Lavoro: nuovi dati choc sulla disoccupazione giovanile

BARI - I dati recentemente diffusi dall'Istat sulla situazione occupazionale dei giovani sono sconfortanti sotto molti punti di vista. Per prima cosa colpisce il fatto che la percentuale di giovani, con età fino a 29 anni, che non siano occupati e che non siano nemmeno inseriti in alcun percorso di formazione, sia costantemente cresciuta durante il periodo della crisi: si è passati infatti dal 19,3% del 2008, al 20,5% del 2009, ad oltre il 22% per gli anni 2010 e 2011 fino all'attuale soglia del 26%. 

Quello che sembra mancare è una speranza condivisa che la situazione possa cambiare. Un pessimismo talmente dilagante da spingere anche i giovanissimi a lasciare il nostro Paese per cercare fortuna all'estero. Dai dati Istat emerge che poco meno di 25 mila giovani (tra 15 e 29 anni) siano emigrati solo nel 2012 ( il numero per lo scorso anno è stato addirittura in crescita). E’ altresì evidente come in Italia manchino soprattutto politiche concrete di sostegno dell'occupazione, ad eccezione di alcuni settori, che a differenza di quanto si potesse pensare all'inizio della crisi, hanno saputo reggere meglio il contraccolpo.

Tra questi c'è il settore del credito, ma non si è trattata di mera fortuna, quanto dell'impegno condiviso tra l'Abi e le rappresentanze sindacali, che hanno portato alla creazione del fondo per il sostegno dell'occupazione, che attraverso l'erogazione di contributi finalizzati a mantenere o ampliare le assunzioni, è riuscito a far assegnare 8800 posti di lavoro circa (anche se sono aumentati quelli a tempo determinato e a tempo parziale) e tra i quali c'è una percentuale massiccia proprio di giovani.

Questo grazie però anche ad un'altra iniziativa che verte sempre sull'erogazione di appositi finanziamenti alle aziende che ne fanno domanda (è possibile trovare altre informazioni sui prestiti visitando http://www.zonaprestiti.com). I suddetti finanziamenti possono infatti contare sulle agevolazioni legate al progetto “Garanzia per i giovani”, che punta ad aiutare gli under 29 anni soprattutto ad orientarsi, attraverso corsi di formazione e apprendistato, nell'offerta di lavoro, con focus incentrato sul settore finanziario.



Fino alla soglia del 2000 il posto in banca era uno dei più ambiti, poi si è trasformato in un posto di elite per pochi, oggi tornerà come un'ancora di salvezza contro la disoccupazione?

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