Bari, filosofia e counseling per migliorare il benessere personale

di Pierpaolo De Natale - Parmenide, Cartesio, Hegel... chissà quanti nomi simili sono nascosti nei meandri della vostra memoria. Ore impiegate per imparare la maieutica di Socrate o il "pànta rêi" di Eraclito e tanti altri concetti studiati pensando che fossero fini a se stessi. Avreste mai detto che, invece, la filosofia è oggi più moderna che mai? Vi starete certamente chiedendo come una disciplina così teorica possa avere applicazioni pratiche nel nostro vivere quotidiano. "Filosofare significa per l'uomo [...] porsi chiaramente i problemi che risultano dal proprio rapporto con se stesso, con gli altri uomini e col mondo", scriveva nel '79 Nicola Abbagnano ed è così che tecniche come la pratica filosofica e il counseling filosofico hanno preso vita.

In questo mese, anche Bari avrà l'opportunità di ospitare laboratori di pratica filosofica, che si terranno il 13, il 20 e il 27 marzo presso l'AICIS (Associazione Italiana Counseling Integrato e Sostegno) del capoluogo pugliese. Gli incontri si svolgeranno dalle 18.30 alle 20.30, avranno ad oggetto diversi temi e saranno condotti dalla Prof. ssa Elisabetta D'Addario - docente di filosofia, counselor professionale e facilitatore P4C - che abbiamo intervistato per scoprire qualcosa in più riguardo questa tecnica.

Professoressa D'Addario, cos'è la pratica filosofica?
La pratica filosofica è una tecnica che si caratterizza come riflessione e confronto, al fine di affrontare e discutere questioni che riguardano la nostra vita personale e professionale. La pratica filosofica, quindi, è rivolta a tutti coloro che desiderano riflettere criticamente su di sé e su quello che li circonda. Ecco perché non condivido la tesi aristotelica secondo la quale la filosofia nasce dalla meraviglia, ma piuttosto quella nietzschiana secondo cui la filosofia nasce da una inquietudine personale.

La locandina del laboratorio
A chi sono rivolti principalmente questi laboratori?
I laboratori sono rivolti a tutti coloro che sono animati dalla curiosità filosofica: quindi non è richiesta alcuna competenza filosofica.

Ma parliamo di quella filosofia che un tempo eravamo abituati a studiare sui banchi di scuola?
No. La grande scommessa della pratica filosofica si gioca anche su questo versante. È arrivato il momento che la filosofia, intesa come atteggiamento riflessivo e critico e non solo come storia della filosofia, esca dalle aule scolastiche ed universitarie e si riappropri del suo luogo naturale: l’agorà. È quello il luogo deputato alla discussione pubblica, dove attraverso il con-filosofare gli uomini discutevano e riflettevano in maniera libera e critica. Da parte mia è quello che tento di fare a scuola quando, grazie alla collaborazione dei miei alunni, l’aula diventa agorà e la spiegazione di un filosofo o di un concetto filosofico diventa pratica capace a volte di entrare nel loro vissuto quotidiano.

Gli obiettivi principali di questi laboratori sono tutti incentrati sul miglioramento del benessere personale. Com'è possibile ottenere questo risultato tramite la filosofia?
Se io guardo e faccio filosofia avendo come punto di riferimento la sua pratica, la filosofia può curare - non nel senso che risolve le patologie - ma nel senso che può essere uno strumento utile per considerare il malessere come un disagio esistenziale, inteso come figlio legittimo della difficoltà che spesso si ha nel dare un senso alla precarietà della propria vita. Sono certa, perché lo vivo spesso su di me e con i miei alunni a scuola, che il benessere che può consegnare ad ognuno di noi la filosofa consiste nell'aiutare l’interlocutore o gli interlocutori a comprendere se stesso, le ragioni delle proprie scelte, i problemi che possono nascere dalle scelte e qualche volta da come comunichiamo le stesse. Ecco il perché della scelta di laboratori che affrontano le tematiche della comunicazione, della esistenza e della responsabilità della scelta.

Oltre ad essere docente di filosofia, lei è anche counselor professionale. Chi è il counselor e che rapporto ha la filosofia con questa figura professionale?
È proprio partendo dalla visione della filosofia intesa come pratica che la si può coniugare con le tecniche del counseling. Il counseling consiste in un aiuto professionale che si pone come obiettivo quello di fornire ai Clienti l’opportunità di esprimere e chiarire sentimenti in merito a difficoltà o disagi momentanei, al fine di favorire un maggiore benessere come individui e come membri della società. In tale contesto tra le tecniche utilizzate dal Counselor, che rimandano alla pratica filosofica, ci sono l’esplorazione, l’ascolto empatico, il dialogo non direttivo e l’accettazione incondizionato dell’altro.