università di Bari “Aldo Moro” , hanno poi firmato un’intesa su queste tematiche già avviata, tra l’altro nei mesi scorsi, che definisce programmi didattici internazionali e particolarmente attenti alle esigenze delle realtà imprenditoriali e delle istituzioni locali del territorio, per la formazione di figure professionali di alto livello nel settore delle politiche europee e dell’europrogettazione, che con le loro competenze potranno servire ad intercettare sempre più e meglio le opportunità di finanziamento dirette e indirette dell’Unione Europea.

In particolare, il Presidente di Confcommercio Bari BAT Alessandro Ambrosi e il Rettore dell’Università degli Studi di Bari “A. Moro” Prof. Uricchio Antonio Felice si sono impegnati ad avviare nell’anno accademico 2019/2020

il Master Universitario di primo livello in “Politiche e finanziamenti europei ed europrogettazione” finalizzato alla formazione di professionisti qualificati nel settore della europrogettazione e della gestione di fondi e progetti finanziati con finanziamenti europei in grado di supportare imprese e consorzi di imprese, soggetti istituzionali ed organizzazioni del terzo settore nella partecipazione ai bandi di finanziamento europei, insistenti su fondi europei sia diretti che indiretti, e nelle successive fasi di implementazione e gestione dei relativi progetti;
il corso di Alta Specializzazione in Europrogettazione;
lo Short Master in Europrogettazione per la Pubblica Amministrazione.

Matteo Notarnicola: "Io, dislessico, realizzo il mio sogno di laurearmi in Matematica"


LECCE - Legge più lentamente, presenta disortografia e lentezza esecutiva nella scrittura, ha difficoltà di calcolo. Ma ce l’ha fatta, da dislessico sta per realizzare il suo sogno di laurearsi in Matematica e vuole raccontare la sua esperienza per aiutare tutti coloro che pensano non ce la faranno mai. Si chiama Matteo Notarnicola, ha 25 anni, è originario di Veglie (Lecce), è iscritto all’Università del Salento e ha sostenuto la sua tesi giovedì 25 ottobre 2018.

“La dislessia non è una porta murata, ma una porta chiusa a doppia mandata. Per aprirla bisogna trovare la chiave giusta”: ricorda questa definizione di Filippo Barbera la Delegata del Rettore alla Disabilità, la professoressa Eliana Francot, che ha seguito Matteo assieme all’Ufficio Integrazione dell’Ateneo fino a trovare “la chiave giusta per aprire la porta che gli consentirà di realizzare il suo sogno”.

La strada percorsa non è stata semplice. Ricorda Matteo: «Nell’ottobre del 2014 mi immatricolo per la prima volta al corso di laurea in Matematica, sono pieno di entusiasmo e di grandi aspettative, del resto non ho mai avuto problemi particolari nella scuola secondaria e quindi sono sicuro che tutto andrà bene. Alla fine del secondo semestre purtroppo i miei sogni si infrangono, ogni prova parziale scritta sostenuta è andata male e quindi non sono mai arrivato a sedermi di fronte a un docente per essere interrogato. Non so darmi una spiegazione per tutto questo, ma mi tornano alla mente le parole della mia professoressa di Geometria (Eliana Francot, ndr): in aula aveva parlato dei disturbi specifici di apprendimento, di cosa sono, di come si manifestano e del fatto che dal 2010 esiste una legge, ancora poco conosciuta, che tutela i diritti degli studenti che presentano questi disturbi. Ho scoperto così che a UniSalento c’è anche un Ufficio Integrazione che si occupa di affiancare anche gli studenti dislessici. Per capire se tutte le mie difficoltà fossero conseguenza di un disturbo dell’apprendimento, decido allora di rivolgermi al “Servizio di Consulenza – Sportello BES/DSA” attivo presso il Dipartimento di Storia Società e Studi sull’Uomo e mi sottopongo all’iter diagnostico previsto per legge. Nel luglio 2015 il responso: Disturbi misti delle capacità scolastiche (F81.3)».

Secondo la diagnosi, Matteo possiede elevate abilità di ragionamento, ma “la decodifica degli stimoli verbali scritti non è automatizzata e la loro elaborazione risulta particolarmente laboriosa e lenta”: in pratica Matteo legge molto più lentamente dei suoi coetanei. Riguardo la capacità di scrittura, viene evidenziato che “in condizioni di compiti simultanei, come il prendere appunti o comporre un testo scritto, compare disortografia e lentezza esecutiva”. E ancora, sulle abilità di calcolo: “La prestazione di Matteo non è sufficiente riguardo il parametro rapidità del calcolo a mente” e “nelle prove che prevedono risposte a scelta multipla Matteo, potendo confrontare il risultato da lui ottenuto, riesce a individuare e correggere l’eventuale errore commesso. In assenza di scelta multipla Matteo mostra molta incertezza sui calcoli e malgrado imposti correttamente il procedimento, sbaglia 5 problemi su 10”.

«Finalmente ho capito perché, nonostante la mia grande passione (e comprensione) per la matematica», continua Matteo, «non riuscivo a superare le prove scritte. La chiave che avevo sempre usato a scuola non era adatta ad aprire anche questa porta. Se volevo laurearmi in Matematica dovevo “attrezzarmi” diversamente. Ho deciso allora di ripartire dall’inizio, dal primo anno, di ricominciare tutto da capo con maggiore consapevolezza. Grazie al supporto dell’Ufficio Integrazione ho scoperto di avere la possibilità di utilizzare strumenti compensativi appositamente concordati per svolgere le prove scritte, in modo da “alleggerire” la fatica dello scrivere e del fare i conti a mente, e di poter godere di altre opportunità, per esempio quella di poter non rispettare i tempi di consegna della prova. Cambiando la modalità di svolgimento degli esami e aumentando considerevolmente l’impegno nello studio, ecco che la chiave ha cominciato a entrare in quella serratura e a girare».

«Piano piano, giorno dopo giorno, i risultati sono arrivati e Matteo ha potuto finalmente vedere al di là di quella porta che inizialmente gli era sembrata murata», commenta Eliana Francot, «Grazie alla sua abilità di ragionamento e alla sua grande forza di volontà, ha messo a punto un metodo di studio personale che ben presto si è rivelato vincente».

«Riconosco di essere più lento degli altri, per me preparare un esame richiede tempo e spesso più tentativi per superare lo scritto, mentre per quanto riguarda l’orale riesco senza tentativi multipli. Se volete posso spiegarvi come studio, come mi appresto a un esame e cosa sto capendo di me di prova in prova». Matteo vuole essere d’aiuto ad altri studenti ed è sempre disponibile a raccontare la propria esperienza: «In questo momento sento di provare una felicità smisurata, una grandissima soddisfazione per questo traguardo che sto per raggiungere. Ho dovuto lavorare tanto e costantemente, e so che ancora dovrò perseverare per poter migliorare. Mi rendo conto di essere solo al punto di partenza, non posso dirmi arrivato, sono troppe le cose che mi sono ignote ed è davvero tanta la voglia di scoprire. Il mondo che mi circonda mi incuriosisce e mi spinge a pormi domande, e voglio poter apprendere gli strumenti per essere capace di dare a ciascuna la propria risposta e per me nulla è più stimolante e divertente. Molti potrebbero pensare che sia un folle a voler perseguire una via come questa nonostante le mie “discemità” - così come sono solito scherzare insieme alla mia ragazza - ma, alla fine, il mondo appartiene a chi sa sognare, a chi non vuole farsi sopraffare dalla superficialità e dalla mediocrità, a chi i “limiti” li risolve carta e penna. Io forse sono un minuscolo esempio di come la costanza e la passione possano spingerci fin dove non speriamo di arrivare. Diceva Bernardo di Chartres che siamo come nani sulle spalle dei giganti, ed è così che mi vedo: forse il mio è più “piccino” rispetto a quello degli altri, ma la sensazione di libertà e meraviglia difronte alla conoscenza è la medesima».

Nell’Università del Salento la presenza degli studenti dislessici dichiarati tali è in aumento: dall’iscrizione di 6 studenti dislessici nell’Anno Accademico 2015/16 ai 25 dell’Anno Accademico 2017/18. «Una realtà che non può essere trascurata», conclude la professoressa Francot, «e a cui l’esempio di Matteo ha tanto da insegnare».

Lecce, studente dislessico si laurea in Matematica: la storia accademica di Matteo Notarnicola

LECCE - Legge più lentamente, presenta disortografia e lentezza esecutiva nella scrittura, ha difficoltà di calcolo. Ma ce l’ha fatta, da dislessico sta per realizzare il suo sogno di laurearsi in Matematica e vuole raccontare la sua esperienza per aiutare tutti coloro che pensano non ce la faranno mai. Si chiama Matteo Notarnicola, ha 25 anni, è originario di Veglie (Lecce), è iscritto all’Università del Salento e sosterrà la sua tesi giovedì 25 ottobre 2018.

“La dislessia non è una porta murata, ma una porta chiusa a doppia mandata. Per aprirla bisogna trovare la chiave giusta”: ricorda questa definizione di Filippo Barbera la Delegata del Rettore alla Disabilità, la professoressa Eliana Francot, che ha seguito Matteo assieme all’Ufficio Integrazione dell’Ateneo fino a trovare “la chiave giusta per aprire la porta che gli consentirà di realizzare il suo sogno”.

La strada percorsa non è stata semplice. Ricorda Matteo: «Nell’ottobre del 2014 mi immatricolo per la prima volta al corso di laurea in Matematica, sono pieno di entusiasmo e di grandi aspettative, del resto non ho mai avuto problemi particolari nella scuola secondaria e quindi sono sicuro che tutto andrà bene. Alla fine del secondo semestre purtroppo i miei sogni si infrangono, ogni prova parziale scritta sostenuta è andata male e quindi non sono mai arrivato a sedermi di fronte a un docente per essere interrogato. Non so darmi una spiegazione per tutto questo, ma mi tornano alla mente le parole della mia professoressa di Geometria (Eliana Francot, ndr): in aula aveva parlato dei disturbi specifici di apprendimento, di cosa sono, di come si manifestano e del fatto che dal 2010 esiste una legge, ancora poco conosciuta, che tutela i diritti degli studenti che presentano questi disturbi. Ho scoperto così che a UniSalento c’è anche un Ufficio Integrazione che si occupa di affiancare anche gli studenti dislessici. Per capire se tutte le mie difficoltà fossero conseguenza di un disturbo dell’apprendimento, decido allora di rivolgermi al “Servizio di Consulenza – Sportello BES/DSA” attivo presso il Dipartimento di Storia Società e Studi sull’Uomo e mi sottopongo all’iter diagnostico previsto per legge. Nel luglio 2015 il responso: Disturbi misti delle capacità scolastiche (F81.3)».

Secondo la diagnosi, Matteo possiede elevate abilità di ragionamento, ma “la decodifica degli stimoli verbali scritti non è automatizzata e la loro elaborazione risulta particolarmente laboriosa e lenta”: in pratica Matteo legge molto più lentamente dei suoi coetanei. Riguardo la capacità di scrittura, viene evidenziato che “in condizioni di compiti simultanei, come il prendere appunti o comporre un testo scritto, compare disortografia e lentezza esecutiva”. E ancora, sulle abilità di calcolo: “La prestazione di Matteo non è sufficiente riguardo il parametro rapidità del calcolo a mente” e “nelle prove che prevedono risposte a scelta multipla Matteo, potendo confrontare il risultato da lui ottenuto, riesce a individuare e correggere l’eventuale errore commesso. In assenza di scelta multipla Matteo mostra molta incertezza sui calcoli e malgrado imposti correttamente il procedimento, sbaglia 5 problemi su 10”.

«Finalmente ho capito perché, nonostante la mia grande passione (e comprensione) per la matematica», continua Matteo, «non riuscivo a superare le prove scritte. La chiave che avevo sempre usato a scuola non era adatta ad aprire anche questa porta. Se volevo laurearmi in Matematica dovevo “attrezzarmi” diversamente. Ho deciso allora di ripartire dall’inizio, dal primo anno, di ricominciare tutto da capo con maggiore consapevolezza. Grazie al supporto dell’Ufficio Integrazione ho scoperto di avere la possibilità di utilizzare strumenti compensativi appositamente concordati per svolgere le prove scritte, in modo da “alleggerire” la fatica dello scrivere e del fare i conti a mente, e di poter godere di altre opportunità, per esempio quella di poter non rispettare i tempi di consegna della prova. Cambiando la modalità di svolgimento degli esami e aumentando considerevolmente l’impegno nello studio, ecco che la chiave ha cominciato a entrare in quella serratura e a girare».

«Piano piano, giorno dopo giorno, i risultati sono arrivati e Matteo ha potuto finalmente vedere al di là di quella porta che inizialmente gli era sembrata murata», commenta Eliana Francot, «Grazie alla sua abilità di ragionamento e alla sua grande forza di volontà, ha messo a punto un metodo di studio personale che ben presto si è rivelato vincente».

«Riconosco di essere più lento degli altri, per me preparare un esame richiede tempo e spesso più tentativi per superare lo scritto, mentre per quanto riguarda l’orale riesco senza tentativi multipli. Se volete posso spiegarvi come studio, come mi appresto a un esame e cosa sto capendo di me di prova in prova». Matteo vuole essere d’aiuto ad altri studenti ed è sempre disponibile a raccontare la propria esperienza: «In questo momento sento di provare una felicità smisurata, una grandissima soddisfazione per questo traguardo che sto per raggiungere. Ho dovuto lavorare tanto e costantemente, e so che ancora dovrò perseverare per poter migliorare. Mi rendo conto di essere solo al punto di partenza, non posso dirmi arrivato, sono troppe le cose che mi sono ignote ed è davvero tanta la voglia di scoprire. Il mondo che mi circonda mi incuriosisce e mi spinge a pormi domande, e voglio poter apprendere gli strumenti per essere capace di dare a ciascuna la propria risposta e per me nulla è più stimolante e divertente. Molti potrebbero pensare che sia un folle a voler perseguire una via come questa nonostante le mie “discemità” - così come sono solito scherzare insieme alla mia ragazza - ma, alla fine, il mondo appartiene a chi sa sognare, a chi non vuole farsi sopraffare dalla superficialità e dalla mediocrità, a chi i “limiti” li risolve carta e penna. Io forse sono un minuscolo esempio di come la costanza e la passione possano spingerci fin dove non speriamo di arrivare. Diceva Bernardo di Chartres che siamo come nani sulle spalle dei giganti, ed è così che mi vedo: forse il mio è più “piccino” rispetto a quello degli altri, ma la sensazione di libertà e meraviglia difronte alla conoscenza è la medesima».

Nell’Università del Salento la presenza degli studenti dislessici dichiarati tali è in aumento: dall’iscrizione di 6 studenti dislessici nell’Anno Accademico 2015/16 ai 25 dell’Anno Accademico 2017/18. «Una realtà che non può essere trascurata», conclude la professoressa Francot, «e a cui l’esempio di Matteo ha tanto da insegnare».

'DigiLab', la fabbrica dei progetti innovativi per lo sviluppo dell’economia e del territorio

BARI - Una apposita formazione, non convenzionale, di sei mesi, finalizzata alla generazione di nuove idee di business nei settori: green economy, agroalimentare, industria, commercio, sanità, pubblica amministrazione, turismo, entertainment, volontariato, beni culturali, ricerca è il percorso che propone “DigiLab - contamination lab”.

“DigiLab” è un progetto del Politecnico di Bari, al suo secondo anno di vita, finalizzato alla realizzazione di idee innovative per lo sviluppo dell’economia e del territorio. Esso intende favorire la cultura imprenditoriale attraverso la contaminazione di competenze di giovani e di esperti provenienti da vari contesti, arricchendo la tradizionale formazione universitaria con metodi originali ed applicati alle attuali esigenze del mondo contemporaneo. Un’attenzione particolare è rivolta alla digital economy applicata ai settori citati.

“DigiLab” si rivolge a 50 giovani, più 5 uditori, under 35, iscritti ad un corso di laurea triennale, magistrale o a ciclo unico; a studenti stranieri in mobilità internazionale; a laureati, dottori di ricerca, iscritti ad un corso di dottorato, ad una scuola di specializzazione o ad un master universitario di qualsiasi università.

Si accede mediante un bando di selezione per l’ammissione. Per partecipare occorre compilare il form on line su http://digilab.poliba.it/il-bando/ entro il prossimo 5 novembre.

Il corso si svolgerà a Bari presso la sede del Politecnico (Isolato 47, Strada Lamberti, 13) e in sedi itineranti (altre Università, Enti, Imprese, Associazioni) nell’arco di 6 mesi e consisterà di almeno 375 ore di lavoro. E’ previsto un calendario di seminari più fitto nei mesi invernali (2-3 a settimana), mentre nei mesi primaverili ci sarà più lavoro di gruppo finalizzato allo sviluppo di idee imprenditoriali innovative.

Il Programma didattico si compone di quattro tematiche:
•Contaminazione Creativa, nella quale i partecipanti sperimentano metodologie e tecniche disupporto alla creatività;
•Contaminazione Digitale, nella quale i partecipanti si focalizzano sulle opportunità delle nuove tecnologie digitali abilitanti nei vari settori socio-economici;
•Contaminazione Territoriale, nella quale i partecipanti interagiscono in modo dinamico con gli attori del territorio per far emergere opportunità di innovazione;
•Innovation proposal, ove ai partecipanti si forniscono gli strumenti per sviluppare le proprie idee per trasformarle in progetti di innovazione economica e sociale, in modo che possano confrontarsi con gli stakeholders e cogliere opportunità come stage, collaborazioni e finanziamenti.

Nella parte di “Innovation proposal”, i partecipanti, raggruppati in team e supportati da mentor e coach esperti, svilupperanno un’idea progettuale di attività innovativa che potranno presentare e discutere anche in eventi pubblici appositamente organizzati. In particolare, si prevede per alcuni team l’affiancamento ad imprese partner, con le quali i team potranno sviluppare idee di business coerenti con il business aziendale secondo una logica di open innovation, sotto con guida di un project manager dell’impresa e di un senior consultant del Digilab.

I partecipanti avranno a disposizione tavoli da lavoro e strutture “open space”, strumenti e attrezzature tecnologiche idonee allo sviluppo delle proprie idee, nonché accesso a tutte le risorse fisiche e virtuali disponibili presso il DigiLab.

I costi relativi alle trasferte dei partecipanti per visite al di fuori delle sedi istituzionali del DigiLab, così come le dotazioni tecnologiche a loro disposizione e gli interventi di formazione e coaching, sono sostenuti dal Politecnico di Bari.

Ai partecipanti che avranno superato con esito positivo l’intero percorso di apprendimento sarà riconosciuto un numero massimo di crediti formativi universitari (CFU) pari a quindici, e sarà altresì rilasciato un attestato finale.

Si prevede inoltre una competizione finale nella quale ai primi classificati potranno ricevere premi in denaro, visibilità e percorsi di affiancamento per lo sviluppo delle idee di business.

I candidati alla selezione devono presentare domanda di ammissione al DigiLab utilizzando l’apposito modulo online reperibile sul sito digilab.poliba.it e allegare iI proprio Curriculum vitae in formato Europeo e una Lettera motivazionale, con descrizione delle proprie inclinazioni, ragioni della scelta e aspettative della partecipazione al DigiLab.

Il Politecnico di Bari, nello svolgimento del corso, si avvarrà del contributo di diversi partner locali, nazionali ed internazionali, tra cui Università, Imprese, Distretti Tecnologici e Produttivi, Associazioni No Profit, Ospedali, Enti pubblici, Operatori del credito e della finanza, Incubatori.

DigiLab appartiene alla rete italiana dei CLab - Contamination Lab, supportati dal Ministero Istruzione, Università, Ricerca. Può contare su un solido partenariato costituito da imprese, multinazionali, distretti tecnologici, incubatori, come PoliHub del Politecnico di Milano, I3P-Politecnico di Torino, altri “contamination labs” italiani ed esteri.

Politecnico Bari: la nuova vita del Castello di Gallipoli è la proposta vincente di una tesi di laurea in Architettura

BARI - La tesi di laurea in architettura, “Il restauro del Castello di Gallipoli”, elaborata da sei neo laureati del Politecnico di Bari, è risultata vincitrice del XXI° concorso nazionale sull’architettura fortificata.

Il concorso è stato bandito dall’Istituto Italiano dei Castelli, organizzazione nata nel 1964, con sede legale in Castel Sant'Angelo, Roma. riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali, dal 1991.

I parametri di valutazione della Commissione hanno riguardato: lo studio storico, archeologico e artistico; la salvaguardia e conservazione, l’inserimento nel ciclo attivo della vita contemporanea; la sensibilizzazione scientifica e turistica dell’opinione pubblica. Su questi elementi si distinta la tesi vincitrice dei neo architetti del Poliba: Valentina Bello (Modugno), Mariangela Calabrese (Bari), Simona Ferrante (Bari), Camilla Romanazzi (Sammichele di Bari), Simona Cavallo (Noicattaro), Daniela Cotugno (Monte Sant’Angelo); relatrice, prof. Rossella de Cadilhac. Tra questi, Simona Cavallo e Daniela Cotugno hanno inteso proporre al concorso il lavoro di tesi.

Il castello di Gallipoli, le cui tracce risalgono al periodo bizantino, è un possente quadrilatero dotato di Rivellino (XV° secolo), eretto a protezione dell’ingresso al borgo antico e parte integrante di un più complesso sistema di difesa costituito da una cinta fortificata rafforzata da poderosi bastioni. Si tratta di un organismo architettonico complesso, esito d’innumerevoli stratificazioni, difficilmente identificabili nella loro sequenza temporale, se non dopo accurate indagini.

Le principali fasi costruttive, la cui identificazione è avvenuta attraverso un esercizio critico-interpretativo, ha posto le premesse per orientare le scelte progettuali.

Problema di non agevole soluzione è stato quello della presenza del Rivellino, mutilato nella seconda metà del XVII° secolo quando, per ragioni di difesa e sicurezza, venne diviso in due porzioni murarie. Persa l’originaria funzione in epoca successiva, il Castello fu sede della dogana e guardia di finanza, mentre il Rivellino si adattò a diventare in cinema all’aperto, quasi subito dismesso.

Il progetto, volendo rievocare l’unità figurativa, propone la ricongiunzione delle due porzioni murarie. Propone la rimozione all’interno del Rivellino del volume in muratura aggiunto negli anni quaranta del XX secolo, con funzione di foyer, quando l’opera difensiva venne trasformata in cinema all’aperto e ne propone la sostituzione con un nuovo volume in muratura per favorirne la continuità nonché la fruizione dei nuovi spazi per la cultura, il teatro, musica, la danza, ecc..

Il progetto indaga e propone una nuova rivisitazione del mercato coperto attiguo e più in generale l’integrazione del sistema murario della città, con il castello e lo stesso mercato. Nell’insieme, la proposta progettuale mira ad un riscatto del castello dalla sua condizione di parziale abbandono per trasformarlo in elemento di richiamo a scala urbana e territoriale, assumendo come dato di partenza l’attenzione all’identità del monumento.

La proclamazione e premiazione del primo premio sul restauro del Castello di Gallipoli (che ha trovato citazione anche a Bologna, al concorso Sira giovani 2018), avverrà in una apposita manifestazione, il prossimo 27 ottobre, ore 18:00, presso il Castello di Sannicandro di Bari.

UniBa: al via terza edizione del corso per amministratori di condominio


BARI - Il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bari, in collaborazione con le associazioni A.R.CO. e Abitare, conferma il suo impegno nel campo della formazione professionale per gli amministratori di condominio. Quest’anno il corso di formazione iniziale, giunto alla sua terza edizione, è di ben 184 ore e terrà impegnati i corsisti il venerdì pomeriggio e il sabato mattina per 23 settimane a partire da metà novembre, con tirocinio presso uno studio professionale e consegna di pergamena rilasciata dall’Università al superamento della prova finale. Possono iscriversi per via telematica fino al 31 ottobre, salvo esaurimento posti, tutti i diplomati, anche se studenti universitari o già esercenti la professione.

«Quella dell’amministratore di condominio – osserva il coordinatore, prof. Pierantonio Lisi - è una professione emergente, che richiede una profonda conoscenza di profili giuridici, contabili, fiscali, tecnici e relazionali. Per questo presentiamo un Corso che va ben oltre gli obblighi formativi imposti dalla legge e offre una formazione scientifica di tipo universitario, associata ad attività laboratoriali ed esercitazioni con professionisti qualificati che operano nel settore, oltre a un tirocinio finale presso studi professionali».



In effetti, a seguito della riforma del 2012 è divenuta obbligatoria la frequenza di un corso di formazione e il superamento di un esame finale per tutti coloro che intendono avviare l’attività di amministratore di condominio e in Parlamento si lavora all’istituzione di un albo professionale.

Insomma la professione dell’amministratore di condominio è a una svolta. L’articolato quadro normativo non consente di continuare ad amministrare condomìni facendo appello solo al buonsenso. Il dott. Francesco Schena, presidente nazionale dell’A.R.CO. e responsabile del modulo dedicato alla figura dell’amministratore, ricorda che «sono ormai moltissime le norme che individuano proprio nell’amministratore il soggetto responsabile del rispetto di normative di sicurezza, per esempio in materia di prevenzione degli incendi, controllo della qualità dell’acqua, manutenzione degli impianti di riscaldamento, rischio amianto. In materia di adempimenti fiscali e di rendiconto, poi, le regole sono divenute molto più stringenti».

In questo quadro, sono destinati a uscire di scena i molti amministratori che continuano a gestire condomìni come hanno sempre fatto, senza investire in formazione, e si profilano interessanti opportunità di lavoro per giovani preparati (per info, pierantonio.lisi@uniba.it; cell. 339.1923241).

Alloggi universitari: Sicet Cisl, solo a Bari per 9 mila studenti ‘fuori sede’ appena 1.877 posti pubblici

BARI - “Con l’inizio dell’anno accademico 2018 – 2019 anche stavolta si ripresenta per i circa 11 mila e 400 studenti fuori sede la caccia al posto letto pubblico. Solo a Bari l’Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario (Adisu), che gestisce la disponibilità degli alloggi, può contare solo su 1.877 posti letto a fronte di 9.000 ragazzi fuori sede: quindi impossibilitata a soddisfare la domanda”. Si tratta del risultato delle ricerche dell’Osservatorio del Sicet Cisl Puglia sulla situazione che ogni anno si propone a chi deve decidere se frequentare atenei lontani dalla propria residenza.

“Il sindacato inquilini della Cisl – osserva il Segretario generale regionale, Paolo Cicerone – da troppo tempo sostiene la necessità di un Piano di edilizia universitaria per gli atenei di Bari, Foggia, Lecce e Taranto. Ribadiamo la nostra richiesta al governo regionale di dar vita ad un programma di offerta di alloggi pubblici per gli universitari che sia degno di questo nome onde evitare la lampante penalizzazione al diritto allo studio per la gran parte degli studenti fuori sede”.

A parlare, secondo il Sicet Cisl, sono i numeri: ad oggi, infatti, a Foggia ci sono meno di 160 residenze pubbliche, a Lecce 368 e a Taranto 30, a fronte di una popolazione di fuori sede pari a 1.200 per il capoluogo dauno, 1.200 per il capoluogo salentino e 100 per la città ionica. Il Segretario del Sicet Puglia insiste sulla necessità di individuare una politica regionale in grado di offrire agli studenti un ventaglio più ampio di possibilità di scelta “che permetta anche di non ricorrere alla pratica dell’affitto in nero troppo spesso preferita per risparmiare sugli alti costi dei canoni abitativi ‘privati’ e sottolinea che utilizzare gli affitti in nero costituisce una violazione delle norme di legge sui contratti di locazione punibile con sanzioni amministrative”.

Gdp Tv

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