Libia: Telegraph, Isis ancora a Sirte

LIBIA - L'Italia è determinata a contribuire alla stabilizzazione della Libia attraverso il dialogo sponsorizzato dalle Nazioni Unite ed e' pronta ad assumere un ruolo guida nella cornice dell'iniziativa Onu. Così in Consiglio di Sicurezza il Rappresentante Permanente italiano Sebastiano Cardi. L'Isis sarebbe ancora presente a Sirte, i suoi miliziani "non si sono ritirati, ma mantengono un basso profilo": a riferirlo il britannico Telegraph citando testimoni nella città. Altre fonti, su Twitter, pubblicano le foto di alcuni pickup con la bandiera nera in parata oggi nella città. Alcune fonti vicine ai miliziani, confermano all'agenzia Ansa la presenza dei militari e l'intenzione delle forze Farj, al potere de facto a Tripoli, di lanciare un assalto per liberare la città.

Bordo (Pd): "Guerra non e' opzione possibile, si' a sforzo diplomatico ed economico" - “L’intervento militare in Libia non e' un’opzione possibile. Sarebbe un errore grave perche' contribuirebbe a destabilizzare ulteriormente il Paese e verrebbe percepito dai libici come un'intromissione pesante da parte degli occidentali. Anche quanto richiesto da alcuni Paesi arabi e cioe' l’invio di armi al governo di Tobruk, riconosciuto da gran parte della comunità internazionale, sarebbe sbagliato perche' significherebbe partecipare al gioco delle opposte fazioni in guerra tra loro e non contribuire al dialogo e alla pace. E' necessario, invece, che la comunita' internazionale ai massimi livelli intensifichi gli sforzi diplomatici per far tornare a sedere attorno a un tavolo le diverse tribù in lotta e giungere, al più presto, a una soluzione condivisa che stabilizzi il Paese e consenta di mettere fuori gioco i terroristi dell’Isis”. E' quanto afferma, in una nota, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd.

E ancora: “Il popolo libico, costituito prevalentemente da islamici moderati, deve convincersi, anche grazie a iniziative concrete assunte dalla comunita' internazionale, che solo la sua ritrovata unita' possa' apportare benefici e contribuire a frenare l’avanzata del califfato. Ha pertanto ragione chi afferma che in Libia ci sia la necessita' non solo di un impegno diplomatico ma anche di uno sforzo economico significativo fatto di investimenti e cooperazione” . “Certo - conclude Bordo - rimane il rammarico per gli errori commessi in questi anni dall'Europa e dalla comunita' internazionale che hanno sottovalutato l’aggravarsi della situazione in Libia, ora purtroppo esplosa in tutta la sua evidenza. Adesso pero' non c’è piu' tempo da perdere. E l’Europa, a differenza di quanto fatto fino a questo momento, anche per altre crisi, deve agire unitariamente e far sentire di più la sua voce all’Onu”.