G20: dietrofront Putin, rimane al vertice
AUSTRALIA - Putin non intende lasciare anticipatamente il G20 australiano: a precisarlo il suo portavoce, Dmitri Peskov, smentendo Reuters e France Presse che hanno dato la notizia , citando una fonte anonima della delegazione russa con l'ipotesi di pressioni dei leader occidentali sullo stesso Putin in relazione alla crisi ucraina. "Il summit G20 domani finisce, Vladimir Putin lo lascerà sicuramente. Quando tutti i lavori saranno terminati, il presidente se ne andrà. La Reuters scrive tutto sbagliato", ha sostenuto. "Il tema delle sanzioni si discute ampiamente, ma non direi che qualcuno stia premendo, le sanzioni si discutono in tutti gli incontri bilaterali, in modo attivo e largo, ma nessuno fa pressioni", ha spiegato. Si inaspriscono le polemiche sulla crisi ucraina anche al G20 di Brisbane in Australia. Secondo una fonte della delegazione russa, poi rivelatasi infondata, sarebbe stato cruciale il disappunto dell'inquilino del Cremlino per come i principali leader riuniti a Brisbane, a partire da Barack Obama, lo avrebbero messo alle strette. Poco prima il presidente Usa aveva rivendicato che gli Stati Uniti, come sola superpotenza mondiale, guidano l'opposizione della comunità internazionale "all'aggressione russa contro l'Ucraina che rappresenta una minaccia al mondo, come abbiamo visto nello sconvolgente abbattimento dell'MH17 (il volo della Malaysia Airlines con 298 persone a bordo precipitato il 17 luglio scorso sui cieli dell'Ucraina orientale)". Angela Merkel aveva denunciato invece che "l'attuale situazione" in Ucraina "e' del tutto insoddisfacente", aggiungendo che "al momento l'aggiunta di altre personalita' russe" alla lista di quelle gia' colpite da sanzioni Ue "e' sull'agenda" dell'incontro di lunedi a Bruxelles. Anche Renzi aveva avuto un lungo faccia a faccia con il presidente Putin, la scorsa notte in Italia, a margine dei lavori del G20. Al centro del confronto il recente incontro a Milano, in occasione del vertice Asem, e la situazione in Ucraina, Siria e Libia.
