La Grecia fa tremare i mercati europei. Piazza Affari perde il 4,92%


La Grecia torna ad essere nell'occhio del ciclone. L'incertezza politica nel paese e il timore che, dopo le elezioni politiche del 25 gennaio, Atene possa uscire dall'euro, fa tremare i polsi dei mercati europei. Il cosiddetto 'Grexit' rafforza infatti l'aspettativa che la Banca Centrale Europea possa speditamente muoversi verso l'acquisto dei bond governativi, mettendo sotto pressione le borse europee e la moneta unica.

Solo ieri il governo tedesco aveva dovuto smentire Der Spiegel, solitamente ben informato, secondo il quale il governo di Berlino, se la sinistra di Tsipras dovesse vincere le elezioni, non si strapperebbe i capelli se Atene dovesse uscire dall'euro. Gia' ieri il governo tedesco aveva smentito il giornale ribadendo che la Grecia dovra' rispettare i patti restare nell'euro, qualsiasi sia l'esito elettorale. Oggi il portavoce della cancelliera Merkel ha ribadito che Berno non cambia posizione e non vuole che la Grecia esca dall'euro.

PROFONDO ROSSO PER MILANO, -4,9% - Le borse continentali chiudono così in forte calo al termine di una giornata di vendite pesanti, trascinate al ribasso soprattutto dai titoli energetici. Il risultato peggiore spetta a Milano, con l'indice Ftse Mib che chiude la giornata in ribasso del 4,92%. Parigi cede il 3,31%, Francoforte arretra del 3%, Londra perde il 2%. A Madrid l'indice Mibex lascia sul terreno il 3,4%, Atene cede oltre il 5%.
A pesare sul lunedi' nero dei listini europei principalmente il nuovo calo del prezzo del petrolio, sceso ai minimi degli ultimi 5 anni dopo la decisione annunciata dall'Iraq di aumentare le esportazioni di greggio. Nervosismo anche per i timori di un'uscita della Grecia dall'euro: lo spettro del 'Grexit' rafforza l'aspettativa che il prossimo 22 gennaio la Banca Centrale Europea possa muoversi speditamente verso l'acquisto di titoli di stato. In rosso anche Wall Street, con l'indice Dow Jones in calo dell'1,28% e il Nasdaq in flessione dello 0,90% a meta' seduta.