Anna Maria Di Terlizzi presente con i ‘suoi’ Santi alla II edizione della “Biennale Internazionale d’Arte di Palermo”

di Vittorio Polito - Domenica 11 Gennaio 2015, alle ore 20,00, si inaugurerà presso il Teatro Politeama la 28ª Biennale d’Arte Internazionale di Palermo.

Interverranno: il Dott. Antonio Purpura, Assessore Regionale del Beni Culturali e dell’Identità Siciliana; il Prof. Paolo Calabrese, Presidente del Movimento Internazionale della Giustizia e tutela del Diritti Umani; il Dott. Antonio Grasso, dirigente Regione Siciliana; il Dott. Estemio Serri, il Dott. Andrea Sironi Straußwald; l’Editore, Direttore Artistico dell’evento, Sandro Serradifalco. Presenzierà l’inaugurazione il Prof. Vittorio Sgarbi.

Aprirà la serata il concerto dell’orchestra Crystal Music diretta dal compositore Filippo Lui. Numerosi gli artisti presenti per questa seconda edizione della Biennale di Palermo che vede quest’anno 1000 artisti su settemila candidature provenienti da tutto il mondo che il Comitato Scientifico, presieduto dal prof. Paolo Levi, con la direzione dell’editore Sandro Serradifalco, ha dovuto selezionare. Tra le novità dell’edizione 2015 un premio di 10 mila euro per i primi classificati, rispettivamente nelle sezioni scultura e pittura, mentre il primo classificato nella sezione fotografia avrà finanziata una monografia di 100 pagine con una tiratura di 1.000 copie. Ad assegnare i premi saranno i visitatori insieme a una giuria composta da esperti d’arte. Ad aprire e chiudere l’edizione 2015 saranno i critici d’arte Vittorio Sgarbi e Paolo Levi. La cerimonia di premiazione si svolgerà il 25 gennaio al Teatro Politeama, condotta da Piero Chiambretti, con il concerto di Gino Paoli accompagnato dal pianista jazz Danilo Rea.

Quest’anno sarà presente la scultrice barese Anna Maria Di Terlizzi con la mostra intitolata “L’altro volto del sacro” con le figure dei ‘suoi’ Santi. Per le strutture l’artista ha utilizzato vari elementi e oggetti provenienti dalla civiltà contadina elaborati e riadattati anche con l’ausilio di piccoli interventi pittorici per dare il massimo della espressione alle sue opere. Forse la maggiore ispirazione per le sue realizzazioni Anna Maria Di Terlizzi l’ha ricercata nella religiosità popolare della Puglia, nel culto dei Santi, molto sentiti, in particolare nelle manifestazioni religiose del Venerdì Santo che nella nostra terra hanno una spettacolarità scenografica imponente. Nelle realizzazioni artistiche non poteva mancare San Nicola, dotato di tutti gli attributi classici, quali il pastorale, il libro, le tre palle d’oro e i tre ragazzi in una tinozza con la veste realizzata in iuta e la testa rappresentata da un vomere. Anche le altre figure esposte, sono strutturate nella stessa maniera, tutte messaggere della cultura mediterranea nella quale si identifica l’artista. I Santi di Anna Maria Di Terlizzi sembrano straordinariamente antichi e moderni. Con i ‘suoi’ Santi l’artista barese sembra rispondere ad una nuova esigenza di devozione, ad un moderno e più efficace modo di rappresentare il sacro oggi.

Di Terlizzi, già docente di discipline artistiche presso gli Istituti d’arte di Corato e Bari, ha al suo attivo numerose opere realizzate e presenti in molte località non solo pugliesi. Le sue realizzazioni hanno temi diversi: raccontano la vita e la storia dell’uomo, le curve ammiccanti delle donne, la preistoria, il medioevo e la contemporaneità, attraverso bronzi, acciaio, pietra, legno, ceramica, forex, resine, collage e metalli preziosi. Insomma un’artista completa che fa onore alla città di Bari.

Vittorio Sgarbi, in un suo commento sulla mostra ha affermato, tra l’altro, che «L'unica Biennale a cui io ho dato la mia attenzione, dopo quella di Venezia, è la Biennale di Palermo. Il mio compito è di continuare a osservare, approfondire e stabilire se alcuni artisti potranno avere qualche certezza per il futuro. Ho ritenuto di essere l’osservatore dei “rifugiati dell’arte”, accolti nella Biennale di Palermo, nella convinzione che ognuno abbia diritto alla creatività. Ora, questo può anche essere esperito con altri strumenti, ma quello che io ho scelto, e dove c’è un metodo e un impegno che mi sembrano molto rispettabili, anche in tempi in cui non ci sono più finanziamenti pubblici e quindi assistenze di assessorati o altro che non fanno più l’attività che facevano un tempo, è la Biennale di Palermo che io ho seguito fin qui».