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La rete delle università per lo sviluppo sostenibile: convegno a Bari

di DONATO FORENZA - Importanti aspetti della complessità delle tematiche della sostenibilità sono stati analizzati presso il Politecnico di Bari, dove si è tenuto, con riscontri positivi, il secondo convegno della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS). Infatti, si è parlato di alcuni elementi afferenti "Il ruolo delle Università italiane per la città sostenibile". La RUS, supportata dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), è un nuovo sistema di coordinamento tra gli Atenei Italiani che si occupano di valenze della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale; registra attualmente cinquantatré Atenei aderenti. Il primo Convegno Nazionale (2017) della (RUS) fu organizzato dall’Università Ca’ Foscari in Venezia.

La RUS a Bari,  tra l’altro, considera l’impegno e gli studi effettuati in Atenei italiani concernenti temi sullo sviluppo sostenibile e sulla città nell’ambito dei Sustainable Development Goals (SDGs) dell’Agenda 2030. Riteniamo che sia necessario interconnettersi con le istituzioni italiane che si occupano di ricerca urbano-territoriale, poiché è utile condividere metodologie in relazione agli scopi della Carta di Bologna per l’Ambiente dei Paesi del G7 (giugno 2017), sottoscritta dagli inviati delle Città Metropolitane e da Sindaci. Nel secondo Convegno RUS, a Bari, hanno aderito all’evento Eugenio Di Sciascio (Rettore Poliba), Antonio Uricchio (Rettore Uniba), Aurelia Sole (Rettrice Unibas), Lorenzo Fieramonti (Sottosegretario Istruzione, Uiversità e Ricerca), Antonio Decaro (Presidente ANCI), Gaetano Manfredi (Presidente CRUI), Enrico Giovannini (Alleanza It. Svil. Sost.).

 Nel corso dei lavori  (referente N. Martinelli con A. Palmieri) si sono svolti tre workshop tematici: - Formare cittadini per comunita’ sostenibili e resilienti; - Immaginare e ridisegnare citta’ e territori sostenibili: il ruolo della ricerca; - A servizio della citta’ e dei territori: il public engagement delle univesita’ sugli SDGs. Sono stati articolati vari interventi: A. Bonoli, G. Calvano, E. Giovannini,  F. Pranovi,  E. Morello, P. Lombardi, M. Rossetti, M. Dassisti e B.Scozzi. Al termine si è svolta l’Assemblea generale della RUS.

I Castelli di Gallipoli e Ginosa tra i venti finalisti del concorso Eco-Tourism Prize 18

BARI – I progetti di restauro architettonico dedicati ai castelli di Gallipoli e Ginosa figurano tra i venti finalisti di Acaya (Lecce) del concorso Eco-Tourism PRIZE 18.

L’iniziativa riservata a giovani professionisti architetti, ingegneri e designer con non più di 40 anni di età è stata promossa da Eco-Tourism s.l.r.s. nell’ambito del progetto ECO-Tourism, vincitore del bando “PIN – Pugliesi Innovativi” PO Puglia 2014-2020 Asse VIII Azione 8.4. della Regione Puglia con lo scopo di sviluppare una cultura dell’uso sostenibile del territorio attraverso una pratica del progetto capace di gestire le risorse disponibili, in maniera equilibrata con l’ambiente naturale.

I due progetti, dedicati al restauro e utilizzo dei Castelli di Gallipoli e Ginosa, selezionati dall’apposita giuria del concorso, sono stati oggetto di apposite tesi di laurea di dodici studenti di Architettura del Politecnico di Bari.

In totale sono stati venti (secondo regolamento) i progetti ammessi alla finale del concorso, suddivisi nelle due tematiche progettuali previste: Scala Edilizia (valorizzazione patrimonio edilizio) e Scala Territoriale (sviluppo economico locale delle aree di particolare valore ambientale e paesaggistico in stato di progressivo degrado e/o abbandono).

Nella finale, prevista nel Castello di Acaya (Lecce), venerdì, 6 luglio, ore 16.00, in occasione del workshop, “Il Salento dimenticato: il patrimonio rurale tra memoria e sviluppo sostenibile” (ore 10.30), i venti candidati finalisti presenteranno la loro proposta progettuale e, a conclusione, la commissione eleggerà il progetto vincitore per ogni singola sezione. Inoltre, sarà assegnata la Menzione d’Onore a otto progetti che si saranno distinti per la loro congruenza con le rispettive tematiche.

I castelli e la Puglia. La Puglia, ma più in particolare la penisola Salentina, vive storicamente una sorta di continuità dal 270 a.c., quando l’intero Salento viene assoggettato a Roma e ne diventa principale base commerciale e militare per l’Oriente. Esso transita, quasi in continuità, dall’Impero Romano d’Occidente (395 d.c.) a quello Romano d’Oriente, e ne fa parte fino al 1071 d.c., quando l’intero territorio diventa dominio normanno. L’arrivo dal nord dei Longobardi infatti, ma più efficacemente dei Normanni, crea inevitabili attriti, conflitti, guerre con i Bizantini (Romani d’Oriente) fino alla fine dell’XI secolo. L’ultimo sussulto è del 1131 con l’assedio di Tancredi di Altavilla agli irriducibili bizantini di Gallipoli. L’ultima luce del Romano impero d’oriente in Puglia è del 1156. La spegne, per sempre, il normanno, re di Sicilia, Guglielmo I, detto il Malo. Sono i Normanni che propongono e costruiscono nuovi sistemi di difesa a presidio di luoghi strategici o di abitati. Sono essenzialmente possenti torri a base quadrata. Torri che vengono ampliate, modificate dagli svevi. Altre possenti architetture difensive vengono erette per scelte strategiche militari e per segno di potere. L’opera di fortificazione interna e sulla costa prosegue con gli angioini ma soprattutto con gli aragonesi che, a seguito dell’uso della polvere da sparo e delle nuove tecniche d’attacco rimaneggia tali fortificazioni. Il canale d’Otranto intanto diventa una linea di confine evidente tra occidente e oriente. La minaccia saracena e mussulmana (Otranto: 1480; Castro 1537) suggellano il pericolo per le genti della puglia tardo-medioevale e rinascimentale. Prosegue con la corona di Spagna dei vicerè che costruisce nuovi sistemi difensivi, soprattutto sulla costa: le torri di avvistamento. Si conteranno in Puglia circa 120 castelli e numerosissime torri costiere. In tale contesto storico si collocano i castelli di Gallipoli e Ginosa. Origini comuni: i Normanni, per luoghi e storie diverse, sul mare il primo, nell’entroterra il secondo, entrambi nell’arco Jonico ma con anime distinte.

“Il Castello di Gallipoli. Dallo studio analitico ad un progetto di restauro e allestimento museale” è stato il lavoro di ricerca svolto dalle neolaureate del Politecnico di Bari, Valentina Bello (Modugno), Mariangela Calabrese (Bari), Simona Ferrante (Bari), Camilla Romanazzi (Sammichele di Bari), Simona Cavallo (Noicattaro), Daniela Cotugno (Monte Sant’Angelo). Relatrice, prof. Rossella de Cadilhac. Simona Cavallo e Daniela Cotugno hanno inteso proporre al concorso il lavoro di tesi, secondo i canoni richiesti.

Il progetto è incentrato sull’analisi, la salvaguardia e la valorizzazione del monumento, un possente quadrilatero posto a protezione del Borgo Antico e parte integrante del sistema di difesa urbana costituito da cinta fortificata e bastioni, del quale ne rappresenta la testa di ponte. La fortezza costituisce un unicum nell’ambito delle strutture fortificate in quanto a dimensioni, articolazione delle fasi storico-evolutive e scenografia naturale, per essere circondato su tre lati dal mare, tutti aspetti che gli conferiscono sia un valore storico-architettonico che ambientale-paesaggistico.

Lo studio si è basato sul rilievo utile all’identificazione delle stratificazioni storiche. Il progetto di restauro prevede, da un lato, il recupero e la valorizzazione del Rivellino (struttura architettonica militare posta a difesa del Castello) mutilato nel XVII sec., e, dall’altro, la restituzione in chiave contemporanea dell’antico collegamento tra Rivellino e Castello e dei camminamenti di ronda secondo un itinerario di visita che si snoda dal Mercato, al Castello, al Rivellino, collegando le Torri e gli ambienti ai vari livelli, con l’obiettivo di offrire al visitatore un racconto della storia evolutiva del castello attraverso la lettura dei segni materiali delle stratificazioni storiche, ponendo attenzione alla conservazione della materia antica di cui è costituito il complesso architettonico, per rendere leggibili i segni delle vicende costruttive. Il progetto sul Castello di Gallipoli propone, inoltre, la valorizzazione del complesso fortificato attraverso la scelta di funzioni integrate che prevedono: la conversione del Rivellino in spazio dedicato alle espressioni artistiche (musica, danza, teatro, cinema); l’introduzione, negli ambienti posti al secondo livello del Castello di un’Accademia di Musica Barocca; l’inserimento di attività artigianali (le “Officine della Cartapesta”) nei magazzini dismessi posti al seminterrato, in sintonia con la tradizione locale della lavorazione della cartapesta; il potenziamento degli esercizi commerciali al piano terra, la valorizzazione del Mercato grazie all’aggiunta di un’area di ristorazione.

Il progetto prevede infine, una integrazione fisica e visiva del complesso Castello-Rivellino con il sistema difensivo del Borgo Antico. L’itinerario è prefigurato con un percorso in cui si rimette in luce il preesistente basolato, ora nascosto da uno strato di asfalto, che dal Castello giunge al centro antico per mezzo del percorso matrice e del circuito ad anello lungo le mura bastionate.

“Il Castello normanno di Ginosa. Progetto di salvaguardia e valorizzazione di una memoria” è invece il progetto proposto dai sei laureati: Antonio Albanese (Locorotondo), Federica Allegretti (Monopoli), Carla Castellana (Putignano), Angela Colamonico (Santeramo), Federica Fiorio (Bitonto), Martino Marasciulo (Fasano). Relatrice, prof.ssa Rossella de Cadilhac.

La conoscenza storico-strutturale del Castello di Ginosa è il presupposto fondamentale, sia ai fini della stabilità del complesso fortificato, che per la scelta di un efficace e al tempo stesso rispettoso intervento di restauro che tenga conto della successione delle stratificazioni storiche. Il progetto si suddivide essenzialmente in due parti: la prima, mira ad assicurare la stabilità del Castello con interventi di riabilitazione strutturale e messa in sicurezza; la seconda, contempla la nuova destinazione funzionale, compatibile, rispettosa e utile alla collettività locale.

Nella convinzione che il Castello di Ginosa possa diventare un catalizzatore socio-culturale e uno strumento di promozione e valorizzazione del territorio, dopo attente analisi, il progetto propone di trasformare il Castello in un luogo esperienziale con finalità ludico-didattiche, interattivo, in cui si relazionano il gioco con le discipline dell’arte, della scienza e dell’archeologia. 

Adisu, Casili (M5S): "Il bene degli studenti è la priorità. Dispiacciono le strumentalizzazioni del Pd"

BARI - “Sulle politiche universitarie e del diritto allo studio, bisogna pensare al bene dell’Adisu e degli studenti. Dispiace che gli esponenti del Pd strumentalizzino questioni così importanti per le beghe interne al Partito, come sta avvenendo in questi giorni”. Così il capogruppo del M5S Cristian Casili in merito alla  decisione di esternalizzare con un progetto pilota i servizi residenziali di Adisu per coprire ulteriore fabbisogno.

“Siamo consapevoli - continua Casili -  che sono tanti gli studenti fuori sede che risultano idonei, ma non assegnatari di un alloggio e bisogna trovare soluzioni al più presto. Comprendiamo la preoccupazione di questi studenti che si ritrovano con un contributo alloggio esiguo e tardivo, di cui beneficiano in pochi, tanto che la maggior parte è costretta a rivolgersi ad un mercato immobiliare poco chiaro e che offre alloggi qualitativamente non idonei. Per questo vigileremo affinché venga rispettato un diritto degli studenti monitorando il metodo con il quale verranno individuati i nuovi erogatori di posti alloggio. Al tempo stesso non vogliamo sia definitivamente accantonata l’ipotesi di creare nuovi studentati che possano effettivamente rispondere al reale fabbisogno degli studenti. Regione e Adisu - conclude -  continuino a lavorare mettendo al primo posto le istanze che provengono dal mondo studentesco”.  

Razzismo, scandalo a Harvard: discriminati gli asiatico-americani

ROMA - Scandalo dietro le mura di pietra e i grandi cancelli di ferro battuto di una delle più prestigiose università non solo d'America ma del mondo: a Harvard si discrimina i candidati asiatico-americani. E' l'accusa contenuta in una denuncia presentata ad un tribunale di Boston da un gruppo no profit, Students for Fair Admissions (Sffa), secondo cui la blasonata università preferisce richiedenti bianchi, neri e ispanici, alcuni dei quali meno qualificati di quelli asiatico-americani.

In particolare l'ateneo valuterebbe ad un livello più basso le loro caratteristiche personali, come la simpatia. Harvard nega l'accusa, sostenendo che il tasso di ammissione degli asiatico-americani è cresciuto del 29% nell'ultimo decennio, portandoli al 22,2% del totale degli studenti ammessi, contro il 14,6% degli afro-americani, l'11,6% dei latinos e il 2,5% dei nativi americani o delle isole del Pacifico.

«Quello che Harvard non ammetterà è che la razza non è solo un fattore importante ma è la considerazione dominante nell'ammettere ispanici e afro-americani», insiste la Sffa. «Un richiedente asiatico-americano con il 25% di chance di ammissione, per esempio, ne avrebbe il 35% se fosse bianco, 75% se fosse ispanico e il 95% se fosse nero», aggiunge. 

Storytelling: Politecnico di Milano premia tre scuole pugliesi


MILANO – Tre scuole pugliesi sono state premiate ieri al Politecnico di Milano a Policultura, il concorso di storytelling digitale collaborativo a scuola più ampio al mondo.

Queste le 3 scuole premiate:

-Premio speciale Scuola di Ingegneria Industriale e dell’Informazione all’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII di Martina Franca (TA) per la narrazione Da grande voglio lavorare con le STEM
-Premio speciale per l’attenzione al ruolo delle donne nella società alla Scuola secondaria di 1° grado Tommaso Fiore di Bari per la narrazione Addio, casa di bambole
-Premio migliore narrazione per la qualità comunicativa al Liceo Scientifico e Linguistico Federico II di Svevia di Altamura (BA) per la narrazione Books and theatre curtains

Più di 250 studenti e docenti delle 22 scuole finaliste provenienti da tutta Italia hanno affollato ieri le aule del Politecnico di Milano per la premiazione del Progetto Policultura, il concorso attivo dal 2006 ha coinvolto fino ad oggi 37.000 studenti, 3.000 docenti e 18 paesi europei ed extra europei, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria superiore.

Grazie a Policultura studenti e docenti delle scuole di tutta Italia creano narrazioni interattive con audio, video, immagini e testo grazie a uno “strumento-autore” (1001storia) sviluppato dal laboratorio HOC-LAB del Politecnico di Milano e reso disponibile alle scuole.

Dal 2006 sono state prodotte più di 1788 storie multimediali, per un totale di 580 ore di narrazioni. All’edizione 2018 hanno partecipato 2600 studenti e 210 insegnanti che hanno realizzato un totale di 105 narrazioni.

Tanti i temi affrontati nelle narrazioni digitali, dall’ambiente alla cultura e alla filosofia, dalla lotta alla mafia alle STEM, dal cyber bullismo alla disabilità. Un bell’esempio di università che collabora con il mondo della scuola per trasmettere competenze tecnologiche e trasversali.

Per saperne di più: www.policultura.it

I Concerti del Politecnico: gran chiusura con il jazz della Big Band 'Niccolò Piccinni'

BARI – La Big Band del Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari sarà protagonista del concerto di musica Jazz di chiusura della stagione concertistica 2018 del Politecnico di Bari. Il concerto, gratuito e aperto a tutti, avrà luogo giovedì, 7 giugno, ore 20.00, nel campus universitario, presso la piazzetta coperta, “Cherubini”.

Nel corso della serata la “Big Band” interpreterà i grandi classici della letteratura per big band: da Count Basie a Quincy Jones, da Lalo Schifrin a Henry Mancini con arrangiamenti dal grande fascino alla scoperta dell’anima più autentica del Jazz. Il repertorio comprenderà anche brani originali e arrangiamenti scritti dal direttore Vito Andrea Morra.

Barese, il maestro Morra si è diplomato in Chitarra e in Jazz (massimo dei voti e lode) presso il Conservatorio "N. Piccinni" di Bari. Ha compiuto studi di Composizione e Trombone; ha studiato arrangiamento e composizione per jazz orchestra. Coordina e dirige la Big Band del Conservatorio "N. Piccinni" di Bari. È titolare della cattedra di Composizione Jazz presso il Conservatorio di Musica “N. Piccinni” di Bari.

La Big Band del Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari è un organico orchestrale che vanta molti anni di attività. È composta esclusivamente da studenti, quasi tutti frequentanti i corsi di Jazz del Conservatorio; il suo attuale ricco repertorio e l'alto livello delle sue performances sono il frutto di una intensa e costante attività di studio che ha portato la Big Band sui palcoscenici di importanti festival nazionali.

I componenti. Miriam Delvino | flauto; Aldo Davide Di Caterino | flauto; Nicola Cozzella | sax alto; Celeste Ludovico | sax alto; Sabina Dell’Aquila | sax tenore; Pasquale Calò | sax tenore; Francesco Ludovico | sax baritono; Antonio Santoruvo | tromba; Giuseppe Todisco | tromba; Maria Gourd | tromba; Antonio Molinini | tromba; Antonio Fallacara | trombone; Antonio Depalo | trombone; Alessandro Cecere | trombone; Francesco Cassano | chitarra; Nicola Triggiani | chitarra; Luca De Leonardis | pianoforte; Luca Macina Leone | basso elettrico; Savino Dipace | batteria; Corrado Ferrareis | batteria; Vincenzo Guerra | batteria e percussioni; Vito Andrea Morra | direttore.

Storia. Il jazz è una forma musicale che trae origine dai canti e ritmi degli schiavi afroamericani. Riconosciuto come fenomeno musicale solo a cavallo tra l’otto e il novecento, si sviluppa negli Stati Uniti, prima nelle piantagioni degli stati del sud e si diffonde negli altri stati con le jam session (improvvisazioni collettive di musicisti che componevano musica «ad orecchio») e con le jazz band. Arriva a Chicago con Louis Armstrong e poi anche in Europa dove avrà un successo grandissimo. Con gli anni andrà modificandosi e diventerà anche una musica commerciale con lo swing fino a riprendere le tradizioni della cultura afroamericana delle prime jazz band col bebop.

Il concerto Jazz concluderà un percorso musicale di quattro tappe che, partendo dalla musica contemporanea di autori pugliesi, ha contemplato quelli della scuola musicale barocca pugliese-lucana e della musica elettronica.

L’iniziativa 2018, alla sua prima edizione, è frutto di una convenzione di collaborazione sottoscritta dal Politecnico di Bari e dall’Associazione Regionale dei Cori Pugliesi.

Unisalento: neolaureata in ingegneria civile vince riconoscimento nazionale

LECCE - È una brillante neolaureata in Ingegneria civile all’Università del Salento la vincitrice dell’undicesima edizione del premio “Brunello Sarno”, prestigioso riconoscimento nazionale per le tesi di laurea nel settore dello studio del calcestruzzo: si chiama Angela Renni e ha concluso lo scorso aprile il suo percorso magistrale, sostenendo la tesi “Sviluppo di calcestruzzi fibrorinforzati autolivellanti ad alte prestazioni” sotto la guida scientifica del professor Francesco Micelli, associato di Tecnica delle Costruzioni (nell’ambito del gruppo di ricerca coordinato dalla professoressa Maria Antonietta Aiello, ordinaria di Tecnica delle Costruzioni). Parte delle attività sperimentali della tesi sono state svolte presso i laboratori di Treviso della BASF Construction Chemicals Italia, sotto la guida del dottor Sandro Moro (correlatore della tesi di laurea): una collaborazione, questa, nata precedentemente attraverso scambi scientifici internazionali con la Germania (TU Darmstadt).

Il premio verrà consegnato a Lecco il prossimo 15 giugno 2018, nel corso della conferenza “Italian Concrete Days”; in quell’occasione Angela Renni terrà una relazione scientifica tratta dalla tesi, premiata con la motivazione: “Lavoro di natura sperimentale inerente calcestruzzi rinforzati con fibre metalliche e sintetiche caratterizzato da aspetti innovativi nella modellazione del comportamento meccanico di un materiale di alte prestazioni il cui impiego e la correlata ricerca sono in grande espansione. L’argomento è ben impostato negli aspetti sperimentali e di modellazione”.

Il premio “Brunello Sarno” è una competizione scientifica promossa dalla famiglia dell’ingegner Brunello Sarno, prematuramente scomparso nel 1991. La selezione scientifica è affidata all’Associazione Italiana Calcestruzzo Armato e Precompresso (AICAP); la commissione giudicatrice è composta dal Presidente e da un consigliere dell’associazione, da tre professori ordinari dei raggruppamenti di Scienza e Tecnica delle Costruzioni, designati su scala nazionale dal Consiglio Direttivo AICAP, e da un rappresentante della famiglia dell’ingegner Sarno (senza diritto di voto).

«Questo successo è un’ulteriore dimostrazione delle potenzialità del nostro Ateneo e dei suoi brillanti allievi», commenta il Rettore Vincenzo Zara, «La collaborazione scientifica con la multinazionale BASF, per lo sviluppo di materiali e tecnologie innovative nell’ambito dei moderni calcestruzzi, testimonia l’attrattività scientifica del contesto universitario salentino e la vivacità delle idee che in esso si generano. Congratulazioni, quindi, al gruppo di ricerca dei colleghi e soprattutto alla dottoressa Renni, che ha colto con impegno e determinazione un’importante opportunità».

Taranto: presentazione delle Edizioni digitali del Dipartimento Jonico dell’Università di Bari

BARI - Martedì 29 maggio, alle ore 14,30, a Taranto, nella Sala Conferenze del Dipartimento Jonico dell' Università di Bari "Aldo Moro" (Via Duomo 259), saranno presentate alla stampa e al pubblico le EDIZIONI DIGITALI DEL DIPARTIMENTO JONICO, pubblicate sul sito http://edizionidjsge.uniba.it, dal quale sono liberamente consultabili: la Collana degli ANNALI, diretta dal prof. Nicola Triggiani, Ordinario di Diritto Processuale Penale, e la Collana dei QUADERNI, diretta dal prof. Francesco Mastroberti, Ordinario di Storia del Diritto Medievale e Moderno.

Gli Annali sono una pubblicazione collettanea annuale e raccolgono saggi, relazioni e recensioni, in lingua italiana o inglese.

I Quaderni raccolgono, invece, lavori monografici, opere collettanee monotematiche e atti di convegni. L’ultimo volume di questa collana, coordinato da Nicola Triggiani, è intitolato “Il linguaggio del processo. Una riflessione interdisciplinare”. Affronta da differenti angoli visuali il tema del rapporto tra lingua e diritto, con particolare riferimento al processo penale e civile. Autori dei saggi sono magistrati, avvocati, giornalisti e docenti universitari di varie discipline, ovvero linguisti, storici e filosofi del diritto, studiosi del processo civile e penale: Egidio Albanese, Maurizio Carbone, Maria Vittoria Dell'Anna, Vincenzo Di Maggio, Antonio Incampo, Antonella Maggi, Francesco Mastroberti, Mimmo Mazza, Lorenzo Pulito, Giovanna Reali, Vittorio Ricapito, Martino Rosati, Sergio Torsella, Stefano Vinci e lo stesso Nicola Triggiani. Emerge forte la necessità di una semplificazione del linguaggio e dello stile degli atti processuali delle parti e del giudice: una specifica attenzione è dedicata alla sentenza, la quale, benché pronunciata “in nome del popolo italiano”, è generalmente scritta con un linguaggio difficilmente comprensibile al cittadino medio.     

Alla manifestazione – introdotta e moderata dal Magnifico Rettore dell’Ateneo barese Antonio Felice Uricchio – parteciperanno le massime Autorità locali, con il Sindaco Rinaldo Melucci, il Presidente della Provincia Martino Tamburrano, il Prefetto Donato Giovanni Cafagna; l’Assessore alla Formazione e Lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo; il Direttore del Dipartimento Jonico Bruno Notarnicola; i Direttori degli Annali e dei Quaderni; il Coordinatore del Dottorato di Ricerca in “Diritti, Economie e Culture del Mediterraneo” Riccardo Pagano; i Delegati del Dipartimento alla ricerca e all’informatizzazione Paolo Pardolesi e Michele Scalera.

Nell’occasione sarà firmata la Convenzione tra il Comune di Taranto e l’Università di Bari per il cofinanziamento della proroga per due anni di sei giovani ricercatori del Dipartimento Jonico: un risultato straordinario, che dimostra la sensibilità delle istituzioni locali per il consolidamento del Dipartimento Jonico, nella consapevolezza del ruolo strategico dell’Università per lo sviluppo economico, sociale e culturale della Città.

A seguire, il Seminario interdisciplinare “La tesi di laurea nell’era di Internet: elaborazione e prospettive”, con interventi dei proff. Daniela Caterino, Laura Costantino, Ivan Ingravallo, Giuseppe Losappio, Paolo Stefanì e Stefano Vinci. 

Agli studenti partecipanti sarà attribuito 1 CFU.

'Terra del Sole Award' al prof. Vincenzo Spagnolo del Politecnico di Bari

BARI – I risultati della ricerca scientifica conseguiti nello sviluppo di sensori ottici ultra sensibili per la rivelazione di tracce gassose hanno portato all’attribuzione del Terra del Sole Award 2018 al prof. Vincenzo Spagnolo del Politecnico di Bari, afferente al Dipartimento Interateneo di Fisica.

I risultati conseguiti dal prof. Spagnolo, e dal suo gruppo di ricerca, nello sviluppo di sensori ottici con altissima sensibilità per la rivelazione di tracce gassose, hanno consentito la loro affermazione in campo internazionale e la realizzazione di accordi di collaborazione pluriennali con industrie leader al mondo e prestigiose università extra-europee.

Le applicazioni di tali studi riguardano soprattutto applicazioni in campo aperto come sensori su drone per monitoraggi ambientali e rivelazione di idrocarburi in giacimenti petroliferi e coinvolgono aziende come la THORLABS GmbH, ditta leader nel campo della fotonica e Aramco, la maggiore ditta petrolchimica al mondo ed università prestigiose come la Rice University di Houston, la Nynyang University di Singapore e la Shanxi University in Cina. Gli accordi di collaborazione in atto forniranno al laboratorio PolySenSe, afferente al Poliba e diretto dal Prof. Spagnolo, fondi di ricerca per alcuni milioni di euro.

Vincenzo Spagnolo, nato a Manfredonia (FG), ha conseguito la laurea in Fisica con lode nel 1991 ed il dottorato in Fisica nel 1994 presso l’Università degli studi di Bari. Dal 1997 al 1999 è stato ricercatore dell’Istituto nazionale per la Fisica della Materia e dal 2004 e ricercatore presso il Politecnico di Bari. Nel 2009 e 2010 ha svolto attività di visiting researcher presso la Rice University di Houston (TX). Nel 2017 è stato visiting professor sempre presso la Rice University. Negli ultimi anni, le sue attività di ricerca sono state focalizzate sullo sviluppo di sensori ottici per la rivelazione in tracce di sostanze tossiche gassose. La sua attività di ricerca è documentata da oltre 170 pubblicazioni su riviste e conferenze internazionali con oltre 2400 citazioni, e 2 brevetti depositati. Dal 17 Aprile 2017, è direttore del laboratorio pubblico-privato PolySenSe, creata dal Politecnico di Bari e dalla ditta THORLABS GmbH allo scopo di progettare e realizzare sensori innovativi per la rivelazione di tracce gassose.

Il “Terra del Sole Award”, evento costola del Premio Barocco, è dedicato a talenti e personalità di spicco pugliesi distintisi nel proprio campo, che, con sacrificio e passione, portano il nome della regione Puglia nel mondo, facendosi portavoce ed esempio vivo di creatività e spirito imprenditoriale.

La cerimonia di premiazione è prevista per domani, 19 maggio, ore 20.30, a Gallipoli (Le), presso lo storico Lido S. Giovanni. Per l’edizione 2018 saranno nove le personalità che riceveranno il riconoscimento Terra del Sole Award e il trofeo bronzeo realizzato dal maestro d’arte Egidio Ambrosetti.

Il 25 e 26 ottobre 2018 a Bari un convegno su Tullio De Mauro

di NICOLA ZUCCARO - Tutte le parole a tutti senza distinzione di lingua. E' il titolo del convegno nazionale organizzato a Bari dal Centro iniziativa democratica insegnanti (Cidi) e che si svolgerà il 25 e il 26 ottobre 2018 presso l'Aula Aldo Moro della Facoltà di Giurisprudenza.

L'iniziativa del Cidi nazionale intende da un lato delineare un profilo della figura del suo fondatore Tullio De Mauro quale studioso e uomo delle Istituzioni scomparso lo scorso anno, e dall'altro fare il punto sul lavoro di ricerca condotto negli ultimi trent'anni da insegnanti e esperti di didattica sulla scia della riflessione svolta da De Mauro in primis nelle 10 tesi per l'educazione linguistica democratica.

L'evento che rientra in una delle tre fasi del progetto "Puglia come metafora", e presentato quest'oggi a Palazzo di Città, costituirà anche l'occasione per valutare le condizioni di salute della lingua italiana negli ultimi anni violentata dall'invasione lessicale di termini inglesi. E' quanto confermato dal presidente nazionale del Cidi, Giuseppe Bagni.

Unisalento: si spegne prof.Semeraro

LECCE - Si è spento questa mattina 15 maggio 2018 il professor Angelo Semeraro, ordinario di Pedagogia Sociale nell’Università del Salento. Sua la cattedra di Pedagogia della Comunicazione sociale nel Corso di Laurea di Scienze della Comunicazione che ha tenuto fino al 2010, anno in cui è andato in pensione. Il prof. Semeraro ha insegnato negli Atenei di Siena, Bari e Napoli “Orientale”, a partire dal 1972.

I suoi interessi di ricerca si sono concentrati nel tempo sui temi della istituzionalità educativa e scolastica in contesti locali, regionali e internazionali. Negli ultimi dieci anni si è occupato di paideia della comunicazione. Direttore del “Quaderno di Comunicazione”, rivista di dialogo internazionale, edito da Mimesis (Milano), nell’ultimo periodo il suo lavoro si è focalizzato sulla storiografia del territorio jonico-salentino. Per la casa editrice locale Kurumuny dirigeva la collana, “Cultural tour. Ospiti illustri di Puglia”.

“Resteremo sempre grati al professor Semeraro per averci lasciato un’eredita che lo consegnerà ai posteri: il corso di laurea di Scienze della Comunicazione di cui è stato fondatore nel 2000 grazie alla sua tenacia e spirito di sacrificio – ha commentato il rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara. – Intellettuale raffinato e grande studioso della storia della pedagogia, al prof. Semeraro va il merito di essere riuscito a declinare la radice teoretica della pedagogia con la comunicazione. Burbero in apparenza, ma amatissimo dai suoi studenti, ci lascia da vero maestro e da insigne studioso. Di lui ricorderemo l’investimento costante sulla ricerca piuttosto che sulle relazioni, il suo amore per la verità e la scelta costante di anteporre il bene comune agli interessi personali”.

Poli-Library, al Politecnico di Bari la più grande e moderna biblioteca della Puglia dedicata all’Architettura e all’Ingegneria

BARI – Un cuore pulsante, grande, unico, batterà nel campus universitario di Bari. Sarà il caveau del sapere più importante di Puglia dedicato all’Architettura e all’Ingegneria. Sapere e servizio non relegato solo agli universitari del Politecnico, bensì, ed è questa la novità, aperto al territorio: dai giovani studenti delle scuole superiori, a quelli universitari, ai professionisti, alle imprese.

Sarà il fiore all’occhiello del Politecnico di Bari. Si chiamerà, Poli-Library e raccoglierà il vasto patrimonio bibliotecario del Poliba: 220.000 volumi, 26.000 tesi di laurea e di dottorato, 6000 periodici di settore, e altro ancora, raccolti in una sequenza di spazi intimamente connessi tra loro. In questa direzione il Politecnico andrà a completare e modernizzare la sua offerta di consolidamento culturale sul e per il territorio.

D’altro canto, la proposta progettuale del nuovo Sistema Bibliotecario d’Ateneo, ben si inserisce nell’ottica della cosiddetta, “Terza Missione” del Politecnico (le altre: Ricerca e Alta formazione), ovvero il trasferimento di conoscenze e tecnologie in ambienti esterni a quelli accademici, favorendo così lo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio. Per tali ragioni e scopi, il progetto Poli-Library non è passato inosservato alla Regione Puglia che ne ha apprezzato la qualità e gli obiettivi d’interesse pubblico in esso contenuti e che lo ha finanziato per un importo pari a 1.830.000 euro, nell’ambito dell’Avviso Pubblico Community Library POR Puglia 2014-2020 – Azione 6.7 – Interventi per la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale.
 
Non solo, l’immediata esecutività della proposta progettuale presentata consentirà nel breve lo stanziamento, da parte dell’Ente regionale al Politecnico, di un anticipo dell’intero finanziamento pari al 10%, circa 180.000 euro.

Il valore di questo finanziamento è stato ulteriormente capitalizzato dal Politecnico con l’attivazione di ulteriori investimenti: circa 1.500.000 euro (Fondi CIPE, privati, Poliba) sono stati previsti per il potenziamento di servizi complementari come quelli all’orientamento, all’accoglienza e all’attività ricreativa, alcuni dei quali già cantierizzati.

Due sono le date fondamentali previste per la realizzazione della biblioteca Poli-Library: entro 15 novembre 2018 (apertura del cantiere) ed entro il 30 novembre 2020 (consegna lavori).

Il Progetto, Poli-Library: caratteristiche e contenuti. Su incarico del Rettore, Eugenio Di Sciascio, un team di docenti e tecnici del Poliba, tra cui Calogero Montalbano, coordinatore, Francesco Iannone, Pierluigi Morano, Giuseppina Uva, hanno elaborato il progetto tecnico generale ed esecutivo, nonché la relazione illustrativa. Il progetto è stato approvato dagli organi compenti interni, Senato e Consiglio di Amministrazione.

L’idea progettuale è partita dal mantenimento delle sedi bibliotecarie già operanti nell’ambito dell’Ateneo e dall’individuazione di ulteriori spazi (di collegamento e per nuove attività bibliotecarie) atti a comporre, nella loro totalità, un unico edificio-biblioteca che attraversi l’intero Politecnico. Esso è quindi pensato come un “edificio negli edifici”: attraverso due punti di accesso principali (e quattro secondari) sarà possibile attraversare in orizzontale i suoi diversi spazi e muoversi sui suoi cinque livelli.

La soluzione progettuale prevede l’inserimento di una serie di servizi integrativi: archivio, aree workshop e co-working, spazi per studio individuale e di gruppo, al fine di migliorarne l’efficienza e la fruibilità. L’intervento consentirà di amplificare gli spazi e di rendere disponibile l’intero patrimonio bibliografico dell’Ateneo, oggi consultabile solo in parte (67%). Inoltre, come accennato, sarà consentito l’accesso a categorie sinora escluse: studenti degli istituti superiori, professionisti, imprenditori, cultori dell’architettura e dell’ingegneria. A differenza delle biblioteche di vecchia generazione, con collezioni poco accessibili, l’idea proposta individua una immagine di biblioteca trasparente e fortemente riconoscibile con punti di informazione ben evidenziati che assolvano alle funzioni di accoglienza, supporto alla ricerca e alla circolazione dei documenti.

I luoghi, gli spazi. 

Piano interrato, -1. Collocato in prossimità della zona grandi aule e dell’atrio coperto centrale sarà destinato ad archivio e disporrà di 976 mq. Quest’area consentirà di conservare, in luogo idoneo, materiale attualmente conservato nelle diverse biblioteche Poliba e poco utilizzato, dando la possibilità da un lato di salvaguardare alcuni beni storici, e dall’altro, di liberare spazio per dedicarlo allo studio di gruppo e/o individuale. Lo spazio di conservazione è stato dimensionato per una capienza di 2000 m lineari di scaffale, equivalente a circa 80.000 volumi.
Piano terra, 0. Sarà lo spazio (144 mq) dedicato al servizio Accoglienza e Orientamento. Qui verranno fornite dal personale e da totem informativi tutte le informazioni necessarie per fruire al meglio dei servizi bibliotecari. Tale area sarà direttamente connessa al grande atrio coperto del corpo di ingegneria e assumerà un ruolo strategico nel sistema di accesso e circolazione.

Piano uno, 1. Su questo piano, non contemplato nel progetto, sono attualmente ospitati gli spazi della Direzione del Sistema Bibliotecario.

Piano due, 2. Questo spazio continuerà ad ospitare gran parte del contenuto dell’attuale biblioteca di ingegneria, “Michele Brucoli”.

Piano terzo, 3. Direttamente raggiungibile da diversi punti e con una disponibilità prevista di ben 1.334 mq, conterrà circa 60.000 volumi, monografie, riviste, ecc. Tale sezione si caratterizzerà per la raccolta di un patrimonio bibliografico riferito prioritariamente all’arte, all’architettura e alla storia del territorio soprattutto pugliese. Esso, parallelamente, potrà ospitare aree flessibili adatte a divenire punto di incontro e di scambio culturale oltre che luogo di ricerca e studio applicato al materiale bibliografico. In esso figureranno: spazi dedicati a ricerche di gruppo; spazi dedicati al lavoro di singoli studenti o ricercatori; spazi adibiti alla consultazione; ambienti dedicati a meeting e tavoli tecnici. L’accesso agli spazi sarà gestito attraverso un sistema di controllo mediante card di identificazione degli utenti e tornelli di accesso, nonché sistemi con tecnologia Rfid per la fruibilità e il controllo del materiale librario. All’interno dei suddetti spazi sarà, pertanto, attivo un protocollo di consultazione “a scaffale aperto” e, allo stesso tempo, la gestione del prestito e della restituzione dei testi avverrà in modo automatizzato. Gli utenti potranno scegliere il volume, utilizzando il sistema automatizzato di prestito (selfserver) senza la mediazione dei bibliotecari. Un cambiamento importante che permetterà prestiti self-service facili e rapidi.
L’informatizzazione di tale sezione consentirà di massimizzare il ruolo del personale bibliotecario nel supporto tecnico alla ricerca. L’apertura della biblioteca sarà garantita, a regime, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle 20.00.

Intanto, in vista dell’apertura del cantiere, sono stati formalizzati importanti accordi con la Federazione Regionale e i corrispettivi Ordini Provinciali degli Architetti e l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Taranto. E’ in fase di formalizzazione l’accordo con la Federazione Regionale degli Ingegneri. Tali accordi riguardano soprattutto l’accesso e l’utilizzo dell’intero patrimonio bibliotecario del Poliba.

Politica e comunicazione ai tempi della Terza Repubblica: convegno all’Unibas

POTENZA - Una giornata di studio sulla comunicazione politica italiana in un particolare momento storico, come quello attuale - in bilico tra la Seconda e la Terza Repubblica - con alcuni grandi esperti del settore, Gianpietro Mazzoleni, Stefano Gensini, e Francesco Nicodemo (autore del libro Disinformazia), per offrire al pubblico e agli studenti dell'Unibas una visione privilegiata di questo importante ambito della vita del Paese.

L'Unibas ospiterà venerdì 27 aprile a Potenza (aula magna via N. Sauro, dalle ore 15) un incontro - moderato dal Prorettore alla Comunicazione dell'Università della Basilicata, Luca Forgione - che ha origine da due direttive: una è rivolta al passato, e affonda le proprie radici nell’attività didattica dei corsi di studio "che hanno animato - ha spiegato Forgione - l’allora facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo lucano. Sotto il preside Frascolla, il corso di laurea in Scienze della comunicazione e la scuola di giornalismo raggiunsero risultati importanti in termini di numero e attività, e l’ambito della comunicazione politica, che mette insieme diverse discipline e dimensioni teoriche, fu un punto di riferimento anche e soprattutto negli insegnamenti da me sostenuti". I protagonisti di quei corsi erano Mazzoleni e Gensini, "che con i lori rispettivi manuali hanno animato lo studio di centinaia di studenti lucani: valgono per tutti "Comunicazione politica" di Mazzoleni, e il "Manuale della comunicazione" e gli "Elementi di semiotica" di Gensini, tutt’ora un testo di riferimento nei corsi alla triennale".

"I diversi interventi ministeriali e legislativi in materia universitaria - ha aggiunto Forgione - ci hanno invitato a modificare l’offerta formativa sulla base di criteri molto ristrettivi, ma parte di quel bagaglio scientifico e disciplinare non è andato perso e tutt’ora rappresenta una sponda per i nostri studenti della triennale e delle magistrali. Ho voluto questo incontro, e ringrazio ancora Stefano Gensini e Gianpietro Mazzoleni per aver accettato, non solo per dare ai nostri studenti l’opportunità di aver un contatto diretto con questi importanti studiosi, ma anche e soprattutto per fare il punto della situazione sullo stato dell’arte della comunicazione politica italiana all’indomani delle elezioni italiane. E qui arriviamo alla seconda direttiva, ben esemplificata dalla presenza di Francesco Nicodemo, che è stato un protagonista attivo della comunicazione politica italiana, ricoprendo diversi incarichi, valga su tutti il ruolo di responsabile della comunicazione di Palazzo Chigi. In questo modo ci può offrire una prospettiva privilegiata da cui osservare e valutare i fatti politici e il modo in cui sono gestiti al livello comunicativo, esperienza che è confluita anche in un libro ricco e articolato, Disinformazia, dedicato alle fake news".

PROGRAMMA
Saluti Istituzionali: Aurelia SOLE (rettrice dell'Università della Basilicata); Paolo Augusto MASULLO (direttore del Dipartimento di Scienze Umane).
Interventi: Stefano GENSINI  (Università La Sapienza Roma); Gianpietro MAZZOLENI (Università Statale Milano); Francesco NICODEMO (autore del libro Disinformazia).
Introduce e modera Luca FORGIONE (Prorettore alla comunicazione istituzionale dell'Università della Basilicata).

Politecnico Bari: primi posti a 12 neo architetti per le tesi di laurea sulla valorizzazione del Castello di Ginosa e del centro storico di Locorotondo

BARI – La tesi di laurea in architettura, “The Norman Castle of Ginosa (Taranto)”, dedicata al progetto di salvaguardia e valorizzazione del castello normanno di Ginosa ha conseguito il primo posto, Premio di architettura Fondazione Inarcassa/Cicop Italia onlus, ex-aequo alla tesi belga “Pont des Trous, Tournai (Belgium)” al concorso della Biennale del Restauro Architettonico e Urbano, BRAU 4, edizione 2018.

La tesi di laurea, premiata dalla commissione giudicatrice, in una apposita cerimonia a Catania, nel Palazzo della Cultura, giovedì scorso, 19 aprile, è stata elaborata dai sei neo architetti del Politecnico di Bari: Martino Marasciulo (Fasano), Angela Colamonico (Santeramo), Carla Castellana (Putignano), Antonio Albanese (Locorotondo), Federica Fiorio (Bitonto), Federica Allegretti (Monopoli).

Tale riconoscimento va ad arricchire il corposo palmares di riconoscimenti e premi ottenuti in Italia e all’estero da questo lavoro di tesi, a testimonianza della qualità e del rigore della sua proposta progettuale.

Nella stessa manifestazione, il Politecnico di Bari, ottiene anche il terzo posto del podio grazie al riconoscimento ottenuto dalla tesi di laurea dedicata al centro antico di Locorotondo (Bari). Ex-aequo alle tesi di laurea in gara dell’Università di Firenze e dell’Università “Aristotele” di Salonicco (Grecia), la tesi dei laureati del Poliba propone le linee guida per il recupero del centro storico della città del sud-est barese attraverso strategie unitarie di intervento. Il lavoro di laurea è stato realizzato dai neo-architetti: Roberta Quaranta (Bari), Antonio De Liddo (Bari), Annalisa Cascione (Bitetto), Caterina Anelli (Rutigliano), Giorgio Maria Bevilacqua (Foggia), Serena Cellie (Brindisi). Tale ricerca di laurea si era già proficuamente distinta al XXVII Seminario internazionale di Architettura e Cultura Urbana Ricostruzione e innovazione di Camerino (Macerata) lo scorso anno.

Entrambi i lavori premiati  a Catania sono stati realizzati all’interno del Laboratorio di laurea in Restauro Architettonico. Coordinatore/relatrice delle due tesi: prof. Rossella de Cadilhac, docente del Poliba.

Le Aree tematiche previste per la partecipazione alla Biennale per il corrente anno sono state: 1. Progetti di manutenzione permanente di piccole città. 2. Interventi di riqualificazione globale di Complessi Monumentali, sezione, questa, a cui hanno partecipato i neo laureati premiati Poliba. 3. Strategie per la riappropriazione degli edifici dimessi ubicati nei centri urbani ed extra-urbani; archeologia industriale. 4. Interventi sul patrimonio edilizio moderno.

Tutti gli elaborati premiati nell’edizione 2018 saranno esposti in tutti i Paesi e le città partecipanti alla Biennale del Restauro BRAU4. Circostanza questa, che consentirà ai premiati una grande visibilità e opportunità di apertura professionale.

Università: è scomparso il prof.Girone

BARI - Scompare a 78 anni il prof. Giovanni Girone, ex rettore dell'Ateneo barese e docente di Statistica all'Università degli studi di Bari. “Con la scomparsa del professor Giovanni Girone la città di Bari perde una figura di riferimento del mondo accademico e scientifico, in particolare per le discipline della matematica applicata e della statistica. Durante gli anni del suo rettorato, Girone ha avuto il merito di implementare la vocazione internazionale dell'Ateneo barese, intensificando gli accordi di collaborazione e cooperazione interuniversitaria con i Paesi dell'Europa Sud Orientale. Sua l'intuizione di realizzare la più estesa rete di cooperazione tra l'Università di Bari e quelle dello scacchiere balcanico. Il professor Girone ha sempre vissuto l’impegno professionale con spirito di ricerca e passione per la docenza. Oggi la città si stringe con affetto ai suoi familiari e a quanti lo hanno amato”, ha dichiarato il sindaco di Bari Antonio Decaro.

Regione Puglia sigla protocollo d'intesa con le Università degli studi di Bari e Foggia

BARI - “È la prima volta che le due Università di Bari e Foggia si mettono insieme per la crescita dell’intero sistema sanitario regionale che provvede alla formazione di tutti i medici pugliesi. è  una decisione politica che la Regione Puglia ha preso tre anni fa con i Rettori, che ci ha consentito di individuare  i punti di debolezza dai quali partire per ricostruire la nostra capacità di formare i giovani medici e di tenerli, dando vita ad un sistema di collaborazione permanente attraverso il quale potremo evitare alcune disavventure accadute in passato e tenere, con un rischio certamente attenuato di chiusura, tutte le scuole di specializzazione necessarie alla formazione dei medici”.
Così il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano è intervenuto questa mattina a Bari nel corso della conferenza stampa per la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra Regione Puglia e Università degli Studi di Bari e di Foggia per la “Disciplina dell’integrazione fra attività didattiche, assistenziali e di ricerca”.

20 articoli per disegnare, per la prima volta in Puglia, un sistema condiviso e unitario di gestione delle due Aziende universitarie ospedaliere  pugliesi, quelle di Bari e di Foggia, rappresentate questa mattina da entrambi i Rettori, Antonio Felice Uricchio e Maurizio Ricci. Un protocollo innovativo nelle forme e nei contenuti.

“Oggi – ha continuato Emiliano – sigliamo un protocollo che trasforma la competizione naturale tra due Aziende in competizione collaborativa. Abbiamo la consapevolezza che la sfida dei prossimi anni si gioca sulla quantità e la qualità dei medici. Abbiamo valutato che, se i nostri ragazzi fossero costretti ad andare a formarsi fuori dalla Puglia, il loro percorso potrebbe significare una permanenza effettiva fuori dai confini regionali con un danno gravissimo per la comunità. Questi giovani infatti sono la speranza delle loro famiglie, dell’accademia, della ricerca e di chi mira all’umanizzazione delle cure”.

Emiliano ha spiegato come “l’anno scorso a causa della dimensione delle due Università, quella di Bari e quella di Foggia, o delle due Scuole di Medicina, si sia corso il rischio di perdere definitivamente una serie di scuole di specializzazione che avrebbero in qualche modo reso difficile, per la Puglia, laureare e specializzare i medici che ci servono per non avere i reparti vuoti. Sommare al numero degli studenti di Bari, il numero degli studenti di  Foggia, ci rafforza nel parametro fondamentale per le scuole di specializzazione. Questa, a mio avviso, è un esempio di competizione collaborativa”.

“Ovviamente – ha concluso il Presidente Emiliano - questo significa anche un sostegno economico da parte della Regione che, per la prima volta nella storia della Puglia, ha messo d' accordo le due Scuole, facendole lavorare insieme come se fossero una sola ai fini della formazione dei medici pugliesi”.

Per il Rettore dell’Università di Foggia, Maurizio Ricci, “è una scelta molto importante quella di siglare per la prima volta in Puglia un protocollo unitario, ed è molto importante, non solo per la normativa che da oggi sarà identica per le due Scuole di Medicina di Bari e di Foggia, ma anche per i contenuti innovativi che esso contiene”.

Ricci specificatamente ha fatto riferimento all’art. 4 del protocollo che affronta la vera criticità di entrambe le Facoltà. Le scuole di specializzazione, senza le quali “è impossibile migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria”.

“Oggi il vero problema per la comunità – ha detto Ricci – è l’insufficiente numero dei medici, soprattutto dei medici specialisti. Ecco perché va apprezzato aver previsto, proprio all’art 4 del protocollo, un intervento anche da parte della Regione Puglia per poter sostenere le scuole di specializzazione. È evidente che le Scuole di medicina puntano ad un miglioramento della qualità attraverso il potenziamento dei corsi di laurea. Noi dobbiamo essere in grado di formare specialistici e di non perdere i corsi di specializzazione. Insieme ce la possiamo fare”.

Anche per il Rettore dell’Università degli Studi di Bari, Antonio Felice Uricchio, si tratta di un protocollo innovativo soprattutto per i contenuti.

“Si profila così – ha detto Uricchio - un modello di gestione integrato e partecipato tra la sanità pubblica regionale e le due Aziende universitarie ospedaliere, anche e soprattutto in tema di formazione e di rete territoriale. Particolarmente significativo dunque il sistema di governance che disegna una condivisione di tutto, dai beni alle perdite, dagli utili ai fabbisogni del sistema sanitario, fino ad arrivare al personale. Ci sarà una piena condivisione anche di scelte per la ricerca e l’innovazione. Molto importante anche la Carta dei principi contenuta nel protocollo, una Carta che si rifà essenzialmente, tra gli altri, ai principi di Legalità e di sostenibilità dal punto di vista economico finanziario. Non è stato un percorso semplice – ha concluso Uricchio – abbiamo discusso tre anni per arrivare a questo risultato, sempre però avendo accanto la Regione Puglia e il suo sostegno pieno e condiviso”.

Bari, scompare il prof.Masiello

BARI - Scompare Vitilio Masiello, tra i fondatori della Facoltà di Lingue e letterature straniere dell'Ateneo barese. “Con la scomparsa del professor Vitilio Masiello la città di Bari perde un punto di riferimento del mondo accademico nazionale. Intellettuale attento e sensibile alle dinamiche sociali seppe coniugare, negli anni difficili della violenta contestazione studentesca, impegno professionale e politico per amore della nostra comunità universitaria. Tra i fondatori della Facoltà di Lingue e letterature straniere, Masiello ha sempre vissuto l’impegno professionale con spirito di ricerca e rara curiosità intellettuale, regalandoci alcune delle analisi più innovative sui classici della letteratura italiana. Oggi la città di Bari si stringe con affetto ai suoi familiari e a quanti lo hanno amato”. Lo ha dichiarato il sindaco di Bari Antonio Decaro.

Unisalento ricorda Giuseppe Codacci Pisanelli

LECCE - Nel 30esimo anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 2 febbraio del 1988, l’Università del Salento, venerdì 16 marzo, alle 10 nella sala conferenze del Rettorato (piazza Tancredi, 7) a Lecce, ricorda Giuseppe Codacci Pisanelli, uno dei fondatori dell’Ateneo, con un convegno dedicato alla sua persona e al suo impegno umano, politico e sociale per il Salento tutto.

All’intervento del Rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara, seguiranno quelli del figlio Emanuele Codacci Pisanelli e di Wojtek Pankiewicz, già docente di Istituzioni di Diritto Pubblico dell’Università del Salento, assistente universitario dello stesso Giuseppe Codacci Pisanelli e suo amico per tanti anni.

Giuseppe Codacci-Pisanelli è stato uno dei padri della Costituzione italiana. Più volte deputato, tre volte ministro, fu uno dei fondatori dell’Università di Lecce, della quale fu il primo rettore per venti anni consecutivi. Insigne giurista, fu eletto a 33 anni, deputato all'Assemblea costituente per la Democrazia Cristiana nella circoscrizione di Lecce, e fu designato membro della Commissione dei 75, incaricata di redigere il progetto della Costituzione.

Unisalento: Miur assegna 15 posti di ricercatore

LECCE - L’Università del Salento potrà assumere 15 ricercatori di tipo B. I finanziamenti arrivano dal DM n.168 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano straordinario di reclutamento per ricercatrici e ricercatori previsto dalla legge di bilancio per il 2018.

Il decreto per le Università, prevede 12 milioni di stanziamento per il 2018 e altri 76,5 a partire dal 2019 per il reclutamento di ricercatori di tipo B e per il loro consolidamento alla fine del contratto triennale, una volta ottenuta l’abilitazione scientifica nazionale nella posizione di professore di seconda fascia. I posti finanziati consentiranno di riequilibrare la presenza di ricercatori e ricercatrici sul territorio e di innalzare i livelli della ricerca nelle diverse aree disciplinari.

In particolare l’Ateneo salentino potrà disporre di circa 138mila euro per il 2018 e di circa 880mila euro a decorrere dal 2019.

I 15 posti sono stati così ottenuti: 5 per le dimensioni dell’Ateneo, 4 sulla base della valutazione della qualità della ricerca (VQR 2011-2014), 6 posti distribuiti in modo da riequilibrare la presenza di ricercatori tra gli Atenei considerando sia la quantità di ricercatori già in servizio, sia la loro percentuale rispetto al resto della docenza.

“Siamo molto soddisfatti di questa assegnazione di posti di ricercatore di tipo B a totale carico del MIUR – ha commentato il rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara. - Saranno utilizzati in relazione alle necessità più impellenti dell’Ateneo nell’ambito della programmazione triennale del personale e sulla base dell’analisi dei fabbisogni che si sta completando in questi giorni. Non distribuzione a pioggia, quindi, ma soddisfacimento delle necessità al fine di consolidare i risultati che l’Ateneo sta ottenendo. Soddisfazione, inoltre, anche perché di fronte ai 12-13 posti attesi ne sono giunti 15 che rappresentano una quota percentuale (1,15%) che supera il peso che l’Ateneo ha nel contesto nazionale (circa 1%)”.

Università, D'Alema: per LeU è priorità politica

BARI - "L’università deve tornare ad essere una priorità della politica nazionale e non un settore residuo dove si investe meno dell’1% del Pil. Non è vero che non ci sono i soldi per le università, il problema è stato portare avanti una politica di mance e non di investimenti sulle strutture fondamentali del Paese". Lo ha dichiarato Massimo D'Alema, candidato al Senato nella lista di Liberi e Uguali incontrando alcuni ricercatori dell'Università del Salento.

"Le università del Mezzogiorno percepiscono oggi il 13% del fondo nazionale, meno di quello che è costato il buono libro per i 18enni. Quando fu deciso di portare a Lecce l’Isufi e a Catania un altro istituto di alta qualificazione fu fatto un investimento sul Mezzogiorno per fare un salto di qualità", ha continuato D'Alema. "Liberi e Uguali intende portare in Parlamento un programma che punti a cambiare il meccanismo di finanziamento delle università anche varando un piano di stabilizzazione dei ricercatori precari con l’obiettivo di creare le condizioni affinché possano vedere riconosciuto il loro diritto ad essere inquadrati nel ruolo che svolgono".