'L'Ego', un viaggio infinito nella musica: Pierpaolo Lauriola presenta il suo nuovo progetto

di Marco Masciopinto - E’ di origini pugliesi ma vive a Milano. E’ arrivato alla pubblicazione del suo terzo disco ed è in giro con un lungo tour promozionale. ‘L’Ego’ è il nuovo lavoro di Pierpaolo Lauriola, composto da otto tracce attraverso le quali l'artista racconta la sua visione del mondo e dei rapporti umani. Nel disco Lauriola ha voluto inserire un brano dedicato alla sua terra, la Puglia, e ci confessa: ‘’Non vedo l’ora di venirlo a suonare dal vivo’’.

'L'Ego' è un progetto che rispecchia i lati della sua personalità. Ce lo racconta?

Dentro L'EGO c’è un personale viaggio che va dalle sonorità acustiche in stile John Butler de L’avventura a sonorità in stile Fink nella canzone ‘Dentro a un bicchiere’ con un recitato in stile Massimo Volume passando per l’elettronica di The Dreamers con accenni ai The XX e i Cure dove mi cimento anche con l’inglese e i ritmi in stile “ballo di San vito” con chitarre noise de I Cantori. C’è la la musica tuareg e una Kora in YALLA. In fondo è un album che sa già di passato ma contiene elementi del presente e del futuro ed è come se ci fosse un modo di sognare e vivere il tempo senza freni e sono felice che sia venuto così spontaneo. Non è proprio “perfetto”, ma ha intensità, intimità, genuinità e tratta temi importanti. Contiene delle aperture. Ed è quello che stavo cercando in questo momento’’.

Come lo definirebbe? 

‘’E’ un album che mi piace definirlo come “un amichevole schiaffo”. Ma è anche “un album biologico” perché colpisce e cattura l’attenzione verso quella musica che hai dentro e che decidi di mettere a nudo senza manomissioni ed effetti speciali.
La storia è quella di noi e del nostro ego con cui costruiamo passo dopo passo il racconto della nostra storia individuale fatta di incontri a volte casuali che nel tempo riusciamo a leggere come frammenti del grande mosaico della nostra vita’’.

Il brano del disco al quale è più legato? 

‘’Sono tutte canzoni importanti per me. Molto diverse una dall'altra. Probabilmente ‘L'avventura’ è la canzone più complessa e con più sfumature dove viene fuori meglio anche il mio modo di suonare la chitarra. Quella Cole Clark con cui ho condiviso tanti palchi. L'avventura l'ho suonata da solo chitarra e voce e loop station. Ed il testo ad un certo punto dice che quando conosci una persona allo stesso tempo apprendi qualcosa del mondo e di te stesso. Mi piace questa apertura al mondo degli altri. Credo sia la chiave del nostro stare al mondo in quel modo che ti fa stare bene con gli altri’’.

Una carriera alle spalle ricca di dischi e live. Quando ha iniziato a fare musica? 

‘’A dodici anni ho iniziato a suonare la chitarra da autodidatta. A tredici mi sono iscritto in una scuola di musica per imparare anche il solfeggio e la teoria. A quattordici anni avevo una band con cui scrivevo canzoni mie. L’idea di stare in una stanza e contribuire con le note a quel gioco di squadra chiamato “band” mi ha sempre emozionato. Ho anche suonato in una cover band degli U2 a sedici anni anche se scrivere canzoni inedite è da sempre l'attività che preferisco’’.

Un palco dove le piacerebbe suonare? 

‘’Per un musicista suonare bene e far si che la musica che viene suonata si stenta bene è importantissimo. Purtroppo non sempre è scontato. Molti dei posti dove si suonare live non valorizzano certi generi di musica a discapito delle emozioni e della qualità. Credo che l'Auditorium Parco della Musica di Roma possa essere un bel palco e che le mie canzoni in quel contesto possano essere maggiormente apprezzate essendo canzoni dove anche i dettagli sono importanti.

Una tappa in Puglia? 

‘’Mi piacerebbe tanto. Adoro la terra in cui sono nato e ci torno sempre volentieri. Magari facciamo qui un appello agli organizzatori dei Festival pugliesi. Nel disco c'è una canzone dedicata proprio al Gargano dal titolo i cantori. Non vedo l'ora di suonarla anche in Puglia’’.