Regionali: Pd conquista Calabria ed E-R, ma a vincere è l'astensionismo
"Avevamo detto che non era un referendum sul governo, ora che il risultato è netto lo diciamo a maggior ragione. L'agenda del governo non muta ma stiamo consapevoli che se usciamo tutti insieme dalla cultura del piagnisteo l'Italia ha un ruolo". Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al Gr1.I RISULTATI - Il Partito Democratico trionfa in Emilia Romagna, dove il suo candidato ottiene il 49% dei voti, e vince anche in Calabria, dove va alla guida della regione con oltre il 60%, ma a segnare questa tornata del voto e' l'astensionismo: quasi piu' del 60% degli aventi diritto al voto non e' andato a votare. Stefano Bonaccini, modenese, classe 1967, gia' membro della segreteria nazionale del Pd guidata da Matteo Renzi e da 2009 segretario regionale del Pd dove fu votato alle primarie da 200.000 elettori, e' il nuovo Presidente della Regione Emilia Romagna. La vittoria sembrava certa sin da meta' spoglio, con Bonaccini in testa con il 48% contro il 31,2% dello sfidante del centrodestra Alan Fabbri, che ha subito telefonato per complimentarsi col nuovo governatore. A ruota, e' seguita la telefonata di Renzi. A spoglio praticamente terminato (4511 sezioni scrutinate su 4512) Bonaccini ha raggiunto il 49,04% (615.516 voti) contro il 29,85% di Fabbri (374.653 voti). Dato per favorito alla successione di Errani (che nel 2010 fu eletto con il 52,07% , per un totale di 1.197.789 voti), uscito vincente dalla primarie dove ha sconfitto Balzani, Bonaccini si trova ora pero' ora a dover affrontare l'incubo dell'astensionismo in una regione abituata da sempre ai seggi pieni, dove l'affluenza in queste regionali ha registrato il dato choc del 37,8%, fermandosi ben al di sotto della soglia psicologica del 50% In Regione, erano 3, 4 milioni gli elettori aventi diritto al voto : alle regionali del 2010 ando' a votare il 68,07% mentre alle Europee di soli sei mesi fa il 69,99%. L' Emilia Romagna e' tornata al voto in seguito alle dimissioni anticipate di Vasco Errani per l'inchiesta Terremerse, dopo 15 anni di Presidenza in Via Aldo Moro, e dopo una campagna elettorale'tiepida' segnata dallo scandalo dell'inchiesta 'spese pazze' in regione sui rimborsi dei gruppi consiliari. Anche in Calabria si profila una netta vittoria per il candidato del centrosinistra, Mario Oliverio, del Pd. Quando mancano i dati di circa 500 sezioni, Oliverio si attesta oltre il 61%, mentre la candidata del centrodestra Wanda Ferro, di FI, e' di poco sopra il 21 e Nico D'Ascola, Ncd-Udc, supera l'8%, soglia di sbarramento fissata dalla nuova legge elettorale per entrare in Consiglio. Delude il candidato del Movimento 5 Stelle, Cono Cantelmi, che non va oltre il 4%, mentre Domenico Gatturo (L'Altra Calabria) raccoglie solo l'1% dei consensi. "I primi dati dell'affluenza alle Regionali sono disarmanti. Meno del 10% a mezzogiorno in Calabria, in Emilia poco sopra. Da domani forse sarà più chiaro che la governabilità come unica stella - senza rappresentanza - è non solo un problema, ma un vero e proprio pericolo. La sera delle elezioni sapremo chi ha vinto, forse. Ma sapremo anche che avrà perso la democrazia, se andiamo avanti così". Lo scrive sul proprio blog Pippo Civati.
