Kvitka: “La nostra identità? E’ nella Natura”

di Francesco Greco. RIGA (Lettonia) - I boschi della sua terra misteriosa, selvaggia, affollati di leggende e di ombre, di miti e di fiabe, dove è possibile incontrare il cavallo peloso che sbuca fra le imponenti betulle dai mille colori. Ma anche se stessi, il livello più profondo del nostro inconscio che emerge dai silenzi sconfinati e s’intravede fra i colori cangianti delle stagioni.

E’ la poetica affascinante e ricca di input estetici dell’artista lèttone Kristine Kvitka, pittrice che da anni vive sospesa fra due terre e due culture, la Lettonia e la Puglia, metabolizzando di entrambe la complessità ontologica in tutte le sue interfacce semanticamente affollate, sovrapponendo talvolta gli archetipi dell’una all’altra.

“Cercando identità” è il titolo della sua ultima proposta nei saloni di Palazzo Risolo (Specchia), dopo la collettiva di Palazzo Gallone (Tricase), “un ciclo di quadri dedicato alla natura, l’uomo e l’interazione tra loro”, spiega meglio l’artista che ormai parla bene l’italiano e interagisce con la cultura della terra che l’ha “adottata” rimodulandone ogni aspetto.

Sarebbe tuttavia errato approcciarsi alla decodificazione della sua opera con in mente i format di questo genere di pittura che di solito propone, seppur avvalendosi di una buona tecnica, quello che sta intorno a noi riprodotto quasi sempre sulla con manierismo e senza alcun pathos né anima.

Quelli dell’artista nata a Riga 31 anni fa, al contrario, non sono i classici paesaggi, ma "ritratti" personalizzati – così li chiama - dei vari aspetti della Natura. La tematica è, a una prima lettura e decodificazione, immediata, di facile fruizione. Ma se si scava nel background e nei sottintesi si può cogliere l’intima, profonda dialettica dell’opera. Se si fruga fra quelle che Kristine definisce “le pieghe dell’ovvio”, si scopre un mondo nuovo, ricco di nervature e di valori che la pittrice intende comunicare al mondo. La Natura è quindi solo il postulato di partenza, la password usata per indagare l’animo dell’uomo, la sua ricchezza, catturare la sua essenza barocca che resta imprigionata sulla tela.

Spiega meglio l’artista: “”Le figure umane rappresentano le personificazioni di alcuni fenomeni naturali o figure mitologiche. La trasposizione mitologica, fin dall’antichità, è stata usata dall’uomo per spiegare ciò che non conosceva. La necessità di cercare risposte ad alcune domande piuttosto che ad altre, segna in qualche modo la differenza tra ciò che è realmente importante e ciò che lo è di meno, per cui si capisce l’importanza che, da sempre, ha per l’uomo la Natura in tutte le sue manifestazioni, nel bene e nel male”.

Ciò detto, è da aggiungere che l’artista usa il codice mitico per impressionare nella nostra mente immagini che una volta immagazzinate nel nostro inconscio – ed è qui la cifra anche psicanalitica della pittura di Kristine – interagendo col nostro io, un giorno ci daranno messaggi forti in grado di scuotere la nostra anima. La chiave simbolista è perciò usata per rapire emozioni e sentimenti, per farcene dono.

E ognuno di noi, in rapporto alla propria sensibilità e cultura, è in grado di vivere sensazioni, di evocare pensieri, di recuperare ricordi sepolti che forse nemmeno sospettavamo. Il progetto dell’artista è stato realizzato con il supporto del "Fondo capitale di cultura di Lettonia" e il patrocinio dei comuni di Tricase e Specchia.

Kristine Kvitka è nata a Riga nel 1983. Attualmente vive e lavora tra Tricase (Lecce) e Riga (Lettonia). Ha iniziato la formazione artistica nel 1994, frequentando per due anni la Scuola Elementare di Arti Applicate a Riga (1994 - 1995), per poi proseguire il percorso formativo alla Jana Rozentala Rigas High Art School (1995 - 2003). La logica conseguenza del tipo di istruzione ottenuta al liceo è stata quella di frequentare l'Accademia di Belle Arti di Lettonia (2003 - 2010), con indirizzo Pittura. Durante il percorso educativo ha studiato per due volte in Italia all’Accademia di Belle Arti di Lecce (2006 e 2008).

Nella sua carriera ha fatto molte mostre personali, tra cui due in Italia e partecipato a svariati eventi artistici (mostre collettive, plein air internazionali, festival di arte, simposi, ecc.) in diversi Paesi d’Europa. Le sue opere sono in collezioni private in diversi Paesi: Lettonia, Italia, Austria, Australia, Islanda, Germania, Regno Unito, Russia, Danimarca, Lituania, Argentina, Belgio, ecc.