Milan, tutte le colpe di Silvio dopo l'ennesima caduta del Diavolo: un anno fa silurò il fenomeno Allegri, ora punta l'esordiente Inzaghi
di Luca Losito - Il meccanismo mediatico contro Inzaghi è stato innescato, ad arte, nelle ultime settimane, e tutti, giornalisti o presunti tali, abboccano e si lasciano trasportare dall'ondata strategica. Specie dopo i ko con Sassuolo e Atalanta. Massimiliano Allegri, che oggi si gode la sua rivincita personale dopo aver plasmato una Juve più bella, efficace e spettacolare di quella vista nel triennio-Conte, esattamente un anno fa veniva bollato come un totale incapace, nonostante lo scudetto vinto. E tali meccanismi, venivano spinti dall'alto, dove si cercava in tutti i modi di sviare le pesanti responsabilità dei troppi flop.
Lo stesso Silvio Berlusconi, poi, dopo aver silurato l'ottimo Max Allegri, un incapace lo sceglieva per davvero: Clarence Seedorf. Uno stipendio da nababbi (2.5 milioni l'anno, tutt'ora a libro paga del Milan) e tre mesi per fallire tutti gli obiettivi possibili: l'uscita dalla Champions contro l'Atletico Madrid, la clamorosa eliminazione dalla Coppa Italia a San Siro con la modesta Udinese e il mancato approdo in Europa alle spalle di formazioni tutt'altro che brillanti (dalla noiosissima Inter di Mazzarri, alle meno attrezzate Parma e Torino). E poco importa se la media punti è dalla sua, i fatti hanno detto altro. E oggi, col buio ritornato inevitabilmente dopo qualche timido sprazzo di luce, con la necessità di trovare un capro espiatorio, si prova a mettere alla gogna SuperPippo: esordiente, carico, con uno degli stipendi più bassi della Serie A (700milla euro), a cui è stata affidata una squadra già non competitiva e pur privata della sua punta di diamante (grezzo), Mario Balotelli, ceduto a 20 milioni di euro e non rimpiazzato da ulteriori investimenti.
Ora, quindi, scusateci se trascuriamo lo 0-1 dell'Atalanta a San Siro, firmato Denis. Solo la punta del gigantesco iceberg che abbiamo cercato di far riemergere in questo pezzo. Non si possono ignorare gli apici toccati tra mille difficoltà contro le dirette concorrenti, Lazio e Napoli, rispedite a casa con due vittorie nette. I meriti di SuperPippo sono tutti lì, anche se per tenere il ritmo Champions alla squadra sarebbero serviti dei ritocchi che non sono arrivati. Ma nessuno lo dice. E, ne siamo certi, in qualche modo, il burattinaio di Arcore la farà franca. Anche stavolta. E a pagare sarà qualcun'altro.
Lo stesso Silvio Berlusconi, poi, dopo aver silurato l'ottimo Max Allegri, un incapace lo sceglieva per davvero: Clarence Seedorf. Uno stipendio da nababbi (2.5 milioni l'anno, tutt'ora a libro paga del Milan) e tre mesi per fallire tutti gli obiettivi possibili: l'uscita dalla Champions contro l'Atletico Madrid, la clamorosa eliminazione dalla Coppa Italia a San Siro con la modesta Udinese e il mancato approdo in Europa alle spalle di formazioni tutt'altro che brillanti (dalla noiosissima Inter di Mazzarri, alle meno attrezzate Parma e Torino). E poco importa se la media punti è dalla sua, i fatti hanno detto altro. E oggi, col buio ritornato inevitabilmente dopo qualche timido sprazzo di luce, con la necessità di trovare un capro espiatorio, si prova a mettere alla gogna SuperPippo: esordiente, carico, con uno degli stipendi più bassi della Serie A (700milla euro), a cui è stata affidata una squadra già non competitiva e pur privata della sua punta di diamante (grezzo), Mario Balotelli, ceduto a 20 milioni di euro e non rimpiazzato da ulteriori investimenti.
Ora, quindi, scusateci se trascuriamo lo 0-1 dell'Atalanta a San Siro, firmato Denis. Solo la punta del gigantesco iceberg che abbiamo cercato di far riemergere in questo pezzo. Non si possono ignorare gli apici toccati tra mille difficoltà contro le dirette concorrenti, Lazio e Napoli, rispedite a casa con due vittorie nette. I meriti di SuperPippo sono tutti lì, anche se per tenere il ritmo Champions alla squadra sarebbero serviti dei ritocchi che non sono arrivati. Ma nessuno lo dice. E, ne siamo certi, in qualche modo, il burattinaio di Arcore la farà franca. Anche stavolta. E a pagare sarà qualcun'altro.
