Cristina Moglia (intervista), 'Il mio sogno? Lavorare con David Lynch'
di Nicola Ricchitelli - Intervista all'attrice italiana Cristina Moglia.
Quando hai deciso di fare l'attrice?
Ho deciso di fare l'attrice quando avevo più o meno 17 anni. Vengo da una famiglia di cinema in quanto mio nonno era un importante direttore di fotografia dell'Istituto Luce nonché uno dei tre creatori dell' AIC. Mio zio è stato un grande scenografo, lo scenografo di tutti i film di Sergio leone tra cui “C'era un volta in America”, e mio padre è un operatore e direttore di fotografia specializzato in documentari del mondo sommerso. In realtà non ci sono attori nella mia famiglia e all'inizio i miei familiari non approvavano molto la mia scelta, ho sempre amato la fotografia ed il cinema fin da piccola e alla fine ho preso coraggio benché fossi molto molto timida ho cominciato a studiare recitazione ed eccomi qui.
Come hai cominciato?
Ho cominciato quando ero all'estero, all’età di 18 anni ero in Australia e dalla mia passione per la fotografia sono passata allo studio del metodo. Mi sono iscritta ad una scuola di cinema e teatro e ho cominciato a studiare là, poi quando sono tornata in Italia all'età di 22 anni ho continuato a studiare recitazione e a fare teatro per poi arrivare alla TV e il cinema.
Quali sono state le tappe fondamentali della tua carriera?
Le tappe fondamentali della mia carriera sono state le grandi fiction che ho fatto per la palestra, che ti insegnano e i film più importanti tra cui "Ferrari" per la regia di Carlo Carlei, un regista che stimo tantissimo che mi ha dato l’opportunità di lavorare in quel film affidandomi un ruolo così difficile e stimolante come la moglie di Enzo Ferrari. In quel film ho interpretato tutte le tappe della vita di questa donna, dall’età di 20 anni fino all’età di 75 anni.
Che ricordi hai del set di Distretto di polizia?
Beh i miei ricordi del set di distretto sono meravigliosi e devo dire quando ci penso mi manca da morire quel momento. Eravamo una grande famiglia, dagli attori colleghi alla troupe e il fatto di essere così amati dal pubblico come serie, come personaggi, come tutto, mi ha lasciato qualcosa dentro che durerà per sempre.
Tre aggettivi per descriverti?
A questa domanda rispondo alla fine… (sorride) !!! Tre aggettivi per me: Love, Dream, Rock!
Ci sono modelli a cui ti ispiri per recitare?
In realtà i modelli a cui mi ispiro quando recito sono sempre diversi e possono essere anche personaggi che prendo da libri oppure realmente esistiti nella storia, altrimenti vado piu' dentro me stessa e cerco di ispirarmi dalla vita stessa per rendere il personaggio reale e puro.
Un regista con cui vorresti lavorare?
Il mio grande sogno sarebbe lavorare con David Lynch che per me è un'artista a 360 gradi. È un grande regista, un pittore e un musicista che amo molto...per quanto riguarda un regista italiano vorrei lavorare con Sorrentino un giorno.
Il tuo cuore è felice in questo momento? Quanto conta per te l'amore?
Il mio cuore al momento è sereno perché sono in un momento sereno con me stessa e nella mia vita ma l'amore conta moltissimo per me certamente.
Quando hai deciso di fare l'attrice?
Ho deciso di fare l'attrice quando avevo più o meno 17 anni. Vengo da una famiglia di cinema in quanto mio nonno era un importante direttore di fotografia dell'Istituto Luce nonché uno dei tre creatori dell' AIC. Mio zio è stato un grande scenografo, lo scenografo di tutti i film di Sergio leone tra cui “C'era un volta in America”, e mio padre è un operatore e direttore di fotografia specializzato in documentari del mondo sommerso. In realtà non ci sono attori nella mia famiglia e all'inizio i miei familiari non approvavano molto la mia scelta, ho sempre amato la fotografia ed il cinema fin da piccola e alla fine ho preso coraggio benché fossi molto molto timida ho cominciato a studiare recitazione ed eccomi qui.
Come hai cominciato?
Ho cominciato quando ero all'estero, all’età di 18 anni ero in Australia e dalla mia passione per la fotografia sono passata allo studio del metodo. Mi sono iscritta ad una scuola di cinema e teatro e ho cominciato a studiare là, poi quando sono tornata in Italia all'età di 22 anni ho continuato a studiare recitazione e a fare teatro per poi arrivare alla TV e il cinema.
Quali sono state le tappe fondamentali della tua carriera?
Le tappe fondamentali della mia carriera sono state le grandi fiction che ho fatto per la palestra, che ti insegnano e i film più importanti tra cui "Ferrari" per la regia di Carlo Carlei, un regista che stimo tantissimo che mi ha dato l’opportunità di lavorare in quel film affidandomi un ruolo così difficile e stimolante come la moglie di Enzo Ferrari. In quel film ho interpretato tutte le tappe della vita di questa donna, dall’età di 20 anni fino all’età di 75 anni.
Che ricordi hai del set di Distretto di polizia?
Beh i miei ricordi del set di distretto sono meravigliosi e devo dire quando ci penso mi manca da morire quel momento. Eravamo una grande famiglia, dagli attori colleghi alla troupe e il fatto di essere così amati dal pubblico come serie, come personaggi, come tutto, mi ha lasciato qualcosa dentro che durerà per sempre.
Tre aggettivi per descriverti?
A questa domanda rispondo alla fine… (sorride) !!! Tre aggettivi per me: Love, Dream, Rock!
Ci sono modelli a cui ti ispiri per recitare?
In realtà i modelli a cui mi ispiro quando recito sono sempre diversi e possono essere anche personaggi che prendo da libri oppure realmente esistiti nella storia, altrimenti vado piu' dentro me stessa e cerco di ispirarmi dalla vita stessa per rendere il personaggio reale e puro.
Un regista con cui vorresti lavorare?
Il mio grande sogno sarebbe lavorare con David Lynch che per me è un'artista a 360 gradi. È un grande regista, un pittore e un musicista che amo molto...per quanto riguarda un regista italiano vorrei lavorare con Sorrentino un giorno.
Il tuo cuore è felice in questo momento? Quanto conta per te l'amore?
Il mio cuore al momento è sereno perché sono in un momento sereno con me stessa e nella mia vita ma l'amore conta moltissimo per me certamente.
