Jobs Act, verso intesa nel Pd. Strali di Ncd

ROMA - Il Pd sembra aver raggiunto la quadratura del cerchio sul Jobs Act. E' il capogruppo dei democratici alla Camera, Roberto Speranza, a far sapere che le cose sono cambiate, dopo le rigidita' sul delicato tema del lavoro che si sono registrate nei giorni scorsi. Ma soprattutto dopo le decisioni di ieri sera della direzione del partito. "Non ci sara' fiducia sul testo della delega lavoro approvata dal Senato, si lavorera' in commissione per alcune modifiche e poi si votera'", sono le sue parole.
L'intesa, raggiunta all'interno del partito di maggioranza relativa, prevede un esame della commissione della Camera per giungere a modifiche condivise rispetto al testo uscito da Palazzo Madama.

Parole che sembrano un'apertura anche alle esigenze della minoranza interna del partito, distillate nelle parole di Stefano Fassina: "Abbiamo insistito sulle modifiche del job act che cosi' come e' rischia di aggravare solo la precarieta'. Mettere una fiducia in bianco su una delega che riguarda i diritti fondamentali dei lavoratori diventa a mio parere un problema di rilievo costituzionale".

Ira Ncd. "Se il testo e' quello descritto dalle agenzie non e' accettabile. Ribadisco urgente riunione di maggioranza. Altrimenti si rompe coalizione". Lo dichiara il capogruppo Ncd al Senato Maurizio Sacconi.

"Stiamo discutendo con tutti in Parlamento. Non servono nuovi vertici di maggioranza". A stretto giro di posta la replica del ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi replica a Ncd. "Non servono nuovi vertici. E' sufficiente il lavoro in Parlamento", conclude Boschi